Dicembre 12th, 2010 Riccardo Fucile
PENSIERI IMMAGINARI, MA NON TROPPO, DI UN DEPUTATO PRONTO A SALVARE LA PATRIA, IL GOVERNO E SOPRATTUTTO LA POLTRONA, CAMBIANDO SPONDA E GUADAGNANDOCI QUALCOSA
Cara mamma, cara moglie mia carissima, cari figli miei adorati, vi scrivo dal fronte dei
peones parlamentari in questa trincea fatta di odio, diffidenze reciproche, sospetti e rancori.
Quando leggerete questa mia lettera io sarò già stato linciato dai giornali come un venduto, ma voi non credete a quello che scrivono.
Sono vittima di un atto di squadrismo politico, mi vogliono intimidire, ma state certi che non mi farò piegare.
Ma quale voltafaccia. Ho forse mai avuto una faccia io?
Ma quale improvviso cambio di casacca? Quando mai qualcuno di quelli
che ora mi accusano mi ha regalato una casacca?
Manco un paio di mutande, ecco.
E poi si lamentano se uno va con chi gli offre di più.
Voi soli sapete quanto sia importante per maturare la pensione che io finisca il mandato parlamentare.
E a tal proposito vorrei rassicurarvi che sarei disposto a qualunque cosa pur di rimanere seduto su questo scranno dove immeritatamente e inspiegabilmente siedo.
Leggerete che c’è in atto un indecente mercato delle vacche, ma io vedo molti altri animali in giro, specialmente lupi, maiali, squali, iene, falchi e avvoltoi. Leggerete di un mercimonio di voti, di un suk, ma voi rispondete a chi insulta la nostra famiglia che il vostro valoroso soldato è impegnato in un’operazione di ricollocamento e di persuasione politica.
Per darmi un tono penso che aderirò a questo nuova componente “Movimento di responsabilità ”.
Non chiedetemi cosa voglia dire e neppure cosa sia una “componente”.
Non lo so, probabilmente non vuol dire niente, ma l’importante per noi peones della trincea è alzare la posta.
Dal fronte berlusconiano lanciano slogan per me incomprensibili. “Difendi il tuo voto, sostieni il tuo governo”, dicono.
Bah? Io sostengo qualsiasi governo, basta che garantiscano di ricandidarmi. (Che dite me lo faccio mettere per scritto? Cara moglie, vai da Peppuccio, quello che era in classe mia alle medie e che ora fa il notaio in città e chiedigli se basta una scrittura privata o siamo più tutelati se facciamo un contratto registrato davanti a lui).
Leggerete che il vostro caro è un traditore: ma chi potrei mai tradire, io che non ho mai creduto in niente e in nessuno?
Io che ho fatto politica perchè non sapevo che altro fare?
Io che non ho nè arte nè parte?
Voi soli sapete che non mi frega niente di tutte queste vuote parole con cui ci riempiamo la bocca in Parlamento.
Moralisti del cavolo, ecchè uno adesso fa politica per gli ideali?
Voi sapete che tutto questo lo faccio non certo per un alto senso dello Stato, ma per Voi.
Quando dicono che la soglia ormai è stata oltrepassata, ancora una volta sbagliano.
PS. Moglie mia carissima, mandami codice fiscale e Iban perchè ti ho trovato un lavoretto. Voi soli sapete quante rate mancano ancora per estinguere il nostro mutuo e finalmente poter oltrepassare la soglia vera, quella della nostra adorata casetta al mare.
E poi rassicurate anche Don Paolo, che questi insulti, questo linciaggio pubblico, io li patisco anche per lui.
Ancora una volta la Chiesa ci ha dato la sua benedizione e se il cardinal Bertone in persona ha stretto nel suo abbraccio Berlusconi, è un caro messaggio per la remissione dei peccati di tutti noi. Un messaggio natalizio che non possiamo ignorare.
Il Vostro ….
à‰ una consulenza che potrai svolgere senza impegno anche da casa e ci daranno 100mila euro l’anno.
Incredibile vero? Eppure pare che io non sia l’unico.
Se tu potessi venire a Roma nei prossimi giorni sarebbe cosa utile.
Porta anche i ragazzi e la mamma, che forse si riesce a raccattare qualcosa anche per loro.
Caterina Soffici
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Dicembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
E’ UN DOVERE CIVICO, PERCHE’ IL PAESE HA BISOGNO DI ENTRARE NEL FUTURO
Nessuna trattativa con Silvio Berlusconi. 
Sto scrivendo queste poche righe di getto, con l’impeto di chi ha la memoria che corre a questi ultimi mesi di polemiche politiche.
Nessuna trattativa con chi, un bel giorno, ha deciso di cacciare il cofondatore di un partito che doveva essere liberale ed è diventato totalitario.
Nessuna trattativa con chi ha sguinzagliato i suoi “bravi” a mezzo stampa per massacrare mediaticamente l’avversario.
Con chi ha trasformato il dibattito politico in un’ordalia medievale.
Nessuna trattativa con chi è convinto che le istituzioni siano un affare privato. E che un partito possa essere proprietà privata.
Nessuna trattativa che chi crede che la democrazia sia qualcosa che si possa manovrare a piacimento.
Con chi pretende solo sudditanza e obbedienza.
Con chi paga invece di convincere.
Nessuna trattativa con chi ha trasformato l’Italia in uno zimbello mondiale. Nessuna trattativa con chi dice che “Putin è un dono di Dio” e trasforma il suo paese nel parco giochi di Gheddafi.
Nessuna trattativa con chi pensa che la politica sia un jingle pubblicitario. Nessuna trattativa con chi ha distrutto la speranza di una destra moderna, laica ed europea.
Nessuna trattativa con che si atteggia a salvatore della patria e invece ha tradito il sogno degli italiani nel riscatto nazionale.
Nessuna trattativa con chi cerca di comprare il consenso.
Con chi usa i suoi manganelli mediatici per sbattere il traditore in prima pagina.
Nessuna trattativa con chi ha detto che Eluana Englaro poteva avere ancora figli.
Con chi va in giro a fare le corna e il dito medio, o a dire barzellette con bestemmia finale.
Con chi pensa ancora che esistano i comunisti.
Con chi pensa che un mafioso possa essere un eroe.
Nessuna trattativa con chi ha attaccato Roberto Saviano.
Nessuna trattativa con s’inventa di avere il consenso della maggioranza degli italiani.
Nessuna trattativa con Silvio Berlusconi.
Nessuna trattativa. È un dovere civico. E patriottico.
Perchè l’Italia ha bisogno di altro.
Ha bisogno di fare finalmente un passo avanti.
Ed entrare nel futuro.
Filippo Rossi
Farefuturoweb
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Dicembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
L’INTERVISTA DI LUCA TELESE AL “FALCO” FINIANO: “NON E’ QUESTA L’IDEA DELLA DESTRA PER CUI LA GENTE HA VOTATO”…”SE NON LO AVESSE FATTO DI PIETRO, LUNEDI SAREI ANDATO IO IN PROCURA”… “METTONO IN GIRO FALSE NOTIZIE: MA I FUTURISTI SARANNO COMPATTI”
Intervisti Fabio Granata in una di queste interminabili giornate di crisi in cui la Camera sarebbe teoricamente chiusa, e in cui invece, il tam tam sulla battaglia parlamentare del 14 continua a tambureggiare per tutta la sera come un bollettino di guerra.
L’ultima notizia, a tarda sera, la regala uno dei transfughi che ha cambiato idea, l’onorevole Catone (una vita da politicone democristiano), che rivela: c’è una lettera in cui nove deputati di Futuro e libertà chiedono a Fini la libertà di coscienza, per non votare la sfiducia in cambio di un reincarico a Berlusconi (senza dimissioni).
Sofismi da tattica parlamentare a parte, sarebbe l’immagine di uno schieramento in rotta, dopo il grave colpo dei deputati dipietristi e del Pd passati nel limbo del possibile appoggio. E invece il deputato di Futuro e libertà non ci sta: “Sono tutte balle”.
Onorevole Granata, ne è davvero convinto?
Sì. Stanno facendo contro-informazione. Provano a confondere le acque. Otterranno l’effetto contrario.
Lei è ottimista.
È una presa di coscienza che sta avvenendo prima di tutto nella coscienza di tantissimi elettori di centrodestra, schifati dallo spettacolo osceno di questo crepuscolo berlusconiano.Si avverte, dentro e fuori da Montecitorio, il tono della cupio dissolvi. Il mercato delle vacche non lo aiuta.
E Catone?
Era con noi da pochissimo tempo. Ed è uno che viene da una cultura politica del tutto diversa.
È millantato credito, guerra psicologica.
Io credo alle facce dei miei colleghi.
Ma la storia della libertà di coscienza è vera?
No. E per spiegarglielo le racconto la nostra bellissima riunione di ieri. Abbiamo parlato tutti. E tutti, serenamente, eravamo d’accordo. A parte Moffa, la cui cristallina moralità impedisce qualsiasi dubbio e sospetto.
Ma allora perchè Catone lo dice?
Un’operazione di disturbo che mira a intorbidire le acque. Lo hanno contattato, ha meno anticorpi degli altri.
Non avete regalato troppo tempo a Berlusconi? C’è stata qualche ingenuità ?
Più d’una. Io, se devo dirla tutta, penso che sia stato un errore, anche se commesso in ottima fede, quello di sperare, da parte nostra, che Berlusconi potesse avere un gesto di responsabilità . È impossibile e ormai è chiaro.
C’è stato calciomercato, secondo lei?
(Ride). Secondo me? Rubo ai miei studi giovanili una formula: quella dei gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza.
Un termine da tribunale.
E infatti io sono convinto che sia stata giusta la denuncia di Di Pietro. Sarei andato io stesso dai magistrati, lunedì , a fare la stessa cosa.
E con quali prove?
Io credo che la conferenza stampa dei tre porcellini che si stanno farsescamente avvicinando alla fiducia — Calearo, Scilipoti e Cesario — sia una delle immagini più volgari di questa crisi. La prova che si è toccato il fondo. Quanto al secondo dipietrista… Razzi… La sua intervista in cui dice che voterà contro Berlusconi e che è stato avvicinato con la proposta di pagargli il mutuo, dopo questo voltafaccia repentino e inspiegabile, diventa un elemento di prova.
Ora Razzi dice che scherzava… Non ci crede?
Altro che scherzo. Stiamo vivendo un reality della compravendita.
Diversi politici che detestano il mercato delle vacche non amano che si metta di mezzo la magistratura.
Le dirò esattamente il contrario. Il fatto che sia stato aperto un fascicolo, probabilmente avrà una funzione deterrente. Quando ci sono di mezzo i reati la gente cerca di stare attenta, perchè sa che alla fine il conto si paga.
La Santanchè oggi gridava un bollettino di guerra trionfante. Siete stati ingenui?
Noi possiamo offrire solo l’adesione a un percorso politico. Loro possono offrire personali di cui noi non disponiamo e non vogliamo disporre. È una sfida impari, che siamo orgogliosi di combattere.
Parole dure, onorevole Granata.
Parole chiare. La direzione in cui portano tutti questi gesti di cui siamo testimoni è una sola.
Quale?
Quella della corruzione. A meno che qualche anima bella non voglia credere alla balla che ci sono state conversioni miracolose sulla via di Damasco e improvvise e travagliate crisi di coscienza. Parliamo di colleghi che un giorno firmano il documento contro Berlusconi e il giorno dopo si rimangiano la fiducia.
Cosa dice agli elettori che incontra, da stasera?
Non è questa l’idea della destra per cui la gente ha votato.
Luca Telese
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Dicembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
L’INDEGNO MERCATO DEI VOTI, INDAGA LA PROCURA
Solo nel tragicomico fumetto di Berluscopoli la doverosa e persino tardiva apertura di
un’inchiesta sullo scandalo del mercato dei voti può diventare “un’ingerenza gravissima della magistratura” sull’autonomia delle Camere. Solo nella grottesca manipolazione semantica dei fatti, quotidianamente praticata dai “volonterosi carnefici” del Cavaliere, il patto scellerato tra un parlamentare dell’Idv e tre “colleghi” del Pdl (che gli offrono di passare nelle file della maggioranza in cambio dell’estinzione del suo mutuo per la casa) può diventare esercizio di “una libera dialettica parlamentare”.
A tanto ci ha ridotto, il collasso dell’etica pubblica di questi anni.
Siamo ai “saldi di fine legislatura”.
Gli operosi apparatciki del presidente del Consiglio, per consentirgli di raggiungere la fatidica “quota 316” nella conta sulla fiducia di martedì prossimo a Montecitorio, offrono alle anime perse dell’altra sponda non più solo incarichi ministeriali e poltrone di sottogoverno, ma addirittura denaro sonante.
Questo, oggi, è l’ulteriore “salto di qualità ” nell’indecente compravendita in corso tra i deputati: i soldi.
Questo, oggi, dichiarano senza pudore pseudo dipietristi come Antonio Razzi e finti democratici come Massimo Calearo.
Il primo, in un’intervista radiofonica su Radio 24 al programma “La zanzara” del 16 settembre: “Sono stato avvicinato da cinque, tre del Pdl. Le offerte più concrete che mi hanno fatto sono state la ricandidatura e la rielezione sicura, ma questa volta in un collegio italiano. Ho comprato casa a Pescara, devo pagare ancora un mutuo da 150 mila euro. Io gli ho detto che avevo questo mutuo e loro: “Ma che problema c’è? Lo estinguiamo”…”.
Il secondo, in un’intervista al “Riformista” di martedì scorso: “Dai 350mila al mezzo milione di euro. E pensi che la quotazione, nei prossimi giorni, può ancora salire. Soprattutto al Senato. I prezzi, quelli per convincere un indeciso a votare la fiducia al governo, per adesso sono questi… Io sono un caso a parte… Sa cosa mi ha detto Berlusconi, quando ci siamo incontrati di recente: “Calearo, io non ho nulla da offrirle perchè lei, come me, vive del suo”…”.
Cos’altro sembra di scorgere, in tutto questo, se non un tentativo di corruzione (secondo l’articolo 319 del codice penale) che non ha nulla da spartire con il diritto del parlamentare di esercitare la propria funzione “senza vincolo di mandato” (secondo l’articolo 67 della Costituzione)?
E di fronte a queste parole, che pesano come pietre e contengono a tutti gli effetti una possibile “notitia criminis”, cos’altro deve fare una procura della Repubblica, se non aprire un’inchiesta e verificare la fondatezza delle gravissime dichiarazioni rese da questi deputati?
Questo è lo scandalo.
Un Parlamento, tempio sacro della democrazia rappresentativa, trasformato in un hard discount, luogo profano della politica mercificata.
Così si compie il capolavoro berlusconiano: prima la personalizzazione, poi l'”aziendalizzazione” della politica, che si riduce a una variante del marketing mentre le Camere si sviliscono in una “fabbrica” di voti. In questo orizzonte, tecnicamente a-morale e puramente economicista, tutto si può vendere e comprare.
Una candidatura o un mutuo, una fiducia o una sfiducia.
Perchè nella logica del tycoon della televisione commerciale tutti gli uomini hanno un prezzo. Si tratta solo di individuare quello giusto, e al momento giusto.
Eppure, per i Cicchitto e i Verdini, i Bondi e gli Alfano, non è questo lo scandalo. Questa è, appunto, la “libera dialettica parlamentare”.
Questa è, appunto, la politica fatta di “sangue e merda”, per usare una vecchia formula cara a Rino Formica ai tempi della Prima Repubblica.
Non è la compravendita, che indigna questo centrodestra trasformato in appendice del cda Mediaset.
Perchè secondo le guardie azzurre del Cavaliere o non è vera: e dunque non c’è nulla da cercare tra le bancarelle del suk di Montecitorio.
O si è sempre fatta, anche ai tempi del governo Prodi: e dunque “todos caballeros”, tutti colpevoli, nessun colpevole, come da requisitoria parlamentare di Bettino Craxi all’epoca di Tangentopoli.
Il vero scandalo, per le truppe del Popolo della Libertà che si preparano alla battaglia di martedì prossimo, è ancora una volta la magistratura che indaga. Le toghe che turbano il “normale confronto” del Parlamento, alla vigilia di un voto decisivo per il futuro del governo.
Anche questa, dunque, sarebbe giustizia a orologeria.
Ci vuole una certa impudenza, per sostenere una tesi del genere.
Proprio nel giorno in cui la Consulta annuncia il rinvio a gennaio della sentenza sulla costituzionalità del legittimo impedimento.
La verità è che questa penosa Votopoli è l’altra faccia, l’ultima, di un potere sempre più debole e disperato, e per questo sempre più temerario e velleitario.
“Ora inizia il calciomercato…”, dice Gianfranco Fini, commettendo un errore di metodo (perchè è il presidente della Camera, e se sa qualcosa deve denunciarlo ai pm) e di merito (perchè le trattative sono cominciate da un pezzo, e semmai il calciomercato sta per finire).
Tuttavia non sappiamo quanto abbia inciso la campagna acquisti del Cavaliere, proprio nelle file dei futuristi, molti dei quali si professano malpancisti.
Non sappiamo quanto peseranno martedì prossimo gli anatemi del premier contro gli eventuali “traditori”, che saranno “fuori per sempre dal centrodestra”.
Può anche darsi che l’aritmetica salvi il presidente del Consiglio.
Ma se anche fosse, la politica lo ha già condannato.
Non si governa un Paese instabile come l’Italia, con un paio di voti di maggioranza.
Per quanto ben remunerati, restano comunque voti a perdere.
Massimo Giannini
(da “la Repubblica“)
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Dicembre 10th, 2010 Riccardo Fucile
LO SFOGO DI PETRANGELO BUTTAFUOCO, GIORNALISTA E SCRITTORE, UNA VITA A DESTRA… “HANNO CERCATO DI FARSI DEMOCRISTIANI A SUON DI CLIENTELE, PER CHI E’ NATO NEL MIO MONDO NON CI SONO GIUSTIFICAZIONI”….”NON ESISTE PIU’ UN’AREA CULTURALE DI RIFERIMENTO”
Il più arrabbiato per la parentopoli del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è uno che nella efficacia della destra sociale al potere ci aveva davvero creduto, prima di vedere come è stata gestita la Capitale in questi due anni e mezzo: Pietrangelo Buttafuoco, scrittore e giornalista di Panorama, cresciuto da irregolare tra le file del Movimento sociale e il Secolo d’Italia. “Sono deluso come uno che scopre violenze terrificanti dentro casa sua e si chiede: e io, povero fesso?
Buttafuoco, i numeri sono da ufficio di collocamento: 854 assunti all’Atac e 1400 all’Ama da quando Alemanno ha vinto le elezioni.
E’ tipico della sua cultura che ha radici settarie. E’ la vergogna dell’Alemannismo, anzi la vergognissima.
Si aspettava qualcosa di diverso?
Hanno cercato di farsi democristiani a suon di clientele familistiche. Non ci sono giustificazioni, a maggior ragione per chi è cresciuto in questo mondo. Chissà come starà soffrendo Pino Rauti.
Anche quella destra, quindi, al potere si è comportata come tutti gli altri.
Eppure erano quelli che mordevano la realtà , che andavano sui marciapiedi, ma per altre storie.
Come reagisce, secondo lei, la base elettorale di Alemanno a questa politica delle clientele?
Non esiste più un’area culturale di riferimento. Gli attivisti del Movimento sociale non votano più per nessuno.
Neanche lei?
No.
Ma che destra era quella da cui viene Alemanno?
La destra sociale non c’ entra col conservatorismo nè col moderatismo: è una dottrina politica che nasce nel solco del Novecento e che ha avuto una sua ragione d’essere nella militanza in favore del popolo e delle sue priorità . Fondata sull’emancipazione, la tutela dei lavoratori e l’idea di dare un futuro a chi aveva difficoltà a ritagliarsi uno spazio nella società italiana.
Un bel cambiamento rispetto alla parentopoli di oggi?
Già . Non è certamente il Movimento sociale di Beppe Niccolai, nè quello di Giorgio Almirante e tantomeno di Pino Rauti.
Hanno piazzato figli, nipoti, mogli e persino una ex cubista nelle municipalizzate.
Tipico. Si sono ritrovati fra le mani un giocattolo che è diventata l’arma con cui si stanno massacrando.
Colpa dell’influenza berlusconiana del bunga bunga?
No, assolutamente. Si fanno del male da soli.
Qual’è la differenza tra Alemanno e l’altro uomo di destra che ha guidato il Lazio, Francesco Storace?
Storace non aveva la tribù, è più simpatico, più ruspante. Alemanno si è infighettito parecchio e i suoi uomini sono sempre stati settari…Chissà ora quanti anatemi mi lanceranno.
Qual’è stato l’errore più grande di Alemanno?
Il sindaco di Roma deve fare il sindaco di Roma. Invece che fa? Politica: costruisce il suo gruppo, piazza i suoi uomini, coltiva il suo giardino di consensi. Avrebbe dovuto occuparsi delle strade, delle buche, del traffico.
Chiudere le buche porta più consensi di qualche centinaio di assunzioni?
Certo! Ma Gianni si ubriaca facilmente: E’ bastato che gli arrivasse all’orecchio che forse il Cavaliere voleva lui come erede. O che i delusi di Fini intasassero i centralini del municipio urlando “Gianni aiutaci tu”. E la fine risulta imbarazzante. E’ diventato un interventista politico, politichese e politicuzzo.
Cadono già le prime teste, come quella del capo-scorta di Alemanno, Giancarlo Marinelli.
Marinelli è stato un vero signore ad andarsene. Ma sono altri che si devono
dimettere.
Cioè Alemanno?
Certo. Marinelli gli ha dato una bella lezione. Ma io, che amo molto i retroscena, sono convinto che dietro questa operazione si debba temere
un’aggressione più dall’interno che dall’esterno.
Complottista.
No, hanno fatto tutto da soli. Ma c’è chi è pronto ad approfittarne.
Facciamo i nomi.
L’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Aspetta in un angolo, con l’acquolina in bocca, immaginandosi già la campagna elettorale come prossimo sindaco di Roma. Ho notato strane mobilitazioni. E’ nell’ aria: non può stare con le mani in mano.
E chi lo dice?
Se ne parla negli ambienti di città , dove ci si annusa, ci si cerca, ci si dà appuntamento: dove si decidono le cose più concrete.
Quindi Alemanno è considerato spacciato?
Ha preso una brutta botta.
Beatrice Borromeo
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Dicembre 10th, 2010 Riccardo Fucile
INVITATO DA UN’ASSOCIAZIONE NELLA SUA VESTE ISTITUZIONALE PER PRESENTARE LA “CARTA DI PRINCIPI EDUCATIVI”, IL PDL LOCALE NON TROVA DI MEGLIO CHE CRIMINALIZZARE IL PRESIDENTE DI “JANUA” CHE E’ ANCHE NEL DIRETTIVO LOCALE DEL PARTITO DELL’AMORE… ORA E’ UN “TRADITORE” ANCHE LUI E VOGLIONO DEFENESTRARLO… LA REPLICA: “INVITO CHI MI PARE”
Qualcuno ricorderà il detto “la madre degli imbecilli è sempre incinta”: a Genova, il partito dell’amore deve averlo sempre ben presente e non ha perso occasione di darne plastica dimostrazione.
Accade che domani, sabato 11 dicembre, alle ore 15.30, a palazzo Ducale, nella Sala del Maggior Consiglio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sia l’ospite d’onore del convegno “Il futuro e i giovani: la sfida delle associazioni, dei cittadini e delle famiglie”.
La finalità è etica, la predisposizione della “Carta dei principi educativi fondamentali”.
Presidente dell’associazione giovanile Janua, organizzatrice dell’evento, insieme a Gianni Testino, primario del servizio di alcologia del San Martino, è Luca Marchesi, già segretario dei giovani del Pdl e attualmente nel direttivo cittadino.
E questo è stato sufficiente perchè nel partito dell’amore si scatenasse l’inferno: telefonate infuocate tra l’establishment genovese e il giovane “traditore”, fino alle minacce di espulsione.
“Sono un privato cittadino che fa parte del direttivo di un partito politico e sono anche presidente di un’associazione culturale. Vista la natura dell’evento pensavo a una reazione diversa” si è difeso Marchesi.
“Loro possono pensare quello che gli pare, io penso ai contenuti della mia manifestazione” ha chiosato.
Neanche a farlo apposta, nella stessa location, vi sarà pure una staffetta: il mattino infatti ci sarà la riunione dei sopravvissuti del Pdl ligure, mobilitati con 15 pullman, a “sostegno del governo Berlusconi”contro il “traditore Fini”.
Finita la manifestazione dei vecchietti in gita, toccherà alla conferenza che “non ha nulla di politico, semmai ha finalità sociali”, come precisa il “neo-traditore” Marchesi.
Ma al coordinatore locale del Pdl non va giù: “Non posso impedire a nessuno di invitare la terza carica dello Stato (ma va, davvero?…), ma Fini, come sempre, si toglierà il cappello istituzionale per essere uomo di parte”.
Detto da uno che a Fini deve politicamente varie legislature tra Camera e Senato, devoto esecutore degli imput di Gianfri, uomo di parte da una vita, la frase fa sorridere chi lo conosce bene.
In fondo è anche giusto che il partito dell’amore abbia come mezzo espressivo quello di raccontare divertenti barzellette.
Il problema spesso è che l’umorismo è involontario.
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Dicembre 9th, 2010 Riccardo Fucile
COINVOLTA ANCHE L’AZIENDA RIFIUTI, VIA IL CAPOSCORTA DI ALEMANNO… ALL’ATAC CHIAMATE 850 PERSONE, CIRCA 1.000 GLI ARRUOLATI ALL’AMA… APERTO FASCICOLO DA PARTE DELLA PROCURA E DELLA CORTE DEI CONTI
Non bastava la bufera esplosa sulla Parentopoli in Atac, la società del trasporto pubblico romano che dopo l’elezione di Gianni Alemanno in Campidoglio ha imbarcato più di 850 persone, tutte per chiamata diretta e legate da rapporti familiari o politici ad esponenti del centrodestra locale, dirigenti aziendali e sindacalisti.
Ora, per il sindaco della capitale si apre un nuovo fronte: il reclutamento di un migliaio di nuovi dipendenti (sui 7mila totali) in un’altra ex municipalizzata, l’Ama, che si occupa di raccogliere e smaltire i rifiuti della città .
Dove, partire dal 2008, sono stati assunti, tra gli altri, il genero dell’ad Franco Panzironi, braccio operativo della Fondazione alemanniana Nuova Italia; la figlia del caposcorta del sindaco, Giorgio Marinelli, il quale aveva già provveduto a piazzare il primogenito in Atac; la compagna dell’ex capogruppo pdl in Campidoglio, ora traslocato a La Destra, Dario Rossin; oltre alla solita pletora di mogli, cognati e cugini di vari pidiellini di secondo piano, ma assai utili in campagna elettorale.
La prova provata di come l’occupazione clientelare delle società controllate dal Comune sia ormai diventato un sistema. Ai confini del lecito.
Tant’è che sia la Procura della Repubblica sia la Corte dei Conti hanno aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità sotto il profilo penale e del danno erariale.
Finora l’unico a rimetterci è stato il caposcorta del primo cittadino che si è dimesso dal suo incarico.
Ad annunciarlo, lo stesso inquilino del Campidoglio: «Marinelli non è più il mio caposcorta, è ritornato in polizia», decisione assunta «in via precauzionale per evitare speculazioni sull’accaduto», ha spiegato Alemanno, negando tuttavia ogni suo coinvolgimento.
«Non mi occupo di assunzioni, sull’Ama non mi risultano particolari scandali e poi non mi ricordavo neanche che quell’agente avesse una figlia», ha tagliato corto.
E pazienza che l’azienda dei rifiuti abbia sostanzialmente confermato il numero dei dipendenti (954) arruolati a partire dal «9 agosto 2008, giorno di insediamento della nuova amministrazione», e ammesso di aver effettuato, «come prevede la normativa vigente», delle semplici selezioni affidate ad agenzie per l’impiego pubbliche e private.
Per il sindaco sotto assedio ora è tempo di cambiare: «Bisognerebbe rendere obbligatoria la pratica dei concorsi anche per le municipalizzate, così come si fa al Comune, in modo da superare il problema delle chiamate dirette o dalle selezioni fatte da agenzie interinali», dice ora che dalle sue parti tutto il sistemabile è stato sistemato.
Che triste immagine della destra…
argomento: Alemanno, AN, Comune, Costume, denuncia, destra, emergenza, la casta, PdL, Politica, Roma, Storace | Commenta »
Dicembre 9th, 2010 Riccardo Fucile
SPUTTANATO IL GOVERNO DEL “FARE NULLA”: MANIFESTAZIONI DELLE FORZE DELL’ORDINE IN TUTTE LE CITTA’ D’ITALIA… SONO PRESENTI TUTTE LE SIGLE SINDACALI, IN PRIMIS QUELLE DI DESTRA: HANNO ADERITO ANCHE VIGILI DEL FUOCO E GUARDIE FORESTALI… UN CENTINAIO DI AGENTI SONO SOTTO VILLA SAN MARTINO
Un centinaio di agenti della Polizia di Stato, fra poliziotti, vigili del fuoco e guardia
forestale, sta dando vita a una manifestazione ad Arcore.
I poliziotti, appartenenti a tutte le principali sigle sindacali, stanno protestando davanti a Villa San Martino, residenza del premier Silvio Berlusconi.
Il presidio è stato deciso a livello unitario per protestare contro i tagli al bilancio delle forze dell’ordine.
Analoghe manifestazioni sono in corso in tutto il territorio nazionale, a Roma all’esterno del Senato e con volantinaggi davanti le prefetture.
E per il 13 dicembre i sindacati hanno indetto una manifestazione nazionale a Roma, in piazza Montecitorio.
In particolare, le 22 sigle sindacali di settore radunatesi ad Arcore rivendicano la necessità di fondi e denunciano la scure dei tagli alla sicurezza che dal 2008 si sta abbattendo sulle forze di polizia.
“Nelle ultime finanziarie i tagli sono stati di oltre due miliardi di euro e siamo al collasso. Oltre alla mancanza di personale dobbiamo anche fare i conti con il blocco degli stipendi. Vuol dire che se sono necessari straordinari per far fronte alla mancanza di personale, questi non vengono pagati”.
“Manifestiamo contro lo smantellamento della sicurezza. Il governo dà un’ulteriore colpo alla sicurezza e di fatto ora abbiamo serie problematiche legate al controllo del territorio. Solo in Lombardia, ad esempio, c’è un ammanco di 1.300 persone, -40% per la Stradale, -45% alla Polfer, -80% alla Postale.
Anche per il parco mezzi la situazione grave, da tempo non viene rinnovato, le auto spesso non sono in condizione con il risultato che i pattugliamenti vengono svolti a piedi. La situazione è allarmante”.
I presidi in tutta Italia precedono la manifestazione unitaria indetta per il 13 dicembre, il giorno prima della fiducia, in piazza Montecitorio alla quale aderiscono Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-polizia, Coisp, Sappe, Sinappe, Uil-Penitenziari, Fns-Cisl, Fp-Cgil, Ugl-Polizia penitenziaria, Sapaf, Ugl-federazione nazionale corpo forestale dello Stato, Fns-Cisl, Fp-Cgil, Conapo, Confsal, Fp Cgil Vvf, Fns-Cisl, Ugl-vvf, Uil-Pa.
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Dicembre 8th, 2010 Riccardo Fucile
CON LA SPAGNA, SIAMO IL PAESE A PIU’ ALTO TASSO DI INSOLVENZE… LE BANCHE HANNO STRETTO LA BORSA E AUMENTATO GLI INTERESSI… DOV’E’ FINITO IL PIANO CASA, INDICATO NEL PROGRAMMA ELETTORALE DEL CENTRODESTRA, CHE DOVEVA GARANTIRE LA COSTRUZIONE DI MIGLIAIA DI CASE A MUTUO AGEVOLATO PER LE GIOVANI COPPIE? CHI SONO I TRADITORI?
Le famiglie italiane sono tradizionalmente «formiche» e spaventate dal debito, tuttavia quelle che decidono di fare un mutuo (il 13,1% sul totale) circa una volta su venti non lo rimborsano secondo la scadenza.
Quasi il 5% delle famiglie sottoscrittrici di un mutuo, infatti, si sono rilevate insolventi.
È questo «il valore più alto, insieme a quello della Spagna, tra i sette Paesi europei analizzati» (tra cui Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Olanda e Irlanda).
È quanto emerge da uno studio su «L’incremento dell’uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia» condotto da Silvia Magri e Raffaella Pico della Banca d’Italia, utilizzando i dati dell’indagine Eu-Silc (Community Statistics on Income and Living Conditions) raccolti da Eurostat nel 2007, l’anno di avvio della crisi finanziaria che non è ancora terminata.
«I risultati mettono in luce che in Italia – si legge nella ricerca – vi è un legame tra il tasso di interesse sul mutuo e lo specifico rischio di credito del cliente. Per i mutui concessi dal 2000 al 2007, il differenziale di tasso di interesse fra le classi di famiglie più e meno rischiose è pari a 43 punti base. Inoltre, il ricorso a strategie di prezzo basate sul rischio specifico del debitore sembra essere cresciuto nel tempo».
Insomma, le banche si sono fatte più prudenti, proteggendosi dal rischio insolvenza, non solo selezionando le domande, ma anche attraverso rincari.
Il lavoro quantifica anche il premio per il rischio richiesto dalle aziende di credito nel concedere mutui.
«Per quelli concessi dal 2000 al 2007 a un incremento della probabilità di insolvenza del mutuatario pari a 1 punto percentuale è associato un aumento del tasso di interesse di 21 punti base», si spiega.
Da questi dati, allarmanti non solo per le banche, emerge la drammaticità di una crisi sempre sottaciuta dal parte del governo, anche perchè marciano pari passo con quanti non riescono più a pagare un affitto e vengono sfrattati per morosità e a un notevole aumento dei fallimenti delle aziende.
Ricordiamo che nel programma del governo (cosiddetto di centrodestra) vi erano anche precisi impegni, completamente disattesi, sulla costruzione di migliaia di alloggi popolari per le giovani coppie a prezzi speciali e con mutui garantiti dallo Stato.
Dove sono finite le case per i giovani, cari apolegeti del “ghe pensi mi”?
E poi qualcuno ha ancora il coraggio di accusare altri di “aver tradito” il programma elettorale?
Chi aveva promesso che “nessuno resterà indietro”, salvo poi fottersene nei fatti? Forse gli stessi che difendono i rimborsi spese di Minzolini e le sue suite in hotel di lusso a spese del contribuente, mentre ragazzi e ragazze precari vengono sfruttati a 600 euro al mese e se protestano ricevono calci nel culo?
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