GIORNATE DI FUOCO NEGLI OSPEDALI. A CAUSA DELLE TEMPERATURE ESTREME, GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO SONO AUMENTATI DEL 15%, CON UNA PRESENZA MASSICCIA DI FRAGILI E ANZIANI. A RENDERE IL QUADRO PIU’ COMPLICATO SONO LE CARENZE NELL’ORGANICO DELLE STRUTTURE (MANCANO 7MILA MEDICI!)
LE AZIENDE SANITARIE SI AFFIDANO SEMPRE DI PIU’ A MEDICI GETTONISTI E CAMICI IN BIANCO IN PENSIONE – PREOCCUPA IL FENOMENO DEL BOARDING: SONO SEMPRE DI PIU’ I PAZIENTI CHE STANNO SULLE BARELLE DEL PRONTO SOCCORSO ANCHE PER 48-72 ORE
Settemila medici in meno nei Pronto Soccorso nel bel mezzo del picco di agosto, corsie al
limite e anziani lasciati sulle barelle per tre giorni prima di trovare un posto letto. Il collasso della rete d’emergenza sanitaria è un cortocircuito annunciato che ogni agosto trasforma i pronto Soccorso e gli ospedali italiani in trincee roventi.
In città svuotate, l’ondata di calore fa schizzare gli accessi dei malati fragili, mentre gli organici già decimati accusano il colpo del fisiologico piano ferie del personale. Secondo le ultime rilevazioni della Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza (Simeu), oltre il 70% dei Pronto soccorso opera con ‘scoperture’ comprese tra il 25% e il 70% dell’organico.
«Si tratta complessivamente di circa 5mila medici dell’emergenza mancanti – spiega Alessandro Riccardi, presidente della Simeu- , ma nei mesi estivi le ferie pesano su un sistema già in profonda sofferenza. Il numero dei professionisti assenti sale e nel picco di agosto sfiora i 7mila».
A fronte di medici e infermieri in drastico calo, la domanda di assistenza sanitaria cresce vertiginosamente. «Nei mesi più caldi gli accessi aumentano di almeno il 15%, soprattutto per malati cronici e anziani che restano soli senza il riferimento dei familiari», sottolinea Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato medico Anaao Assomed.
Per garantire i servizi ed evitare la paralisi, le aziende sanitarie si affidano a rattoppi costosi ed estenuanti. Da un lato aumenta vertiginosamente il ricorso ai medici gettonisti e ai pensionati; dall’altro si assiste al sacrificio sistematico dei diritti dei lavoratori di ruolo.
«Aumenta il ricorso alle ferie saltate o posticipate», avverte Di Silverio. «Quasi mai quelle maturate vengono fruite per intero dai medici: la quota utilizzata si aggira attorno ad appena il 60%», aggiunge. Questa giostra di turni massacranti si estende al comparto infermieristico, dove con l’entrata in vigore dei piani estivi la forza operativa si riduce mediamente del 25-30%.
Per mantenere aperti i servizi e coprire le falle nei turni, le Asl chiedono continui straordinari, doppi turni e frequenti salti dei riposi al personale rimasto in servizio.
«Il risultato diretto – specifica – è l’aggravarsi del fenomeno del boarding: i pazienti stazionano sulle barelle dei Pronto soccorso anche per 48-72 ore in attesa di un ricovero, trasformando di fatto le aree di emergenza in reparti di medicina gestiti da personale stremato».
(da La Stampa)
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