Destra di Popolo.net

I SEGRETI DELLA CASTA DI MONTECITORIO

Luglio 18th, 2011 Riccardo Fucile

UN CITTADINO CHE SI DEFINISCE “LICENZIATO DOPO 15 ANNI DI PRECARIATO IN QUEL PALAZZO, DECISO A SVELARE I SEGRETI DELLA CASTA” HA CREATO UNA PAGINA FACEBOOK …E SONO GIA’ CENTOMILA I CITTADINI SOLIDALI CON LUI

Ecco alcune delle sue rivelazioni pubblicate sulla sua pagina Facebook

Le condizioni tariffarie esclusive della TIM per i parlamentari italiani
Sono del 2008, oggi sono ancora più vantaggiose. Anche qui, mica possono spendere come i comuni mortali.
L’unico negozio abilitato ad attivare questa tariffa è il negozio Tim in Largo Chigi: mostri il tesserino parlamentare ed ecco per te la tariffa deputati.

I noti ladri che si aggirano a Palazzo Marini, sede degli uffici dei singoli parlamentari.
Palazzo Marini, piazza San Silvestro, Roma.
Qui di ladri non ce ne sono tanti, ma uno solo, che però risulta molto più scaltro dei tanti parlamentari che sopravvivono con “solo” 14.000 euro al mese.
Lui intasca dalla Camera dei deputati all’incirca 2 milioni di euro al mese.
Il suo nome è Sergio Scarpellini, un noto palazzinaro romano che guadagna, solo attraverso l’affare di Palazzo Marini, 150 volte più del “misero” stipendio parlamentare.
Lo scandalo già  alcuni anni fà  venne fuori.
In pratica la Camera dei deputati paga 25 milioni l’anno per l’affitto dell’intero Palazzo Marini, per 20 anni.
Il palazzo Scarpellini l’ha comprato con un mutuo, le cui rate vengono pagate dalla Camera dei Deputati.
Geniale, vero?
Ma non è finita qui.
Il vero scandalo non è solo regalare a questo signore qualcosa come 150 stipendi parlamentari al mese, o 2000 stipendi normali, ma è anche e soprattutto nella misera funzionalità  di questa struttura.
Qui infatti hanno gli uffici i parlamentari “sfigati”: i segretari di partito, i capigruppo, i presidenti di commissione hanno gli uffici all’interno di Montecitorio, ma essendo gli spazi limitati (limitati un corno: ho visto finanche 10 stanze con centinaia di metri quadri a disposizione di un singolo capogruppo d’opposizione), restavano qualche centinaio di deputati da sistemare.
Questi li hanno spediti a palazzo Marini, che è in piazza San Silvestro, sono 500 metri o poco meno da Montecitorio, ma essendo che i peones sono a Roma solo dal martedì pomeriggio al giovedì per le votazioni, ed essendo il loro mestiere in quei giorni incentrato essenzialmente nel premere il pulsantino del voto al suono della campana, non possono permettersi il lusso di allontanarsi così tanto.
E così quel palazzo è sempre vuoto, spettrale, cammini per centinaia di metri per i suoi labirintici corridoi senza trovare mai un’essere umano, un segno di vita.
I corridoi sono sempre vuoti, le tasche dei palazzinari collusi invece sono sempre piene!

I misteriosi ladri che si aggirano nel Transatlantico.
I poliziotti di servizio presso l’ufficio di polizia all’interno di Palazzo Montecitorio ci sono ormai abituati.
Ogni giorno c’è sempre un deputato che denuncia il furto del suo costosissimo computer portatile , così come non disdegnano alcune giovani deputate dal denunciare il furto della propria pelliccia di valore.
Ma come mai, malgrado i rigidi controlli all’ingresso di Montecitorio, continuano ad agire indisturbati questo manipolo di ladri nel transatlantico e delle aule di Montecitorio?
Forse perchè probabilmente i ladri sono coloro i quali entrano ed escono dall’ingresso principale quando vogliono: i deputati infatti sono gli unici esentati dai controlli.
Ma perchè i deputati dovrebbero denunciare furti a Montecitorio?
Semplicemente perchè c’è una polizza assicurativa che copre qualsiasi furto di qualsiasi entità  che avviene all’interno di Palazzo Montecitorio.
Poi si offendono se uno parla di quel palazzo come un covo di ladri!
Indovinello
Indovina-indovinello: i 9 barbieri che lavorano nella barberia di Montecitorio, guadagnando 11.000 euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno, come mai parlano tutti lo stesso accento?
E come mai è lo stesso accento dell’allora Presidente della Camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli? Chi era costui?

La poco “onorevole” scorta armata per portare la moglie a far la spesa e il marito dall’amante.
Nel mentre il padrone-deputato svolge le sue interminabili recite teatrali (leggasi incontri pubblici), mi capitava a volte di chiacchierare con alcuni agenti delle forze dell’ordine preposte al “servizio scorte” del Viminale.
In tanti esprimevano un forte senso di frustrazione nel dover svolgere mansioni particolare mortificanti.
Il mio “amico di sventura”, il caposcorta del deputato-padrone, aveva iniziato la carriera nella squadra mobile di Palermo ed era finito ad accompagnare la moglie del deputato a fare la spesa tutte le mattine, mentre la sera gli toccava portare il deputato a casa dell’amante o ai festini in giro per le ville dei Parioli.
Un racconto molto simile di un agente “anonimo” venne riportato alcuni mesi fà  in quest’intervista .
Dopo un pò di anni non solo ho scoperto come funzionava il meccanismo, ma ne sono diventato mio malgrado complice e vittima: nel prossimo post vi spiego.

Auto blu e scorta per tutti! ecco il segreto di come vengono assegnate…

Quando vedete un’autoblu che sfreccia a sirene spiegate, sappiate che a volte dentro c’è solo una signora che va a fare la spesa o accompagna i figli a scuola.
Vi spiego qual’è il trucco attraverso il quale gli onorevoli parlamentari si arrogano e si appropriano di questo servizio.
Le autoblu a Montecitorio sono solo venti, a disposizione dell’ufficio di presidenza (presidente e vicepresidenti della camera) e dei presidenti delle commissioni parlamentari.
E gli altri 600 deputati?
Ecco come fanno.
Il meccanismo è ormai ben collaudato.
Se all’origine era solo uno stratagemma di un giovane deputato democristiano di un paesino del beneventano che l’ha tenuto in piedi per 30 anni di onorato servizio allo Stato (e lo tiene tuttora) oggi ormai è dilagato molto tra i frequentatori di Montecitorio.
Basta trovare una persona fidata che si prenda l’impegno, con le dovute precauzioni di intracciabilità , di inviare una lettera anonima di insulti e minacce, meglio ancora anche verso i familiari, riportando alcuni dettagli della vita privata (il nome della scuola del figlio, ad esempio).
Il giorno seguente, mentre lui va ad informare i carabinieri, io sono già  a scrivere…..in verità  faccio il taglia e incolla di un vecchio comunicato stampa che mi ha passato un altro servo di Montecitorio   che si chiama minacce.doc che tanto il succo è sempre lo stesso:”profonda indignazione per le minacce ricevute, ma continuerò per la strada delle riforme e del rinnovamento, non ci lasceremo intimidire”, chiamo i miei colleghi che anche loro hanno un bel file prestampato solidarieta.doc con il quale il capogruppo, il segretario, ecc…. esprimono solidarietà  e vicinanza.
Il caso finisce sui giornali, il prefetto chiama il padrone per assicurargli una protezione maggiore.
Quel prefetto sà  bene che l’avvicinamento, il trasferimento e la promozione dipendono dal ministro degli interni di turno e quindi dipende molto dalle amicizie che si sarà  saputo costruire nei suoi anni di carriera prefettizia: nel successivo Comitato prov. per l’ordine e la sicurezza, non mancherà  l’ok per concedere la dovuta protezione al padrone-deputato minacciato
E così per magia ecco a voi un auto blu e una squadra di scorta!

Non solo per loro: come far viaggiare gratis anche amici e parenti.

C’è un agenzia di viaggio all’interno di Montecitorio, alla quale tutti i deputati si rivolgono per fare qualsiasi biglietto aereo (naturalmente gratis) da e per qualsiasi destinazione italiana.
La prima volta che sono andato a fare i biglietti, il funzionario parlamentare adibito all’agenzia (7000 euro al mese) mi ha chiesto il codice millemiglia, che con accortezza il deputato-padrone mi aveva fornito.
Cosa ho scoperto: che lor signori non solo si fanno i viaggi gratis, ma con quei viaggi accumulano punti su punti che poi utilizzano per far viaggiare gratis anche mogli, amici e parenti sui voli Alitalia.
L’assuefazione alla casta ci può portare qui in Italia anche a sminuire il peso di quest’atteggiamento truffaldino, ma per comprendere il valore di queste azioni, forse è il caso di ricordare lo scandalo “miglia aeree” che ha portato alle dimissioni di tre ministri in Germania, colpevoli di aver fatto quello che da decenni continuano a fare impunemente i deputati italiani:

Spidertruman

argomento: Costume, denuncia, economia, Giustizia, governo, la casta, Parlamento, Politica, radici e valori, sprechi | Commenta »

FINI SFIDA LA CASTA: TAGLIAMOCI I PRIVILEGI

Luglio 17th, 2011 Riccardo Fucile

MARTEDI’ VUOLE INTERVENIRE SUL BILANCIO DELLA CAMERA

La manovra è andata come andata. Sul taglio dei costi della politica alla fine ci si è dovuti accontentare dei 7,6 milioni di euro che dal 2013 verranno eliminati dalla voce dei rimborsi ai partiti per le spese elettorali.
Ieri, sul Fatto, il deputato Pd Furio Colombo si è rivolto al presidente della Camera Gianfranco Fini per chiedergli di provare a “ricongiungere la vita di tutti con le istituzioni politiche del Paese”.
E Fini — potete leggerlo qui — ha risposto.
Annuncia le sue migliori intenzioni “per convincere gli italiani che le Camere non sono il luogo dove una casta privilegiata si chiude a difesa dei suoi interessi”. Dice che comincerà  lui, ora che il progetto di bilancio di Montecitorio deve essere approvato, a proporre alcune misure per la “riduzione dei costi ” e per garantire “trasparenza” ai conti del Palazzo.
“Le possibilità  di farlo ci sono — dice il presidente della Camera — C’è materiale per tagli significativi. Va verificato se c’è la volontà  di farlo”.
Ecco quindi, la grande occasione si avvicina.
Tra martedì e mercoledì, Fini vedrà  il collegio dei Questori (composto dai due Pdl, Francesco Colucci e Antonio Mazzocchi, e dal Pd Gabriele Albonetti) dove ognuno illustrerà  le proprie proposte; poi a riunirsi sarà  l’Ufficio di presidenza, dove oltre a Fini e ai questori siedono i quattro vicepresidenti della Camera (Antonio Leone e Maurizio Lupi per il Pdl, Rosy Bindi per il Pd e Rocco Buttiglione dell’Udc) e altri dodici deputati equamente divisi tra maggioranza e opposizione.
lì uscirà  la proposta che verrà  portata in aula.
La discussione sul bilancio della Camera inizia lunedì 25 luglio.
E nel giro di una settimana, prima della pausa estiva, dovrà  essere approvata. Quindi, non solo ci sono le possibilità , non solo c’è materiale per tagli significativi, ma c’è anche la rara occasione di farlo in tempi brevi.
Resta l’interrogativo di sopra: c’è la volontà  politica di farlo?
Per farsi un’idea della risposta, basta guardare la fatica che ha fatto la radicale Rita Bernardini per ottenere uno dei dati che più incidono sulle spese di Montecitorio e Palazzo Madama: gli affitti.
In 14 anni (il primo contratto porta la data del ’97) la Camera ha speso più di 350 milioni di euro per l’affitto di quattro palazzi, tutti di proprietà  della Milano90 di Sergio Scarpellini.
Una società  che si occupa anche di servizi come le pulizie, la consegna della posta, l’anti-incendio, la ristorazione per altre centinaia di migliaia di euro.
Solo dopo 10 anni, nel 2007, il collegio dei Questori si è accorto che nei contratti mancava la possibilità  di esercitare il diritto di acquisto degli immobili.
Hanno fatto ricorso, ma l’abbiamo perso perchè quella clausola non è stata proprio prevista all’atto della locazione.
Per scoprirlo, la Bernardini ha fatto uno sciopero della fame: i questori dicevano che non aveva il diritto di vedere i contratti, lei ha scritto a Fini.
Che le ha risposto così: “Sarà  il più breve sciopero della storia dei Radicali: domani avrai i documenti che giustamente hai richiesto”.
Ora, in un ordine del giorno che verrà  presentato in occasione della discussione sul Bilancio, i Radicali chiedono la “rescissione dei contratti per incongruità  del prezzo”: al Politecnico di Milano, hanno calcolato, “per una superficie dieci volte superiore, spendono cinque volte di meno”.
Chissà  che non sia anche questa una delle proposte che sta vagliando Fini.
E poi i vitalizi: tre anni fa, quando era “solo” un politico, l’attuale presidente della Camera polemizzò con Walter Veltroni definendolo “quel pensionato di 52 anni che prende 5.216 euro netti di pensione al mese”.
Senza contare che dalla Camera escono liquidazioni d’oro anche per i funzionari, non solo per i deputati.
L’anno scorso, assieme al presidente del Senato Renato Schifani, Fini aveva sospeso i pensionamenti anticipati per i dipendenti del Parlamento.
Oggi si potrebbero trovare soluzioni di sistema.
Sempre che qualcuno abbia voglia di cercarle.

Paola Zanca
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Costume, denuncia, Fini, Futuro e Libertà, governo, la casta, Parlamento, Politica, radici e valori | Commenta »

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA GIANFRANCO FINI RISPONDE ALL’ARTICOLO DI FURIO COLOMBO

Luglio 17th, 2011 Riccardo Fucile

DOPO L’INVITO RIVOLTOGLI DALLE COLONNE DE “IL FATTO” A TAGLIARE I COSTI DELLA CASTA, OGGI LA PRONTA REPLICA DI FINI

Condivido l’appello del Fatto Quotidiano affinchè il Parlamento faccia tutto quanto è in suo potere per convincere gli italiani che le Camere non sono il luogo dove una casta privilegiata si chiude a difesa dei suoi interessi.
Sono certo che entrambe le Camere faranno la loro parte e, per quanto riguarda Montecitorio, assieme al Collegio dei Questori metterò a punto le proposte di riduzione dei costi e di trasparenza, che entro luglio saranno discusse dall’Ufficio di Presidenza e votate in aula prima della pausa estiva. La politica, e men che meno la democrazia, non può essere definita un costo, ma è certo che a fronte dei tanti sacrifici imposti agli italiani per la precarietà  dei nostri conti pubblici, un esempio in tal senso deve venire soprattutto da chi ha il dovere di rappresentare per davvero la volontà  popolare, quale che sia il modo con cui è stato eletto.
Le possibilità  di farlo ci sono. C’è materiale per tagli significativi. Va verificato se c’è la volontà  di farlo.
Per una elementare regola di correttezza nei confronti dell’Ufficio di Presidenza e dei colleghi, ritengo di non poter anticipare le misure concrete di riduzione della spesa che proporrò.
Entro qualche giorno gli italiani avranno comunque gli elementi per giudicare, e mi auguro che nessun gruppo politico voglia sottrarsi al dovere civile di non allargare ulteriormente la distanza che separa il cosiddetto Palazzo dai cittadini.
Dovere che riguarda ovviamente, e ancor più, il rispetto del principio costituzionale per cui la legge è uguale per tutti.

Gianfranco Fini
(da “Il Fatto Quotidiano” )

argomento: Fini, Futuro e Libertà, la casta, Parlamento, Politica | Commenta »

LA CASTA NON RINUNCIA AI PRIVILEGI: E SUL WEB SCOPPIA LA RIVOLTA BIPARTISAN

Luglio 16th, 2011 Riccardo Fucile

IL “FATTO QUOTIDIANO” CITA “DESTRADIPOPOLO.NET”: “UNA CLASSE POLITICA CHE RAPPRESENTA LA CASTA DELLA VERGOGNA”… DA DESTRA A SINISTRA SI SCATENA LA PROTESTA DEGLI ELETTORI: “SIETE TUTTI UGUALI”

La manovra finanziaria picchia duro nelle tasche dei cittadini, ma non incide minimamente sui costi della politica.
Su internet si scatena la protesta degli elettori di entrambi gli schieramenti: “La verità  è che siete tutti uguali e ve ne fregati di noi!”
Una manovra lacrime e sangue che svuota le tasche degli italiani.
Di tanti italiani, ma non di tutti.
Perchè anche questa volta la Casta si è salvata e ha deciso di non risparmiare sui suoi sprechi.
Una decisione che ha sollevato l’indignazione degli elettori sia di centrodestra che di centrosinistra, uniti per una volta nella protesta che da Facebook a Twitter sta facendo ribollire il web.
Eppure c’è chi già  aveva previsto una manovra contro gli italiani e a favore del Palazzo.
Infatti giovedì pomeriggio, alla vigilia dell’approvazione, Nickols sul forum dei giovani padani ne era già  convinto: “Non metteranno le mani nelle tasche dei parlamentari”. Tanti gli elettori del Carroccio infuriati contro il mantenimento dei privilegi e, visto che la piattaforma di Radio Padania è ancora “momentaneamente chiusa” dalla sconfitta della Moratti a Milano, si sfogano sulla pagina Facebook dell’eurodeputato Matteo Salvini.
“Leghista fino a ieri convinto — scrive Luigi -, alla prossima tornata voterò il partito che si impegni pubblicamente a dimezzare il numero dei politici, gli stipendi e le pensioni della Casta”.
Gli gli fa eco Carlo, che lo invita anche a dare il buon esempio: “Avete negato la crisi per un paio di anni, un governo che salta da uno scandalo all’altro, tagli alla spesa sociale imponenti e spesa della casta immutata. Dia l’esempio, metà¡ del suo stipendio a un associazione di beneficenza”.
E infine Bob se la prende con Tremonti e con chi ha sostenuto la sua manovra da “truce tributarista”: “Quel piccolo ‘genio’ — commenta — che fa su costi della politica, vitalizi, auto e aerei blu? Li rimanda alla prossima legislatura”.
Sul versante Pdl, invece, il sito ForzaSilvio non ha avviato nessuna discussione sui mancati tagli che fanno però capolino negli sms inviati su Spazio Azzurro, piattaforma online degli elettori di centrodestra.
Il moderato chiede “perchè si possono fare da subito i tagli ai vitalizi delle persone normali mentre si rinviano quelli della casta” e chiede “il licenziamento di Tremonti che ha fatto ‘macelleria sociale’ e non ha tagliato la Casta”. L’indignazione prosegue nei commenti di Paola che, ormai, trova addirittura inutile l’esistenza di un forum online del Pdl e scrive: “Credo che questo Spazio Azzurro non abbia più ragione di esistere. Quindi, Cav. chiudilo e vai a divertirti tu che puoi. Noi dobbiamo pagare le pensioni alla casta”.
Gabriele poi trova insopportabile che i politici siano “sempre nello sfarzo” e promette: “non voterò più”.
Come Giuseppe che per lo stesso motivo spiega che di “queste e altre ingiuste discriminazioni alle prossime elezioni ne terremo conto”.
E anche sui blog di riferimento per la maggioranza, gli elettori non usano mezzi termini.
Senatori e deputati sono “ladri” per decine di utenti sulla pagina facebook di Daw blog e destradipopolo.net descrive questa classe politica la “Casta della vergogna”.
Durissimo il post di Leonardo Facco che su Movimento Libertario osserva: “L’arroganza, la protervia, l’arbitrarietà , la presunzione di questi cialtroni non ha limiti”, perchè ci costringono a pagare anche “qualche prebenda loro personale”.
Ma anche i siti dell’opposizione sono inondati dalle critiche dei loro elettori.
Sulla pagina facebook del Partito democratico infatti, piovono commenti severi alla nota “Vitalizi dei parlamentari e costi della politica. La fiducia posta dal Governo ha impedito di votare le nostre proposte”.
Lì il partito punta il dito contro le “ricostruzioni pelose” di Libero sui due interventi dei senatori Marilena Adamo e Francesco Sanna contrari ai tagli.
Maria, elettrice di centrosinistra osserva che “da un’opposizione che si propone a divenire forza di governo queste scivolate come minimo sconcertano” e Salvo chiude lapidario: “La verità  è che siete tutti uguali e ve ne fregati di noi!”.
Nessuno sconto alla Casta anche sulla pagina facebook di Antonio Di Pietro che si difende: “Noi l’abbiamo detto e proposto […]. Hanno scelto un’altra strada, quella di togliere ai cittadini e salvare la Casta”.
Per i suoi fan online, “il costo della politica è ormai insostenibile sia economicamente che moralmente” e Pd e “Pd meno L sono uguali circa la salvaguardia dei privilegi della casta”.
Purtroppo, infatti, per tanti “era un finale già  scritto” perchè “non c’erano dubbi sul fatto che la casta si sarebbe preservata a discapito dei cittadini”.
Su Twitter intanto piovono messaggi contro i mancati tagli con l’hashtag #bastacasta e su Facebook è stato creato l’evento “Un milione di firme per ridurre gli stipendi ai politici italiani” sottoscritto da oltre 580mila persone e fissato per il 31 maggio 2012 per chiedere, fra l’altro, la “riduzione del 30% degli stipendi”, le “auto blu solo alle 4 più importanti cariche dello Stato italiano”e “l’abolizione del 70% dei vitalizi per i politici italiani” perchè “guadagnano abbastanza per pagarsi la maggior parte delle cose quotidiane da soli”.

Eleonora Bianchini
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Costume, destradipopolo, governo, la casta, Parlamento, Politica, radici e valori | Commenta »

BERLUSCONI ASSEDIATO MA NON MOLLA: “NON LASCIO, PROVINO A SFIDUCIARMI”

Luglio 15th, 2011 Riccardo Fucile

IL PREMIER RIPUDIA I TAGLI DEL TESORO E TEME LE MOSSE DI MARONI… DAL BUNKER DI PALAZZO GRAZIOLI MANDA A DIRE: “CHI SOSTIENE CHE STO PER CEDERE SBAGLIA”

“So che qualcuno dice in giro che potrei mollare, lo deluderò anche stavolta. Io non intendo lasciare il passo a nessuno”.
Il “gioco di palazzo” per farlo fuori lo intravede chiaro all’orizzonte, adesso che la manovra sta per diventare legge.
Il partito del governo tecnico si agita, pronto magari all’assalto sulla scia del prossimo terremoto dei mercati.
Silvio Berlusconi resta blindato a Palazzo Grazioli, ma da lì lancia ai pochissimi collaboratori con cui ormai accetta di parlare – in una settimana segnata dal silenzio e dai forfait a tutti gli appuntamenti ufficiali – messaggi decisi, perfino di sfida:”Se hanno i numeri mi sfiducino in Parlamento”.
Il premier quei numeri ritiene di averli ancora, lo dimostrerà  oggi con il via libera alla manovra salva-conti. E poi nei mesi a seguire, sostiene.
Allora anche l’uscita di Bossi sul governo che “deve temere”, l’accenno a un possibile governo tecnico, nella lettura del presidente diventa “solo una battuta paradossale”.
Certo, Silvio Berlusconi si sente stretto all’angolo.
Tra il Quirinale che ormai detta la linea della “coesione” nazionale e gli congela ogni velleità  di rimpasto, Tremonti che evoca il Titanic e i consueti avvertimenti del Senatur.
Ma non si dà  per vinto e, riferisce un uomo di governo che lo ha sentito, mette in guardia i pretoriani: “C’è qualcuno che fa girare la voce di un mio abbandono in modo malizioso, ci sono anche altri deputati che invece sono terrorizzati che questo possa davvero accadere. Ma possono stare tranquilli. Di questi momenti ne abbiamo già  affrontati, anche questa volta la spunteremo”-
Detto questo, è un presidente del Consiglio che si tiene fuori dai giochi, costretto al silenzio per non turbare i mercati.
Provato anche fisicamente, oltre che abbattuto, come riferiscono i frequentatori abituali della sua residenza. Segnato ancora dalla sentenza sul lodo Mondadori, ma anche dall'”assedio” delle inchieste giudiziarie sui suoi uomini di partito e di governo.
Per non dire della tempesta finanziaria, sulla quale è stato esautorato in toto dal ministro dell’Economia e dalla “regia” del Colle nella trattativa con le opposizioni.
Abbattuto e sfiancato, dunque. Così, il Cavaliere annulla in sequenza prima la visita di Stato di oggi a Belgrado, suscitando l’irritazione della presidenza serba per la terza missione cancellata da ottobre ad oggi.
Poi, rinuncia anche in serata ai funerali del militare morto in Afghanistan, Roberto Marchini. Soprattutto, non si presenta nemmeno al Senato nel momento in cui viene approvata la manovra del salvataggio dei conti, lasciando non casualmente l’intera scena a Tremonti.
“Avevo progettato il taglio delle tasse, approviamo una manovra che contiene solo tagli, per di più alle famiglie” è lo sfogo che autorevoli fonti attribuiscono al premier.
Non sente per nulla sua, insomma, quell’operazione finanziaria tutta lacrime e sangue.
Nel silenzio del capo tacciono ministri e dirigenti, spariti i coordinatori Pdl. “Non sappiamo che faccia, a cosa pensi, siamo nel caos anche noi” ragiona uno di loro sconfortato in un Transatlantico deserto in serata.
Boatos di nuove intercettazioni in arrivo su uomini di governo avvelenano il clima.
Il neo segretario Alfano parla nel primo pomeriggio a lungo con Marco Milanese (sotto richiesta di arresto) nei salottini della Corea di Montecitorio.
Poi con il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, finito sotto inchiesta per camorra. Grane giudiziarie che toccheranno il culmine oggi col voto sull’arresto di Alfonso Papa in aula. Ma soprattutto, nel partito del premier c’è la sensazione diffusa che l’alleanza indissolubile con la Lega si sia dissolta.
E che il Carroccio si prepari “a staccare la spina, se non ora, alla ripresa di settembre”.
Ieri mattina, ai banchi del governo a Montecitorio, lungo colloquio tra Umberto Bossi e Roberto Maroni, alla guida dell’ala più recalcitrante del partito.
E poche ore dopo, è cambiata la linea dei lumbard sull’arresto del pidiellino Papa ed è arrivata perfino la mezza apertura a ipotetici governi tecnici.
Quel che è certo, raccontano nella cerchia leghista, è che il Senatur considera il momento delicato e la permanenza al governo a questo punto tutta da discutere, fin dalle prossime settimane.

Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, governo, la casta, LegaNord, Parlamento, PdL, Politica | Commenta »

UN MINISTRO È PER SEMPRE: NEL “PARTITO DEGLI ONESTI” NON SI DIMETTE NESSUNO

Luglio 15th, 2011 Riccardo Fucile

NON SI MUOVE IL MINISTRO ROMANO, IMPUTATO PER MAFIA, RESTA IL GENERALE ADINOLFI, NON SI MUOVONO MILANESE E TREMONTI, STESSA COSA PER CESARO

Tremonti e Draghi, anzi, Draghi contro Tremonti. Per l’ultima volta.
La scena è l’assemblea annuale dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, ma di banche si parla poco, perchè ogni discorso è rimandato a venerdì sera, quando si conosceranno i risultati degli stress test europei che diranno quanto sono sani gli istituti italiani.
Il tema è la manovra e soprattutto l’apocalisse sfiorata in Borsa lunedì e martedì, quando gli spread sul debito pubblico, cioè i differenziali di costo tra Italia e Germania, erano schizzati alla paurosa soglia del 3,47 per cento.
Poi è arrivata la Banca centrale europea a comprare debito italiano, fermando il panico, ma iscrivendo l’Italia di fatto alla stessa categoria dei Paesi decotti cui appartengono Portogallo, Irlanda e Grecia.
All’Abi parla per primo il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, le cui parole ora pesano doppio, visto che da novembre sarà  presidente della Bce.
Draghi dice che “occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014”.
E avverte che se non si tagliano davvero le spese, i 15 miliardi previsti dalla legge delega per la riforma fiscale diventeranno 15 miliardi di nuove tasse.
E l’ultima versione della manovra, quella che sta nascendo con gli emendamenti della maggioranza, non lascia dubbi: più tasse per tutti (perchè tagliare le agevolazioni fiscali questo significa, aumento delle tasse).
Da lì arriverà  la quasi totalità  della correzione di bilancio tra 2013 e 2014.
Non ha molto altro da aggiungere, tutto quello che aveva da dire all’Italia l’ha messo nelle Considerazioni finali del 31 maggio, ricette di sviluppo ribadite dal vicedirettore Ignazio Visco davanti al Senato in audizione sulla manovra: tagli di spesa mirati e non con l’accetta, interventi sul mercato del lavoro per ridurre il precariato, veri piani di infrastrutture, risparmi di spesa strutturali e non misure una tantum.
Ma Tremonti, ormai è chiaro, ha fatto quel che poteva (o che voleva) e più in là  di così non si spingerà .
Il mondo crolla attorno all’Italia ma Tremonti, serafico, spiega che l’impennata degli spread sul debito pubblico italiano non è un problema “del singolo Stato, ma della struttura complessiva”.
Opinione singolare per un ministro dell’Economia che si trova a pagare gli interessi aggiuntivi sul debito dovuti proprio agli spread: ogni 100 punti base di rendimento richiesto dai mercati, calcola la Banca d’Italia, la spesa per interessi aumenta di 0,2 punti di Pil il primo anno (3 miliardi) e poi di 0,4 e 0,5 nei successivi due anni (altri 14).
Non proprio uno scherzo.
Ma Tremonti parla come se la crisi esterna non lo scalfisse: concede a Draghi e ai mercati che “la manovra sarà  rafforzata”, ma poi ammette che le privatizzazioni ventilate dalla maggioranza per ridurre il debito si faranno a crisi finita, cioè mai, e che la panacea dei drammi debitori è l’emissione degli Eurobond, un debito pubblico europeo sostenuto da molti ma osteggiato con forza dalla Germania, quindi impraticabile.
Tutti scrutano Tremonti per cogliere da un sospiro, da un’incertezza, da una smorfia, la risposta alla voce che ieri circolava con più insistenza: Tremonti approva la manovra e poi si dimette, non per ragioni contabili ma per lo scandalo che ha travolto il suo braccio destro Marco Milanese.
“Tremonti verso l’addio, ma a mercati chiusi”, scrive per esempio l’agenzia specializzata in finanza Mf-Dow Jones, vedendo una promessa di addio tra righe della ritrosia tremontiana a fare dichiarazioni sensibili all’assemblea dell’Abi.
La tempistica dell’addio sembrerebbe lineare: venerdì il decreto della manovra, opportunamente emendato, viene licenziato dal Parlamento e nel weekend il ministro lascia, dando ai mercati il tempo di digerire la notizia prima dell’apertura di lunedì, oppure misura l’effetto della manovra in Borsa a inizio settimana e lascia lunedì sera. Tutto chiaro?
Non proprio, visto che è Tremonti stesso a smentire, almeno in parte: “La manovra sarà  accompagnata da chi si prende la responsabilità  di averla presentata”.
E cita Tito Livio: “Hic manebimus optime”, qui stiamo benissimo.
Tremonti resta, l’ipotesi di un governo tecnico per ora non è destinata a concretizzarsi e il presidente dell’Università  Bocconi Mario Monti torna una riserva della Repubblica anzichè un imminente presidente del Consiglio o ministro dell’Economia (ipotesi questa poco allettante per tutti).
Avanti come prima, dunque: la ricetta Draghi viene rimandata ancora, Tremonti insiste con la via incrementale lasciando ai governi di domani le soluzioni davvero radicali.
Ammorbidisce i punti che avevano sollevato più proteste (tassa sui conti titoli, blocco della rivalutazione delle pensioni medie) e si rimangia le promesse di mezzo governo nella scorsa settimana anticipando il (lento) aumento dell’età  pensionabile, tagliando pesantemente i trasferimenti alle Regioni, ripristinando i ticket e rendendo permanenti l’aumento delle accise sulla benzina.
Della presa di coscienza della gravità  del momento, cui invita Draghi, c’è solo una flebile traccia: invece di rimandare tutto il risanamento alla prossima legislatura, si anticipa, ma aumentando le tasse in modo mascherato.
Si attendono le tabelle per capire bene quanto c’è di sostanzioso.
Più di così Tremonti non sa fare.
C’è da sperare che basti perchè i mercati sono in un equilibrio fragilissimo.
Se la Bce smette di sostenerci, se il testo finale deluderà  le aspettative, se le banche andranno peggio del previsto agli stress test, si ricomincerà  da capo.
E anche Tremonti tornerà  a ballare.

Stefano Feltri
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, economia, Giustizia, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

LIBERALIZZAZIONI DELLE PROFESSIONI, IL RICATTO DEGLI AVVOCATI PDL: “NON LA VOTEREMO MAI, A COSTO DI FAR SALTARE IL GOVERNO”

Luglio 14th, 2011 Riccardo Fucile

LA CASTA (SONO BEN 42 GLI AVVOCATI PDL ALLA CAMERA)… HA FATTO RITIRARE L’EMENDAMENTO…SALTA PURE L’INCOMPATIBILITA’ PER IL PARLAMENTARE CHE E’ ANCHE CONSIGLIERE REGIONALE O SINDACO, NESSUN VINCOLO AL CUMULO DEGLI INCARICHI… IN ITALIA PAGANO SOLO I POVERACCI

Lo si attendeva e alla fine è arrivato: è quel tocco di grottesco che caratterizza da sempre questo centrodestra.
Mentre si taglia a sangue su pensioni, sanità  ed enti locali, mentre si alzano le tasse e si impone al paese una manovra recessiva, mentre si approva una manovra da 40 miliardi in cinque giorni, un pugno di avvocati e notai eletti in Parlamento tiene in ostaggio la maggioranza per gli affari propri.
Giulio Tremonti infatti s’era permesso — su forti insistenze europee — di scrivere un vago emendamento sulla liberalizzazione delle professioni, apriti cielo: i deputati “professionisti ” del Pdl si sono subito messi a raccogliere le firme — oltre venti in pochi minuti – al grido “quel testo non lo voteremo mai”.
Alla fine, la tregua: lo si è riscritto in modo da non cambiare nulla.
Nel Parlamento occupato da intere file di avvocati (42 solo alla Camera e solo del Pdl) la norma contenuta nella manovra finanziaria di liberalizzazione della professione forense ha avuto cinque ore di vita.
Comparsa nel primo pomeriggio, è scomparsa prima che facesse notte in virtù della resa incondizionata del governo sottoscritta dal ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.
L’ordine professionale non sarà  più abolito, come si temeva.
La rivolta è stata guidata da Maurizio Paniz, (l’avvocato noto per aver chiesto al Parlamento di ritenere verosimile la parentela di Ruby con l’ex presidente egiziano Mubarak), e dunque divenuto assai influente.
Paniz ha raccolto in pochi istanti un ingente numero di sottoscrizioni sotto un messaggio chiarissimo: «I nostri voti non ci saranno».
Già  prima che la raccolta di firme si concludesse, i ministri avvocati facevano filtrare la massima solidarietà . Ignazio La Russa: «La protesta non è irragionevole».
Il deputato responsabile Elio Belcastro, avvocato, si trasformava intanto in irresponsabile e dettava alle agenzie: «Io questa manovra non la voterò se la norma non si ritira».
La rabbia si è commutata in tumulto quando è stata paventata, nell’intento di moralizzare la vita politica, anche l’incompatibilità  assoluta degli incarichi di parlamentare e consigliere regionale con quello di sindaco e presidente della Provincia.
I deputati, molti dei quali uniscono (anche senza cumulare lo stipendio) poltrone e relativi onori, sono apparsi sconcertati e indispettiti.
Il Parlamento ha infatti in questi anni allargato le maglie delle diverse compatibilità  favorendo il cumulo possibile di incarichi anche relativi all’amministrazione di medie città .
Mezz’ora dopo la retromarcia governativa.
Niente liberalizzazione per l’esercizio della professione di avvocato, nessun vincolo al cumulo di incarichi.
Felici e sazi per la guerra lampo, il plotone di legali che popola il Parlamento si è diretto a cena. Finalmente senza pensieri.
Nel frattempo governo e relatore presentavano emendamenti che inasprivano ulteriormente i contenuti della manovra, senza apprezzabili proteste del PdL per il loro peso su malati, pensionati e cittadini in genere.
Rientrano infatti nel decreto – e saranno operativi da lunedì – i ticket su diagnostica e codici bianchi al Pronto soccorso (10 e 25 euro) con un risparmio di 380 milioni fin da quest’anno. Partirà  dal 2013 anzichè dodici mesi dopo anche l’adeguamento delle pensioni alla speranza di vita: in pratica gli assegni diminuiranno perchè oggi si vive più a lungo.
I pensionati, almeno quelli “ricchi”, parteciperanno anche con un contributo di solidarietà : il 5 per cento dai 90mila euro l’anno in su e il 10 da 150mila. Gettito: 150 milioni fino al 2014.
I soldi veri, però, quelli richiesti da Bankitalia, Ue e mercati stanno nella delega fiscale e Tremonti s’è adeguato.
La stangata parte da subito: tra le misure concordate c’è anche una maggiore gradualità  del bollo sui dossier titoli (34,20 euro quella minima, anzichè 120), che però resta una stangata di proporzioni enormi.
Lo dice il gettito atteso: 900 milioni per i primi due anni e 2 miliardi e mezzo dal 2103.
Piccola correzione anche per l’indicizzazione delle pensioni al costo della vita: quelle da 1.428 euro al mese saranno decurtate del 30 per cento anzichè del 55, del tutto dai 2.380 euro in su. Le privatizzazioni? Rimandate al 2013, termine entro il quale il governo dovrebbe approvare uno o più piani per la dismissione delle sue partecipazioni in società  ed enti.

argomento: Berlusconi, Costume, economia, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

CAMORRA, ORA IL PDL TREMA: INDAGATO CESARO

Luglio 14th, 2011 Riccardo Fucile

LUIGI CESARO, UOMO FORTE DEL PREMIER IN CAMPANIA E’ UFFICIALMENTE INDAGATO PER I SUOI RAPPORTI CON LA COSCA DEI CASALESI…. UN’INCHIESTA CHE POTREBBE TERREMOTARE UN INTERO SISTEMA DI POTERE

Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli con l’accusa di aver avuto rapporti con il gruppo dei Casalesi capeggiato da Francesco Bidognetti per mettere le mani su un affare immobiliare da 50 milioni di euro.
Lo riferisce ‘Il Mattino’, con un articolo a firma di Rosaria Capacchione, la giornalista che da due anni vive sotto scorta per le minacce subite dai boss del clan dei Casalesi.
A chiamare in causa il deputato vicino al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è l’avvocato Michele Santonastaso, a lungo legale degli stessi boss attualmente agli arresti.
Le sue rivelazioni, contenute nelle oltre trecento pagine di verbale dell’interrogatorio del 25 marzo scorso, parlano di rapporti tra la camorra, la politica, le imprese e il mondo delle professioni.
Santonastaso, in particolare, si sofferma sulle dichiarazioni di un altro pentito del clan, Luigi Guida detto O’ Ndrink, che gli avrebbe parlato degli interessi comuni della famiglia Cesaro e dei Casalesi nell’affare del Pip di Lusciano, piccolo centro del casertano.
In particolare, Cesaro avrebbe offerto a Luigi Guida, incaricato di realizzare i progetti del Pip, una percentuale maggiore per la realizzazione dei lavori di quella già  presentata dall’imprenditore Emini.
Nel settembre 2008 era stato ‘L’Espresso’ con un’inchiesta a firma di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, a parlare per primo dell’affaire sospetto e dei rapporti tra Cesaro e la mafia di Gomorra, citando le accuse dello stesso Guida e di un altro pentito Gaetano Vassallo.
Cesaro in passato era già  stato arrestato e processato per camorra.
Erano i tempi della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo: il Presidente della Provincia di Napoli fu arrestato nel febbraio del 1984 e condannato un anno dopo in primo grado a 5 anni.
Fu assolto in appello nel 1986, ma non senza che i giudici avanzassero dubbi e sospetti sul suo rapporto con la NCO: «Il quadro probatorio relativo alla posizione del Cesaro non può definirsi tranquillante».
E ancora: «Il dubbio che l’imputato abbia, in qualche modo, reso favori ai suddetti personaggi per ingraziarseli sussiste e non è superabile dalle contrastanti risultanze processuali».
Ci penserà  Corrado Carnevale, passato alla storia come il giudice ammazza-sentenze, a cancellare in Cassazione tutte le accuse a Cesaro, che sarà  assolto “per non aver commesso il fatto”.
Da allora Giggino A’ Purpetta, come lo chiamano a Sant’Antimo, suo paese natale, ne ha fatta di strada: con i buoni uffici dell’amico e collega di partito Nicola Cosentino, e a suon di tessere e mozzarelle fatte recapitare direttamente ad Arcore, Cesaro è riuscito prima a farsi eleggere deputato e poi a conquistare la Presidenza della Provincia della terza città  d’Italia.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
A parte le gaffe che lo hanno reso celebre, la caratteristica principale del suo mandato è stata, finora, l’inefficienza.
Un esempio su tutti: i rifiuti. Luigi Cesaro avrebbe dovuto aprire una nuova discarica dove portare la monnezza di Napoli.
Ha scelto, invece, di portare i rifiuti fuori regione, con costi doppi e risultati pessimi.
La monnezza è ancora lì. Cesaro pure.
Per ora.

Claudio Pappaianni
(da “L’Espresso“)

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, Giustizia, governo, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

LA RICHIESTA DELLA PROCURA: “PROCESSATE PER MAFIA IL MINISTRO ROMANO”

Luglio 14th, 2011 Riccardo Fucile

SCRIVONO I PM: “NELLA SUA VESTE DI ESPONENTE POLITICO DI SPICCO AVREBBE CONSAPEVOLMENTE E FATTIVAMENTE CONTRIBUITO AL SOSTEGNO E AL RAFFORZAMENTO DELL’ASSOCIAZIONE MAFIOSA

Dopo la decisione del gip di respingere la proposta di archiviazione e chiedere l’imputazione coatta, la Procura di Palermo ha impiegato soli quattro giorni per depositare la richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa per il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano.
Passaggio dovuto in attesa della fissazione dell’udienza preliminare nel corso della quale un gip diverso da quello che ha disposto l’imputazione coatta dovrà  decidere se gli elementi in mano all’accusa sono tali da giustificare un processo.
“Nella sua veste di esponente politico di spicco, prima della Dc e poi del Ccd e Cdu e, dopo il 13 maggio 2001, di parlamentare nazionale – scrivono i magistrati nella richiesta di rinvio a giudizio – Romano avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa, intrattenendo, anche al fine dell’acquisizione del sostegno elettorale, rapporti diretti o mediati con numerosi esponenti di spicco dell’organizzazione tra i quali Angelo Siino, Giuseppe Guttadauro, Domenico Miceli, Antonino Mandalà  e Francesco Campanella”.
D’altronde le motivazioni utilizzate dal gip Giuliano Castiglia non erano certo di poco conto.
Alla Procura che, per la seconda volta in otto anni, aveva finito con il chiedere l’archiviazione della posizione di Romano, il gip aveva replicato con un secco no ritenendo che Romano “per almeno due decenni ha mantenuto una condotta di consapevole apertura e disponibilità  nei riguardi di esponenti anche di assoluto rilievo di Cosa nostra”.
Secondo il vaglio del gip, dalle carte proposte dalla Procura emerge “un quadro preoccupante di evidente contiguità  con le famiglie mafiose”.
Di più: le condotte del ministro ” non appaiono arrestarsi alla soglia della contiguità  dell’indagato al sistema mafioso ma rappresentano una perdurante consapevole e interessata apertura verso componenti di primaria importanza dell’organizzazione mafiosa che si è ripetutamente tradotta e concretizzata in specifici, consapevoli e volontari contributi rilevanti per la vita di Cosa nostra”.
Tra i fatti specifici ai quali il gip dà  rilevanza l’appoggio che, così come l’ex governatore Cuffaro in carcere dopo la condanna a 7 anni, anche Romano avrebbe dato alle candidature alle Regionali del 2001 di uomini sponsorizzati dai capi di Cosa nostra, da Mimmo Miceli a Giuseppe Acanto, la visita all’allora boss poi diventato pentito Angelo Siino per chiedere sostegno elettorale, e soprattutto i suoi rapporti con la famiglia mafiosa di Villabate, testimoniati anche dal pentito Francesco Campanella.   E infatti, nella richiesta depositata, il procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e il sostituto Nino Di Matteo affermano che il ministro “avrebbe messo a disposizione di Cosa nostra il proprio ruolo, contribuendo alla realizzazione del programma criminoso dell’organizzazione tendente all’acquisizione di poteri di influenza sull’operato di organismi politici e amministrativi”.

argomento: Costume, denuncia, Giustizia, governo, mafia, Parlamento, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.140)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA’ ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO, OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D’IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO)
    • ’STA “FASE DUE” DEL GOVERNO PIÙ CHE UN RILANCIO È UN CALVARIO – IL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA ALLA MINETTI CHE COINVOLGE NORDIO È SOLO L’ULTIMO INCIAMPO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI DOPO LA DISFATTA DEL REFERENDUM
    • LA GIURIA DELLA BIENNALE DI VENEZIA SI E’ DIMESSA, PURTROPPO BUTTAFUOCO E GIULI ANCORA NO
    • SONDAGGIO SUPERMEDIA YOUTREND: IL CAMPO LARGO AUMENTA IL VANTAGGIO SUL CENTRODESTRA: UN PUNTO IN PIU’
    • “BASTA OMERTÀ DALL’ALTO PER QUESTI ESTREMISTI SOSPINTI AL FANATISMO. VENGANO DISCIOLTI QUESTI NUCLEI PARAMILITARI. CHI SA PARLI” : GAD LERNER DOPO IL CASO EITAN BONDI, IL CECCHINO DEL 25 APRILE, APPARTENENTE ALLA COMUNITA’ EBRAICA, DENUNCIA LA “DEGENERAZIONE SQUADRISTICA” DI “ELEMENTI CHE IN NOME DELL’AUTODIFESA MINACCIANO E AGGREDISCONO NELLE SCUOLE E PER STRADA CHI INDIVIDUANO COME NEMICO DI ISRAELE”
    • “IN CAMERA EITAN BONDI AVEVA UN ARSENALE”: IL RAGAZZO CHE HA SPARATO CON UNA PISTOLA DA SOFTAIR CONTRO DUE ATTIVISTI DELL’ANPI A ROMA, LO SCORSO 25 APRILE, È UN GIOVANE DELLA COMUNITÀ EBRAICA , IN CASA AVEVA COLTELLI, PISTOLE, FUCILI E MUNIZIONI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA