ITALIA A TUTTO GAS. IL NOSTRO PAESE RIMANE UNO DEI MAGGIORI IMPORTATORI EUROPEI DI GAS NATURALE CON PESANTI RIPERCUSSIONI SUL COSTO DELL’ENERGIA
LE RINNOVABILI COPRONO ORMAI IL 41% DELLA DOMANDA ELETTRICA NAZIONALE MA LA DIPENDENZA DAI COMBUSTIBILI FOSSILI RESTA ELEVATA. PER LE RINNOVABILI IL VERO PROBLEMA RIMANE LO STOCCAGGIO… A LIVELLO MONDIALE LE RINNOVABILI SUPERANO QUALSIASI ALTRA FONTE COME MOTORE DI CRESCITA DELL’OFFERTA ENERGETICA GLOBALE
Per la prima volta le rinnovabili superano ogni altra fonte come motore di crescita dell’offerta energetica mondiale. Il sorpasso storico emerge dall’ultima edizione della Statistical Review of World Energy dell’Energy Institute, che ogni anno fornisce misurazioni e prospettive sul settore a livello mondiale e che per il 2026 è presentata in Italia in esclusiva su La Stampa.
Il rapporto evidenzia inoltre percorsi di transizione sempre più diversi tra le regioni, e una domanda record trainata dai data center che, per la prima volta entrano nelle misurazioni dell’istituto. «L’energia è al centro dell’agenda politica ed economica mondiale – ha detto il presidente dell’istituto Andy Brown alla pubblicazione dello studio – sarà prioritario adattarsi alle esigenze di sicurezza, accessibilità economica e sostenibilità».
Nel complesso, il consumo elettrico dei data center nel 2025 ha raggiunto 788 terawattora, il 40% concentrato negli Stati Uniti, dove il comparto pesa il 6,6% della domanda elettrica nazionale contro il 2,4% della media mondiale. La crescita è stata del 20% a livello globale e del 25% negli Stati Uniti.
«Questi risultati – spiega Nick Wayth Fei, Chief executive dell’Energy Institute – sottolineano l’urgenza di accelerare su efficienza, elettrificazione e investimenti nelle tecnologie pulite a livello globale». Per Nicola Ruffini, partner di Kearney, che segue il report per l’Italia, l’ingresso del comparto nell’analisi segnala anche un cambio di mercato. «Il digitale non è più soltanto un fattore tecnologico, ma è diventato anche un tema energetico».
Nel 2025 la fornitura totale di energia (Tes) ha superato per la prima volta i 600 exajoule, +1,7% sul 2024 – il secondo anno consecutivo in cui tutte le principali fonti hanno toccato i massimi storici. Le rinnovabili sono state la principale risorsa di crescita, con il solare che ha superato l’eolico nella generazione elettrica mondiale (8,7% contro 8,4%), avvicinandosi al nucleare (8,8%). Lo stoccaggio a batteria è cresciuto del 66%, con la Cina che ha più che raddoppiato la propria capacità.
I combustibili fossili restano dominanti, all’86% della fornitura totale. Le emissioni globali di CO2 sono salite dell’1,1%, a 35.806,2 milioni di tonnellate, con gli Stati Uniti a +3,2%, quattro volte la crescita cinese, trainati da un balzo del 13% nella generazione a carbone. Le Americhe producono ora il 20% di petrolio in più del Medio Oriente, un capovolgimento rispetto a vent’anni fa. Ma l’Europa rimane il maggior importatore al mondo, anche se l’invasione Russa dell’Ucraina nel 2022 ha inferto un’accelerazione al mix energetico verso risorse verdi.
L’impatto dei data center poi si vede anche in Italia. «Le richieste di connessione tracciate da Terna, in continuo aumento, sono oltre 300 – spiega Ruffini – non tutte diventeranno impianti operativi, ma indicano un interesse forte, concentrato al Nord, con rischio di sovraccarichi localizzati proprio nelle aree a maggiore domanda».
Su questa base, le rinnovabili coprono ormai circa il 41% della domanda elettrica nazionale, spiega Ruffini. […]
Il nodo, spiega Ruffini, non è più solo produrre energia rinnovabile ma stoccarla e connetterla: «la sfida diventa integrare queste fonti in un sistema che sia competitivo», con reti solide, accumulo adeguato, maggiore flessibilità e procedure autorizzative allineate al ritmo degli investimenti.
(da La Stampa)
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