SALVATE IL SOLDATO ONORATO. IL SENATORE LUIGI NAVE LASCIA IL MOVIMENTO 5 STELLE E PASSA AL GRUPPO MISTO, DOVE DARÀ VITA A UNA COMPONENTE PER CONSENTIRE A PROGETTO CIVICO ITALIA DI ALESSANDRO ONORATO E AL PSI DI MARAIO DI RACCOGLIERE 1.500 FIRME (INVECE DI 6.000 FIRME) PER OGNI COLLEGIO
LA MOSSA AGEVOLA IL PROGETTO CENTRISTA DELLL’ASSESSORE CAPITOLINO, LEGATO A CONTE (E AI FERRI CORTI CON RENZI) … IL CENTROSINISTRA DEVE SBRIGARSI A PRESENTARE UN PROGRAMMA COMUNE E AD INDIVIDUARE UN LEADER…
Il Movimento si mobilita per Alessandro Onorato ed Enzo Maraio. È il senatore Luigi
Nave a lasciare il gruppo del M5s e ad aderire alla componente di Avs, che fa parte del misto a Palazzo Madama.
E, viene spiegato, già questa sera dovrebbe nascere, sempre all’interno del misto a palazzo Madama, la componente Avanti Psi.
In quest’ottica, la decisione mira anche a sostenere Progetto Civico Italia, di Alessandro Onorato che, legandosi a Avanti Psi di Enzo Maraio, potrebbe poi consentire al soggetto politico dell’assessore capitolino di raccogliere 1500 firme per circoscrizione anziché le 6.000 a collegio previste dalla nuova legge elettorale.
Dal M5s viene chiarito che Nave, che è capogruppo 5S nella commissione Antimafia, “è e resta del M5s e si è fatto carico di una battaglia che riguarda tutto il Movimento”. Si è trattato, quindi, “non di una manovra di palazzo” ma di una mossa “contro una legge liberticida e antidemocratica”.
Con il varo del Melonellum — si riflette nei ranghi dell’opposizione — inizia ufficialmente la campagna elettorale per le Politiche. Perciò «ora dobbiamo accelerare», incalza per l’ennesima volta Nicola Fratoianni: «Definire in tempi rapidi il perimetro e il programma della coalizione per rendere efficace la proposta dell’alternativa».
È la road map del centrosinistra atteso alla sua prova più difficile: trasformare in maggioranza di governo una minoranza parlamentare fin qui frastagliata e litigiosa.
Due gli scogli da superare, a cui però sottotraccia si sta già lavorando: ordinare le priorità dei partiti che compongono l’alleanza, anche a colpi di compromessi se serve; raggruppare in un’unica lista, al massimo due, le tante sigle centriste che insistono nel campo largo.
Impresa non facile. Ma, rassicurano in tanti, entro fine mese entrambi gli iceberg potranno iniziare a sciogliersi. A sera, Giuseppe Conte va a giurarlo in tv: «Noi abbiamo completato il nostro percorso. Il 18 Avs presenterà il suo programma e Schlein ha l’assemblea del Pd. Un attimo dopo, veramente un attimo dopo, ci ritroveremo». Allo stesso tavolo, stavolta. Per preparare, insieme, la successione a Giorgia Meloni.
In realtà il sogno di Schlein, a cui ha dedicato le ultime settimane, è convogliare tutti in un’unica lista, ma c’è il problema Matteo Renzi, inviso ai “colleghi” centristi, ricambiati con eguale cordialità dal leader di Iv. L’idea per risolverlo — accolta con freddezza, ma non ancora archiviata — sarebbe allora quella affidare a una figura autorevole il compito di federarli.
(da Repubblica)
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