Giugno 11th, 2010 Riccardo Fucile
SI E’ AGGRAVATA LA POSIZIONE DELL’EX MINISTRO: NON ESISTE FATTURA DEI GROSSI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE…SALVO CHE ANCHE QUELLI NON SIANO STATI FATTI GRATUITAMENTE A SUA INSAPUTA: CHI HA BUTTATO GIU’ MURI E RADDOPPIATO I SERVIZI LO AVRA’ FATTO PER SFIZIO?
I risultati degli accertamenti compiuti dai Ros dei carabinieri e dalla GdF sui documenti
sequestrati negli uffici dell’imprenditore Anemone creano nuovo imbarazzo all’ex ministro alle Attività produttive, Claudio Scajola.
E’ infatti emersa una nuova circostanza: anche i lavori di ristrutturazione dell’appartamento di via del Fagutale, a Roma, non sono mai stati pagati da nessuno.
Gli interventi a casa Scajola erano citati nella lista di Anemone, quel famoso elenco segreto che conteneva 350 indirizzi e nominativi, custoditi nel computer, in cui la ditta di Anemone aveva operato ristrutturazioni di immobili. Dalle indagine effettuate, è emerso che manca qualsiasi fattura o pezza giustificativa da cui si possa dedurre che i lavori a casa Scajola siano stati fatturati e retribuiti.
Oltre agli 80 assegni circolari da 12.500 euro l’uno, consegnati dall’ arch. Zampolini, per conto di Anemone, alle sorelle proprietarie, affiorano ora anche i lavori di ristrutturazione dell’appartamento che potrebbero anch’essi essere stati un cadeau.
Lavori peraltro complessi, in quanto sono stati raddoppiati i servizi igienici e abbattuto qualche muro per ampliare i locali. Continua »
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Giugno 10th, 2010 Riccardo Fucile
SI PARLA DI “INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NEGLI APPALTI PER LA RICOSTRUZIONE”: SOTTO ESAME I 185 EDIFICI PER 15.000 SFOLLATI COSTATI 803 MILIONI DI EURO….COI SUBAPPALTI DALLE INIZIALI 121 IMPRESE SI E’ PASSATI A 931….COSTATE 2.600 EURO A METRO QUADRO CONTRO UN VALORE DI MERCATO DI 1.100 EURO AL MQ….QUINDICI AZIENDE GIA’ SOTTO INCHIESTA
Il fascicolo aperto dalla Procura nazionale Antimafia ha per titolo “Infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione”: aperta qualche mese fa, inizialmente avrebbe dovuto riguardare l’infiltrazione di aziende mafiose nei lavori per il terremoto dell’Aquila, con circa 15 società già sotto inchiesta.
Con il passare del tempo è stata allargata ad altri nomi di imprenditori coinvolti già nell’inchiesta sui Grandi eventi, fino ad arrivare all’iscrizione nel registro degli indagati di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, già indagato per corruzione a Firenze e Roma.
Al centro delle intercettazioni e delle carte, il Consorzio Federico II, con la toscana Btp, le ditte aquilane Barattelli, Vittorini e Marinelli.
Un consorzio nato il 15 maggio 2009, quaranta giorni post-terremoto, dopo una serie di visite degli imprenditori a Palazzo Chigi, al fine di accreditarsi per gli appalti.
Al Consorzio furono infatti affidati i lavori di costruzione della scuola media Carducci, il restauro della caserma Pasquali e diversi puntellamenti nella zona rossa della città .
Ma al di là dei rapporti tra Verdini e il costruttore Fusi, l’inchiesta della Procura verte in generale sulla ricostruzione e riguarda il progetto C.a.s.e., ovvero i Complessi Antisismici sostenibili ecocompatibili.
Parliamo del fiore all’occhiello del premier che avrebbe dovuto risolvere il problema della casa per i terremotati: in realtà nei185 edifici (4.500 alloggi) vivono solo 15.000 terremotati (altri 30.000 si sono trovati una sistemazione per conto proprio, mentre qualche migliaio è ancora negli alberghi della costa).
Queste C.a.s.e. sono state costruite, tra settembre 2009 e febbraio 2010, su piastre e isolatori sismici in 19 aree della periferia dell’Aquila: secondo i dati della Protezione civile sono costati esattamente 803 milioni e 857 mila euro, compresi oneri di urbanizzazione, verde, arredi e allestimenti.
In pratica, prezzo finito, il costo è stato di 2.600 euro a mq., quattro volte il prezzo finito delle casette di legno che poi sono state acquistate ad integrazione parziale.
In ogni caso sono state pagate due volte il prezzo medio di mercato di 1.100 euro al mq. Continua »
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Maggio 30th, 2010 Riccardo Fucile
STUDIO NOMISMA: SALGONO LE RICHIESTE DI APPARTAMENTI TRA I 40 E I 70 METRI QUADRI…IL 65,9% DEGLI INQUILINI HA UN REDDITO INFERIORE AI 2.000 EURO…ESEGUITI NEL 2009 51.576 SFRATTI: PER MOLTI L’AFFITTO DIVENTA UN ONERE INSOSTENIBILE
Pagare un affitto quando le entrate sono diminuite per un contratto di lavoro non
rinnovato, una messa in cassa integrazione o peggio un licenziamento, può diventare un incubo.
Lo dimostra uno studio Nomisma sul disagio abitativo: nel 2009 sono stati emessi ben 51.576 sfratti per morosità , con un incremento del 25,8% rispetto all’anno precedente.
L’esecuzione forzata di questi sfratti è passata dal 78,8% alll’83,7%.
Dallo studio emerge che i redditi di chi vive in affitto non sono elevati: il 65,9% degli inquilini ha un reddito mensile fino a 2.000 euro, ma di questi il 30% non arriva a 1.000 euro.
Una riduzione anche parziale del reddito mette a rischio le famiglie.
Situazione particolarmente grave nelle grandi aree urbane dove la dinamica immobiliare è più marcata e l’entità degli affitti rappresenta un onere pressochè insostenibile per buona parte delle famiglie.
La stretta nell’erogazione dei mutui ha aggravato il quadro, soprattutto se si pensa che per le giovani coppie e gli immigrati è diventato più difficile ottenere i finanziamenti immobiliari necessari per acquistare una casa.
In seguito alla flessione delle domande di finanziamento rivolte all’acquisto della prima casa da parte di famiglie con poca disponibilità liquida, si è riacceso il mercato delle abitazioni in affitto di livello medio-basso. Continua »
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Maggio 24th, 2010 Riccardo Fucile
SI SONO CREATI L’ALIBI CHE NON SONO LORO A DECIDERE, MA IL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA, IL QUALE NON POTRA’ CHE APPLICARE LA LEGGE DA LORO APPROVATA…HANNO FATTO INTENDERE CHE MOLTI STRANIERI CHE NON HANNO UN DOMICILIO, RESTERANNO IN GALERA: MA SU 3.987 BEN 2.936 HANNO UN DOMICILIO E 5.694 SONO ITALIANI
Il tema del decreto “svuotacarceri” lo abbiamo trattato qualche settimana fa: ricordiamo
che il 10 marzo è stato presentato dal ministro della Giustizia il disegno di legge sulla detenzione domiciliare il quale prevede che i detenuti che si trovano oggi a scontare pene inferiori a 12 mesi, possano farlo agli arresti domiciliari. Alla base della proposta di Alfano, il fatto che le carceri sono sovraffollate oltri ogni limite.
In quell’occasione avevamo sottolineato la solita farsa leghista: a gennaio, quando Alfano presentò il progetto in Consiglio dei Ministri, nessun leghista alzò la manina per dissentire.
Quando poi si è trattato di tradurlo in pratica ed è divenuto di dominio pubblico, ecco Maroni imbracciare il sax e suonarci la solita stonata litania della Lega che “tutela il cittadino contro la criminalità ” e del “nessuna amnistia con la Lega al governo” .
Ma dato che di nuove carceri non se ne è costruita neanche una in due anni e che di far scontare la pena agli stranieri presso le strutture carcerarie nei Paesi di provenienza nessuno si è interessato, nonostante tante promesse e chiacchiere in tal senso, alla fine Alfano, nel timore di insurrezione estive negli istituti di pena, stipati all’inverosimile, ha pensato di alleggerirle con questa proposta.
Perchè la realtà , dati ufficiali di Franco Ionta, commissario straordinario per l’emergenza penitenziaria, alla mano, è la seguente: i detenuti nei 206 istituti penitenziari italiani sono 67.542 con un incremento mensile di 700 persone. Oltre 20.000 in più di quanto previsto e tollerabile.
L’indulto del 2006 ridusse i detenuti a 39.005, ma in 4 anni siamo tornati peggio di prima.
Le persone che si trovano oggi a scontare pene inferiori a 12 mesi, ovvero a cui resta da scontare solo un anno di carcere, sono 10.741. Continua »
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Maggio 18th, 2010 Riccardo Fucile
SI LASCIANO NEL DEGRADO MOLTE PROPRIETA’ STATALI E POI SI PAGANO ESOSI AFFITTI PER MINISTERI, UFFICI, CASERME E AGENZIE DELLE ENTRATE… LO STATO PAGA 10.234.000.000 EURO L’ANNO DI AFFITTI : NESSUNO VERIFICA LA CONGRUITA’ DELLE SPESE, GLI SPRECHI E SOLUZIONI ALTERNATIVE… POI, IN TEMPO DI CRISI, LA CINGHIA LA DEVONO TIRARE GLI ITALIANI
Ogni tanto riemerge nel nostro Paese la vecchia storia delle locazioni passive, ovvero dei
contratti di affitto che lo Stato centrale stipula per poter avere a disposizione immobili in cui svolgere le proprie attività istituzionali. Parliamo di questure, ministeri, prefetture, uffici territoriali, caserme delle forze dell’ordine, agenzie delle entrate, sedi decentrate sul territorio dei vari ministeri.
Mentre da un lato vengono certificati migliaia di beni statali lasciati all’abbandono e al degrado, dalle strutture penitenziare a quelle scolastiche, dalle caserme agli uffici, dai tribunali costruiti nel deserto ai palazzi locali del potere, dall’altro, invece che riconvertire queste stutture ad un uso appropriato, si preferisce pagare miliardi di euro in affitti.
Ogni tanto qualche ministro chiede il censimento dei contratti per programmare le spese: ultima vittima lo stesso Tremonti che non ha praticamente neanche ricevuto risposta dalle amministrazioni statali interessate.
Sappiamo solo le cifre generali che fanno rabbrividire: 6.428 contratti di locazione in tutta Italia, per una spesa di 10.234.250.000, dicasi oltre 10 miliardi, dieci volte quello che costerà bloccare ora il rinnovo dei contratti o procrastinare di 6 mesi l’andata in pensione di chi ne aveva diritto.
Oltre a una cattiva gestione, ci sono poi pure gli sprechi: abitazioni assegnate decenni fa e ancora utilizzate da amici e parenti dell’avente diritto, non si sa a che titolo, uffici di centinaia di metri quadrati utilizzati per pochi impiegati. Altro che ottica di contenimento della spesa pubblica, altro che appelli di Tremonti per avere notizie: in Italia basterebbe, appena un governo si insedia, mandare 6.428 pattuglie della Guardia di Finanza a verificare altrettanti contratti di affitto, sia dal punto di vista della congruità che della oppurtunità . Continua »
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Maggio 17th, 2010 Riccardo Fucile
I MINISTRI NE HANNO INTESTATE 126, I SOTTOSEGRETARI 222: DA AGGIUNGERE 295 APPEZZAMENTI DI TERRENO….SUL PODIO TREMONTI (14), FITTO (12), LA RUSSA (10), CASTELLI (10), CALDEROLI (9), URSO (9), BRUNETTA (8), ROTONDI (8), GALAN (7), PRESTIGIACOMO (7), GELMINI (6)….ANCHE A SINISTRA NON SCHERZANO
Nessuno batterà il capo del governo che ha una decina di ville di rappresentanza e appartamenti disseminati in tutto il mondo, ma non si può dire che i nostri ministri non amino la casa, anzi le “loro case”.
Ne hanno in totale 126, in media 6 a testa.
Secondo i dati di “Sister-Agenzia del territorio”, più precisamente posseggono 348 fabbricati ( 126 i ministri e 222 i sottosegretari) a cui vanno aggiunti 295 appezzamenti di terreno (154 i ministri e 141 i sottosegretari).
Fanno in tutto 643 proprietà immobiliari: evidentemente il mattone sembra coincidere con l’attività politica.
Guida la classifica il ministro Tremonti, proprietario di 14 case e 4 terreni, seguono Raffaele Fitto con 12 case e ben 73 terreni, Ignazio La Russa con 10 case e 1 terreno, Calderoli con 9 case e 9 terreni, Urso con 9 case, Brunetta con 8 case e 6 terreni, Rotondi con 8 case, Prestigiacomo con 7 case, Galan con 7 case e 15 terreni, Gelmini con 6 case, Carfagna con 5 case, Fazio con 5 case e15 terreni, Frattini con 4 case, Brambilla con 4 case, Matteoli con 3 case e 4 terreni, Romani con 3 case e 1 terreno, Meloni con 3 case, Alfano con 2 case, Bondi con 2 case, Maroni con 1 casa e 12 terreni, Castelli con 1 casa e 10 terreni, Bossi con 1 casa e 4 terreni, Vega con 1 casa e Vito con 1 casa. Continua »
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Maggio 10th, 2010 Riccardo Fucile
SEQUESTRATI ALTRI ROGITI DAL NOTAIO NAPOLEONE: SI CERCANO
RISCONTRI SU UN’OPERAZIONE, AVVENUTA IL GIORNO DOPO QUELLA DI SCAJOLA, CON ALTRI 52 ASSEGNI DI ANEMONE PER L’ACQUISTO DI UN IMMOBILE…BERTOLASO VERSO L’ADDIO, SI APRE IL FILONE RAI E QUELLO DELL’EDILIZIA CARCERARIA
Ormai negli ambienti di governo si aspetta solo la seconda ondata: dopo Bertolaso, Scajola e Lunardi, viene dato per scontato che dalle carte degli inquirenti stanno emergendo elementi che potrebbero coinvolgere a breve altri esponenti di governo, tre per la precisione.
I nomi sono top secret perchè non risultano ancora indagati dalle procure che stanno lavorando su un flusso informativo senza precedenti, tra testimoni e registrazioni telefoniche.
Viene considerata questione di ore la formalizzazione di un quarto nome vip che avrebbe ricevuto da Anemone una casa.
La Guardia di Finanza, su delega della procura di Perugia, giovedi sera ha eseguito una perquisizione presso lo studio del notaio Gianluca Napoleone, quello che ha redatto l’atto dell’acquisto della casa dell’ex ministro Scajola: i militari hanno sequestrato i rogiti stipulati negli ultimi 10 anni.
Cosa cercano in particolare i magistrati?
Gli atti della transazione con cui Anemone il 7 luglio 2004, il giorno successivo alla consegna degli assegni per 900.000 euro per l’acquisto della casa di Scajola, ha emesso 52 assegni da 10.000 euro, sempre tramite l’arch. Zampolini, per aiutare “qualcuno”, con 520.000 euro, ad acquistare un immobile da tale Maurizio De Carolis.
Chi ne abbia beneficiato non si può dire, almeno finchè i militari non avranno esaminato tutti gli incartamenti.
In pratica anche il 7 luglio 2004, l’arch. Zampolini si è recato presso la filiale della Deutsche Bank dove il giorno prima aveva versato il contante e ottenuto 80 assegni da 12.500 euro intestati alle sorelle Papa.
Stessa prassi del giorno precedente, versamento di 520.000 euro in contanti ed emissione di 52 assegni circolari da 10.000 euroa favoredi un altro proprietario che ha venduto l’appartamento a un Vip. Continua »
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Maggio 8th, 2010 Riccardo Fucile
IN UNA LETTERA A “IL GIORNALE”, IL RESPONSABILE GENOVESE DEL PDL PRIMA POLEMIZZA CON IL VICEPRESIDENTE DEL IV MUNICIPIO, POI SOSTIENE DI AVER FATTO PRESSIONI CON LA DIREZIONE DELLE CASE POPOLARI PER AVERE UNA SEDE “A PREZZO DI FAVORE”…UN BELL’ESEMPIO DI EQUITA’ PER TANTI GENOVESI IN LISTA DI ATTESA
L’argomento lo avevamo trattato nell’articolo che trovate in fondo alla nostra home page. Ieri “il Giornale” ha pubblicato la replica del coordinatore metropolitano del Pdl, Gianfranco Gadolla, in cui si legge la frase “incriminata”. Pubblichiamo a questo proposito il commento della redazione locale di “Valbisagnonews”, operante sul territorio del IV municipio genovese, non certo orientata a sinistra, lasciando a voi ogni valutazione.
Crediamo che Gianfranco Gadolla sia entrato in un tunnel dal quale difficilmente ne uscirà illeso. Le dichiarazioni rilasciate a “il Giornale” avranno sicuramente un seguito e dovrà giustificare i suoi comportamenti al limite della coerenza ma, soprattutto, della legalità .
Doveva essere un botta e risposta se non di poco conto quasi, ma comunque destinato a finire brevemente, invece è scoppiata la bugna!
Stiamo parlando della lettera scritta e inviata ai giornali da Domenico Morabito (vice presidente del consiglio del IV Municipio) in merito alle dichiarazioni di Gianfranco Gadolla sul fatto che Morabito qualche giorno fa abbia votato a favore del centro sinistra, un documento che lo stesso, “per il bene della vallata” — ha dichiarato – reputava giusto, ma che per i suoi colleghi d’opposizione, in quanto appunto d’opposizione e quindi “bastian contrari”, da votare contro e quindi da bocciare.
Ebbene, alla risposta di Morabito, che non sta certo a noi commentare, puntuale è arrivata la contro replica del coordinatore metropolitano del Pdl che, oltre ad avere lasciato sgomento e senza parole lo scrivente e tutta la redazione, ha toccato nel profondo del cuore e della dignità tutti coloro che non hanno una casa o uno straccio di lavoro.
Ecco la frase incriminata: “I locali della sede di An di via Sertoli, sono stati concessi al «Circolo la mia terra» solo ed unicamente per l’interessamento e la caparbietà , con le quali ho insistito presso Arte (Azienda regionale territoriale per l’Edilizia) affinchè venisse concesso, a prezzo di tutto favore”. Continua »
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Maggio 5th, 2010 Riccardo Fucile
NON SOLO 900.000 EURO IN ASSEGNI: IL 16 SETTEMBRE 2004 VIENE DEPOSITATA UNA DENUNCIA INIZIO ATTIVITA’ IN COMUNE PER LA RISTRUTTURAZIONE DELL’APPARTAMENTO… DIRETTORE DEI LAVORI E’ ZAMPOLINI, LA DITTA E’ LA A.M.P. DEL FRATELLO DI ANEMONE: PACCHETTO COMPLETO
Di fronte alle contestazioni giornalistiche, ai documenti e alle testimonianze emerse, il
ministro dimissionario Claudio Scajola aveva sempre sostenuto di conoscere vagamente l’imprenditore Anemone, giusto in quanto in passato “aveva effettuato dei lavori per la messa in sicurezza dell’alloggio di servizio” quando era ministro degli Interni, poi l’avrebbe perso di vista.
Quanto all’architetto Zampolini, braccio destro di Anemone e riciclatore dei 900.000 euro, Scajola sostiene di “ricordare poco di lui: era la persona cui si era rivolto Balducci per aiutarmi a cercare casa a Roma”.
Oggi emerge un nuovo documento che smentisce il ministro: è datato 16 settembre 2004 e si chiama Dia, ovvero “Denuncia di inizio attività “, depositato in Comune a Roma, in cui si informa l’amministrazione che è stata avviata la ristrutturazione dei 9 vani e mezzo catastali appena acquistati da Scajola.
Tale Dia certifica che “progettista e direttore dei lavori” è l’arch. Angelo Zampolini e che l’impresa esecutrice è la A.M.P. srl di Roma, di cui è proprietario Daniele Anemome, fratello di Diego, il costruttore che ha messo a disposizione la somma di 900.000 euro per lacquisto dell’appartamento di Scajola.
In pratica un pacchetto completo, comprensivo di ricerca, acquisto e ristrutturazione dell’alloggio.
L’arch. Zampolini ricorda di aver messo il nome come progettista per “pro-forma”, senza aver percepito un soldo da nessuno.
In cosa consistevano i lavori di ristrutturazione? Continua »
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