GENERALE, AL FRONTE NON C’E’ PIU’ NESSUNO! VANNACCI SI VANTA DELL’AUMENTO DEI TESSERATI DI FUTURO NAZIONALE MA DENTRO IL PARTITO È SCATTATA LA DISERZIONE DEI DIRIGENTI
DALLA “RIVOLTA” DI FROSINONE AI CASI DI COSENZA, SALERNO E VICENZA
L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda Frosinone. E se è vero che i tesserati a
Futuro nazionale continuano a crescere – circa mille alla settimana, stando a quanto dichiarato da Roberto Vannacci, in visita a Milano accanto al candidato sindaco Carmelo Burgio – è altrettanto vero che le defezioni all’interno del partito non conoscono fine.
Ci sono dirigenti che lasciano FnV. Ma anche referenti di comitati che, molto spesso, portano via tutti – o quasi – gli iscritti, che a loro volta restituiscono la tessera. Nelle scorse settimane è successo a Sassari, ma anche in Calabria, a Lamezia Terme, e in provincia di Cuneo.
Come detto, l’ultimo episodio si colloca a Frosinone. Qui il coordinatore provinciale – dunque un dirigente nominato direttamente dal generale e dal numero due del partito, Massimiliano Simoni – ha dato l’addio all’europarlamentare. Si tratta di Antonio Scaccia. Con lui lascia la formazione politica di Vannacci l’intero gruppo dirigente.
La decisione, da quanto si apprende, è conseguenza diretta dell’ultimatum imposto dal sindaco Riccardo Mastrangeli (civico indicato dalla Lega) che nei giorni scorsi aveva azzerato la Giunta e rassegnato le sue dimissioni dopo essersi trovato senza una maggioranza con la quale eleggere il nuovo presidente del Consiglio Comunale.
Continuano le fuoriuscite in Calabria. Dopo quelle di Lamezia Terme, ora la spaccatura si estende anche a Cosenza, poiché cinque referenti di altrettanti comitati hanno annunciato ieri di aver abbandonato definitivamente il partito dopo una preliminare fase di autosospensione.
Ecco i nomi: Eugenio Salerno (Castrovillari), Simona Russo (Cosenza), Francesca Rosito (Morano Calabro), Gianfranco Groccia (Spezzano Albanese) e Vincenzo Borrelli (Altomonte), insieme a Gaetano Falabella, cofondatore del comitato di Francavilla Marittima.
La ragione dell’addio è più o meno sempre la medesima: non vi sono questioni personali, scrivono, “ma divergenze sul metodo, sulla gestione organizzativa e sull’indirizzo politico del movimento”.
In sostanza, si denunciano “dinamiche riconducibili alla vecchia politica: decisioni calate dall’alto, scarsa partecipazione e un crescente distacco dalle comunità locali”. La critica è indirizzata verso una linea politica giudicata “troppo estrema e distante da un centrodestra moderno, equilibrato e responsabile”. La nota punta poi il dito contro la gestione regionale e, in particolare, contro le scelte organizzative legate a Domenico Furgiuele. A Eboli la lite tra la base e i vertici del partito si trascina da giorni. Al centro del malumore c’è la nomina, decisa da Vannacci e Simoni, di Franco Cardiello, ex senatore di Alleanza nazionale, a coordinatore di FnV per la provincia di Salerno. Malumore che la referente del comitato locale, Mariarosaria Andriuolo, già candidata con Casapound alle elezioni del 2018, ha reso pubblico.
Fatto, quest’ultimo, che ha portato il partito ha decretare lo scioglimento del comitato di Eboli. Ora la rottura definitiva, con Andriuolo che annuncia la fuoriuscita da FnV insieme ai suoi tesserati: “Un progetto mai nato – ha scritto – un partito nuovo soltanto nel nome e nel simbolo, creato non per i cittadini ma per rimettere in campo vecchi politicanti. Un palcoscenico costruito per permettere a qualche vecchio politico di tornare sulla scena: proprio quelli che negli anni hanno aiutato a distruggere la destra in tutta la provincia di Salerno”.
Leave a Reply