Destra di Popolo.net

IL DRAMMA DI SHUKRIA BARAKZAI: “PAGHERO’ CON LA VITA IL DESIDERIO DI ESSERE LIBERA”

Agosto 24th, 2021 Riccardo Fucile

LA GIORNALISTA AFGHANA, ATTIVISTA DEI DIRITTI UMANI ORA VIVE NASCONDENDOSI, I TALEBANI LE HANNO IMPEDITO DI ESPATRIARE..E IN ITALIA CI SONO DEI CRIMINALI, COMPLICI DI DELINQUENTI, CHE PENSANO A CHIUDERE I CONFINI

Shukria Barakzai è stata candidata in Afghanistan alle elezioni presidenziali. Giornalista, politica e attivista per i diritti delle donne vive ora nascondendosi da un posto all’altro.
“Non ho paura di morire – ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica -, mi hanno lanciato un kamikaze contro nel 2014, so che mi uccideranno”.
Domenica 15 agosto era in aeroporto col marito a Kabul per prendere un aereo commerciale
“I talebani mi hanno riconosciuta, ci hanno presi e picchiati e stavano per spararci quando la folla e’ intervenuta e ci ha permesso di fuggire – ha raccontato -. A 20 metri i soldati americani ci guardavano. Ora mi nascondo. Sono sotto shock”. Barakzai ne e’ certa: “Pagheremo con le nostre vite il desiderio di essere libere, c’e’ qualcuno che sente il nostro grido?”.
E lancia un appello: “Vi prego, sosteneteci, parlate per tutte quelle a cui stanno togliendo la voce, impedite a un gruppo terroristico di decidere per le nostre vite”.
(da agenzie)

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CRISANTI: “CHI NON SI VACCINA SI INFETTERA’ ENTRO 18 MESI”

Agosto 24th, 2021 Riccardo Fucile

“I VACCINI DOVRANNO ESSERE AGGIORNATI”

«Con una variante di Covid-19 che ha un R0 di 6, chi non si vaccina prima o poi si infetta nel giro di un anno/un anno e mezzo. Quindi è urgente che la maggior parte delle persone si vaccinino».
Parola di Andrea Crisanti, docente di microbiologia all’Università di Padova, ospite di Timeline su Sky Tg24.
Secondo il professore «il fatto che i vaccinati possano contagiarsi è un elemento di riflessione, probabilmente questi vaccini dovranno essere aggiornati perché non è una buona cosa permettere al virus di trasmettersi in presenza di persone vaccinate: queste ultime rappresentano una pressione selettiva per sviluppare varianti resistenti, quindi è un argomento su cui il mondo scientifico dovrà interrogarsi e probabilmente anche aggiornare tutte le misure di prevenzione. Queste nuove varianti che infettano anche i vaccinati sono un elemento di preoccupazione».
Nei prossimi mesi, ha spiegato Crisanti, da Israele arriveranno i dati per capire se sarà invece sufficiente la terza dose.
«L’esigenza della terza dose deriva dall’osservazione che molte persone fragili e anziane si ammalano, nonostante siano state vaccinate pienamente con due dosi, e a volte si ammalano anche in misura grave, sembrerebbe che in qualche modo la vaccinazione stia perdendo effetto. Ora, il problema è che non si sa bene se la vaccinazione sta perdendo effetto perché magari il livello di anticorpi diminuisce oppure perché le nuove varianti, di fatto, sono parzialmente resistenti al vaccino. Questo è un aspetto che dovrà essere prima o poi chiarito, e penso che l’esperienza di Israele ce lo dirà, perché se in Israele, nonostante la terza dose, le persone fragili ed anziane continuano ad ammalarsi, è chiaro che questo vaccino non è in grado proteggerle bene, e allora non le proteggerà neanche la quarta e quinta dose: questo significa che diventa più urgente probabilmente aggiornare i vaccini, piuttosto che fare terze, quarte e quinte dosi».
(da agenzie)

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LA CASA EDITRICE NO-VAX SI RITIRA DAL SALONE DEL LIBRO PER PROTESTA CONTRO IL GREEN PASS: BENE, COSI’ C’E’ PIU SPAZIO PER CAMMINARE

Agosto 24th, 2021 Riccardo Fucile

E I LETTORI NON ENTRANO IN CONTATTO CON CERVELLI CONTAMINATI

Sul profilo Facebook di Prabhat Eusebio la parola “vaccino” (in tutte le sue declinazioni) vengono sempre seguite dall’emoticon del teschio, simbolo della morte.
E tra un proclama no vax e l’altro, emerge anche un pensiero – strettamente correlato all’anti-vaccinismo – contro il Green Pass.
Lui è il fondatore della Uno Editori, la casa editrice di Torino che ieri ha comunicato il proprio ritiro dal Salone del Libro che si terrà nella città della Mole dal 14 al 18 ottobre.
“La vita inizia dove finisce la paura! Questo è il tempo del coraggio, delle scelte difficili, scomode, non comprese, osteggiate dalle masse, ma necessarie. La vita non si fonda sulla parola, spesso effimera e danneggiata da sistemi di pensiero appesantiti da secoli di condizionamenti sociali, ma sull’azione consapevole che nasce da una visione utopistica del mondo e della collettività. Ho così deciso, in accordo con altri editori, di rinunciare alla nostra partecipazione al Salone internazionale del libro di Torino. Rinuncio all’acconto dato per l’acquisto dello spazio e agli incassi dei 5 giorni di fiera, e a dare lavoro a tutte le persone coinvolte in questi anni per la gestione dello stand”.
Queste sono le parole scelte per accompagnare quella foto in cui la Uno Editori annuncia il proprio disimpegno dall’evento che ogni anno attira migliaia di appassionati di lettura, con ospiti e conferenza di livello mondiale.
Prabhat spiega i perché che lo hanno spinto in questa decisione: “Per rispettare uno dei valori più elevati e sacri dell’universo, la libertà, non quella decantata dai politici o dai filosofi, ma la libertà di coscienza, da cui derivano tutte le altre. Per dire NO, a un sistema repressivo e coercitivo. Per essere d’esempio, per le prossime generazioni, e attenuare gli effetti della sociopatia dilagante di questa era, la falsa pandemia”.
Amen
(da agenzie)

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TONY BLAIR: “L’ERRORE DELL’OCCIDENTE? TRATTARE L’ISLAM RADICALE COME UNA SFIDA PER PARTI E NON COME INSIEME”

Agosto 24th, 2021 Riccardo Fucile

“IL RITIRO DALL’AFGHANISTAN INUTILE E PERICOLOSO”

“Tragico, pericoloso e non necessario”. Così l’ex primo ministro britannico, Tony Blair, ha descritto il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan nella sua prima dichiarazione dopo la caduta di Kabul nelle mani dei Talebani.
In un commento pubblicato sul suo sito e rilanciato oggi dal Foglio, Blair ha affermato che la decisione di ritirarsi dall’Afghanistan è stata presa dalla politica e ha fatto riferimento alla fine delle “guerre infinte”, uno degli slogan usati dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden durante la sua campagna elettorale. “Non avevamo bisogno di farlo. Abbiamo scelto di farlo”, ha scritto.
“Lo abbiamo fatto in obbedienza a uno stupido slogan politico sulla fine delle ‘guerre infinite’, come se il nostro impegno nel 2021 fosse lontanamente paragonabile al nostro impegno di 20 o addirittura 10 anni fa, e in circostanze in cui il numero delle truppe è diminuito al minimo e nessun soldato alleato ha perso la vita in combattimento da 18 mesi”, ha proseguito.
Blair ha quindi affermato che la Gran Bretagna ora ha l’“obbligo morale” di rimanere in Afghanistan fino a quando “tutti coloro che devono esserlo non saranno evacuati”. “Dobbiamo evacuare e dare rifugio a quegli afghani che ci hanno aiutato e ci sono stati accanto e che hanno il diritto di esigere il nostro sostegno”, ha aggiunto l’ex primo ministro, che ai tempi dell’intervento militare statunitense in Afghanistan, nel 2001, era alla guida del governo britannico.
Ma il cuore dell’intervento di Blair è sull’errore commesso dall’Occidente nel porsi di fronte all’islam radicale:
“Preferiamo identificarlo come un insieme di sfide sconnesse, ciascuna da affrontare separatamente. Se l’avessimo definita una sfida strategica e l’avessimo vista nel suo insieme e non come parti distinte, non avremmo mai preso la decisione di ritirarci dall’Afghanistan. Siamo nel ritmo di pensiero sbagliato in relazione all’Islam radicale. Con il comunismo rivoluzionario, abbiamo riconosciuto di essere di fronte a una minaccia di natura strategica, che ci ha richiesto di affrontarlo sia ideologicamente che con misure di sicurezza. Durò più di 70 anni. Per tutto quel tempo, non ci saremmo mai sognati di dire: “Beh, siamo qui da molto tempo, dovremmo lasciar perdere”
“Sapevamo – continua Blair – che dovevamo avere la forza di volontà, la capacità e la resistenza per andare fino in fondo. C’erano diverse aree di conflitto e confronto, diverse dimensioni, vari gradi di preoccupazione a seconda del crescere e dell’attenuarsi della minaccia. Ma eravamo consapevoli che si trattava di una minaccia reale e ci siamo uniti tra nazioni e partiti per affrontarla. Questo è ciò che dovremmo decidere ora con l’islam radicale”, prosegue l’ex premier britannico.
Ciò che è assurdo è credere che la scelta sia tra ciò che abbiamo fatto nel primo decennio dopo l′11 settembre e la ritirata a cui stiamo assistendo ora: trattare il nostro intervento militare su vasta scala del novembre 2001 come se fosse della stessa natura della missione di sicurezza e supporto in Afghanistan degli ultimi anni. L’intervento può assumere molte forme. Dobbiamo farlo imparando le lezioni degli ultimi 20 anni in base non alla nostra politica a breve termine, ma ai nostri interessi strategici a lungo termine.
(da agenzie)

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L’AMBASCIATORE PONTECORVO: “VIA TUTTI ENTRO IL 31 AGOSTO DA KABUL, RISCHIO RAPPRESAGLIE”

Agosto 24th, 2021 Riccardo Fucile

RAPPRESENTANTE CIVILE NATO IN AFGHANISTAN, COORDINA LE OPERAZIONI ALL’AEROPORTO: “I TALEBANI NON CONTROLLANO A FONDO LA SITUAZIONE”

Quella del 31 agosto è una scadenza “molto concreta” e “per ora stiamo facendo una programmazione” su quella data anche perché “per consentire agli americani di lasciare il Paese serve tempo, sono diecimila e non possono partire tutti in un giorno”. Parla così a La Stampa Stefano Pontecorvo, già ambasciatore in Pakistan, rappresentante civile della Nato in Afghanistan, che coordina le operazioni nell’aeroporto di Kabul.
“I talebani possono decidere di non perseguire vendette se non in casi particolari. Ma se ci sbagliamo, lasciamo alla loro mercé un sacco di gente. Meglio non prendere rischi”, dice anche a La Repubblica, ribadendo come “la priorità indicata dal segretario generale sia far uscire il maggior numero di nostri collaboratori” e “l’ultimo soldato Nato deve aver lasciato questo Paese per il 31 agosto”.
In un Paese in cui “l’Isis ha centinaia di miliziani sparsi” e “ora c’è una chiamata generale per recarsi a Kabul” mentre “i talebani non sono in grado di controllare a fondo la situazione”. “L’aeroporto è un bersaglio perfetto perché molti stranieri sono qui con gli afghani. Ma è molto ben guardato e abbiamo sistemi di difesa e sorveglianza che dovrebbero metterci al riparo”.
“Dentro all’aeroporto c’è una calma relativa, il problema è il sovraffollamento: ci sono oltre diecimila afghani che aspettano di essere evacuati, poi seimila militari americani e altri tremila di altre nazioni” in una base che “ha i servizi per cinquemila persone”. E poi “restano 10-12mila persone ai cancelli, senza titolo per viaggiare” e in una “situazione tesa” – continua – “stiamo chiedendo ai talebani di stare attenti a non provocare una scintilla”.
I Talebani sono cambiati? “Sugli aspetti fondamentali non credo siano cambiati, ma sono consapevoli di alcune linee rosse della comunità internazionale, con la quale vogliono avere rapporti, sia economici che politici. Davanti però hanno una società afghana che è cambiata in questi 20 anni. Questo Paese loro lo conoscono poco”.
Per Pontecorvo, il governo di Ashraf Ghani ha “grandi colpe” perché “non ha saputo unificare un Paese che è frammentato, ma nei momenti difficili è stato unito”, mentre per la comunità internazionale è il momento “di fare una profonda introspezione su come sono andate le cose”.
(da agenzie)

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IL DOLORE DEL PADRE: “VANESSA SI POTEVA SALVARE, PERCHE’ IL GIUDICE L’HA RIMESSO IN LIBERTA’?”

Agosto 24th, 2021 Riccardo Fucile

LA FIGLIA UCCISA DALL’EX FIDANZATO, GIA’ DENUNCIATO PER STALKING E MALTRATTAMENTI: “ERA ACCECATO DALLA GELOSIA, ERA UN VIOLENTO”

“Quante ragazze ancora saranno uccise? Questa è una strage senza fine. La morte di Vanessa è l’ennesima sconfitta per lo Stato”. Carmelo Zappalà è il padre di Vanessa, uccisa a 26 anni dall’ex fidanzato, che la perseguitava da tempo, sul lungomare di Acitrezza, mentre passeggiava con amici.
″Quell’uomo aveva pianificato tutto, ne sono sicuro, continuava ad essere accecato dalla gelosia” dice in un’intervista alla Repubblica, proprio mentre viene raggiunto dalla notizia che Antonino Sciuto, un rivenditore di auto di San Giovanni La Punta, 38 anni, si è impiccato in un casolare.
Si copre il viso con le mani. “Non potrà più fare male a nessuno. Ma quel che mi addolora di più è che tutto questo si sarebbe potuto evitare se lo avessero arrestato dopo la denuncia di Vanessa, che io avevo accompagnato alla stazione dei Carabinieri. Perché quel giudice non ha convalidato l’arresto, come chiedeva la procura di Catania?”.
Vanessa, spiega papà Carmelo, “aveva messo nero su bianco che la situazione era ormai insostenibile. Lui la perseguitava, la insultava, la seguiva ovunque. Non si rassegnava alla fine di una relazione che era andata avanti dal maggio 2020 fino al febbraio di quest’anno. Abbiamo scoperto che aveva piazzato un Gps sotto l’auto di Vanessa. E, poi, era riuscito a intrufolarsi nel giardino di casa nostra, per sentire cosa dicevamo, attraverso un tubo”.
Dopo il divieto di avvicinamento imposto dal giudice “non si era più visto in giro. Ma covava dentro la vendetta. Nei confronti di mia figlia, nei miei confronti. Ha voluto colpire al cuore anche me. E ora ripenso ai giorni in cui era stato a casa nostra, l’avevamo pure accolto per due mesi. Era un uomo con due facce. Apparentemente tranquillo, in realtà era solo un bugiardo. Era un mostro”.
(da agenzie)

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OBBLIGO VACCINALE, IL GOVERNO PER ORA DICE NO MENTRE NEGLI USA SI PARTE

Agosto 23rd, 2021 Riccardo Fucile

L’OPPOSIZIONE ALLA MISURA DEI SOVRANISTI CHE VOGLIONO AVERE SULLA COSCIENZA ALTRI MORTI

Costituzionalmente fondata , ma politicamente dirompente e divisiva, l’introduzione dell’obbligo vaccinale tout court non è al momento all’ordine del giorno del Governo. Neppure “mitigata” per fasce di età o settori economici particolarmente esposti al pubblico.
Il punto di equilibrio – individuato e ribadito tra Palazzo Chigi e il Ministero della Salute – resta il percorso del green pass attraverso un uso “intelligente ed estensivo” – “massimo” lo ha definito il segretario dem Letta – in modo da convincere chi ancora ha dubbi ad aderire alla campagna vaccinale, del cui andamento sia Draghi che Speranza sono soddisfatti. Dopo la flessione agostana si confida di accelerare nuovamente, colmando il gap specie nelle Regioni più in ritardo.
Mentre il Pd si attesta sulla linea del segretario Letta, per un uso “esteso e ben disciplinato” del green pass, al suo interno ci sono voci dissonanti di peso: gli ex ministri Boccia e De Micheli si schierano apertamente per l’obbligo vaccinale.
Salvini invece lancia un altolà: “Nessuno si permetta di ipotizzare un obbligo generale, men che mai per i bambini”.
Forza Italia, con la capogruppo al Senato Bernini, si colloca nella metà campo opposta: “All’appello delle vaccinazioni mancano solo gli irresponsabili, per evitare un autunno difficile l’obbligo va imposto non solo per i dipendenti pubblici ma erga omnes”.
Fonti governative sottolineano che l’imposizione non esiste in nessun Paese e che gli stessi benefici in termini di salute pubblica si possono ottenere senza quei costi politici e di consenso che una misura così draconiana costerebbe.
Gli Usa tuttavia, dove la Fda oggi ha dato il via libera definitivo al vaccino Pfizer-Biontech – finora approvato, come tutti gli anti-Covid, in via emergenziale – cominciano a muoversi.
Il Pentagono annuncia come imminente l’obbligatorietà per i militari, così come avverrà nelle scuole pubbliche di New York.
Il microbiologo Andrea Crisanti mette l’accento sui possibili effetti di questa approvazione in termini di salute pubblica, anche in Italia: “Sono finiti gli alibi per chi non si voleva vaccinare, il vaccino è sicuro. E giuridicamente la decisione apre le porte a provvedimenti di legge che possono indurre all’obbligo”.
È chiaro che la strategia scelta dall’esecutivo di un approccio “graduale e proporzionale” sarà sottoposta a check periodici sulla base della curva dei contagi e dei risultati della campagna. Laddove la curva dei contagi o il numero dei ricoveri e dell’occupazione delle terapie intensive dovesse peggiorare drasticamente, quell’obbligo fuori dall’orizzonte di settembre potrebbe materializzarsi.
Ma per adesso finisce dopo pochi metri la fuga in avanti del sottosegretario alla Salute Sileri che in un’intervista alla Stampa aveva ipotizzato l’imposizione nel contesto della variante Delta: “È l’ultima chiamata per le vaccinazioni, se entro il 15 settembre non avremo superato la soglia dell’80% di immunizzati dovremo valutare la possibilità di una forma di obbligo… Andrei a proteggere chi ha più di 40 anni”.
Parole contestualizzate dallo stesso Sileri poche ore dopo: “Non credo che servirà l’obbligo con il trend che abbiamo. La vaccinazione va molto bene e arriveremo all′80% auspicato”. E ancora: “Lasciamo aperta per alcune categorie, per alcune fasce d’età la possibilità di una forma di spinta alla vaccinazione”.
A chiarire a HuffPost la linea governativa è Andrea Costa, anche lui sottosegretario alla Salute: “Che senso avrebbe parlare di obbligo oggi quando i cittadini stanno dimostrando grande senso di responsabilità e la campagna vaccinale ha raggiunto numeri importanti? L’obiettivo dell’80% di immunizzati entro fine settembre è perfettamente raggiungibile e bisogna continuare su questa strada dando fiducia agli italiani”. L’obbligo vaccinale resta sullo sfondo come extrema ratio: “Non sono contrario, ma è l’ultima ipotesi da prendere in considerazione. Settembre sarà decisivo”. Costa, invece, estenderebbe subito l’uso del green pass a tribunali e altri uffici pubblici, al trasporto pubblico e nel settore privato ai dipendenti dei supermarket. Di certo Sileri interpreta una corrente di pensiero – quella del “fare di più e farlo in fretta” – che esiste. Ed emerge via via che ci si avvicina alla ripresa di settembre con la riapertura di uffici, scuole, attività parlamentare.
L’obbligo vaccinale lo chiedono dall’inizio dell’estate i presidi negli istituti scolastici. Il presidente dell’Anp Giannelli lo ribadisce: “Gli operatori scolastici andrebbero tutti vaccinati. Ero stato più morbido in passato ma ora credo che serva l’obbligo per questa categoria. 170mila non ancora vaccinati sono troppi”. Tesi rilanciata dall’azzurra Licia Ronzulli, prima firmataria di un disegno di legge depositato al Senato che va in questa direzione. Anche il governatore toscano Giani parla dell’obbligo vaccinale come un’evoluzione “naturale rispetto alle esigenze della comunità”.
Intanto l’America si muove e, in attesa che anche l’Ema dia il suo via libera definitivo, come spesso capita le scelte d’oltre oceano potrebbero avere un impatto anche in Europa.
(da Huffingtonpost)

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“STANCHI E PROVATI, NON HANNO PIU’ NULLA”: FOTO DI GRUPPO DEGLI AFGHANI IN ITALIA

Agosto 23rd, 2021 Riccardo Fucile

IL RACCONTO DELLA CROCE ROSSA, SONO GIA’ PIU’ DI 2.000

I corpi stanchi, provati dagli ultimi giorni a Kabul. I volti segnati da tristezza e della frustrazione per la nuova crisi che il loro Paese sta vivendo.
Ma anche un barlume di speranza, perché l’aereo è atterrato, l’Afghanistan è lontano e davanti c’è la possibilità di una vita nuova.
Come sarà, se sarà difficile ricominciare da capo e con che mezzi, è un problema che non devono essere loro a porsi, almeno non adesso. Appaiono così a chi per primo li incontra all’aeroporto di Fiumicino gli afghani che stanno arrivando in questi giorni in Italia, grazie al ponte aereo per chi ha collaborato con il nostro Paese e per le loro famiglie.
Secondo i dati del ministero della Difesa sono oltre 3.350 i cittadini tratti in salvo da giugno scorso, circa 1.990 quelli già giunti in Italia negli ultimi giorni (di cui 547 donne e 667 bambini) e circa 1.300 quelli presso l’aeroporto di Kabul in attesa di partire.
“Da sabato è attivo un punto di accoglienza presso l’aeroporto e da allora abbiamo già sistemato circa mille persone negli alberghi, ovviamente senza dividere i nuclei familiari” afferma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in un video pubblicato su Facebook in cui ringrazia le associazioni di volontariato impegnate nelle operazioni.
Per loro ci sarà la quarantena – che alcuni connazionali arrivati nei giorni scorsi stanno già trascorrendo in varie zone, da Roma a Settimo Torinese, da Sanremo a Edolo, in provincia di Brescia – e poi riceveranno una sistemazione.
Dal Viminale fanno sapere che quasi tutte le Regioni hanno dato la disponibilità ad accogliere, che le persone arrivate saranno sistemate a piccoli gruppi, di 10, 20, 30 al massimo, facendo attenzione a tenere insieme in nuclei familiari.
La logica, insomma, non sarà quella dei centri di accoglienza di grandi dimensioni. Gli afghani che hanno collaborato con gli italiani – e le loro famiglie – vivranno in strutture piccole, sparse per l’Italia, statali o degli enti che hanno dato la disponibilità. In attesa che la quarantena precauzionale per il Covid finisca per chi già è arrivato, ora c’è la macchina della prima accoglienza da gestire, per chi è in procinto di atterrare. Ancora centinaia di persone da assistere, rifocillare. Confortare. Perché se la pelle è salva, l’orrore appena lasciato alle spalle non si cancella in quale ora di volo.
(da Huffingtonpost)

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BORGHI, DA NO EURO A NO VAX

Agosto 23rd, 2021 Riccardo Fucile

IL DEPUTATO LEGHISTA “GIGANTE DELLA CAPRIOLA”

Il leghista Claudio Borghi si conferma un gigante della capriola. Guardate che saperla fare è un’arte. Serve talento puro. E purissima faccia tosta. Perché le capriole di Borghi sono politiche. Così meravigliose da sembrare irrealizzabili. Ma posso testimoniare: è un vero campione.
Una volta ero a un metro, forse meno. Mario Draghi aveva da poche ore ricevuto l’incarico di formare un nuovo governo e il mitico Borghi veniva giù camminando per via degli Uffici del Vicario, la stradina che da Montecitorio scende verso Campo Marzio. Gruppetto di cronisti e cameramen, groviglio di fili e microfoni e lui in mezzo, lo sguardo pensoso (è un trucchetto di molti politici: lo mettono su sperando di dissuaderti).
Com’è, come non è, un cronista la domanda gliela butta sui piedi: gira voce che lei abbia cambiato idea su Draghi, è vero? Allora Borghi alza la testa e, un filo schifato, fa: «Cambiato idea, io?». Lei è un noto nemico della BCe, ha scritto cose terribili sull’Unione Europea e ha sempre considerato Draghi come il male assoluto.
«Veramente per me – ribatte lui – Draghi è come Ronaldo, un fuoriclasse». E lo dice convinto. Con una promessa di sorriso. Avete presente quando il mago Silvan tirava fuori dall’orecchio il dieci di picche e poi, di colpo, compariva una colomba che partiva in volo? Uguale. Però da quel preciso istante è chiaro a tutti che la presenza di Borghi, nella Lega, non ha più alcun senso.
E allora? Che si fa? Borghi ci pensa qualche mese, poi l’ideona: da No Euro divento No Vax. Così inizia un nuovo martellamento. Rilascia interviste, partecipa a un paio di sit-in con una decina di invasati, è contrario al Green Pass e naturalmente polemizza sempre sul generico, parla per slogan, non ci capisce niente di vaccini ma va tranquillo e borioso: tanto in Italia la competenza non è quasi mai richiesta (del resto anche il ministro degli Esteri è convinto che la Francia sia una democrazia millenaria e Pinochet un dittatore venezuelano)
La domanda, a questo punto, è: Borghi non si è vaccinato? Oppure zitto zitto le due salvifiche siringate se le è sparate anche lui e fa bassa propaganda con la salute degli altri? (Per la cronaca: i governatori leghisti Zaffa, Fontana e Fedriga, impegnati sul fronte anti Covid, sono furibondi con il furbacchione).
(da Il Corriere della Sera)

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