“FOSSA COMUNE PER TE E LA TUA FAMIGLIA. SPARATI. SCIMMIA REMIGRA CON LORO”: SONO GLI INSULTI (13.500) CHE SI E’ VISTA RECAPITARE, SOTTO AI SUOI POST SUI SOCIAL, LA DEPUTATA DEL PD OUIDAD BAKKALI, REA DI AVER PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LA REMIGRAZIONE, DEFINENDO VANNACCI UN LEADER “ACCECATO DAL TESTOSTERONE”
LA PARLAMENTARE PIDDINA NATA IN MAROCCO HA SCIORINATO LE OFFESE, UNA PER UNA, INTERVENENDO ALLA CAMERA: “CHI È AL GOVERNO DOVREBBE FARE UN APPELLO AD ABBASSARE I TONI E A NON ISTIGARE ALL’ODIO”… RIBADIAMO LA SOLUZIONE E’ UNA: ANDARLI A PRELEVARE A CASA
“Sappiamo dove abiti”, “fossa comune per te e la tua famiglia”, “una che riproduce maranza”,
“disinfestazione”, “scimmia remigra con loro”, “a casa zingara”, “topo di fogna”, “la beduina ha parlato”, “gli piace proprio farsi stuprare”, “farete una brutta fine”, “sparati”. Tredicimila e cinquecento tutti di questo tenore.
La deputata dem Ouidad Bakkali se li è visti recapitare sui suoi profili social. Uno dopo l’altro. In venti ore. E ieri, rivolgendosi ai sostenitori di Vannacci, definiti come «soldati di pezza» di un leader «accecato dal testosterone» li ha letti ad alta voce alla Camera dei deputati, una litania di insulti a sfondo razzista e sessista.
Cosa ha scatenato la violenza social?
«La mia partecipazione sabato scorso alla manifestazione contro la Remigrazione, ho postato sui miei social la foto».
Perché ha deciso di leggerli nell’aula di Montecitorio?
«Perché non ci stiamo rendendo conto, ormai è tutto sdoganato. Durante la conferenza stampa di Remigrazione, che volevamo impedire, ci hanno minacciati di “assaltare il Parlamento”. E ieri alla Camera ha ottenuto il via libera definitivo il decreto legge Rimpatri, quello che prevede un premio per gli avvocati che favoriscono i rimpatri dei migranti».
Laura Ravetto le ha replicato che anche lei è stata insultata quando è passata dalla Lega a Futuro Nazionale di Vannacci.
«Dimostrando di non capire che finché non rinnega il suo generale la situazione non potrà che peggiorare».
Come si risponde?
Serve un patto repubblicano, con tutti coloro che hanno a cuore la democrazia. Un patto che difenda le nostre istituzioni e il modo di fare politica. Chi è al governo dovrebbe fare un appello ad abbassare i toni e a non istigare all’odio nelle piazze e nei comizi politici. Serve anche un ragionamento serio sulle piattaforme, capire come gira l’algoritmo».
Lei è nata in Marocco ed è arrivata in Italia a 2 anni. Come è cambiato il clima?
«Sta cambiando di intensità. Io sono diventata assessora a Ravenna nel 2011 e alla prima uscita pubblica ci fu qualche commento razzista. Oggi per un post ne ricevo 13.500 e non fanno piacere. [Meloni sta valutando cosa fare con Vannacci ma dovrebbe prendere le distanze da Fn. Converrebbe anche a lei»
(da Repubblica)
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