MASCHI, BIANCHI, ARRABBIATI
L’IDENTIKIT DEI TEDESCHI AMMALIATI DALL’ULTRADESTRA
ui social impazza un video della grande scrittrice della Ddr Monika Maron: «Piano piano ci
stiamo dimenticando che mucchio di rottami fosse la Germania Est nel 1990. Le fabbriche erano distrutte, le strade erano distrutte – mentre se vai oggi nelle città dell’Est sembrano uscite da un catalogo».
Eppure, nella memoria collettiva della Sassonia-Anhalt sembra essere sopravvissuto solo il ricordo di cosa accadde dopo: il polo chimico fu smantellato, un quarto dei 900mila lavoratori della regione finì in mezzo a una strada, l’area fu ripulita dalle scorie tossiche ma perse […] anche quella di importante centro industriale.
Non è un caso, insomma, che nella propaganda dell’Afd la “Ostalgie” sia una cifra costante. Un paio di settimane fa lo spitzenkandidat Ulrich Siegmund è stato pizzicato mentre cantava l’inno della Ddr. E in campagna elettorale scorrazzava spesso con il motorino Simson o una macchina Trabant ai suoi comizi, parlando della cara “vecchia” Germania, vagheggiando un ritorno a tempi che tanti, troppi, hanno trasformato in un paradiso perduto.
Se l’Afd è al 40%, dunque, non è soltanto per ragioni economiche, ma per quella che il politologo Ivan Krastev ha definito la «paura demografica». Dalla caduta del Muro di Berlino la Sassonia-Anhalt ha perso un quarto della sua popolazione, circa 750mila persone. In nessun altro land c’è stata una tale, drammatica emorragia.
Un combinato disposto della fuga di centinaia di migliaia di persone a Ovest e di un invecchiamento della popolazione rapidissimo. I giovani non solo sono scappati a Ovest: quelli che sono rimasti, hanno smesso di fare figli. E oggi la Sassonia-Anhalt è il land con la popolazione più vecchia della Germania (48,5 anni, in media). Non solo: gli uomini sono molto più numerosi delle donne, anche tra i giovani. Tra i 18-29enni gli uomini sono 120.240, contro 103.117 donne.
Una «mascolinizzazione demografica», come la chiama il sociologo Steffen Mau in un libro illuminante su Germania Est e Ovest, “Ungleich vereint” (Riunificati in modo diseguale) che ha anche conseguenze politiche, che rafforza gli umori «antidemocratici, razzisti e di destra». Una disparità tra uomini e donne, insomma, che crea l’“angry white man” pronto a votare l’Afd. Peraltro Mau fa notare che esiste ormai un forte senso identitario, a Est. Un’”ossificazione” (da “Ossi”, cittadino dell’Est) che riguarda anche i giovani, anche chi è nato ben dopo la caduta del Muro di Berlino.
(da Repubblica)
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