“ABODI E BUONFIGLIO HANNO SCELTO DI COPRIRE DI RIDICOLO SOLO LORO STESSI”. ZAZZARONI AL VELENO SUL MINISTRO E IL PRESIDENTE DEL CONI: “COME GIUDICARE ALTRIMENTI LA SOLUZIONE DI COMMISSARIARE LA FIGC METTENDO NEL RUOLO DI COMMISSARIO LO STESSO MALAGO’ A CUI SI È MOSSA LA PIÙ INSENSATA DELLE GUERRE?”
“HANNO PERSO I GOLPISTI, E PER ORA, A PARTE MALAGÒ (SE UNO VINCE PER DODICI ANNI E TI PORTA SUL TETTO DEL MONDO FORSE LO STESSO HA UNA CERTA PROPENSIONE A NON PERDERE) NON HA VINTO NESSUNO”
Non sappiamo se Andrea Abodi e Luciano Buonfiglio siano appassionati di letteratura, né se tra i loro scrittori di riferimento sosti José Saramago, ma a leggere tra le molte pagine scure di questi due deliranti mesi di insensato braccio di ferro e assalto alla dirigenza, di arroganza e cecità, di inconsapevole luddismo e autosabotaggio si intravede la lezione del grande romanziere portoghese.
Nel suo “La caverna” si sostiene che due debolezze possono generare una forza nuova. Una forza che in questo caso è un’idea, tardiva e grottesca, utile però – almeno questo va loro riconosciuto – a non demolire il buono che il nuovo corso manciniano ha fatto intuire.
Rischiano di perdere. Potrebbero gettare l’intero movimento nel ridicolo e starebbero optando per coprire del medesimo soltanto loro stessi. Come giudicare altrimenti la soluzione di commissariare la Figc mettendo nel ruolo di commissario lo stesso a cui si è mossa stolidamente la più insensata delle guerre?
Quindi benvenuti al Circo Aridatece Moira Orfei e ognuno scelga senza suggerimenti esterni chi è stato pagliaccio, chi domatore e chi soltanto incolpevole osservatore di uno spettacolo – dispiace rimarcarlo – raccapricciante.ùHanno perso i golpisti, si diceva e per ora, a parte Malagò (se uno vince per dodici anni e ti porta sul tetto del mondo forse lo stesso ha una certa propensione a non perdere) non ha vinto nessuno. Perché? Perché per vincere ci vuole tempo, programmazione e serietà. La magia esiste solo nell’illusionismo che – tutto si tiene direbbero i francesi – è appunto materia circense.
Proviamo a tornare seri e a valutare l’inizio di una nuova era. Quattro impegni: due vittorie, un pareggio e una sconfitta, peraltro alla prima uscita; il secondo posto nel girone e la quasi certa permanenza in serie A con la possibilità di passare addirittura il turno. Si tratta di un bilancio (provvisorio) che nessuno aveva previsto ma che a metà settembre tutti avrebbero sottoscritto. Inoltre, momenti di gioco che avevamo dimenticato e tanti giovani in bella mostra.
(da dagoreport)
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