Destra di Popolo.net

IL PATTO DELL’OMERTA’ DI GRILLO: “MA QUESTO DIRETTORIO E’ FINITO”

Settembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

IL FONDATORE CERCA DI SEDARE LA RISSA INTERNA, MA E’ ANCORA UN TUTTI CONTRO TUTTI… RIVOLTA TRA I SENATORI, IN 12 PREPARANO UN DOCUMENTO… LA TAVERNA ASSENTE A NETTUNO

È costretto a rimetter su la maschera del padre buono che conforta e perdona, Beppe Grillo.
Voleva star fuori dai guai romani, ma è dovuto correre nel giorno in cui tutto stava per crollare.
Il fondatore del Movimento e i 5 ragazzi cui aveva dato la responsabilità  di coordinarlo si sono visti in un posto che – per la prima volta in tre anni – è rimasto segreto.
Perchè il patto era questo: basta trucchetti, soffiate ai giornali, linee contrapposte. Occhi negli occhi, telefoni al centro del tavolo, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista e Carla Ruocco hanno tirato fuori tutto: la rabbia per quanto accaduto nella gestione del caso Muraro e delle lotte interne al Campidoglio.
La fuga in avanti di Luigi Di Maio, nel coprire Virginia Raggi e nel darle troppa autonomia. Il caso della lettera del direttorio alla sindaca di venerdì scorso, che doveva essere un modo per chiederle di rientrare nei ranghi, ma che è stata diffusa alla stampa prima ancora di essere chiusa e per questo bloccata dall’ira del presidente della Vigilanza Rai.
Una lunga sequenza di errori che il fondatore ha ascoltato cercando di sedare gli animi: “Ora dobbiamo mostrarci uniti”, ha detto. “Ammettiamo i nostri errori, saliamo sul palco insieme e tutto si risolverà . Non dobbiamo permettere che ci massacrino, non aspettano altro”.
Lo sguardo su Di Maio è severo, ma alle otto e 45 della sera, dopo il mea culpa del vicepresidente della Camera, arriva un abbraccio: la camicia nera di Grillo intrecciata a quella bianca di colui che un giorno definì “un mostro di bravura” concludendo “mi farà  fuori”.
Tutto è cambiato, lunedì. Le decisioni solitarie del vicepresidente della Camera su strategie, incontri e linea politica sono il passato. “Condividere”, è la parola d’ordine che conduce al patto della finta unità .
Un ritocco al direttorio potrebbe arrivare presto, magari con l’ingresso di un senatore. Palazzo Madama è in fiamme. Si sono visti in dodici, in Senato, pronti a chiedere presto un “riequilibrio nel Movimento”. Lo chiama così la senatrice Barbara Lezzi. “Una volta decidevamo le cose tutti insieme, magari trapelava qualcosa, ma è anche giusto”, ricorda Gianluca Castaldi.
Quanto ai deputati sono infuriati con Virginia Raggi e con chi l’ha protetta: “Ci sono assessori che mandano pizzini a quelli dello studio Previti”, sbotta un parlamentare. “E Marra, che senso ha se si limita a spostarlo?”.
È anche per questo, che la linea sulla sindaca di Roma cambia. Grillo decide all’ultimo momento di non incontrarla, di chiamarla soltanto. Non è ancora arrivato il momento di giocare la carta della sfiducia, ma una distanza va messa.
Così, Virginia resta fuori dal palco di Nettuno. E decide di non andarci neanche la senatrice Paola Taverna. Ha visto Grillo, ha spiegato che lei non c’entra nulla con le prove mostrate dai giornali su quel che Di Maio sapeva dell’indagine su Paola Muraro. Non se la sente, però, di salire sul palco del perdono.
Sa che qualcuno ha pensato di dare la colpa a lei.
Ma non tutti fingono, su quel palco. Roberto Fico parla di “momenti durissimi”. “Il Movimento è un’utopia, non ci sono leader, se facciamo una rivoluzione a metà  sarà  una rivoluzione fallita”.
Sono tutti ospiti di Alessandro Di Battista e dell’ultima tappa del suo tour. Lui li aspetta nervoso. Lascia loro la parola mentre Carlo Sibilia gli fa una carezza. Poi se la riprende introdotto da Grillo che fa l’elogio di “un ragazzo che ha fatto 5mila chilometri e finisce qui nella piazza della giustizia e del perdono”. Lui parla di errori in buona fede, suda, si arrossa. Mentre abbraccia un Di Maio rigido e teso, Grillo lo guarda come un figlio che alla recita, a scuola, azzecca tutte le battute. Il nuovo frontman è “il Diba” già  da un po’. Il passo falso di Di Maio, che lui chiama “fratello”, potrebbe costringerlo a prenderne il posto.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

LA TRIBU’ SACRIFICA IN PIAZZA DI MAIO, DI BATTISTA SI PRENDE LA SCENA

Settembre 8th, 2016 Riccardo Fucile

E SI SENTE IL VUOTO LASCIATO DA CASALEGGIO: IDEE PIGRE E SCHEMI CONSUNTI

Lo amano. Lo adorano. Lo vogliono. E’ del tutto ovvio che da oggi il Sovrano è lui. C’è l’intera piazza di Nettuno che si schiera ai piedi di Alessandro Di Battista, giunto all’ultima tappa del suo tour di cinquemila chilometri per dire No ai quesiti del referendum costituzionale, a chiarirlo senza ombra di dubbio.
Il passaggio di consegne con Luigi Di Maio forse non è nella forma, di certo lo è nella sostanza. «Dibba, Dibba, Dibba, Dibbaaaaaa».
E’ il boato scaricato in cielo con un fanatismo da concerto vascorossiano al termine di questo curioso processo cinese organizzato da Beppe Mao nel Lazio, in cui il colpevole – Di Maio Luigi, vicepresidente della Camera – ben accolto e tiepidamente applaudito, viene condannato prima del dibattimento ed è costretto a cospargersi il capo di cenere di fronte alla platea, per consentire al Movimento di proseguire purificato il proprio processo rivoluzionario. «Ho sbagliato, scusate».
C’era Di Maio. Oggi c’è Di Battista.
E’ questo il primo risultato del dilettantesco pasticcio di Roma, che finisce per penalizzare Di Maio più della confusa e incomprensibile sindaca Virginia Raggi, due delibere in ottanta giorni.
E anche Beppe Grillo, l’antico Capo Tribù piombato nei dintorni della Capitale per rimediare al disastro, finisce per sparire davanti al sorprendente potere ipnotico del nuovo Capobranco, che attacca la Rai, le banche, Renzi, la Merkel, la Boschi, invocando più Italia, più sovranità , una moneta propria e soprattutto ribadendo l’ennesimo definitivo No alle Olimpiadi.
«E’ questa la vera battaglia che si sta combattendo a Roma. Ma noi non molliamo. Mentre loro, le lobby, i palazzinari, la politica, sentono le sirene della Polizia e cercano di scappare con il malloppo».
Piove e Nettuno è sua. E’ lui il primo a salire sul palco per introdurre i compagni della serata, è lui l’ultimo ad andarsene dopo più di un’ora.
In mezzo il comizio-processo, organizzato per dare l’immagine di un universo ancora unito, solido e solidale, pensato apposta per nascondere sotto il tappeto la polvere soffocante delle risse interne, delle gelosie, dei piccoli tradimenti, e soprattutto delle scelte discutibili di assessori piombati nella giunta capitolina da galassie da sempre ritenute mefitiche dai Cinque Stelle: il previtismo, l’alemannismo o la palude dei dirigenti buoni per tutte le stagioni.
Ci sono i cinque del direttorio sul palco con Grillo e sparso tra la folla anche qualche parlamentare tendenza Di Maio, ma il buco, enorme, non è tanto quello dei senatori – che non hanno mai digerito il piccolo gruppo dirigente incardinato alla Camera – o della Raggi, quanto quello lasciato da Gianroberto Casaleggio.
Senza di lui il tavolo è zoppo. Le idee più pigre. Gli schemi più prevedibili.
Eppure proprio Di Maio e Di Battista sembravano destinati a clonare lo schema dei Fondatori nella staffetta generazionale.
Non è ancora così. Forse non sarà  mai così.

Andrea Malaguti
(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

NESSUN REPULISTI NELLA GIUNTA RAGGI, IL CAPOCOMICO FA CALARE IL SIPARIO

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

MURARO E DE DOMINICIS RESTANO ASSESSORI, ROMEO MANTIENE IL SUO POSTO E MARRA VIENE SOLO SPOSTATO DI INCARICO NEL BLOG DI GRILLO, MA NON PER LA RAGGI… IL DIRETTORIO NON HA OTTENUTO UNA MAZZA, MA SONO TUTTI “VITTIME DEL SISTEMA”

Il «movimento resta unito» sancisce Grillo a Nettuno: e mai come in questo caso l’unione fa la farsa.
L’esordio del leader fondatore Grillo è stato da tregenda: «il regime reagisce compatto contro di noi».
«Ringrazio il direttorio che ha protetto Virginia Raggi che andrà  avanti e noi vigileremo» ha proseguito paragonando Raggi al primo sindaco nero del 1968 in Mississipi (che si rivolterà  nella tomba)
Il coro ritmato «onestà , onestà », avviato da Beppe Grillo sul palco e subito ripreso dai militanti in piazza, ha chiuso il comizio di M5s a Nettuno.
Nessuno si ricorda più che il direttorio aveva chiesto quattro teste ( Muraro, De Dominicis, Romeo e Marra): per la serie “abbiamo scherzato” sono tutti sul palco a reggere il moccolo al ballista Di Maio, ideale candidato premier della Repubblica dei conigli.
Mentre il capocomico miliardario genovese urla “contro il sistema”, emerge la decisione presa “di comune accordo”: non cambiare una mazza.
La Raggi non si vergogna nemmeno delle balle che ha raccontato e compare in video amatoriale per rendere noto che la Muraro resta al suo posto, nonostante sia indagata (pare pure per abuso d’ufficio, ma potrebbe anche esserle contestata la corruzione, una sciocchezza dai…) .
Lo stesso dicasi per il raccomandato dallo studio Sammarco, ovvero De Dominicis. esperto di Tinto Brass, per il fido Romeo e persino per Marra   che al massimo cambia incarico.
E su Marra siamo alla farsa completa: “L’attuale vicecapo di gabinetto Raffaele Marra sarà  ricollocato in un’altra sede”, si legge nel post scriptum che compare sul blog di Grillo sotto la dichiarazione della sindaca.
Ma di questa frase non ce n’è traccia nell’identico post riportato dalla sindaca sul suo profilo Facebook.
Cala il sipario, cadono le stelle.
A molti elettori grillini non solo quelle.

argomento: Grillo | Commenta »

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO, L’EPIGRAFE ADATTA ALLA CATASTROFE GRILLINA

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

LA CLASSE POLITICA SI SELEZIONA NELLA LOTTA POLITICA, NON CON I CURRICULUM AZIENDALI

“Dilettanti allo sbaraglio”. Era questo il sottotitolo della “Corrida”, una trasmissione, prima radiofonica e poi televisiva, che conduceva il famoso presentatore Corrado.
Il quale, con un cinismo fintamente bonario, si prendeva gioco di tanta gente qualunque in cerca di un quarto d’ora di notorietà .
E “dilettanti allo sbaraglio” ci sembra l’epigrafe più adatta per sintetizzare i primi cento, catastrofici giorni dell’amministrazione grillina della capitale.
Tempo fa avevo parlato della mezza cultura del grillino medio.
Oggi ci tocca parlare della vera e propria incultura della stessa classe dirigente a cinque stelle.
Mancanza di cultura politica, prima di tutto. Da cui discende non solo l’idea, visibilmente puerile, che la politica si riduca a “onestà  privata”, ma anche quella che, oltre all’onestà , per governare ci voglia solo competenza tecnica.
Fa veramente tenerezza, o rabbia a seconda dei casi, sentir dire dalla sindaca Raggi che, per scegliere il nome di un assessore o del capo di una segreteria politica, sono stati visionati i curricola dei candidati.
Quasi che amministrare politicamente e amministrare un’azienda fossero la stessa cosa, faccende entrambe da manager.
Come si può nella patria di Machiavelli arrivare a pensare, e poi a dire, una simile sciocchezza?
La classe politica si seleziona solo nella lotta politica: altra possibilità  non c’è.
La politica è prima di tutto visione, cioè chiarezza sugli obiettivi da raggiungere, e poi assunzione di responsabilità .
Nel bene, come nel male. Non si possono fuggire le telecamere, come stanno facendo in queste ore i grillini.
Nè ci si può nascondere dietro un dito, appellandosi a “scelte condivise”, quando si è avuta un’investitura personale e quasi plebiscitaria.
Nè si può tener nascosta la verità , e addirittura mentire, davanti a coloro che ti hanno eletto.
È un errore politico veramente autodistruttivo: ciò che ne va di mezzo è la fiducia personale che ti è stata concessa.
Ci vuole tanto a capire che il cittadino-elettore è disposto a perdonare persino la “disonestà “, ma non perdonerà  mai la menzogna?
Ci vuole tanto a capire che qualsiasi giustificazione a posteriori più o meno bizantina, qualsiasi gioco di parole, non regge, e che l’unica scelta che un politico serio ha davanti, di fronte a circostanze del genere, sono le scuse ufficiali?
Senza aspettare settimane, senza tener nascosta nel “cassetto” la verità , nella speranza che nessuno la scopra.
Scuse ufficiali al popolo romano, che ha votato per il movimento in massa. Perchè la Raggi ci gira ancora attorno? La menzogna in politica un tempo veniva etichettata sotto la voce “arcana imperii”.
Poi, in età  moderna, si è parlato più semplicemente di “ragion di Stato”, riservandola a settori speciali come i “servizi segreti”.
Nell’uno e nell’altro caso, si occultava la verità , che poteva essere perturbante, per la salus rei publicae, cioè per la salvezza della Patria.
Qui invece si è mentito per piccoli interessi di bottega, personali, e proprio mentre si faceva della “trasparenza” il mito fondativo della nuova politica. Da non credere!
Alcuni giornali, a esempio “il Foglio”, insistono sulla incompatibilità  fra la grammatica grillina, fondata sul valore dell’ onestà , e il governo politico di una società .
Sono d’accordo, ma solo fino a un certo punto. Con l’onesta, valore non politico, si può fare politica. Basti pensare solo un attimo all’esperienza del giacobinismo, anche nelle sue propaggini totalitarie novecentesche, che su quella grammatica, su un’astratta idea di “virtù”, si è costruita fino ad arrivare al Terrore.
Qui, più che a una fenomenologia della mente rivoluzionaria, siamo però di fronte alla fenomenologia della ignoranza umana.
Ignoranza della politica e delle sue regole, a cui, diceva Benedetto Croce, è vano ribellarsi.
Pena lo spettacolo pietoso di questi giorni. “Dilettanti allo sbaraglio”, appunto.
Il problema, come diceva quel tale, non è l’ignoranza, ma l’ignoranza attiva. E mai come in questa estate romana si son visti tanti ignoranti attivi e presuntuosi. Imperdonabile.
Non so se era tutto già  scritto, come pure si è detto. Fatto sta che fa davvero meraviglia come un abbaglio così grande lo abbia potuto prendere un popolo come quello romano, di sana e scettica diffidenza verso tutto ciò che si presenta come nuovo e originale.
Caduti così in basso, forse ora, non si può fare altro che risalire.

Corrado Ocone
filosofo
(da “Huffingtonpost”)

argomento: Grillo | Commenta »

LOTTA DI POTERE SULL’EREDITA’ DI CASALEGGIO

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

SONO RIUSCITI A FARSI MALE DA SOLI

La cosa più stupefacente è che hanno fatto e stanno facendo davvero tutto da soli. Quello che sta accadendo a Roma, dove un’esperienza amministrativa appena nata si sta accartocciando su se stessa davanti allo sguardo sbigottito anzitutto degli elettori grillini, è un avvenimento politico di prima grandezza.
Destinato ad avere ripercussioni almeno pari a quelle del referendum e capace di imprimere una brusca svolta alla vicenda italiana e alla natura stessa dei cinque stelle. La pietruzza di un’assessora maldestra e (quantomeno) reticente, rotolando giù dal colle del Campidoglio, ha colpito prima la sindaca Raggi e poi, a cascata, il candidato in pectore Luigi Di Maio.
Macchiandone l’immagine e indebolendolo sul piano interno a favore di un altro potenziale leader come Alessandro Di Battista.
Perchè «Roma è Roma», come disse lo stesso Di Maio, non è Quarto o Livorno. Se il Movimento cade nella Capitale è finito.
A ben vedere non è la prima grave crisi di maturità  dei cinque stelle dalla loro clamorosa affermazione nel 2013.
Altri momenti molto difficili furono le espulsioni di massa del primo anno, culminate con l’assalto degli eretici alla villa di Grillo a Marina di Bibbona, la sconfitta alle Europee da parte di Renzi, la gestione dei sindaci di Parma e Quarto.
Nulla di paragonabile al caso Raggi. E c’è una ragione precisa che porta a considerare questo il passaggio centrale per capire quello che sarà  e come evolverà  il partito-non-partito che ha rivoluzionato la politica italiana.
Il motivo si chiama Gianroberto Casaleggio.
Il vero leader dei Cinquestelle, il capo «politico». «Il movimento farà  a meno di me e di Grillo», disse in una intervista a Lucia Annunziata del 2014.
Quel momento è arrivato. Cosa avrebbe fatto Casaleggio? Possiamo supporre che avrebbe convocato a Milano Raggi e le avrebbe intimato di cacciare su due piedi l’assessore Muraro e tutto quel giro di strane figure di staff di cui si è circondata.
Pena l’espulsione immediata.
Non avrebbe aspettato di essere travolto dallo scandalo e dalle bugie, avrebbe agito in contropiede. In maniera anche brutale. In fondo si deve a Casaleggio quell’articolo 9 del codice di comportamento degli eletti che impone al sindaco e a «ciascun assessore e ciascun consigliere di dimettersi laddove, in seguito a fatti penalmente rilevanti, venga iscritto nel registro degli indagati».
E’ quello che il Direttorio ha chiesto in extremis alla sindaca: la cacciata delle anime nere che hanno «contaminato» la purezza del M5s.
Ci sono arrivati però dopo mille reticenze, mezze bugie, afasie e convulsioni, disvelando in questo modo una sorda lotta di potere interna.
Da come il partito-non-partito uscirà  da questa vicenda si capirà  non solo chi comanda davvero a Roma – se i vertici M5S o la sindaca scelta da quasi 800 mila romani – ma soprattutto se il gruppo dirigente che ha preso in mano il Movimento dopo la morte del leader ha la capacità  e lo spessore di candidarsi a guidare il Paese.
«E’ in arrivo una tempesta, con lampi e tuoni», profetizzò ai primi di agosto uno stralunato Beppe Grillo in un video che fece molto rumore.
Quello che non si aspettava è che avrebbe piovuto solo sui suoi ragazzi.

Francesco Bei
(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

ESPLODE LA PROTESTA DELLA BASE M5S E SUL BLOG DI GRILLO TORNA LA CENSURA

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

DECINE DI COMMENTI CANCELLATI: “DOV’E’ LA TRASPARENZA?”

Proteste, richieste di dimissioni e commenti censurati.
Il blog di Beppe Grillo è la cartina di tornasole dell’imbarazzo che regna sovrano all’interno del Movimento Cinque Stelle sul caos romano.
Lunedì sera – mentre davanti alla Commissione Ecomafie e sulle agenzie di stampa andava in scena lo scaricabarile tra Virginia Raggi e il direttorio su chi fosse o meno informato dell’indagine della Procura sull’assessora Paola Muraro – il sito del leader M5S proponeva un video in cui la sindaca esordiva con un «ciao, stiamo lavorando per Roma», spiegava ai cittadini di aver incontrato «resistenze», ma di non essere spaventata.
Nella giornata di ieri il filmato, quantomeno infelice per tempistica, era scivolato più in basso, soppiantato dal post «L’euro è il problema dell’Europa».
Ma la base, nelle ultime ore, non pare interessata a monete uniche e tassi di cambio.
Utenti bannati
Sui siti della galassia grillina e sui social i militanti sono in rivolta.
Accusano la sindaca di aver nascosto all’opinione pubblica l’inchiesta su Muraro, invocano «onestà  e trasparenza», lamentano il tradimento dei princìpi del Movimento e il «silenzio assordante» dei vertici. I
l video autoassolutorio di Raggi raccoglie centinaia di commenti. «Virginia deve dimettersi prima che la situazione travolga tutto il M5S», scrive Michele De Donato.
«La sindaca di Roma sta disperdendo un immenso patrimonio di consensi in modo del tutto stupido», sostiene Mauro Ciccarelli.
Di fronte alla valanga di proteste, gli amministratori del blog rispolverano la censura.
Il sito “nocensura.eusoft.net” raccoglie i commenti rimossi dal blog di Grillo: gli interventi cancellati dai moderatori della Casaleggio sono decine.
Come quello di Mario C., che si dice «esterrefatto da come siete cambiati in peggio in un paio di mesi».
«Parlo dello scandalo Raggi – spiega -, sperpero di soldi con compensi doppi rispetto alle amministrazioni precedenti, collaboratori raccolti tra gente che ha creato il danno, la Muraro indagata da mesi e Virginia che tace facendo finta di niente.
E anche beppegrillo.it tace quando queste schifezze sono sulle prime pagine di tutti i giornali». Marco Gradozzi si rivolge direttamente alla sindaca: «Ti ho votato molto volentieri, però credo che tu sia venuta meno ai principi fondamentali, trasparenza e onestà . Perciò penso che ti dovresti dimettere».
«Siete come i vecchi con vestiti nuovi e niente più, che schifo», sbotta Enrico Fratus. «Come si fa a lasciare un governo così importante in mano a delle persone che non si fanno scrupolo di mentire? Beppe devi intervenire», chiede Antonella Guglielmino.
Sfogatoio collettivo
La base è in fibrillazione. Brama risposte, ma dal direttorio tutto tace.
Di Maio cancella l’intervista su Raitre e Di Battista interrompe il tour. Tanti iscritti invitano Grillo a prendere in mano la situazione.
Il blog diventa sfogatoio collettivo. «Qui scricchiola tutto. Muraro sapeva. Raggi sapeva. Raggi ha informato i vertici. Tutti hanno negato», accusa Stefano Mennei.
Marcello Bini fiuta il complotto: «Raggi è un’infiltrata, creata a tavolino da certi poteri». «Siete tutti uguali», chiosa un altro utente.
Mentre Giovani Baroso avvisa: «Fallire a Roma significa fallire con il governo del Paese». Bisogna scorrere decine di commenti prima di scovarne uno a difesa della Raggi. È quello firmato da Carlo S.: «Virginia tieni duro, continua la lotta contro la casta».
«Non mollare», concorda Giuseppe Di Vico. Roberto Rossi è già  pronto al perdono: invita la sindaca a chiedere scusa e ad andare «avanti a testa bassa».
Mentre sui social rimbalza il video in cui Raggi chiedeva trasparenza a Pizzarotti accusandolo di aver «nascosto il suo avviso di garanzia», Beppe Grillo prende tempo. Rilancia su Twitter e Facebook la lettera anti-euro dei pentastellati eletti a Bruxelles, ma in risposta ottiene una caterva di domande sulla baraonda in Campidoglio.
Rispunta pure Daniele Martinelli, licenziato tre anni fa dallo staff comunicazione M5S: «Un grillino non racconta frottole, e soprattutto non gioca sulle parole tra “avviso di garanzia” e “indagine”. Il Movimento che ho conosciuto io, una cosa così, non l’avrebbe tollerata».
Nel giorno più lungo del Movimento, tornano a galla vecchi rancori. L’ex ideologo Paolo Becchi ne approfitta per pubblicizzare il suo libro su Casaleggio.
«Non vi voto più»
A settanta giorni dal trionfo nelle urne, la disillusione dell’elettorato grillino deborda in rete. Quello di Igor Fabbri è un addio: «Dopo la schizofrenica gestione della città  di Roma, non voterò mai più il Movimento».
I moderatori fanno sparire gli interventi più duri dal blog, ma non basta.
«Ho criticato civilmente la Raggi e sono stato censurato, non ci posso credere! Che sta succedendo?», chiede Mario.
Nessuno risponde.

Gabriele Martini
(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

PIZZAROTTI: “DI MAIO E’ UN INCAPACE E INESPERTO”

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

“NON SONO IN GRADO DI GESTIRE NULLA, NON HANNO UMILTA'”

Di Maio? Incapace e inesperto. Il giudizio perentorio sul membro del Direttorio M5S è del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che in un’intervista a La Stampa punta il dito contro il leader in pectore dei 5 Stelle, coinvolto nelle polemiche della bufera pentastellata al Campidoglio
Sulle motivazioni alla base del comportamento di Di Maio, che avrebbe taciuto sulla vicenda dell’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Roma dell’assessore all’Ambiente, Paola Muraro, Pizzarotti è perentorio
“Incapacità . E inesperienza. Perchè Luigi è uno che dal punto di vista amministrativo non ha fatto nulla. E nonostante questo è stato proiettato da tutti come futuro leader, troppo frettolosamente e senza una prova sul campo. Sono inadeguati, stanno inanellando una serie di figuracce senza avere l’umiltà  di dire: ci scusiamo e ora vediamo come uscirne. Aspettiamo di capire cosa succede, ma sarebbe grave che Raggi non avesse detto nulla a Di Maio, visto il rapporto stretto che avevano i due.
E sarebbe altrettanto grave che Di Maio non sapesse nulla, visto il suo ruolo di responsabile degli enti locali. Certamente, se tutto fosse confermato, le stesse persone che avevano dato giudizi pesanti e sgradevoli su di me si ritroverebbero ad aver fatto l’esatto opposto di quello che dicevano”.
Dura la critica del sindaco sospeso dal Movimento nei confronti del Direttorio M5S
“Quello che sta accadendo è l’ulteriore dimostrazione del fatto che non siano in grado di gestire nulla a livello locale. Non si capisce cosa facciano Ruocco e Sibilia. Di Battista ormai ha solo un ruolo mediatico. Fico doveva occuparsi dei meet-up e in molte città  sono in subbuglio. Infine, Di Maio. Dovrebbe essere il responsabile degli enti locali ed è sotto gli occhi di tutti da mesi come si è comportato con me”
Per Pizzarotti le dimissioni di Muraro e del sindaco Raggi, tuttavia, sono “una soluzione troppo semplice” così come “è sbagliato promettere che si avranno risultati in 100 giorni”.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Grillo | Commenta »

PROCESSO A DI MAIO. LUI IN LACRIME: “SI’, SAPEVO”

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

TAVERNA: “SI E’ MONTATO LA TESTA”

«Nulla sarà  più tollerato» dice Beppe Grillo al telefono. Virginia Raggi è avvisata. O fa come le dicono i vertici del Movimento o le toglieranno il simbolo e ognuno per la sua strada.
Così si conclude la giornata più lunga del M5S. Una giornata che ha un altro protagonista, forse il più importante, sotto accusa.
Potrebbe partire da qui il racconto, dagli occhi Luigi Di Maio. Stanchi, quasi in lacrime, racconta chi è stato testimone della riunione più lunga della storia del Movimento fondato da Grillo e Gianroberto Casaleggio.
Durante l’incontro fiume vengono prese decisioni senza appello sul cerchio magico della sindaca.
Nella lotta di potere interna al M5S sono costretti a intervenire anche Grillo e Davide Casaleggio.
Il comico chiama lo staff, poi alcuni deputati, infine Raggi che nel frattempo è in continuo contatto con la riunione del direttorio alla Camera.
«Non voglio più sentire il nome di Raffaele Marra associato al M5S. Non è accettabile che il vecchio sistema legato ad Alemanno gestisca il Campidoglio». Lei resiste. Prima dice che lo sposta, poi rifiuta.
Il balletto dura qualche ora. Alla fine cede. Marra esce dal gabinetto della sindaca mentre vengono ridimensionati ruolo e stipendio di Salvatore Romeo.
Ma i vertici del M5S vogliono di più. Chiedono la testa di Paola Muraro, assessora all’ambiente indagata, e di Raffaele De Dominicis, il nuovo assessore al Bilancio appena nominato: «Ha il marchio dello studio Sammarco e del giro di Previti» le dicono. Ma su questo non molla.
Il braccio di ferro con il direttorio continua: «Su Muraro avevamo detto che prima leggevamo le carte» dice Raggi, che con i suoi si sfoga: «Io prima devo pensare a Roma, poi al M5S. De Dominicis è un magistrato della Corte dei Conti, non si tocca». Oggi si vedrà  come andrà  a finire.
Nel frattempo il Movimento deve gestire un’altra grana altrettanto pesante, se non di più.
«Scusate» ripete più volte Luigi Di Maio, l’enfant prodige appena trentenne a cui l’Italia pentastellata aveva offerto il proprio destino. «Ho letto quella mail ma ho capito male» è la sua difesa.
Il processo a Di Maio comincia alle 9.30 del mattino nel peggiore dei modi.
Nelle stanze che ospitano i gruppi del M5S viene sommerso di accuse da Paola Taverna e Carla Ruocco.
Sono «indiavolate» spiega chi era lì. «Luigi io non me faccio lasciare la responsabilità  solo a me. Io ti avevo avvertito. Siete solo ragazzini che si sono montati la testa» urla la Taverna, la senatrice che è stata tirata in ballo da Virginia Raggi durante l’audizione di lunedì alla commissione di inchiesta sui rifiuti.
La sindaca seduta accanto all’assessora ha fornito nel giro di poche ore due versioni differenti. Ha detto di aver informato i vertici 5 Stelle, per poi precisare, qualche ora dopo, di averlo detto solo al minidirettorio romano guidato dalla senatrice Taverna. «Non a Di Maio e a Grillo».
Una correzione di rotta dovuta anche al caos scatenato nel frattempo nel M5S dalle sue rivelazioni.
Taverna però non la manda giù, non vuole passare per quella che ha taciuto un notizia così importante e nella notte tra lunedì e ieri lascia trapelare di aver inviato una mail a Di Maio il 5 agosto.
Qui la storia prende tutta un’altra piega. Perchè non solo l’assessora sapeva dal 18 luglio, dopo aver chiesto la certificazione alla procura, di essere iscritta nel registro degli indagati dal 21 aprile.
Non solo lo sapeva Raggi che, informata dall’assessora il giorno seguente, tenta le capriole in avvocatese specificando la differenza tra avviso di garanzia (non ricevuto) e iscrizione sul registro degli indagati.
Qui è la testa del M5S, l’uomo più in vista, il candidato premier, a essere accusato di aver mentito come Muraro e come Raggi. O, perlomeno, di aver nascosto la verità .
E allora nella giornata più convulsa, mentre si alternano riunioni tra il Campidoglio e Montecitorio, in un guerra di tutti contro tutti, il M5S deve capire quale strategia di emergenza adottare per salvare il prescelto Di Maio e l’intera baracca.
Perchè quella mail lui l’ha ricevuta ed è lui stesso ad ammetterlo. «Muraro ha chiesto la certificazione ai pm e risulta indagata da aprile per reati ambientali».
Questo il contenuto di quello che scrive Taverna a lui e in copia conoscenza a Fabio Massimo Castaldo, Stefano Vignaroli e Gianluca Perilli, tutti i membri del minidirettorio. Taverna scrive solo a lui perchè responsabile degli enti locali.
Durante la riunione di ieri Ruocco è senza freni: «Ti stai comportando come una Raggi al quadrato» gli dice.
Anche lei membro del direttorio, era già  infuriata per le dimissioni secondo lei telecomandate da fuori di Minenna: «Sei tu che hai scelto di difendere a oltranza la Raggi».
I deputati lo scrutano mentre il suo volto si scava nell’imbarazzo. Gli chiedono il perchè del suo silenzio. Anche Fico che come Ruocco e Sibilia (il più arrabbiato di tutti, raccontano) prendono le distanze.
«Lo abbiamo saputo dai giornali! Vi rendete conto?».
Di Maio non si nasconde, spiega di aver sottovalutato la questione, di essersi «confuso» e lo motiva così: «Avevo saputo dall’audizione di Daniele Fortini (ex ad di Ama) in Ecomafia il 3 agosto che era andato a denunciare Muraro. Che fosse indagata mi sembrava quasi dovuto, ma mi sembrava una notizia tipo quella delle indagini su Raggi».
Poi quasi in un estremo sussulto di difesa: «Non pensate che senza di me troverete un altro nome. È tutto il M5S a perdere».
Già  oggi molto probabilmente Di Maio offrirà  le sue scuse al popolo dei 5 Stelle. Intanto, declina all’improvviso l’invito su Raitre alla tramissione Politics.
Anche Alessandro Di Battista annulla la tappa del suo tour sulla costituzione. Bisogna salvare il Movimento, la tv può aspettare.

Ilario Lombardo
(da La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

DI MAIO SAPEVA TUTTO: ECCO I MESSAGGI CHE DIMOSTRANO CHE HA MENTITO

Settembre 7th, 2016 Riccardo Fucile

“MURARO E’ PULITA?”. “NO”…. DI MAIO SAPEVA DA TEMPO CHE LA MURARO ERA INDAGATA, INFORMATO DA TAVERNA E GASTALDO

Da più di un mese Luigi Di Maio sapeva. Almeno lui, sapeva tutto dal 4 agosto, quando era stato informato nei dettagli dell’indagine su Paola Muraro.
E quindi anche Di Maio, come la sindaca e l’assessora, mentiva quando sosteneva di non potersi pronunciare sulla vicenda in mancanza di notizie giudiziarie certe.
In quel giovedì 4 agosto sui quotidiani si parlava del caos rifiuti, delle dimissioni del vertice della municipalizzata ambientale e delle ricche consulenze incassate da Muraro, ma il giovane leader pentastellato viene messo a conoscenza di una questione più scottante: l’inchiesta della procura sulla manager a cui Virginia Raggi ha affidato la sfida di ripulire Roma.
A Di Maio le informazioni sono arrivate dai membri del direttorio capitolino, il comitato ristretto che vigila sulle mosse del Campidoglio. Quello che Raggi ha subito avvertito della grana più grande. Sono loro ad avere fatto salire la notizia fino al vertice dei Cinquestelle.
E qui bisogna fare i conti con la cronologia nota finora, rivelata dagli stessi protagonisti del lungo silenzio che sgretola la promessa di “legalità  e trasparenza” della giunta grillina, sospettata invece di avere peccato in parole, opere e omissioni.
Sappiamo che il 5 settembre, durante l’audizione della Commissione parlamentare sulle ecomafie, Muraro rivela di essere indagata.
La procura ha infatti risposto a una sua istanza sulla base dell’articolo 335 del codice di procedura penale, comunicandole che il 21 aprile scorso, guarda caso la ricorrenza della fondazione di Roma, era stato aperto un fascicolo contro di lei.
Dichiara di averlo saputo il 18 luglio: 47 giorni prima, un mese e mezzo di mutismo. Di questo ha discusso subito con la sindaca, che risulta avere fatto due cose.
Anzitutto si è confrontata con Carla Maria Rainieri, capo di gabinetto ma soprattutto fino a luglio giudice della Corte d’Appello di Milano, che ha sconsigliato Muraro dal presentarsi ai pm. Poi Raggi affronta l’aspetto politico della vicenda.
Stando alle sue dichiarazioni, comunica la novità  solo al direttorio romano.
Si tratta di Paola Taverna, Stefano Vignaroli, Fabio Massimo Castaldo, Gianluca Perilli. Tutti sostengono di non avere detto nulla a Beppe Grillo.
E anche Davide Casaleggio si è mostrato totalmente all’oscuro.
Ma tacciono pure con il comitato che governa il movimento? Oltre a Di Maio, è composto da Alessandro Di Battista, Carla Ruocco, Roberto Fico e Carlo Sibilia. Sabato 2 agosto c’è una cena che vede allo stesso tavolo la sindaca, il suo fidato vice Daniele Frongia, il direttorio romano e quello nazionale.
Ruocco e Sibilia hanno dichiarato pubblicamente di non essere stati informati del caso Muraro. Anche Fico dice di non averne saputo nulla.
Ma Repubblica è in grado di documentare come almeno il 4 agosto la cabina di regia romana abbia avvertito Di Maio.
Rispondendo a un suo messaggio, Paola Taverna gli scrive che dalla procura è arrivato il documento sulla posizione della Muraro. “È pulito o no?”, chiede il deputato. E ottiene immediatamente risposta: “Non è pulito”.
Nella stessa data Di Maio ottiene un quadro più preciso.
Glielo trasmette l’altro membro del direttorio romano Fabio Massimo Castaldo, l’eurodeputato con doppia laurea in legge: il reato contestato dai pm alla Muraro è la “fattispecie di cui al comma 4 dell’articolo 256 del Testo unico sull’Ambiente”.
Ossia come chiarisce citando il codice: “L’inosservanza delle prescrizioni o la carenza dei requisiti previsti per legge da parte del gestore” degli impianti per il trattamento dei rifiuti.
A richiesta del deputato, Castaldo non sa precisare se gli addebiti siano relativi alla gestione dello stabilimento Ama di Rocca Cencia o a quello del Salario.
Ma in quel momento Di Maio ha tutti gli elementi per valutare la portata dell’indagine. Ne discute con gli altri big dei 5Stelle o preferisce tacere?
È una domanda fondamentale. Perchè nel primo pomeriggio di quel 4 agosto, quando già  è a conoscenza dell’inchiesta, il deputato lancia un tweet: “La nostra colpa a Roma è non avere risolto in venti giorni le emergenze create dai partiti in vent’anni “.
Quelle parole sembrano dettare la linea al Movimento, che pochi minuti dopo prende posizione compatto con l’hashtag #SiamoTuttiConVirginia.
Di Maio, Grillo, Di Battista, Fico, Ruocco, Sibilia si scagliano contro “retroscena e notizie false sui rapporti con Virginia e assessori nel tentativo di screditare l’operato del sindaco e nella speranza (vana) di spaccarci. Virginia e tutti gli assessori stanno lavorando a testa bassa per restituire ai romani una città  pulita, ordinata, funzionante, viva e risolvere i danni lasciati da venti anni di mala politica”.
E accusano “amministratori politici che hanno usato l’azienda pubblica Ama e i soldi dei cittadini per fare i propri porci comodi”.
Ossia proprio le vicende di cui si occupa la procura, che non solo sta rileggendo le intercettazioni tra Salvatore Buzzi, il braccio destro di Carminati nelle speculazioni di Mafia Capitale, e Muraro ma l’ha anche messa sotto accusa per le certificazioni rilasciate agli impianti dei rifiuti, incarico che le ha fatto incassare un milione e 156 mila euro in dodici anni.
Il vertice dei M5S è stato ingannato da Di Maio, spingendolo a una difesa senza se e senza ma di Muraro?
Il giorno dopo il deputato ottiene altre notizie. Sono quelle che gli aveva promesso Paola Taverna: una mail riassuntiva della situazione giudiziaria.
Anche in questo caso, però, non sembra sia stata condivisa con il resto del direttorio. Che in quel 5 agosto con una nota ribadisce: “C’è estrema fiducia nei confronti dell’assessore Muraro e del lavoro che sta portando avanti. Gli attacchi politici che le stanno muovendo dimostrano che è la persona giusta al posto giusto per scardinare il sistema”.
“Persona giusta al posto giusto” un’assessora che in quel momento la sindaca, i leader romani e Di Maio sapevano essere sotto inchiesta proprio per la malagestione dei rifiuti?
Di Maio torna occuparsi della capitale soltanto il primo settembre quando l’ondata di dimissioni fa vacillare il Campidoglio: “Subiremo altri attacchi, perchè ci siamo inimicati le lobby dell’acqua, dei rifiuti e delle Olimpiadi”.
L’indomani aggiunge: “A Roma ci sono ancora frattaglie di Mafia Capitale ma la magistratura e i carabinieri stanno continuando a lavorare”. Certo, omette però il fatto che stanno lavorando anche sul ruolo dell’assessora nella gestione dell’affare rifiuti.
Due giorni dopo, il 4 settembre, l’indagine viene infine rivelata pubblicamente.
Di Maio si trincera dietro una posizione da Prima repubblica, il distinguo cavilloso tra iscrizione sul registro degli indagati e avviso di garanzia.
“A oggi Muraro afferma di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Non esistono le carte per poter valutare. Non faccio dichiarazioni sui se”.
Un maldestro sofisma per cercare un’estrema difesa. La stessa evocata da Muraro e Raggi per giustificare oltre un mese di menzogne: “Noi abbiamo sempre detto che non è arrivato alcun avviso di garanzia”.
Il peso dei silenzi rischia però di innescare un cortocircuito di falsità .
Come è successo due giorni fa, mentre era ancora in corso l’audizione alla Commissione Ecomafie.
Alle 19.13 viene fatta trapelare sulle agenzie seguente dichiarazione: “Il direttorio ignorava che Muraro fosse indagata, nè tantomeno ne era a conoscenza il mini-direttorio”. Tre ore dopo, a precisa domanda della deputata dem Stella Bianchi, è Raggi stessa a smentire, sostenendo di averne parlato con la regia capitolina.
E adesso sappiamo che anche Di Maio era informato.
Perchè tante bugie? Nessuna spiegazione, solo l’evocazione di complotti.
Di Battista twitta: “Credetemi, gira tutto intorno alle Olimpiadi il loro attacco. Ovvero l’obiettivo di quei palazzinari che controllano molti giornali e che hanno perso il controllo della Capitale”.
Intanto però ha deciso ieri di sospendere il tour estivo nelle piazze per sostenere il No al referendum.
Così come Di Maio ha scelto di disertare la prima puntata del talk di Rai 3 Politics, nel quale era previsto come ospite principale.
Una fuga dalla verità ?

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.164)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Luglio 2026 (82)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Giu    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • ORA IL CIRCO BARNUM DI VANNACCI E’ AL COMPLETO: RIZZO PREPARA LA SUA CANDIDATURA, MA DEMOCRAZIA SOVRANA E POPOLARE SI SPACCA
    • ELLY SCHLEIN PROMETTE “BUROCRAZIA ZERO” ALLE IMPRESE GREEN E BOLLETTE PIU’ BASSE SE IL CENTROSINISTRA VA AL GOVERNO
    • LA STRATEGIA DEL CAMPO LARGO PASSA DALLA RAI: COSI’ LE OPPOSIZIONI PREPARANO L’ASSALTO AL GOVERNO
    • MARK RUTTE CONFERMA A L’ESPRESSO LE RIVELAZIONI SUI VOLI PARTITI DALLE BASI AMERICANE IN ITALIA PER SUPPORTARE LA GUERRA CONTRO L’IRAN
    • TRUMP IL “PATACCARO”. SULLA LIBRERIA DEL NUOVO AIR FORCE ONE SONO STATI PIAZZATI DIVERSI VOLUMI CHE HANNO L’ARIA DI ESSERE FARLOCCHI: SUL DORSO, RILEGATO IN PELLE, NON HANNO IL TITOLO DEL LIBRO MA UNA SCRITTA GENERICA (“LIBRARY”, CIOÈ “BIBLIOTECA”)
    • PER FORTUNA CHE MATTARELLA C’È! MENTRE IL GOVERNO MANGIA GLI HAMBURGER A VILLA TAVERNA, IL CAPO DELLO STATO È L’UNICO CHE TIENE LA SCHIENA DRITTA DAVANTI A QUEL BULLO DI TRUMP. NELLA LETTERA INVIATA AL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO IN OCCASIONE DEL 4 LUGLIO, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA LO PUNGOLA SU PACE, GESTIONE DEI MIGRANTI, COOPERAZIONE E DIRITTO INTERNAZIONALE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA