IN UN PAESE DI VECCHI SIAMO A CORTO DI BADANTI. ERANO QUASI UN MILIONE NEL 2021, OGGI SONO POCO PIÙ DI 800MILA. PER IL QUARTO ANNO DI FILA IL NUMERO SCENDE, SOPRATTUTTO QUELLO DELLE LAVORATRICI. MANDATECI I SOVRANISTIAD ACCUDIRE I LORO ANZIANI
FINITA LA SPINTA DELLE REGOLARIZZAZIONI COVID, LARGO AL LAVORO NERO. MENTRE VA SCOMPARENDO LA FIGURA DELLA COLF – ANCHE CHI HA IL COMPITO DI ASSISTERE GLI ANZIANI, ORMAI NON E’ PIU’ UN PISCHELLO: LA MAGGIORANZA HA TRA I 55 E I 59 ANNI E VIENE DALL’EUROPA DELL’EST
Colf e badanti erano quasi un milione nel 2021. Oggi sono poco più di 800mila. Per l’esattezza
804.464 con almeno un contributo versato all’Inps nel 2025. Per il quarto anno di fila il numero scende: -2,3% sul 2024, circa 18.600 rapporti regolari in meno. In quattro anni la perdita è di 173mila lavoratori. Anzi, per lo più lavoratrici, visto che le donne sono l’89%.
Finita la spinta delle regolarizzazioni Covid e del decreto Rilancio, il settore torna a restringersi nella parte visibile. Il resto è la zona opaca del welfare familiare: lavoro nero e grigio, cura necessaria ma spesso lasciata al fai-da-te. […]
Le badanti superano le colf, già dal 2024: 51% contro 49%. Non è solo un sorpasso statistico. È l’Italia che invecchia e porta dentro casa il bisogno di assistenza. Anche chi lavora nella cura invecchia: la classe più numerosa è 55-59 anni, il 27% ha almeno 60 anni, appena l’1,6% meno di 25. Il settore resta in larga parte straniero: il 69%, con l’Europa dell’Est primo bacino, 269mila persone.
(da agenzie)
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