IL TRIBUNALE PENALE DI DAMASCO CONDANNA A MORTE IN CONTUMACIA BASHAR AL-ASSAD, SCAPPATO IN RUSSIA DOPO LA FINE DEL SUO REGIME . L’EX PRESIDENTE È STATO RICONOSCIUTO COLPEVOLE DI CRIMINI DI GUERRA E CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ COMMESSI DURANTE LA GUERRA CIVILE CHE HA DEVASTATO IL PAESE
LA PRIGIONE DORATA DI ASSAD, OSPITE DI PUTIN A MOSCA: VIVE IN UN SUPER-ATTICO IN UNA DELLE ZONE RESIDENZIALI PIÙ CARE AL MONDO … SENZA IL SUO AMICO-TIRANNO AL COMANDO, PUTIN PERDE IL CONTROLLO DELLA SIRIA: MOSCA DEVE LASCIARE L’AEROPORTO DI HMEIMIM E IL MOLO COMMERCIALE DEL PORTO DI TARTUS
Il tribunale penale di Damasco ha condannato a morte in contumacia l’ex presidente siriano
Bashar al-Assad. Il tribunale ha deciso che l’ex presidente Bashar al-Assad dovrà ‘essere perseguito a livello internazionale’. Lo riferisce al Arabiya. Assad è stato riconosciuto colpevole delle accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra civile in Siria.
La caduta del dittatore è seguita alla presa del potere nel dicembre del 2024 da parte dell’attuale presidente Ahmad al-Sharaa, sostenuto dalla Turchia. Assad è fuggito a Mosca insieme con la sua famiglia.
Dopo diciotto mesi di trattative, Damasco e Mosca hanno raggiunto un accordo che ridisegna la presenza del Cremlino sulla costa siriana e mette fine al sistema di privilegi attraverso il quale Vladimir Putin aveva costruito nel Mediterraneo orientale uno dei principali avamposti della potenza russa fuori dai confini della Federazione.
Il memorandum annunciato dal ministero degli Esteri siriano prevede che entro tre mesi lo Stato riprenda direttamente il controllo delle strutture destinate a uso civile: l’aeroporto di Hmeimim e il molo commerciale del porto di Tartus, con magazzini e infrastrutture annesse. Le installazioni militari, invece, saranno trasformate in centri congiunti di addestramentorusso-siriani.
È una formula che consente a Mosca di non essere espulsa dal Paese, ma che le sottrae l’autonomia militare garantita dagli accordi dell’era Assad. […]
Ora è Mosca che deve negoziare la propria permanenza. Per il Cremlino è un arretramento difficile da nascondere. La Russia intervenne nella guerra siriana nel 2015 anche per dimostrare di essere tornata una potenza capace di proiettare forza lontano dai propri confini. Tartus e Hmeimim erano il simbolo di quel ritorno.
(da agenzie)
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