Aprile 22nd, 2025 Riccardo Fucile
DA DOMANI DOVREBBE ESSERE TRASLATA A SAN PIETRO PER POI ESSERE ESPOSTA, FINO A VENERDÌ SERA, ALLA DEVOZIONE DELLA FOLLA DI FEDELI … I FUNERALI SI SVOLGERANNO SABATO 26 (ORE 10) E POI I RESTI MORTALI DI BERGOGLIO SARANNO SEPPELLITI A SANTA MARIA MAGGIORE. SAREBBE IL PRIMO PAPA DEL NOVECENTO, MA NON IL PRIMO IN ASSOLUTO, A RIPOSARE FUORI DAL VATICANO – PRIMA DI LUI L’OLANDESE ADRIANO VI, CHE VISSE ALL’EPOCA DELLA RIFORMA LUTERANA – DI LUI BERGOGLIO DISSE “CHIESE ESPRESSAMENTE PERDONO PER I PECCATI DEI PRELATI DELLA CURIA ROMANA. CORAGGIOSO, OGGI AVREBBE TANTO LAVORO”
Il 5 gennaio 2023 era una giornata fredda e nebbiosa. A vedere Francesco appoggiato al bastone, la mano destra posata sulla semplice bara di cipresso di Benedetto XVI, il capo chino e gli occhi chiusi in preghiera silenziosa, alcuni s’erano stupiti nel considerare la sobrietà della cerimonia funebre, come fosse indegna di un Papa, una mancanza di riguardo.
Non avevano capito che Bergoglio rispettava il desiderio di Ratzinger e, soprattutto, stava facendo le prove generali del proprio funerale, ancora più sobrio. Ieri sera veniva dato quasi per certo che la cerimonia per l’ultimo addio a papa Francesco sarà sabato.
E stato proprio lui a disporre di essere sepolto «con dignità, ma come ogni cristiano», senza più l’esposizione del corpo su un catafalco, la doppia veglia, titoli magniloquenti e orpelli vari. Ha affidato il compito all’arcivescovo Diego Ravelli, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, e approvato il 29 aprile 2024 una nuova edizione dell’« Ordo Exsequiarum Romani Pontificis », perché sia chiaro che «le esequie del Romano Pontefice sono quelle di un pastore e discepolo di Cristo e non di un potente di questo mondo», ha spiegato Ravelli.
A essere semplificato è l’intero rito, scandito da tre «stazioni». La prima è stata la constatazione della morte, «nella cappella privata della casa del Pontefice» e non più nella sua camera. È stata eliminata la traslazione della bara nel palazzo apostolico. Nella cappella si recitano il rosario e la liturgia delle ore, si leggono
le Scritture. Il maestro delle celebrazioni decide l’ora in cui sarà consentito l’accesso ai fedeli.
Nel giorno e nell’ora stabiliti dalla congregazione dei cardinali, la bara viene trasportata in processione nella Basilica di San Pietro. Si intonano le litanie dei santi, i salmi. La salma è esposta ai fedeli nella bara e non più su un alto cataletto. Non viene più posato accanto alla bara il pastorale papale.
Poiché la deposizione nella bara è già avvenuta dopo la constatazione della morte, la sera prima della Messa esequiale si procede alla sua chiusura. Il rito è presieduto dal Camerlengo, che dà lettura del rogito, un testo in latino che riassume vita e opere del pontefice. Il maestro delle celebrazioni stende un velo di seta bianca sul volto di Francesco e nella bara depone una borsa con le monete coniate durante il pontificato e il tubo di metallo con il rogito. I funerali si celebrano sul sagrato di San Pietro. Sulla bara, deposta davanti all’altare è posato il libro dei Vangeli
L’ultima stazione, finita la Messa esequiale, è nel luogo della sepoltura, mentre vengono intonati antifone e salmi. Sulla bara, prima che sia deposta nel sepolcro, vengono impressi i sigilli del Camerlengo, della Prefettura della Casa pontificia e dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche. Il giorno dei funerali è il primo dei «Novendiali»: per nove giorni, a San Pietro, si celebrano Messe di suffragio.
(da agenzie)
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Aprile 22nd, 2025 Riccardo Fucile
PRIMA DI ENTRARE IN COMA IL PONTEFICE AVREBBE SALUTATO UN’ULTIMA VOLTA CON LA MANO STRAPPETTI: LE PRIME AVVISAGLIE DEL MALORE DI BERGOGLIO SAREBBERO ARRIVATE INTORNO ALLE 5.30 … IL VATICANO: “NON HA SOFFERTO, È AVVENUTO TUTTO RAPIDAMENTE”
“Grazie per avermi riportato in Piazza”: sono tra le ultime parole di Papa Francesco
rivolte all’infermiere Massimiliano Strappetti che è stato con lui fino all’ultimo momento. Lo riferiscono i media vaticani.
Il giorno prima, sabato, si erano recato nella Basilica di San Pietro per rivedere il percorso da fare il giorno dopo per affacciarsi dalla Loggia delle Benedizioni. Non senza qualche lieve iniziale timore: “Credi che possa farlo?”, ha chiesto a Strappetti che lo ha rassicurato. Da lì l’abbraccio alla folla di domenica, l’ultimo congedo dalla gente.
Il Pontefice, prima di entrare in coma, ha salutato un’ultima volta con la mano il fedele infermiere Massimiliano Strappetti che gli è sempre stato accanto. Lo riferiscono i media vaticani nel raccontare le ultime ore del Papa in vita: intorno alle 5.30 di lunedì mattina “le prime avvisaglie del malore, con il pronto intervento di chi vegliava su di lui.
Più di un’ora dopo, fatto un gesto di saluto con la mano a Strappetti, sdraiato sul letto del suo appartamento al secondo piano di Casa Santa Marta, il Pontefice è entrato in coma. Non ha sofferto, è avvenuto tutto rapidamente, racconta chi gli era accanto in quegli ultimi momenti”.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
L’INCREDIBILE E SIMBOLICA COINCIDENZA: MOLTI MEDICI HANNO LE PROVE DI PAZIENTI CHE MUOIONO DOPO UN EVENTO A CUI TENGONO PARTICOLARMENTE… IL FENOMENO DELLA “VOLONTÀ DI VIVERE IN PROSSIMITÀ DELLA MORTE” È PIUTTOSTO COMUNE: QUANDO SI VERIFICA L’EVENTO CHE IL PAZIENTE STA ASPETTANDO, DOPO AVER TANTO RESISTITO, C’È UNA SORTA DI RILASSAMENTO
La morte del Papa oggi, dopo una lunga malattia, ha sollevato una domanda inquietante: è riuscito in qualche modo a “resistere” per vedere un’ultima
Pasqua? E, se ciò fosse fisicamente possibile, come?
Il Pontefice, 88 anni, aveva recentemente lasciato l’ospedale in regime di “dimissione protetta” dopo aver sofferto di un’infezione che si è sviluppata in una doppia polmonite.
E, nonostante i problemi di salute e la mobilità ridotta, Francesco – proprio come la Regina Elisabetta, che morirà a 96 anni nel 2022 – ha mantenuto un’agenda fitta di impegni fino alle sue ultime settimane.
Proprio ieri, si è presentato a migliaia di devoti acclamanti riuniti in Piazza San Pietro per la Messa di Pasqua.
Alla notizia della scomparsa del Papa, i sostenitori del lutto si sono riversati su X.com e uno ha scritto: “Si parla di tempismo divino. Che la sua anima riposi in pace eterna”.
Qual è dunque la verità? È possibile che la pura forza di volontà possa mantenere in vita una persona nei suoi ultimi giorni o ore di vita? Le persone possono scegliere il momento in cui morire?
I social media sono pieni di storie che, apparentemente, indicano che queste cose sono possibili.
La risposta, secondo numerose fonti mediche, è sì, anche se il modo in cui ciò è possibile non è del tutto chiaro.
I medici che si occupano di hospice e cure palliative spesso assistono a pazienti che sembrano tenere duro fino a un momento significativo, per poi lasciarsi andare.
Secondo il Cancer Research UK, anche quando il corpo si sta “spegnendo”, alcune persone in fin di vita “potrebbero resistere alla morte”.
In un articolo intitolato “Gli ultimi giorni di vita” si spiega che: “Potrebbero avere ancora problemi che vogliono risolvere o relazioni che vogliono sistemare”.
Parlando con la rivista medica STAT, il dottor Toby Campbell, oncologo e specialista in cure palliative presso l’Università del Wisconsin-Madison, ha affermato che i pazienti hanno in genere un controllo limitato nelle ultime fasi della vita. Ma questo non significa che non ne abbiano.
Le persone che si occupano di cure di fine vita non batterebbero ciglio se si chiedesse loro se pensano che le persone possano, in una certa misura, controllare gli ultimi momenti”, ha detto il dottor Campbell a STAT
Risponderemmo tutti: “Beh, sì. Certo. Ma è inspiegabile”.
Secondo un articolo pubblicato sul sito web di Marie Curie, l’organizzazione benefica per la cura del cancro, “a volte sembra che le persone scelgano il momento in cui morire. Per esempio, si parla di persone che cercano di rimanere in vita fino all’arrivo di un parente al loro capezzale, o fino a un anniversario o un compleanno speciale. Una persona confusa, sonnolenta o incosciente può anche svegliarsi e riuscire a dare l’ultimo saluto prima di morire”.
Alcune persone raccontano che un parente sembrava aspettare che tutti lasciassero la stanza, anche per poco tempo, prima di morire”. E conclude: È impossibile sapere perché le persone muoiono nel momento preciso in cui muoiono. È possibile che abbiano poco controllo su quegli ultimi momenti”.
Sebbene la tempistica della morte del Papa possa essere più che casuale, gli scienziati medici hanno poche spiegazioni sul perché di questo fatto.
Un corpo di ricerca noto come “volontà di vivere in prossimità della morte” si occupa di questo fenomeno, ma le risposte sono tutt’altro che chiare.
Quando si tratta di resistere per qualche ora in più, apparentemente grazie alla pura forza di volontà, il dottor Campbell ritiene che entrino in gioco i sistemi ormonali del corpo.
Probabilmente hanno un qualche tipo di stimolo ormonale che li spinge a continuare”, ha dichiarato a STAT.
Poi, quando si verifica l’evento che stavano aspettando, lo stimolo scompare. Ci deve essere una sorta di rilassamento che permette loro di morire”.
(da Daily mail)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
TRE ANNI FA DICEVA CHE LA CHIESA “ERA CONTROLLATA DA SATANA”… E VIGANO’ PARLA DI “INFERNO CHE LO ATTENDE”
Il mondo piange oggi la scomparsa di Papa Francesco? Sì, ma non tutto. Non è un
mistero che nei suoi 12 anni di Pontificato (e prima) Bergoglio si sia fatto molti nemici: la sua predicazione per «gli ultimi», su tutti poveri e migranti, i continui, testardi appelli alla pace, all’accoglienza e perfino alla fratellanza sono stati spesso anche un controcanto a quei leader che hanno governato e governano all’insegna della lotta senza quartiere all’immigrazione, incendiando volentieri gli animi del popolo con parole d’ordine aggressive, «cattiviste». Oggi che la Casa Bianca di Donald Trump prova a indicare la «nuova via» (che altri già seguono) riducendo pressoché a zero i programmi di aiuto allo sviluppo e lotta alla povertà nel mondo e nella stessa America, la sua predicazione suona – suonava – ancor più «rivoluzionaria».
Non è un caso che le prime note fuori dal coro di cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco arrivino proprio da lì. Se Trump si muove in queste prime ore secondo il protocollo – le condoglianze, l’ordine di abbassare le bandiere Usa a mezz’asta, le valutazioni sulla possibile partecipazione al funerale di Bergoglio – a rompere il fronte è la pasionaria MAGA Marjorie Taylor Greene. «Oggi ci sono stati cambiamenti di grande importanze nelle leadership globali», evoca maliziosa su X, per poi cantare esplicitamente vittoria per la morte di Francesco: «Il male sta venendo sconfitto per mano di Dio».
Dalla Chiesa «posseduta da Satana» alle teorie Q-Anon, chi è e cosa pensa Taylor Greene
Parole che sembrano fare il paio con quelle scolpite questa mattina da Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico proprio negli States e nemico giurato di Bergoglio: «La sua anima non è scomparsa, né si è dissolta: egli dovrà rendere conto dei crimini di cui si è macchiato, primo fra tutti l’aver usurpato il soglio di Pietro per distruggere la Chiesa Cattolica e perdere tante anime», ha attaccato a muso duro l’ex arcivescovo scomunicato nel 2024 dal defunto Pontefice. Anche Greene però non è nuova intemerate al veleno contro Papa Francesco. La deputata della Georgia, che sul suo profilo X si definisce «cristiana, mamma, proprietaria di una piccola azienda, orgogliosa americana al 100% pro-vita pro-armi e pro-Trump», fece rumore già nel 2022 quando sostenne in un’intervista alla Cnn che la Chiesa cattolica era «controllata da Satana».
Negli anni d’altronde Taylor Greene ha dato fiato a una varietà di fake news e teorie del complotto care ai mondi MAGA e a Q-Anon, dal «Pizzagate»
(presunti circuiti pedofili guidati da leader Democratici) alla vittoria «rubata» di Joe Biden nel 2020, dalle teorie cospirative sul Covid-19 a quelle sull’11 settembre. Pur non essendo stata scelta da Trump come sua candidata vicepresidente, Taylor Greene è figura di spicco nella pattuglia parlamentare repubblicana, in contatto diretto con la Casa Bianca, come dimostrò a inizio anno una foto «rubata» di lei al telefono dal Congresso con la capa di gabinetto di Trump Susie Wiles.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
SARÀ LUNGO QUASI TRE CHILOMETRI, A CAMPATA UNICA SOSPESA, A UN’ALTEZZA DI 620 METRI, SOPRA UNA STRETTA GOLA
Il ponte più alto del mondo sarà inaugurato a giugno e la sua altezza non è per i deboli di cuore. Costruito in soli tre anni con un investimento di circa 250 milioni di euro, il ponte cinese Huajiang Canyon Bridge attraversa il fiume Beipan, nel sud-ovest del Guizhou. Per velocizzare un lungo e tortuso viaggio tra le montagne da un’ora e mezza a un minuto gli automobilisti non devono soffrire di vertigini: la strada è sospesa alla vertiginosa altezza di 620 metri sopra una stretta gola. In pratica le auto sfrecceranno a un’altezza di 275 metri più elevata del grattacielo One World Trade Center di New York.
Per questo nuovo ponte, gli ingegneri hanno optato per un progetto in sospensione date le difficili condizioni ambientali dovute all’altezza del canyon di Huajiang. Lo Huajian Canyon Bridge sarà lungo quasi tre chilometri (2.980 metri). Il peso del nuovo ponte è paragonabile a quello di due Tour Eiffel, perun totale di circa 22 mila tonnellate ed è stato costruito nel giro di soli tre anni. La struttura si sviluppa in un’unica campata lunga 1420 metri. I cavi sono stati appositamente costruiti per resistere al forte vento, tipico di quell’altitudine.
Otto dei dieci ponti più alti del mondo si strovano in Cina, oltre a 43 dei primi 50. Obiettivo dello Huajiang Canyon Bridge è mettere in comunicazione i vari centri rurali della zona, come già fanno gli altri ponti dell’area.
L’intento è anche rivitalizzare il turismo dal momento che nel canyon sarà costruito un importante centro dedicato agli sport estremi, con il bunjee jumping più alto del mondo e passerelle in vetro per provare l’embrezza di camminare nel vuoto.
(da Corriere della Sera)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
“GRAZIE DI TUTTO, NAPOLI TI SALUTA”: IL POPOLO NAPOLETANO NON DIMENTICA L’AMORE CORRISPOSTO
Manifesti funebri per ricordare Papa Francesco nei vicoli del centro storico di Napoli.
“Sei stato il Papa degli ultimi – si legge sugli annunci mortuari affissi nelle strade del centro – con la capacità di combattere i primi…Grazie di tutto…Napoli ti saluta”. Si tratta del saluto dei Napoletani per Bergoglio, il Pontefice argentino molto amato in città, anche per la sua passione per il Calcio e per il legame della terra di origine con Diego Armando Maradona, scomparso oggi all’età di 88 anni. Memorabile la visita nel capoluogo partenopeo di Papa
Francesco nel 2015, con un grande palco che fu allestito in piazza del Plebiscito, nell’emiciclo della Basilica di San Francesco di Paola, di fronte al Palazzo Reale, e poi il discorso al Duomo di Napoli.
Gli annunci mortuari sono stati pubblicati su iniziativa della ditta di onoranze funebri Salvatore Kaiser. Gli avvisi sono stati affissi questa mattina, Lunedì in albis, 21 aprile, nelle strade del centro storico, non appena si è diffusa la notizia. Accanto al testo, che testimonia l’affetto dei Napoletani per il Sommo Pontefice, anche la foto di Papa Francesco, sorridente e vestito di bianco. I manifesti funerari sono apparsi nella zona dei Decumani, molto affollata oggi, giorno di Pasquetta, soprattutto dai turisti che frequentano i tanti ristoranti e le rinomate pizzerie.
In segno di lutto per la morte di Papa Francesco, il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi ha disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale, europea e dei rispettivi Enti al Comune e alla Città Metropolitana di Napoli.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
“NON DIMENTICHERO’ MAI IL SUO INASPETTATO ATTO DI VICINANZA”
“Tre mesi fa ha chiamato mia moglie che sta male. Per l’emozione ha iniziato a piangere. Lui le ha chiesto perché: Sono il papa, mica il diavolo”. Questo il ricordo di Alfredo Chiarelli, uno degli ultimi “urtisti”, come vengono chiamati i venditori di oggetti sacri e cimeli, attivi a piazza San Pietro da oltre 45 anni. Anche oggi, nella giornata del Lunedì dell’Angelo, si trovava all’interno del celebre colonnato del Bernini quando ha appreso della morte di papa Francesco.
“Non me lo aspettavo – ha detto ai microfoni di Simona Berterame di Fanpage.it – Ieri è sceso in piazza San Pietro, sembrava volesse abbracciare il mondo. Ho pensato che forse da oggi si sarebbe dedicato di più alla sua salute. E invece che il Signore l’ha voluto, ha aspettato proprio questo momento qua”, ha aggiunto.
Il ricordo di Alfredo: “Tre mesi fa la chiamata a mia moglie
Ai ricordi che tutti noi abbiamo con e di papa Francesco, Alfredo ha ricordato anche quanto avvenuto tre mesi fa. “Tre mesi fa Bergoglio ha chiamato mia moglie, che sta male. Lui l’ha chiamata per sincerarsi delle sue condizioni. Sentire la sua voce al telefono è stata un’emozione superiore”, ha raccontato a Fanpage.it.
“Dopo tanti anni che sto qua, mi sono abituato alla forza emblematica di papa Francesco – ha aggiunto ancora Alfredo – Era un papa che arrivava a tutti, si faceva capire con molta facilità. Poi avendo avuto un’opportunità personale, lo ricordo con ancora più affetto”. La telefonata c’è stata tre mesi fa. “È stata un’emozione superiore per me. E naturalmente, anche per mia moglie. Lei gli ha detto di essere molto emozionata, che le veniva da piangere. È stato in quel momento che lui le ha ricordato: Simonetta, io sono il papa, mica il diavolo”.
Un ricordo rimasto impresso nella mente dell’ambulante. “Quella frase mi è rimasta. Penso che sia il più grande ricordo che ho di lui. Sentire, nell’appartamento in cui vivi, la voce del papa al telefono che ha chiamato per conoscere le condizioni in cui si trova tua moglie. Non penso che ci sia una cosa più grande di questa”.
(da Fanpage)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
IL POLITICO E LA MOGLIE, LISA GIUSSANI SOSTENGONO CHE IL MAXI-EVENTO SUL DIGITALE FOSSE “DI UNA SOCIETÀ PRIVATA”. MA “DOMANI” RILANCIA: “I DOCUMENTI DICONO UNA COSA DIVERSA” … IL RUOLO DEL CONSULENTE RAFFAELE BARBERIO E LA CACCIA AGLI SPONSOR DELLA SIGNORA BUTTI: CHE FARÀ IL GOVERNO? CHE SUCCEDE SE LA MAGISTRATURA APRE UN’INCHIESTA?
Non bastavano i dazi di Donald Trump, la guerra in Ucraina e gli indicatori economici
in calo. Sul tavolo di Giorgia Meloni è piombato anche lo scandalo del Comolake, maxi-evento nell’ambito del digitale, molto caro ad Alessio Butti.
Il coinvolgimento della moglie del sottosegretario all’Innovazione, Lisa Giussani, sulla ricerca dei nomi da contattare per gli sponsor allarga le ombre su un conflitto di interessi. E smaschera le versioni di comodo fornite dal meloniano.
La presidente del Consiglio ha dovuto studiare l’affaire-Butti. Chi l’ha sentita racconta che è fortemente irritata se non addirittura «infuriata». Prevale la linea della prudenza. Meloni vorrebbe far passare la buriana. È notoriamente recalcitrante dinanzi all’ipotesi di dover cacciare qualcuno dei suoi
Il timore, tuttavia, è che possa arrivare un’inchiesta della magistratura. E sarebbero dolori. Intanto la questione finirà sicuramente in parlamento: «Chiederemo conto al governo con un’interrogazione parlamentare a cui l’esecutivo della destra non potrà sottrarsi», ha detto Marco Grimaldi, deputato di Alleanza verdi-sinistra.
Anche il Movimento 5 stelle ha annunciato un’interrogazione. A quel punto il governo dovrà chiedere conto a Butti. In ogni dichiarazione ha sempre garantito che il Comolake era «un evento di una società privata». Un mantra ripetuto ai vertici tecnici del dipartimento.
I documenti, però, dicono una cosa diversa. Gli articoli di Domani hanno svelato il coinvolgimento della famiglia del sottosegretario con l’organizzazione di Comolake, evento promosso per la prima volta nel 2023 per dare una vetrina al sottosegretario e creare un appuntamento ex novo nell’ambito del digitale. L’idea fu dell’allora consulente, molto in auge, Raffaele Barberio, arruolato con 80mila euro all’anno. Poi c’è stata la rottura e la cosa è passata in altre mani.
Fatto sta che la moglie di Butti, Lisa Giussani, ha avuto un ruolo attivo nella caccia agli sponsor per l’edizione dell’ottobre 2024. Ha inviato un mail a Fragassa, il 25 giugno 2024, allegando un documento con l’elenco di aziende interessate a sponsorizzare l’appuntamento comasco, a casa Butti, in pratica. Il sottosegretario ha il suo feudo elettorale in quell’area.
Giussani ha chiesto poi a Fragassa di interfacciarsi con la persona incaricata da Micromegas a contattare le aziende.
Nel documento c’erano nomi e riferimenti telefonici a cui rivolgersi. Nella prima parte del file era stata usata la formula «come da accordi con il dott. Serafino Sorrenti», tirando in ballo così il super consulente di Butti al dipartimento
Sorrenti è infatti l’attuale responsabile sicurezza delle informazioni al dipartimento per un compenso di 130mila euro. Ma era già componente della segreteria tecnica dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) in rappresentanza del sottosegretario. Un rapporto stretto.
Eppure Giussani ha sostenuto di non aver mai avuto ruoli attivi nell’organizzazione e nella ricerca degli sponsor. «Solo consigli logistici», la versione.
I documenti di Domani dimostrano che non è così. Viene meno la narrazione del sottosegretario meloniano che ha sempre respinto qualsiasi coinvolgimento personale e del dipartimento.
Peraltro, il cappello delle risorse pubbliche era già agli atti con la presenza di società controllate dal ministero dell’Economia e dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), ente che fa capo alla presidenza del Consiglio.
Cosa potrà dire il governo in aula, chiamato a rispondere alle interrogazioni alla Camera? Come si può giustificare il ruolo della moglie del sottosegretario, che a sua volta cita espressamente un consulente del dipartimento, rispetto all’elenco fornito a una società privata?
Il caso era già esploso quando Domani e Il Fatto Quotidiano avevano raccontato che la società romana Micromegas, presieduta da Erminio Fragassa, ha inviato un programma (seppur provvisorio) per l’edizione 2025, promettendo possibili incontri «one-to-one» con il dipartimento per la trasformazione digitale.
Di fronte allo scandalo, c’è stata la retromarcia: Micromegas ha rinunciato all’organizzazione il Comolake 2025, cedendo il mandato alla fondazione innovazione digitale, costituita ad hoc, lo scorso febbraio.
Meloni non è rimasta indifferente alla vicenda. Dentro Fratelli d’Italia prevale la cautela. Poche dichiarazioni a difesa del sottosegretario: si contano 4-5 note dai parlamentari meloniani (nomi non di primissimo piano nelle gerarchie del partito) diffuse prima delle rivelazioni sul ruolo di Giussani. Dopo è calato il silenzio.
(da .editorialedomani.it)
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Aprile 21st, 2025 Riccardo Fucile
ALTRO PUNTO CRITICO PER I BERLUSCONI È IL RAPPORTO MELONI-MUSK E LE TRATTATIVE PER I SATELLITI STARLINK, VISTO CHE I CANALI DEL BISCIONE TRASMETTONO TRAMITE “HOT BIRD”, CHE FA PARTE DELLA FLOTTA SATELLITARE EUTELSAT, RIVALE DI STARLINK
L’esito della missione della premier Giorgia Meloni alla Casa Bianca da Donald Trump non è piaciuto a tutti in Italia, anche all’interno del centrodestra. Il comunicato finale ha sollevato qualche perplessità tra i principali “azionisti” politici della maggioranza: la famiglia Berlusconi.
Secondo due fonti a conoscenza della questione, sebbene Marina e Pier Silvio Berlusconi abbiano apprezzato la postura “europeista” di Meloni nello Studio Ovale, non hanno invece condiviso uno dei passaggi più delicati della nota congiunta: quello in cui la premier rinnega anni di battaglie in favore della web tax per i grandi colossi della tecnologia e, su richiesta del presidente americano, concorda “sulla necessità di un ambiente non discriminatorio in termini di tassazione dei servizi digitali”.Insomma, campo libero alle Big Tech della Silicon Valley, tra cui Amazon, Google, Facebook e Apple che oggi preoccupano i possessori di media tradizionali, tra cui Mediaset, danneggiati nella raccolta pubblicitaria.
Quello sulla web tax è un passaggio chiave della dichiarazione finale. Perché se l’amministrazione americana nel documento sui dazi aveva già evidenziato la tassazione sui servizi digitali e il Digital Service Act europeo come uno dei punti più critici da risolvere con l’Ue, la decisione di Meloni di inserire un passaggio così favorevole delle Big Tech ha sorpreso molti
Sia perché per anni la leader di FdI si è spesa per tassare “i giganti del web”, ma anche perché così l’Italia si stacca dall’Ue che ha introdotto regole, imposte e sanzioni nei confronti delle Big Tech americane. La web tax italiana prevede un’aliquota del 3% sulle piattaforme globali che fanno ricavi superiori ai 750 milioni: oggi frutta 400 milioni di gettito.
Nell’ultima legge di Bilancio, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, proprio per venire incontro agli americani, aveva provato a estenderla alle piccole imprese per non discriminare i grandi colossi ma è stata proprio Forza Italia a opporsi e alla fine il provvedimento era saltato. Ed è per questo che a Marina e Pier Silvio Berlusconi non è piaciuto l’impegno che Meloni ha preso con Trump.
La premier, di fatto, si farà carico con la Commissione Europea di una battaglia per allentare le regole o quantomeno ridurre la porzione italiana della tassazione. Una soluzione che non piace ai vertici del Biscione. In queste ore, infatti, in Forza Italia circolano le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Mediaset del 27 febbraio scorso: “È arrivato il momento di regole più giuste per tutti. Le Big Tech e i colossi dello streaming godono di vantaggi che penalizzeranno non solo il settore dei media, ma tutte le aziende nazionali ed europee”, diceva Pier Silvio.
Seguivano parole dure di Marina Berlusconi: “C’è un problema di concorrenza sleale grande come una casa”.
A questo si aggiunge un altro punto critico per Forza Italia: il rapporto tra il governo ed Elon Musk. Il fondatore di Tesla ha salutato la premier alla Casa Bianca e non è escluso che si sia parlato anche di Starlink, tant’è vero che nel comunicato finale si parla di collaborazione sulla “tecnologia spaziale”.
In Italia è ancora in stand-by il progetto di investimento da 1,5 miliardi per i satelliti a bassa quota stoppato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma in questi giorni in Parlamento c’è stata un’accelerazione di FdI sul disegno di legge sullo Spazio che contiene anche una norma che introduce una “riserva di capacità trasmissiva nazionale” di operatori Ue e Nato, tra cui Starlink.
Un investimento che i Berlusconi non vedono di buon occhio perché, seppur ormai sia una tecnologia obsoleta, i canali Mediaset trasmettono con parabola tramite Hot Bird, che fa parte della flotta satellitare Eutelsat, il consorzio europeo competitor di Starlink. E non è un caso che FI, con il senatore Roberto Rosso, abbia presentato diversi emendamenti per frenare il ddl. Tra queste correzioni ce n’è una per le imprese italiane dell’aerospazio a cui sarà garantito “il contraddittorio” negli investimenti.
(da il Fatto Quotidiano)
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