UN GRANDE SUCCESSO PER MELONI: OLTRE AI MAGISTRATI, SI È MESSA CONTRO ANCHE GLI AVVOCATI, FRANCESCO GRECO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE, PRENDE LE DISTANZE DALLA NORMA INCOSTITUZIONALE DEL DL SICUREZZA CHE PREVEDE INCENTIVI PRO-RIMPATRI PER I LEGALI
“È SBAGLIATO VOLERCI CONDIZIONARE, GLI AVVOCATI DEVONO ESSERE SEMPRE LIBERI. I DIFENSORI NON POSSONO RICEVERE COMPENSI SUBORDINATI A UNO SPECIFICO ESITO DELLA LORO ATTIVITÀ” …IL COSTITUZIONALISTA GAETANO AZZARITI: “CI SONO TRACCE DI UNA DEGENERAZIONE DEL PROCESSO LEGISLATIVO SENZA PRECEDENTI. È STATO SVILITO IL PARLAMENTO ED È STATA IGNORATA LA CARTA”
Francesco Greco è il presidente del Consiglio nazionale forense: il maggiore organismo dei difensori italiani che è intervenuto, tra gli altri, a sconfessare la norma “illegittima” del dl Sicurezza. Il caso beffardo vuole che, come categoria, stiano attendendo da mesi un altro decreto legge che dia certezze sull’esame degli avvocati.
Presidente Greco, se non è un pasticcio come dice Meloni, allora cos’è lo spericolato caso degli incentivi previsti per i legali ma solo se il migrante accetta il rimpatrio?
«Il punto non è come definirlo, il punto è che quel passaggio non è tecnicamente possibile.
Nei miei compiti c’è la valutazione di applicabilità della norma al ruolo e alle attività dell’avvocato. E i difensori non possono ricevere compensi subordinati a uno specifico esito della loro attività».
Scusi se insistiamo, com’è stato possibile citare la collaborazione del “suo” Cnf, in quella norma del decreto, senza avere un vostro ok?
«So soltanto che non so più come dirlo. Posso ribadire che sarebbe stato opportuno farlo: invece non siamo stati informati né prima, né durante, né dopo l’approvazione di quell’emendamento».
Il governo dice: raccogliamo i rilievi. Ma da giurista: le sembra corretta l’idea di un dl concepito per correggere un decreto che ha in pancia una misura illegittima?
«Questo attiene alle competenze del Parlamento, da quel che possiamo intuire il rimedio consisterebbe nell’adozione preventiva di un decreto legge ad efficacia “sospensivamente condizionata”, come spiegano alcuni costituzionalisti».
Le opposizioni in aula hanno detto: “L’avvocatura vi ha mostrato che non si fa comprare”. Non crede che sia stato un grave autogol per la destra vedere coalizzate insieme avvocatura e magistratura, dopo le macerie del conflitto referendario?
«Non parlerei di un conflitto. Avvocatura e magistratura sono i due attori fondamentali della giurisdizione. Rimangono, certo, le differenze di vedute. Ma quando l’avvocatura parla lo fa nell’interesse dei cittadini, siamo i difensori dei diritti».
(da agenzie)
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