Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile
FERITO DA COLPI DI PISTOLA, NON E’ GRAVE. ..OGGI LA COMUNITA’ SENEGALESE IN PIAZZA PER MANIFESTARE
Ferito a colpi di pistola mentre passeggiava in strada con due amici. Vittima dell’aggressione Cissè Elhadji Diebel, un venditore ambulante senegalese di 22 anni, in Italia con permesso di soggiorno.
L’aggressione è avvenuta giovedì sera in via Milano, nel quartiere Vasto, non lontano dalla stazione ferroviaria centrale.
Diebel, intorno alle 22, si trovava in compagnia di due amici, in strada, quando è sopraggiunto uno scooter con a bordo due persone: secondo quanto riferito dai compagni della vittima i due erano di pelle bianca, e uno di loro ha esploso alcuni colpi di pistola, forse tre, uno dei quali ha colpito a una gamba il senegalese.
Il ferito è stato condotto all’ospedale San Giovanni Bosco, dove sarà sottoposto a intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile, rimasto conficcato nell’arto. Diebel non è in pericolo di vita. Proseguono intanto le indagini della Polizia e la ricerca dei responsabili.
Questo episodio razzista, l’ennesimo è la goccia che fa traboccare il vaso. Oggi, venerdì 3 alle 17, la comunità senegalese cittadina e l’associazione “NapoliSenzaConfini”, guideranno a piazza Garibaldi una manifestazione di solidarietà .
“Chiediamo a tutte e tutti – scrivono gli organizzatori – italiani e immigrati, antirazzisti e antirazziste di scendere in piazza. Mobilitiamoci insieme contro gli attentati razzisti!”
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile
A PISTOIA ENNESIMO EPISODIO OPERA DEI DELINQUENTI RAZZISTI
Dei colpi di pistola, forse con una scacciacani secondo i primi accertamenti della polizia, sono
stati esplosi a Pistoia, ieri sera, intorno alle 23, contro un migrante africano ospite della parrocchia di Vicofaro.
Il bersaglio dell’aggressione è rimasto illeso.
A denunciarlo con un post sul suo profilo Facebook è stato il parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, da sempre impegnato nell’accoglienza dei migranti e al centro di polemiche, la scorsa estate, per la pubblicazione di una foto in cui gli ospiti della sua parrocchia trascorrevano una giornata in piscina.
Secondo i primi rilievi, gli spari potrebbero provenire da una scacciacani. Il giovane ha raccontato di aver incrociato due giovani in bicicletta, di aver sentito prima gli insulti, poi un botto.
“Vi scrivo a quest’ora, le due di notte, dagli uffici della Questura di Pistoia – scrive don Biancalani, che nella sua parrocchia accoglie circa 80 migranti – , per informarvi che verso le 11.00 a Vicofaro ci sono stati degli spari! Due giovani italiani al grido ‘negri di merda’ hanno sparato uno o due colpi di arma da fuoco in direzione di uno dei nostri ragazzi migranti che fortunatamente è rimasto illeso. Sono in corso indagini”.
Il caso è stato affidato alla Digos. Secondo i primi rilievi, gli spari potrebbero provenire da una scacciacani. Il giovane ha raccontato di aver incrociato due giovani in bicicletta, di aver sentito prima gli insulti, poi un botto.
Secondo il racconto che lo stesso don Biancalani fa, ci sarebbe stato un primo allarme ieri sera intorno alle 22,30: “Un nostro volontario è venuto a dirmi che erano passati due ragazzi dalla strada urlando insulti razzisti, del tipo “negri bastardi” e “negri di merda”. Poi abbiamo fatto una riunione, chiusi in una stanza e ad un certo punto – prosegue il sacerdote – è entrato Buba, un ragazzo del Gambia, di 23 anni, che era andato a correre intorno alla parrocchia. Era spaventatissimo e ha detto che due giovani che lo avevano insultato, gli avevano poi sparato contro uno o due colpi. Siccome non parla bene l’italiano, ho chiamato un interprete e ci siamo fatti raccontare di nuovo la storia”.
A quel punto don Biancalani chiama la polizia che arriva sul posto ed effettua un sopralluogo: “Ho saputo che avevano trovato qualcosa su un vialetto, dicevano che poteva essere il bossolo di una pallottola ma non sapevano lì per lì se di una pistola vera o di quelle che sparano a salve”.
Secondo i primi accertamenti gli investigatori ritengono trattarsi di una scacciacani. Molti però sono ancora i punti da chiarire.
Il prete assieme ad altre persone è stato portato in questura la notte scorsa per redigere la testimonianza. “Sono state circa una decina che persone sentite dalla polizia questa notte, più o meno tutte quelle che avevano avvertito i colpi” conclude don Biancalani.
Don Biancalani è da sempre molto attivo nel campo dell’accoglienza ed è stato spesso oggetto di polemiche per le sue iniziative, ma anche accusato di fare di tutto per comparire sui media. A giugno aveva postato una foto ritoccata in cui il governo Conte era a bordo di un gommone in mare e sopra l’immagine c’era la scritta “I have a dream”.
Le reazioni “Anche in Toscana la caccia al nero. Ma per Salvini e per Di Maio nessun problema di razzismo. Ora ci aspettiamo parole inequivocabili di condanna dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini e dai rappresentanti del governo 5Stelle-Lega”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, condannando il gesto. “Cos’altro deve accadere per capire che siamo dentro una pericolosissima spirale di razzismo e violenza?”, ha aggiunto il governatore. “Solidarietà ai ragazzi di Don Massimo Biancalani, alla parrocchia di Vicofaro, a tutte le cittadini e i cittadini della Pistoia democratica, civile e solidale. Il ministro dell’Interno parcheggi sulla spiaggia la moto d’acqua della Polizia di Stato con cui si fa fotografare in gioioso trastullo a Milano Marittima e vada a Pistoia a far sentire la presenza dello Stato, della Repubblica, delle istituzioni. Vada a presiedere il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico e garantisca – se ne è capace – la sicurezza che, da quando siede al Viminale, è diminuita per tutti”, hanno detto dichiarano Andrea Maestri e Beatrice Brignone della segreteria di Possibile.
“Il razzismo si è armato e c’è chi ha una responsabilità morale e politica per quanto sta accadendo”, ha spiegato Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico.
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile
“AUMENTERA’ IL TURN OVER E DIMINUIRANNO I POSTI DI LAVORO, LE CHIAMEREMO “CHIUSURE PER DIGNITA'”
Che il Veneto sia in subbuglio per il decreto dignità non è esattamente una novità . Anzi: la regione che ha tanto contribuito ai primi successi della Lega si sente ormai tradita dai grillini.
Ma oggi l’attacco arriva, attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, da Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto:
Lei è arrivato a prevedere chiusure di aziende a causa del decreto Dignità . Non sarà eccessivo?
«Affatto! Le imprese in “convalescenza” dopo la crisi sono tante. Qualcuno è ripartito ma tanti stentano. Per questi ultimi il decreto Dignità sarà il colpo di grazia».
Quanti saranno?
«Difficile da dire. Ma il problema c’è. Quando sarà il momento le chiameremo “chiusure per Dignità ”».
Se le imprese hanno ordini, qualcuno assumeranno, con un contratto o con l’altro.
«Guardi, succederanno due cose. La prima è che aumenterà il turn over. Cioè invece di rinnovare il contratto a Tizio, sarà attivato un contratto ex novo a Caio. Questo per non rischiare il contenzioso con le causali. E poi diminuirà il monte complessive dei posti di lavoro. Se non c’è flessibilità , nell’incertezza le imprese si posizionano su una quantità di business minore».
E se invece aumentassero le conversioni a tempo indeterminato?
«Lo escludo. Il mercato impone alle imprese una struttura dei costi flessibile. Quando le aziende non stabilizzano non è perchè sono cattive. Le dirò di più: Il decreto Dignità sta già facendo danni perche, nell’incertezza, le aziende rimandano le assunzioni».
Scusi, ma allora quale sarebbe la strada per aumentare il tempo indeterminato (senza costosi sgravi fiscali)?
«Bisogna lavorare sulla competitività del Paese, con politiche industriali serie e condivise. Invece questo provvedimento mette in contrapposizione lavoratore e imprenditore».
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile
L’EX ASSESSORE DELLA RAGGI, MASSIMO COLOMBAN, CONTRO IL DECRETO DIGNITA’
Non solo Veneto e non solo Salvini. 
Se da una parte gli imprenditori del Nord-Est si sentono traditi dalla Lega, partito che negli anni ha rappresentato le loro istanze e la loro identità , dall’altra ci sono anche gli imprenditori del Lombardo-Veneto un tempo vicini al verbo di Grillo e Casaleggio, che potrebbero accelerare il processo di scomparsa dei pentastellati dalle realtà più produttive d’Italia.
Il Decreto Dignità ancora in discussione alla Camera oggi ha tra gli avversari anche insospettabili personaggi vicini al M5S, come l’ex assessore alle partecipate di Roma Massimo Colomban:
Imprenditore trevigiano fondatore della multinazionale Permasteelisa, vicino ai Casaleggio, ex assessore di Virginia Raggi in Campidoglio. E soprattutto ideatore della «Confindustria grillina» Confapri, del network di imprenditori Rete Sì Salviamo l’Italia e della fondazione Think Tank Group, nel cui board sedeva il bresciano Vito Crimi, attuale sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’Editoria.
Per Colomban il decreto voluto da Di Maio «si tradurrà naturalmente in minore occupazione».
Della stessa opinione sono i presidenti di alcune associazioni di imprenditori aderenti alla Rete «Sì Salviamo l’Italia».
Ad esempio Flavio Lorenzin, a capo di Apindustria Vicenza, che ha commentato: «Introdurre pesanti indennità in caso di licenziamenti è un colpo in primis al lavoro. Non si combatte così la precarietà ».
Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, gruppo di imprese manifatturiere membro di «Sì Salviamo l’Italia»: «Chi è già precario, come sono le nostre Pmi, non può garantire stabilità di lavoro».
E ancora: «C’è il rischio che gli imprenditori seri,quelli che hanno a cuore l’azienda, i collaboratori, che non assumono in nero, se non hanno ben chiare le prospettive non assumeranno più. Inoltre potrebbero anche non rinnovare i contrattia tempo indeterminato, visto il rischio del ritorno di alcune rigidità ».
Insomma, con il decreto dignità ci sono ottime possibilità che si riducano i posti di lavoro. Esattamente come diceva l’INPS. Chissà se Tria ha nel frattempo trovato i criteri di scientificità necessari per previsioni del genere.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile
SAVE THE CHILDREN HA MONITORATO LA CONDIZIONE DI 5,7 MILIONI DI MINORI, SITUAZIONE IN COSTANTE PEGGIORAMENTO
Più della metà dei bambini e degli adolescenti, in Italia, non può fare una vacanza di almeno quattro giorni lontano da casa e oltre 3 ragazzi su 5 tra i 15 e i 17 anni di età , quasi il doppio rispetto al 2015, non possono permettersi, per motivi economici, periodi ricreativi e di svago neanche più brevi.
Questa la denuncia di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – che attesta, nel nostro Paese, un incremento negli ultimi anni delle disparità economiche che impediscono ai minori di usufruire di opportunità ludiche, ricreative e formative durante l’estate, quando in molti casi sono costretti a rimanere in città .
Nel 2017, infatti, oltre 5,7 milioni di bambini e ragazzi – più del 56% del totale – non hanno potuto trascorrere una vacanza di almeno quattro giorni, un dato percentuale costantemente cresciuto rispetto ai due anni precedenti e che ha subito un’impennata fortissima rispetto al 2008, quando i minori in questa condizione non superavano il 40%.
In particolare, motivi di carattere economico hanno rappresentato la causa principale che ha impedito a più del 61% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni, nel 2017, di andare in vacanza anche per periodi più brevi, un dato quasi raddoppiato rispetto al 2015 (35%) allorchè i ragazzi della stessa età che non potevano permettersi di andare in vacanza a causa della condizione economica delle proprie famiglie erano poco più di 1 su 3.
“Un così alto numero di bambini e adolescenti che anche quest’anno non potranno trascorrere le vacanze estive per un breve periodo lontano da casa dimostra, ancora una volta, la forte correlazione che c’è tra le deprivazioni di carattere economico – che oggi in Italia riguardano più di 1,2 milioni di minori in povertà assoluta – e la perdita, per i ragazzi, di opportunità educative necessarie per il loro futuro. Importante anche fare in modo che le scuole, a partire da quelle delle aree più deprivate, mettano a disposizione spazi per l’incontro e per attività culturali e ricreative soprattutto nei quartieri più svantaggiati”, ha affermato Antonella Inverno, responsabile policy e area legale di Save the Children.
(da agenzie)
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