LA GALASSIA CENTRISTA E’ UN GINEPRAIO DI VETI E CONTROVETI: ONORATO TIENE A DISTANZA RENZI E VICEVERSA, RUFFINI CERCA DI COINVOLGERE CHI SI E’ ALLONTANATO DALLA POLITICA E TIRA BORDATE CONTRO ONORATO, PINA PICIERNO GUIDA IL RIFORMISMO IN CERCA D’AUTORE. CHI SARA’ IL FEDERATORE DI QUESTA AREA CHE A SETTEMBRE DOVRA’ DIALOGARE CON SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI?
“GIUSEPPI” ASSICURA CHE “NON C’È LA VOLONTÀ DI ESCLUDERE I MODERATI” E FA I SUOI COMPLIMENTI A ONORATO (MA NON A RENZI) … APPENDINO RINCARA: “SAREBBE TAFAZZIANO AVERE RENZI IN COALIZIONE”. MATTEONZO REPLICA: “SE QUALCUNO VUOLE METTERE VETI PER MANDARE LA DESTRA NON SOLO A PALAZZO CHIGI MA ANCHE AL QUIRINALE LO SPIEGHERA’ AI CITTADINI”
Gli «esclusi» dalla photo opportunity dell’altro ieri — quella che mostrava Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni sorridenti a tavola — fanno mostra di non esserci rimasti male, anche se tra le righe delle loro dichiarazioni si legge un certo malumore.
L’appuntamento con la variegata galassia dei centristi è a settembre. Adesso i leader di Pd, M5S e Avs («La banda dei 4», li chiama non certo bonariamente qualcuno) preferiscono fare da soli. Del resto, c’è da dire che dalle parti dei moderati e riformisti non è che regni l’armonia e non è facile mettere tutti assieme.
Matteo Renzi con la sua Casa riformista si tiene a debita distanza da Alessandro Onorato e dal suo Progetto civico e viceversa. Ernesto Maria Ruffini, invece, con il movimento Più uno cerca di coinvolgere chi si è allontanato dalla politica, «perché la vittoria non arriverà con un accordo tra gruppi dirigenti e il confronto non può esaurirsi tra chi fa già parte delle attuali coalizioni».
E questa notazione riflette, al di là delle frasi diplomatiche di rito, il vero stato d’animo degli esclusi. Tant’è vero che Goffredo Bettini si affretta a osservare: «Ho ripetuto all’infinito che da sola la sinistra non basta. Occorre allargare, includere».
Ma le dichiarazioni dell’altro ieri di Conte sull’affidabilità di Renzi non hanno aiutato. Il leader di Iv afferma: «Se qualcuno vuole fare come nelle Politiche del 2022 o come in Liguria, mettendo veti, per mandare la destra non solo a Palazzo Chigi ma anche al Quirinale, lo spiegherà ai cittadini». Sulla stessa linea Maria Elena Boschi: «Chi sceglie di rompere l’alleanza fa un favore a Meloni».
Non contribuisce alla serenità del centrosinistra nemmeno l’uscita di Chiara Appendino, secondo cui «sarebbe tafazziano avere Renzi in coalizione». «Lei è stata condannata, non può dare patenti di affidabilità», le replica il vicepresidente di Iv Enrico Borghi.
Per Ruffini quella foto «fa pensare a un’inquadratura di un film western di Sergio Leone, dove il primo piano mano mano si allarga e rivela una scena più complessa e affollata». Come a dire che i quattro da soli non possono farcela
Conte assicura che «non c’è nessuna volontà di escludere i moderati» e fa i suoi complimenti a Onorato (ma non a Renzi). E comunque, aggiunge l’ex premier, c’è il suo Movimento a fare da garante: «Per lo sbilanciamento a sinistra non si deve preoccupare nessuno perché il M5S, che è una forza tradizionalmente non di sinistra, vuole parlare a tutto il Paese».
Il fondatore di Primavera, Vincenzo Spadafora, ha qualche dubbio: «Una foto non basta, serve una proposta ambiziosa». Clemente Mastella ci mette il carico da undici: «Verrebbe da pensare che il fotografo lo ha mandato Meloni». Il sindaco di Benevento punta a Gaetano Manfredi c ome «federatore del centro ».
(da l “Corriere della Sera”)
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