Agosto 13th, 2018 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO FORNERO: “UNA BOZZA CONFUSA UTILE SOLO AD ACCENTUARE IL RISENTIMENTO POPOLARE” …”SALVINI? SOLO UN VIGLIACCO”
La bozza di legge per ridurre le pensioni d’oro “tecnicamente è una misura confusa, quando si
tratterà di trasformarla in legge non mancheranno i problemi.
Quello che più mi preoccupa però è come l’intervento viene presentato. Tutto è basato sul risentimento che si vuole sfruttare da un punto di vista politico. La filosofia di fondo è quella del giustizialismo”.
A dirlo è l’ex ministro Elsa Fornero in un’intervista a Repubblica.
“Chiamarle pensioni d’oro mi pare un eccesso. Un modo per accentuare il risentimento popolare. Si tratta di un approccio pericoloso. Il Paese avrebbe bisogno di unità , non di ulteriori divisioni”, osserva Fornero, secondo cui “sarebbe stato molto più corretto un contributo di solidarietà , strada già percorsa negli ultimi anni”.
Nella bozza di legge “non è chiaro ad esempio che cosa succederà a chi ha diverse pensioni. Si guarderà a ciascuna pensione per il ricalcolo o alla somma? Non è chiaro anche come verranno ricostruiti i contributi passati. È un pasticcio”, afferma Fornero. “Di sicuro ci saranno ricorsi, e credo fondati. Si sarebbero evitati invece con il contributo di solidarietà visto il nuovo orientamento della Corte Costituzionale”.
L’ex ministro evidenzia una contrapposizione: “Da una parte con il disegno di legge si vuole valorizzare il metodo contributivo, applicandolo al passato. Dall’altra, con il presunto smantellamento della Fornero, si ribadiscono ‘diritti acquisiti’ scarsamente compatibili con il nuovo metodo”.
Sugli attacchi da parte di Matteo Salvini, “la ricerca del capro espiatorio è un un metodo spesso usato da chi non ha argomenti. Meglio non dialogare e attribuire a una persona tutti gli elementi negativi di una realtà complessa. È ancora più facile se il bersaglio è una donna. In questo chiunque può vedere un chiaro elemento di vigliaccheria”, commenta Fornero.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 13th, 2018 Riccardo Fucile
DUE SONDAGGI RIVELANO CHE IL VENTO E’ GIRATO: 341 COLLEGI ELETTORALI CONTRO 288 DIREBBERO ADDIO ALLA BREXIT
I britannici oggi non voterebbero più Leave, cioè non avrebbero alcuna intenzione di abbandonare l’Unione Europea. Niente Brexit, niente colloqui tra Londra e Bruxelles per trovare un compromesso per salutare l’Ue.
A dirlo è il Guardian che ha analizzato le tendenze di voto odierne dei cittadini britannici per capire come si rifletterebbe all’interno di Westminster, il Parlamento dove siedono i rappresentanti dei 632 collegi elettorali in cui è diviso il Regno.
Oggi, in 341 di questi, la maggioranza sarebbe per il Remain; a votare contro rimarrebbero in 288, favorevoli cioè alla Brexit. Il 23 giugno 2016, al referendum decisivo, erano rispettivamente 229 e 403.
Ciò significa che 112 collegi elettorali hanno modificato il proprio orientamento. E adesso anche la componente più isolazionista, quella degli inglesi (nordirlandesi e scozzesi sono sempre stati per non abbandonare Bruxelles), guarda da questa parte della Manica con un pizzico di nostalgia.
Sono stati presi in considerazione due sondaggi del sito YouGov sulle intenzioni di voto di oltre 15 mila persone, ascoltate prima e dopo l’annuncio dell’accordo sulla Brexit reso pubblico dalla premier britannica Theresa May lo scorso 6 luglio.
I risultati di queste rilevazioni sono poi stati incrociati con i dati dell’Office for National Statistics, l’istituto di statistica del Regno Unito, e con quelli ricavati dal censimento nazionale.
Quanto emerge è sorprendente: l’opinione della maggioranza degli abitanti d’Oltremanica si è diametralmente ribaltata e oggi, se si tornasse alle urne, vincerebbe il partito di chi sogna di rimanere nell’Unione
“L’analisi — si legge sul Guardian — suggerisce che il cambiamento sia stato guidato dai dubbi degli elettori laburisti che avevano votato per il Leave”. Sarebbero quindi i sostenitori del partito progressista, quello di centrosinistra per capirci, ad aver cambiato idea.
“La tendenza è più marcata nel nord dell’Inghilterra e nel Galles” — scrive il quotidiano britannico, secondo cui questa tendenza “accrescerà ulteriormente la pressione su Jeremy Corbyn per ammorbidire l’opposizione del partito a riconsiderare la partenza della Gran Bretagna”.
Il leader dei laburisti, la cui posizione è stata storicamente antieuropeista, si potrebbe cioè trovare di fronte alla necessità di sostenere un nuovo referendum.
Nel 2016 Scozia e Irlanda del Nord erano stati i due Paesi del Regno Unito a schierarsi nettamente a favore del Remain, con percentuali del 62% e del 55,8%.
A far pendere l’ago della bilancia verso la risicata vittoria del Leave (alla fine trionfò con il 51,9%) erano però state le schede di Inghilterra e Galles, dove il 53,4% e il 52,5% degli elettori avevano optato per la separazione da Bruxelles.
Due anni più tardi la geografia del voto svelata dal nuovo studio offre una panoramica molto diversa: dei 112 seggi che hanno cambiato opinione, 97 sono inglesi, e 14 (sui 40 complessivi) sono gallesi.
Cardiff, insomma, ha decisamente cambiato opinione e gli abitanti di questo piccolo Stato da tre milioni di abitanti oggi voterebbero in maggioranza per rimanere nell’Unione Europea.
Merito del voto degli elettori più giovani e di quelli dei cittadini di origine straniera, spiega il Guardian.
Ma curiosamente il collegio elettorale che vedrebbe il passaggio più radicale da favorevoli alla Brexit a contrari non è in Galles: si trova invece proprio nel cuore dell’Inghilterra. È quello di Liverpool Walton, dove il 14,3% dei suoi elettori avrebbe cambiato idea, al grido di “Remain, remain”.
(da Globalist)
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Agosto 13th, 2018 Riccardo Fucile
HOTEL FANTASMA A TAORMINA, OSPEDALE-POLLAIO A SASSARI: E’ IL BEL PAESE CHE VUOLE INSEGNARE ETICA AL MONDO
Una casa vacanza su due è stata affittata in maniera irregolare. E’ quanto emerge dai controlli
effettuati dalla Guardia di Finanza sui proprietari di seconde e terze case nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte nell’ambito degli interventi predisposti in occasione dell’estate.
Su 895 controlli effettuati 539 sono irregolari e, di questi, 450 sono risultati affitti in nero. Le regioni dove si sono registrati i casi più numerosi sono Puglia, Toscana e Lazio.
Nell’ambito dei controlli, i finanzieri hanno scoperto dei veri e propri hotel fantasma a Taormina: si tratta di Bed & Breakfast che erano completamente sconosciuti al fisco o appartamenti affittati in nero. I soggetti che li gestivano hanno omesso di dichiarare al fisco oltre 130 mila euro.
A Sassari, invece, la Gdf ha scoperto un ‘ospizio-pollaio’: una struttura per anziani del tutto abusiva, sprovvista delle autorizzazioni amministrative, nella quale gli ospiti erano stipati in uno spazio nettamente inferiore a quanto previsto dalla legge. Nella struttura lavoravano anche due collaboratrici in nero.
Da metà giugno ad oggi, inoltre, la Gdf ha individuato 2.187 venditori abusivi: soggetti che non hanno mai richiesto la licenza, che non hanno mai comunicato al fisco l’inizio dell’attività o che non hanno mai installato i registratori di cassa.
Tra le persone individuate anche delle guide turistiche e dei venditori di acqua di dubbia provenienza e conservata in bottigliette senza sigillo, che operavano abusivamente nei pressi del Colosseo.
Tra i “sorvegliati speciali”, il Colosseo, uno dei siti con la maggiore concentrazione turistica al mondo: qui i “baschi verdi” hanno sorpreso numerose guide turistiche, sprovviste di qualsiasi titolo e autorizzazione.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2018 Riccardo Fucile
SANDERS ERA CONTRO “LA MESCOLANZA DELLE RAZZE”, POI HA CONOSCIUTO LEI, EX MISS IRAN, SCAPPATA DAL SUO PAESE
Era xenofobo, voleva tutti gli immigrati fuori dal suo paese, poi tra i volti dai tratti orientali ha scorto quello di Bahareh Letnes, una giovane iraniana rifugiata in Norvegia, nonchè ex Miss Iran, e si è follemente innamorato.
Così, contro ogni previsione, contro ogni convinzione, il ministro della pesca norvegese Per Sandberg si è scoperto all’improvviso un po’ più tollerante. Almeno nei confronti di quella che è oggi la sua fidanzata.
Lunghi capelli corvini, sguardo profondo, Bahareh arrivò per la prima volta nel paese scandinavo quando aveva 16 anni. Per tre volte richiese l’asilo politico e per tre volte le venne rifiutato, così dovette rientrare in Iran.
Fino a quando è fuggita per l’ultima volta, quella buona, ed è riuscita ad ottenere lo status di rifugiato nel 2008 anche grazie alla perseveranza della mamma adottiva. In Iran il padre biologico aveva già combinato un matrimonio forzato.
Nonostante la lontananza, il legame con la terra natìa è stato sempre molto forte: la giovane ha anche rappresentato più volte l’Iran in vari concorsi di bellezza, tra cui Miss Iran 2013, Miss Globe Iran 2014 e Miss Grand International Iran dello stesso anno.
Tra un concorso e l’altro i due si incontrano e scocca la scintilla. Il dardo di Cupido colpice alla faccia delle origini o della religione e Sandberg, dopo un matrimonio patriottico e tre figli, si ‘mescola’.
Proprio lui che, nel 2003, affermò che “razze, religioni e culture diverse non devono mescolarsi” se si vuole avere “una società armoniosa in Novergia”.
Esponente del Partito del progresso, Sandberg è conosciuto come uno degli oppositori più feroci dell’immigrazione in Norvegia. Nel 1997 è stato persino condannato per aggressione nei confronti di un richiedente asilo.
Con Bahareh però è differente e per lei farebbe tutto, anche difenderla e difendersi da tutte le accuse dell’opposizione.
Così ha fatto dopo che la sua amata ha aperto una ditta di import-export di salmone norvegese e caviale iraniano o qando sono andati in vacanza insieme in Iran.
Lei, essendo una rifugiata, non sarebbe potuta rientrare nel proprio paese, ma i due sono andati tranquillamente, con tanto di foto ricordo posate sui social. Le accuse dell’opposizione, e anche di qualche suo collega di partito, questa volta sono state di aver legittimato un governo repressivo.
Ma non solo: sempre in Iran Sandberg ha portato il cellulare di lavoro. Per l’opposizione non ha rispettato le norme sulla sicurezza esponendo la Norvegia allo spionaggio degli ayatollah.
Da quando sono rientrati da Teheran i media locali non li hanno mollati un secondo e tutti ricordano, nero su bianco, la lista delle affermazioni xenofobe e patriottiche del passato. Nel 2002 propose il divieto di immigrazione dai paesi al di fuori dell’area Schengen.
L’anno successivo ha anche proposto dei chip elettronici da impiantare nei richiedenti asilo per impedire loro di fuggire mentre la loro richiesta viene elaborata. Nel 2007, invece, al politico americano Al Gore dichiarò di essere “un fondamentalista cattolico”. Quando c’è l’amore di mezzo però tutto diventa un po’ più relativo.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 13th, 2018 Riccardo Fucile
MA SE ARRIVANO AL LARGO DELLA COSTA E COMINCIANO LE MALATTIE A BORDO, VOGLIAMO VEDERE GLI EROI TONINELLI E SALVINI RISCHIARE L’INCRIMINAZIONE PER CONCORSO IN OMICIDIO COLPOSO
Erano in mare da due giorni, con pochissimo cibo e poca acqua, ma non hanno voluto essere
salvati.
Piuttosto che salire a bordo di una nave umanitaria, senza sapere dove e quando essere sbarcati, hanno preferito correre il rischio e continuare a navigare verso Lampedusa.
E infatti ancora una volta l’Italia nega l’attracco all’Aquarius.
I fatti: nove uomini e due ragazzini individuati dalla Aquarius cosi’ hanno risposto ai soccorritori.”No grazie, andiamo a Lampedusa”. Da bordo hanno distribuito i salvagente che non avevano, dato acqua e cibo, verificato che non ci fossero emergenze mediche e li hanno lasciati andare.
Evidentemente in Tunisia sanno che raggiungere Lampedusa garantisce meglio la possibilità di proseguire il viaggio che non salire a bordo di una Ong.
Il barchino che ha rifiutato il soccorso era quello che il centro di coordinamento libico ieri pomeriggio aveva indicato alla Aquarius, chiedendone l’intervento.
E dopo aver ordinato alla nave di chiedere ad un altro paese l’indicazione del porto dove sbarcare i 141 migranti, già presi a bordo venerdì. Quando è stato individuato il terzo barchino era già in zona Sar maltese.
La Aquarius adesso prosegue il suo viaggio verso nord in attesa che qualche paese europeo, dopo l’appello rivolto ieri, offra un porto di sbarco.
Malta ha già detto no, Roma non ha neanche risposto, ma il ministro Salvini aveva già ribadito che per la Aquarius i porti italiani sono chiusi. Poco più di un mese l’Aquarius sbarcò a Valencia con 106 migranti.
Intanto stamattina venti tunisini sono stati bloccati dai carabinieri a Torre Salsa, Siculiana (Ag). Sbarcati all’alba, hanno cercato, dopo aver abbandonato l’imbarcazione, di allontanarsi e disperdersi sulla terraferma. L’imbarcazione è stata sequestrata.
Ma intanto hanno raggiunto l’Italia.
(da agenzie)
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