LA SOLITA ESTATE DA CANI
Luglio 29th, 2008 Riccardo FucileABBANDONATI 280 CANI AL GIORNO, UNO OGNI 5 MINUTI…I RIFUGI ESPLODONO….AL SUD SITUAZIONE DRAMMATICA…3.500 COMUNI NON RISPETTANO LE NORME E ALTRI 1000 NON ATTUANO LE CONVENZIONI…IL GOVERNO DIA UN SEGNALE FORTE : DESTITUIRE I SINDACI CHE NON APPLICANO LA LEGGE E GALERA VERA PER CHI MALTRATTA GLI ANIMALI.
E’ un argomento che viene affrontato solitamente d’estate, ma in realtà è un problema sociale
che copre tutto l’anno. Non basta che lo Stato faccia leggi per aggravare le pene in caso di abbandono di un “quattrozampe”, prevedendo anche la detenzione (che non viene mai applicata) e l’ammenda. Se qualcuno consegna il cane in un canile, spesso lo Stato ( e i Comuni) non è di grado di accoglierlo, quando addirittura non è fuorilegge la struttura. Dal 4 al 13 luglio, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha promosso una campagna serrata di controlli: il risultato di 71 ispezioni nei canili comunali ha portato all’accertamento di 270 violazioni, 45 persone denunciate e molti cani accolti nei Centri di Roma e Rieti che ora sono al collasso. Da parte nostra riteniamo che occorra, in caso di abbandono di un animale, non potendo purtroppo spaccare in mille pezzi l’auto del bastardo a bordo, che si stabilisca il principio della pena detentiva sempre e comunque. Anche un mese di condanna, ma a marcire tra 4 mura. Invece che fare chiacchiere, sarebbe un buon deterrente vedere che si va in carcere, invece che cavarsela con una piccola ammenda. Poi portare la multa a livelli tale che uno deve vedersi pignorare l’appartamento dove abita. Continua »
Ci risiamo, ogni tanto qualche imbecille si alza il mattino e mette in difficoltà la sua stessa maggioranza ( che ha già le sue rogne da risolvere). Ci riferiamo all’emendamento anti-precari con cui è stata cancellata la clausola che concedeva alla Magistratura la facoltà di trasformare un contratto a tempo indeterminato, nel caso in cui i datori di lavoro abbiano fatto ricorso ad uno o più contratti a termine. In base al decreto emendato invece ora il magistrato potrà al massimo comminare una sanzione all’azienda ( pari ad un’ammenda che varia tra 2,5 e 6 mensilità ) da versare al dipendente. In pratica un’azienda potrà avvalersi sine die del lavoro di un precario, rischiando al più una penale.