Maggio 3rd, 2017 Riccardo Fucile
DALLO SPETTACOLO DELL’EX COMICO ALL’INTERVISTA DELLA TAVERNA, DALLE PROPOSTE DI LEGGE PER LIMITARE L’USO DELLA PROFILASSI A FAR TESTIMONIARE MEDICI IN CONS. REGIONALE
Beppe Grillo non ci sta e respinge al mittente, nello specifico il New York Times, le accuse di
sostenere una campagna contro le vaccinazioni.
In risposta all’editoriale apparso oggi sul quotidiano americano, dal titolo ‘Populismo, politica e morbillo’, il leader M5s si affretta a ribattere di non aver sostenuto alcuna campagna in questo senso: “Non esiste nessuna campagna del MoVimento 5 Stelle contro i vaccini, nè una piattaforma Anti vaccini, nè sono mai stati ripetuti falsi legami tra vaccinazioni e autismo”, si legge sul blog.
Ma, con altrettanta rapidità , è arrivata la reazione della Rete ad opera di chi, scavando in un passato recente, smentisce le affermazioni di Grillo, postando esempi di tutte le volte in cui, lui ed esponenti del suo Movimento, si sono pronunciati contro le vaccinazioni o hanno sostenuto ipotetici legami tra queste ultime e l’autismo.
Tra le prove più evidenti (riportate con maggiore frequenza sui social), ci sono uno spettacolo dello stesso Grillo in cui il comico sosteneva l’inutilità di vaccinarsi, portando come esempio la regressione di alcune malattie in zone dove non si faceva uso di profilassi, e l’intervista rilasciata dalla grillina Paola Taverna alla trasmissione Piazza Pulita.
In quell’occasione la senatrice M5s, all’epoca nella commissione Sanità , affermava che ”c’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo” e accusava le case farmaceutiche della diffidenza dei cittadini nei confronti della vaccinazione.
Le prove in rete vengono citate anche dal segretario del Pd Matteo Renzi, che invita Grillo a “tornare umano” e chiedere scusa.
In effetti bastano pochi clic per trovare su pagine ufficiali del Movimento tesi contro i vaccini, ma sono i social il bacino che raccoglie la maggior parte delle trestimonianze
“Grillo accusa New York Times di ‘fake news’ sulla campagna #M5s contro i vaccini. Peccato che sui siti ufficiali… http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2015/10/vaccini-si-vaccini-n.html …” si legge in un tweet di Pietro Salvatori.
Salvatori dedica all’argomento una ricca raccolta di esempi e invita Casaleggio a fare pulizia sul blog, onde evitare che le affermazioni odierne vengano smentite con una semplice e rapida ricerca.
Alle affermazioni di Grillo che accusa il Nyt di non poggiare le sue tesi su link o prove, risponde anche l’account ‘Abbiamo dati diversi’, che riporta come fonte il sito della Camera.
C’è poi chi posta uno stralcio di una proposta di legge, la 2077, a firma tra gli altri del Movimento, che parla di “collegamenti tra #vaccini e autismo”. “È stata presentata a insaputa del #m5s?”, ci si chiede?
E c’è anche un’interrogazione presentata in Commissione alla Camera, sempre a firma di M5s, in cui si parlava di casi in cui le vaccinazioni erano risultate inutili se non addirittura dannose.
Le polemiche sul tema erano già esplose nel 2015 in Lombardia, per una proposta dei grillini di abolire le vaccinazioni obbligatorie, mentre solo pochi giorni fa, in Puglia, dove è in discussione una legge per rendere obbligatorie le vaccinazioni per bimbi e ragazzi fino a 17 anni di età che frequentano asili e scuole medie e superiori, i consiglieri regionali M5s avevano portato in Consiglio alcuni medici per illustrare slide a prova dell’innutilità della vaccinazione: “I vaccini? Fanno male. Meglio curarsi con le noci”, è stata una delle loro affermazioni.
Anche in Emilia Romagna lo scontro sui vaccini si è infiammato sulla legge regionale che prevede l’obbligo delle vaccinazioni per iscrivere i bimbi all’asilo nido e dopo che il Movimento ha appoggiato la protesta del comitato “Vaccipiano”. “Speculate sulle paure”, è stata l’accusa di Bonaccini.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 3rd, 2017 Riccardo Fucile
“HANNO CONTRIBUITO A DIFFONDERLO, ALIMENTANDO PER ANNI LA CULTURA DEL SOSPETTO, SENZA IL MINIMO RISCONTRO SCIENTIFICO”… DAI VACCINI ALLA CHEMIOTERAPIA, DALL’AIDS CHE NON ESISTE AGLI ESAMI INUTILI
Maledette malelingue! L’editoriale “Populismo, politica e morbillo” pubblicato sul New York Times,
incredibilmente, non aderisce al mantra «Chi dice che il M5S è contro i vaccini dice sciocchezze» e continua a credere che i fatti contino più delle parole.
Questi malfidati accusano il MoVimento 5 Stelle di aver contribuito ad alimentare la diffusione del morbillo in Italia favorendo lo scetticismo sui vaccini.
Ovvero un po’ quello che sostengono tutti quelli che si rendono conto che, in attesa del cambio di prospettiva promesso, le sciocchezze le dice chi nega il problema del M5S con i vaccini per convenienza politica visto che sia la storia che la cronaca lo smentiscono.
L’editoriale non firmato focalizza dapprima l’attenzione sul pericolo che in questi tempi di post verità possono rappresentare “le bugie, le teorie cospirative e le illusioni diffuse dai social media e dai politici populisti”.
Tra gli esempi citati, l’opposizione ai vaccini che ha portato ad una grave diffusione di morbillo in Italia e in alcuni altri Paesi europei.
Poi l giornale ricorda che anche il presidente americano Donald Trump ha alimentato lo scetticismo sui vaccini, assecondando l’ipotesi — infondata — di un legame con l’autismo
Poi entra in scena Beppe: in Italia, scrive il NYT, è il M5S guidato da Beppe Grillo ad aver fatto attivamente campagne anti-vaccini, sostenendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo.
Per loro e per gli altri “scettici” la diffusione del morbillo in Italia dovrebbe suonare come un allarme forte, sostiene il giornale che poi cita l’aumento dei casi di morbillo dal 2015 e le responsabilità degli antivaccinisti, tacendo poi sulle sciocchezze (secondo il ministero della Sanità ) dette dal M5S proprio a tal proposito.
”L’M5s forse — osserva il giornale — non è responsabile per l’intera diffusione, dato che lo scetticismo sui vaccini è anteriore alla crescita del partito. Ma la percentuale di bambini vaccinati è calata costantemente negli anni recenti, passando dall’88% del 2013 all’85% nel 2015 . Combattere lo scetticismo sui vaccini — conclude il quotidiano — non è facile, perchè neppure gli innumerevoli studi sanitari che negano qualsiasi legame tra vaccini e autismo sono riusciti a penetrare la coltre distesa da Grillo e dalle persone come lui. La diffusione del morbillo fornisce alle autorità sanitarie un’opportunità di rafforzare la loro argomentazione sottolineando la concreta evidenza di quello che segue inevitabilmente quando le vaccinazioni calano”.
Insomma, al netto delle “svolte” finora promesse — corredate dalle solite accuse alla stampa di dire “sciocchezze”, mentre dovrebbero arrivare per lo meno le scuse… — anche al NYT si sono accorti che il M5S ha alimentato negli anni la cultura del sospetto nei confronti dei vaccini e ora fanno finta di nulla.
Come ricordavamo, dai vaccini alla chemioterapia passando per l’AIDS che non esiste e gli esami inutili, la storia del MoVimento è costellata di bufale pseudoscientiiche. Grillo e i suoi, nell’ansia di mostrarsi anti-sistema hanno sempre dato al colpa alle case farmaceutiche proponendo rimedi a costo zero per evitare di far ingrassare Big Pharma.
È questo l’humus fertile con il quale sono state concimate anche le teorie degli anti-vax, che fino a che erano utili per poter ottenere consensi sono stati tollerati e che ora vengono scaricati alla chetichella.
In questo senso è vero che dire che il MoVimento è contro i vaccini è una sciocchezza, ma questo solo perchè il M5S è spesso contro la ricerca scientifica e la medicina “ufficiale”.
I vaccini rappresentano solo una parte della questione che però è indissolubile dal metodo con cui nel 5 Stelle vengono affrontati certi temi.
Grillo ha sistematicamente abusato della credulità popolare quando ha propalato fake news sugli OGM o sui pericoli di certe pratiche mediche.
Rimaniamo in attesa che Grillo chieda scusa per quello che in passato ha detto sui vaccini e che nel M5S si faccia chiarezza anche su altri argomenti scientifici trattati fino ad ora con molta approssimazione.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 3rd, 2017 Riccardo Fucile
QUANDO DURANTE UNO SPETTACOLO MISE IN DUBBIO IL SEQUESTRO DELL’IMPRENDITRICE SARDA, MA LEI ERA IN SALA…
Oggi Vanity Fair intervista Silvia Melis, l’imprenditrice sequestrata nel 1997 che riuscì a liberarsi dalla prigione e venne trovata vicino a Nuoro sul ciglio di una strada provinciale da due agenti in borghese.
Le circostanze riguardanti il sequestro e la liberazione hanno alimentato per anni teorie complottistiche sui fatti, puntualmente smentite dalle indagini della magistratura.
Tra le ipotesi c’era anche quella che il riscatto fosse stato pagato dal SISDE, mentre il padre di Silvia, Tito, confermò di aver pagato diversi miliardi per la liberazione della figlia.
Smentendo così la tesi del falso sequestro che all’epoca circolava con molto successo.
In questo contesto la Melis ricorda nell’intervista di Imma Vitelli un aneddoto che ha avuto come protagonista Beppe Grillo e il suo consueto fiuto investigativo: il comico durante uno spettacolo a Cagliari nominò proprio la Melis mettendo in dubbio la veridicità del sequestro; lei era in sala.
«Ricordo che un paio di mesi dopo andai a teatro, a Cagliari.C’era uno spettacolo di Beppe Grillo. Grillo a un certo punto chiese ma c’è qualcuno in sala che ci crede, al sequestro della Melis? Alzai il dito e dissi: io. Mi guardarono tutti».
Era successo che la Melis, una giovane mamma single, bella, riccia, snella, figlia di un ingegnere dell’Ogliastra, ragioniera e poi commercialista, fosse fuggita sfilandosi la catena .
Beppe è una garanzia.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 2nd, 2017 Riccardo Fucile
DOPO MESI LO MANDANO IN VIAGGIO PREMIO AD HARVARD CON IL COMPLETINO NUOVO… PARLERA’ NELL’ATENEO DEI FIGHETTI, SI TROVERA’ A SUO AGIO
Il Vice presidente della Camera Luigi Di Maio domani incontrerà gli studenti dell’Università di Harvard.
Ad Harvard Di Maio terrà una lezione per spiegare a studenti e docenti l’argomento che conosce meglio: il MoVimento 5 Stelle.
L’incontro è sponsorizzato da Yes Europe Lab, un gruppo di cittadini europei che vive all’estero e che “dice Sì all’Europa”.
Il titolo dell’incontro è “A Conversation with Luigi Di Maio: Understanding the Five Star Movement and the Role of Direct Democracy in Italy“.
Di Maio spiegherà ad Harvard come funziona il M5S e il ruolo della Democrazia Diretta in Italia.
Il che forse potrebbe rappresentare un problema perchè non è che la democrazia diretta del M5S funzioni poi così bene. Non sappiamo se Di Maio parlerà dell’importante ruolo di un Capo Politico non eletto e di quello del figlio del fondatore che ha ereditato il partito.
Ma non è quello che si dirà quello che interessa a Di Maio. Quello che conta è che che si parlerà del M5S in una dele più esclusive e costose università del mondo
Alla notizia lo scrittore Roberto Saviano ha risposto pubblicando un post, in inglese, diretto anche all’Harvard Ash Center for Democratic Governance and Innovation nel quale spiega i dettagli della vicenda delle Ong.
E ironicamnte scrive: “Di Maio potrebbe parlare di cultura del sospetto e del cinismo in politica”.
(da agenzie)
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Maggio 2nd, 2017 Riccardo Fucile
LA VERITA’ E’ CHE LE ONG FUNZIONANO E FRONTEX NO
Luigi Di Maio aveva 7 anni quando nel dicembre del 1993 Beppe Grillo venne al Teatro Nazionale a Milano insieme a tanti artisti (Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi, Claudio Bisio, Antonio Albanese, Luca Carboni, Lella Costa, Enzo Jannacci, i Nomadi, ecc ecc tutti coordinati da Stefano Benni) per un evento organizzato dall’Associazione per la pace (che allora coordinavo insieme a Luisa Morgantini) e il Consorzio Italiano di Solidarietà per gli aiuti e i profughi della ex Jugoslavia.
Fu una bella serata, il teatro strapieno, e -se non ricordo male- raccogliemmo quasi 60milioni di lire. Fabrizio De Andrè non potè partecipare e ci mandò un assegno di 5milioni di lire, “così ci pagate il service”, mi disse.
In quei mesi i profughi arrivavano a frotte (in quel decennio più di 120mila, solo dalla ex Jugoslavia) e noi ci davamo da fare per accoglierli nelle famiglie, nelle scuole in disuso, nelle sedi delle parrocchie, negli appartamenti presi in affitto.
Con le strutture delle Ong, delle associazioni di volontariato e i gruppi di solidarietà li andavamo a prendere nelle zone di guerra o li accoglievamo nei punti di arrivo (quelli che riuscivano ad arrivarci): ad Ancona, a Trieste, a Gorizia.
Non c’erano gli scafisti, ma i “signori della guerra” -con lo stesso pelo sullo stomaco- con i quali dovere fare i conti: tre volontari bresciani furono trucidati nel maggio del 1993, a Gorni Vakuf, in Bosnia Erzegovina mentre portavano gli aiuti.
Ci fu tanta solidarietà e tanto slancio popolare, ma ci furono anche un bel po’ di insulti: la Lega già c’era baldanzosa contro i terroni e gli “stranieri” e allora come oggi (ma oggi in compagnia però di altre forze politiche che vogliono spartirsi il bottino del consenso anti-migranti) lanciava anatemi, prevedeva invasioni e se la prendeva con le associazioni di volontariato e le Ong (“chi le paga?”, chiedevano i leghisti: come si vede la storia si ripete) che ospitavano gli “immigrati”.
E c’era una grande inazione delle istituzioni. Con il volontariato riuscivamo a supplire la latitanza della comunità internazionale (e nazionale). Come oggi.
Nel frattempo -in questi quasi 25 anni- le condizioni di estrema povertà e le guerre si sono moltiplicate (in Africa, nel Medio Oriente, nel Mediterraneo) e le persone che cercano di scappare sono sempre di più.
E cosa fanno oggi politica e istituzioni? Invece di fare i corridoi umanitari si fanno i blocchi navali e i muri, invece di accogliere in modo umano si fanno i campi lager, invece di andare alle radici dei problemi si affronta con il populismo penale una tragedia mondiale.
L’Italia nel 2017 stanzia 200 milioni per l’Africa. Non per “aiutarli a casa loro”, ma “per non farli venire a casa nostra”: quei soldi servono non per la lotta alla povertà , ma per il contrasto all’immigrazione.
Alla Libia regaliamo non attrezzature sanitarie o macchinari industriali, ma 10 motovedette. E ora se la prendono con le Ong, ma in realtà il vero obiettivo è l’accoglienza. Dopo il reato di clandestinità , magari ci proporranno l’introduzione del reato di solidarietà .
La verità (che brucia) è che l’azione di solidarietà delle navi delle Ong ha avuto un grande successo (decine di migliaia di migranti salvati), mentre Frontex è stato un clamoroso fallimento.
L’Italia ora ci prova con accordi militari come quello con la Libia: un pugno nello stomaco a chi crede nei diritti umani e nella solidarietà .
Ed è per questo che se la prendono con le Ong, sulla base di illazioni di un procuratore che formula le sue accuse con i “forse”, i “secondo me”, le “ipotesi” non corroborate da alcun atto giudiziario.
Ma il vero obiettivo dei denigratori delle Ong non è tanto scoprire qualche opacità , bensì delegittimare tutte le attività di soccorso in mare, soprattutto se hanno successo come è il caso delle navi dei volontari.
Da quella serata al Teatro Nazionale sono passati molti anni.
Di Maio è diventato adulto e un aspirante premier e si occupa molto di rumeni e migranti da respingere.
Uno spettacolo come quello del 1993 Grillo non lo farebbe certamente più, troppo preso dalla promozione di un diverso triste avanspettacolo: quello della strumentalizzazione dell’immigrazione come merce elettorale per la quale Di Maio, Salvini e Alfano sono entrati in competizione.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 2nd, 2017 Riccardo Fucile
E UNA CONSIGLIERA GRILLINA VUOLE CHE NON SIANO PIU’ CONCESSE PIAZZE AI SINDACATI
Ieri Susanna Camusso ha attaccato Beppe Grillo, in risposta alle sue esternazioni: chiunque intenda
limitare la presenza del sindacato ha pulsioni totalitarie.
Sempre ieri, a seguito della manifestazione (e dei soliti scontri) del Primo Maggio a Torino, una consigliera comunale dei 5 Stelle ha sostenuto che “non dobbiamo più concedere la piazza ai sindacati”.
È bene sorvolare sui trascorsi e sui curriculum della consigliera. E si trascuri anche il fatto che non pochi pentastellati, anche parlamentari, abbiano avuto trascorsi nei sindacati di base: sarà un caso.
Ma almeno questo va detto: il M5S prefigura il superamento del ruolo dei sindacati unitari, per andare verso un rapporto diretto tra datore di lavoro e lavoratore, quasi che la loro forza contrattuale sia sempre alla pari.
Un po’ come per la democrazia diretta: bastano i click su ogni questione e i parlamentari eseguono la volontà del popolo.
In compenso, sentono il dovere di difendere i manifestanti dei centri sociali. Che tirino le uova marce ai poliziotti è solo una forma di espressione creativa.
Appunto, di democrazia diretta.
(da “Huffingtonpost“)
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Maggio 1st, 2017 Riccardo Fucile
LA DOPPIA MORALE GRILLINA, SEMPRE A GUARDARE LA PAGLIUZZA NEGLI OCCHI ALTRUI E NON LE TRAVI A CASA PROPRIA
Caro M5s,
al di là del merito della questione Ong, immagina una cosa.
Immagina che un Procuratore a un certo punto sostenga che i parlamentari del Movimento 5 stelle rubino.
E che dica testualmente: “Prove non le ho, ma ho la certezza, che mi viene da fonti di conoscenza reale ma non utilizzabile processualmente, che i parlamentari M5s telefonino a criminali”.
E che un politico lo difenda spiegando che “non può parlare perchè le sue fonti sono i Servizi”.
E che poi quel Procuratore aggiunga: “Non ci sono al momento prove, ho denunciato il fenomeno, perchè se si aspetta troppo tempo si producono effetti deleteri non più controllabili”.
E che infine ammetta che “è sì una deroga al riserbo, ma anche un dovere di chi deve far rispettare la legalità “.
E che in ultimo concluda: “Sono tutte ipotesi, al momento non hanno riscontro. Ma un procuratore che fa? Non ne parla?”.
Ecco, cari 5 stelle, in questo caso voi non vi appellereste con volto grave all’esigenza di trasparenza e alla ricerca della verità . Non chiedereste nemmeno solidarietà per il novello eroe delle procure italiane.
No caro M5s, in quel caso alzeresti una caciara tale che dovremmo spegnere l’internet e rifugiarci sotto il letto per avere una minima possibilità di non rimanerne travolti.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 1st, 2017 Riccardo Fucile
IL BECERO COMMENTO AL LEGITTIMO VOTO DI UNA COMUNITA’ INTEGRATA DI RICHIEDENTI ASILO DI ERCOLANO CONFERMA IL NUOVO CORSO GRILLINO
Paola Taverna ha pubblicato su Facebook uno status in cui aggrega un articolo del Fatto Quotidiano
in cui si racconta del voto di alcuni richiedenti asilo alle primarie del Partito Democratico di Ercolano.
La frase con cui la Taverna ha accompagnato l’aggregazione è questa: «Se questi sono gli elettori di Renzi, è facile immaginare quale sarà il programma del PD!».
La parte più interessante della vicenda però è che nell’articolo è spiegato perchè quelle persone sono lì per votare:
“Tutto regolare” per il presidente di seggio Michele Maddaloni che spiega: “Gli immigrati sono stati registrati avendo la residenza qui a San Vito. La considero una grande prova di democrazia e di integrazione visto che queste persone vivono da circa due anni nella nostra città con continue azioni di integrazione nelle nostre scuole, tra i giovani e nella intera comunità ercolanese. Non so per chi hanno votato, ma sono contento che lo abbiano fatto”.
Dice di non conoscere le preferenze dei richiedenti asilo anche il sindaco, Ciro Buonajuto. “Non so per chi abbiano votato — racconta — ma è molto bello che siano venuti. Siamo l’unica città della Campania che ha firmato il protocollo con il prefetto per integrarli, sono un gruppo affiatato che ormai non manca mai a tutte le manifestazioni. Oggi però mi sono davvero emozionato perchè è un gesto che rappresenta integrazione vera”.
Ma alla “popolana” Taverna che qualcuno eserciti dei diritti evidentemente dà fastidio, mostrando un certo disprezzo verso altri esseri umani.
D’altronde se vuole farsi rieleggere deve seguire il nuovo corso grillino quello che ha tradito le origini e cerca l’alleanza con Salvini e la becerodestra.
(da agenzie)
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Aprile 30th, 2017 Riccardo Fucile
E SULLA PAGINA DEL PRESIDENTE DEL SENATO UN COMMENTO SU DUE LO INSULTA E GLI DA’ DELL’INCOMPETENTE
Ieri Pietro Grasso e Luigi Di Maio hanno litigato pesantemente via Facebook sulla questione di ONG
e scafisti.
Ha cominciato Di Maio sostenendo che il presidente del Senato, insieme a Laura Boldrini, stessero “spalleggiando” il governo contro il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.
A questo punto Pietro Grasso ha deciso di replicare su Facebook attaccando pesantemente Di Maio sul piano personale, dicendogli che ha “lacune” in storia, geografia e diritto e dicendo che lui non prende ordini dai governi e nemmeno dai blog o dalle “imprese private” (riferendosi evidentemente alla Casaleggio):
Quindi è arrivata la controreplica di Di Maio, che su Facebook e Twitter ha tirato fuori l’asso di bastoni di Mafia Capitale — usata in precedenza anche con Saviano — accusando addirittura Grasso di non aver visto il business quando era magistrato: «Il Presidente del Senato Grasso dice che sul caso ONG ho qualche lacuna e ho bisogno di qualche lezione. Caro Grasso, io non smetto mai di imparare nella vita, ma dal suo partito che prendeva soldi dal business degli immigrati non ho proprio nulla da apprendere. Anni e anni di magistratura eppure le è sfuggito».
La parte divertente della storia sono però i commenti dei grillini comparsi sulla pagina di Pietro Grasso.
I più votati infatti avevano la simpatica tendenza a voler spiegare a Grasso, magistrato, già procuratore della Repubblica di Palermo e Capo della Direzione Nazionale Antimafia il diritto e la legge.
Comincia Bruno, che accusa Grasso di non fare niente per i morti di amianto.
Prosegue Stefano, che dice a Grasso che si deve vergognare: «A tutte le età si può e si deve imparare storia, geografia e diritto… ma a una certa età purtroppo lei ci insegna si inizia anche a dimenticare …. Si vergogni!».
C’è anche Melania, psichedelica quanto bombastica: «lei dovrebbe imparare ad essere onesto. Si vada a ripassare il diritto. Forse alla sua età ha perso la memoria o forse la corruzione nel suo partito dilaga e ingrassa le mafie con le quali avete fatto sempre delle “perfette” trattative.
Mentre Manuel non apprezza la libertà di parola: «La Presidenza del Senato Ä— un ruolo al di sopra delle parti. Non rispettare le prerogative attribuite alla seconda carica dello Stato, significa calpestare la Costituzione».
E così via.
Sulla pagina del presidente del Senato un commento su due lo insulta o non gli riconosce alcuna competenza nell’ambito di discussione perchè dall’altra parte ha parlato uno che nemmeno è laureato in giurisprudenza (per non approfittare del suo ruolo, cit.).
In Italia stiamo messi così.
(da NextQuotidiano“)
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