IL GOVERNO SPAGNOLO AUMENTA IL SALARIO MINIMO
INCREMENTO DEL 5,3% RISPETTO AGLI ATTUALI 1.221 EURO… LA NORMA INTERESSA 2,5 MILIONI DI PERSONE
Il governo spagnolo aumenterà a 1.286 euro mensili il salario minimo interprofessionale (Smi)
per il 2027. Un incremento del 5,3% rispetto agli attuali 1.221 euro, secondo la bozza del decreto pubblicata dal ministero del Lavoro e dell’Economia sociale guidato da Yolanda Diaz. La nuova soglia corrisponde a 42,8 euro al giorno e a 18.004 euro annui lordi, distribuiti in 14 mensilità. La norma interessa 2,5 milioni di persone.
Il salario minimo
La bozza pubblicata dal ministero è sottoposta a consultazione pubblica fino al 16 novembre, ma non ha ancora ottenuto il consenso delle parti sociali. I sindacati maggioritari Commisiones Obreras (CcOo) e Union General de Trabajadores (Ugt) chiedono un aumento del 7%, mentre le organizzazioni imprenditoriali Ceoe e Cepyme non hanno raggiunto un’intesa con il ministero.
Tra i punti più controversi figura il mantenimento dell’attuale sistema di compensazione e l’assorbimento dei complementi salariali, che porterebbero limitare gli effetti concreti dell’aumento per alcuni lavoratori. Il testo, inoltre, non chiarisce il trattamento fiscale del nuovo minimo, nonostante l’impegno del governo a mantenere l’esenzione dell’Irpef. Secondo la relazione economica allegata al progetto di decreto, ogni punto percentuale di aumento comporterebbe 127 milioni di euro in maggiori entrate contributive alla previdenza sociale.
Le mobilitazioni a Madrid
Intanto sono riprese ieri a Madrid le mobilitazioni sindacali dopo la sospensione delle manifestazioni in segno di lutto per la tragedia ferroviaria di Urda (Toledo), che una settimana fa ha provocato almeno 69 morti. Sono tornati in piazza nella capitale iberica docenti, studenti universitari e medici, in due distinte proteste. Migliaia di insegnanti e studenti delle sei università pubbliche madrilene hanno partecipato a una marcia indetta nel primo di due giorni di sciopero, al quale sono chiamati 209.000 studenti e 32.900 lavoratori dei sei atenei, contro la carenza di finanziamenti, di personale e risorse e la «privatizzazione», che «minacciano l’istruzione pubblica».
Scuola e università
I docenti chiedono meno ore di lezione, classi meno numerose, più organici e un aumento salariale di 600 euro mensili. Il personale delle università denuncia invece «l’asfissia economica» dei campus, il deterioramento delle condizioni di lavoro e studio e la «repressione» negli atenei.
(da agenzie)
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