Destra di Popolo.net

NATALE, CROLLO DEI CONSUMI: SPESI 400 MILIONI DI EURO IN MENO

Dicembre 27th, 2011 Riccardo Fucile

I DATI DI FEDERCONSUMATORI: – 18% ABBIGLIAMENTO E CALZATURE, – 24% ARREDAMENTO ED ELETTRODOMESTICI, – 7% PROFUMERIA. — 8% TURISMO… RISPETTO A UN ANNO FA IN CALO ANCHE GIOCATTOLI (-3%) E ALIMENTARI (- 1,5%)

La crisi morde anche il Natale. Era prevedibile, ma è ancor più impietosa la fotografia che i giorni di   festa scattano allo stato di salute dell’economia italiana.
In un periodo tradizionalmente di forti consumi in ogni settore, per viaggi, spostamenti, corsa al regalo, feste e cenoni vari, in Italia è stata registrata un’evidente contrazione rispetto allo scorso anno: spesi 400 milioni di euro meno delle previsioni.
Questo, secondo i dati analizzati dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori (Onf) sui consumi relativi alle festività  natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia, sia nelle piccole che nelle grandi città .
In base allo studio di Federconsumatori, la spesa totale per il Natale si è attestata a 4 miliardi di euro, rispetto ai 4,4 stimati.
La spesa media a famiglia è stata di 166 euro, al di sotto di previsioni che già  erano negative. Analizzando l’impatto della contrazione sui diversi settori, si scopre che l’unico a registrare un seppur lieve incremento è quello dell’elettronica di consumo, mentre le promozioni permettono all’editoria di reggere l’urto mantenendo livelli stabili.
Per tutto il resto, persino alimenti e giocattoli, è un Natale nel segno del meno.
Entrando nel dettaglio, crollano abbigliamento e calzature (-18%), mobili, arredamento ed elettrodomestici (-24%).
Pesante il passivo per profumeria e cura della persona (-7%).
Note dolenti anche per i viaggi: meno partenze e turismo che accusa un grave -8%.
Sotto l’albero, meno regali per i più piccoli: le vendite di giocattoli hanno fatto registrare -3%. E cenoni meno ricchi, con una contrazione nei consumi di prodotto alimentari del -1,5%.
Come si diceva, l’unico settore in positivo è quello dell’elettronica di consumo: un +1% frutto, secondo lo studio di Federconsumatori, del passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone.
“E’ chiaro – hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – che da tutto ciò deriva l’urgente necessità  di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1129 euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi” .

argomento: carovita, denuncia, economia | Commenta »

INPS, CROLLANO LE NUOVE PENSIONI: OLTRE 94.000 IN MENO RISPETTO A UN ANNO FA

Dicembre 27th, 2011 Riccardo Fucile

QUELLE LIQUIDATE NEL 2011 SONO STATE 224.856…. IL CALO HA RIGUARDATO SIA I LAVORATORI DIPENDENTI (-29,6%), SIA GLI AUTONOMI…. L’EFFETTO DELLE FINESTRE E L’INASPRIMENTO DEI REQUISITI PER L’ACCESSO ALLE PENSIONI DI ANZIANITA’

Le nuove pensioni liquidate nel 2011 sono in calo: nei primi 11 mesi dell’anno — secondo gli ultimi dati Inps — le pensioni di vecchiaia e anzianità  liquidate sono state 224.856, oltre 94.000 in meno rispetto allo stesso periodo 2010.
Il dato è stato possibile soprattutto grazie all’effetto finestre.
Il calo più consistente si è registrato per le nuove pensioni di vecchiaia (età  anagrafica di 65 anni per gli uomini e di 60 le donne secondo le regole vigenti fino al 2011, anni però che sono diventati 66 e 61 con l’introduzione della finestra mobile).
Sulla diminuzione hanno inciso soprattutto le nuove regole scattate nel 2011 sulla finestra mobile (12 mesi di attesa una volta raggiunti i requisiti per la pensione, 18 mesi per gli autonomi) e sull’inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità  (almeno 60 anni di età  con quota 96 tra età  e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010, mentre sono rimasti stabili i 40 anni di contributi a qualsiasi età ).
Nel 2011 quindi sono riusciti a uscire solo coloro che avevano già  raggiunto i requisiti nel 2010, perchè per chi li ha raggiunti quest’anno è scattata la finestra mobile che ha rinviato tutti al 2012.
L’andamento è leggibile con chiarezza nei diagrammi dell’Inps, con il blocco quasi totale per le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti da maggio 2011 (su 46.778 pensioni di vecchiaia ai lavoratori dipendenti oltre 39.000 sono state erogate tra gennaio e aprile grazie alle uscite con le vecchie finestre).
Per i dipendenti il crollo delle pensioni di vecchiaia rispetto alle 90.108 accertate nei primi 11 mesi del 2010 è stato del 48%.
Dal prossimo anno scatteranno le regole previste dalla manovra correttiva (addio alle quote per l’anzianità , aumento per l’età  di vecchiaia delle donne, cancellazione della finestra mobile ecc.) ma usciranno ancora con le vecchie regole coloro che hanno maturato i requisiti nel 2011 e sono stati bloccati dalla finestra mobile.
Quindi il lavoratore dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione a giugno 2011 uscirà  a giugno 2012, ancora con la finestra mobile.
Il calo complessivo delle pensioni ha riguardato sia i lavoratori dipendenti (da 191.666 a 134.243, con un -29,6%) sia gli autonomi (da 27.501 a 20.137 per i coltivatori diretti, da 53.416 a 38.107 per gli artigiani, da 46.362 a 32.369 per i commercianti).
Se si guarda solo alle pensioni di anzianità , il calo è stato più consistente per gli autonomi.
Nei primi 11 mesi del 2011, infatti, le nuove pensioni di anzianità  liquidate dal fondo lavoratori dipendenti sono state 87.465, appena il 13,8% in meno rispetto alle 101.558 dei primi 11 mesi del 2010.
Per i trattamenti di anzianità  dei dipendenti si è registrato un aumento di 21.135 assegni rispetto ai 66.330 previsti dall’Inps, unico caso per il quale gli assegni liquidati sono stati superiori a quelli previsti dall’Istituto (nel complesso tra vecchiaia e anzianità  sono stati nei primi 11 mesi del 2011 14.364 in meno rispetto alle attese).
Le riforme della previdenza messe in campo prima del decreto salva-Italia “hanno funzionato, ma abbiamo verificato che prima la transizione era troppo lenta”, ha detto il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua commentando il crollo delle pensioni liquidate nei primi 11 mesi del 2011 (-29,5%). Mastrapasqua ha sottolineato che nei primi 11 mesi del 2011 l’età  media di uscita dal lavoro è stata di 60,2 anni, in calo rispetto ai 60,4 del 2010 e ai 61,1 del 2009.
Il dato è dovuto al crollo delle pensioni di vecchiaia (-39,4%), liquidate ad un’età  più alta di quelle di anzianità  (62,7 anni di età  rispetto ai 58,7 di quelle di anzianità ).
“Negli altri Paesi europei — ha detto il presidente Inps — si esce dal lavoro più tardi e con tassi di sostituzione molto più bassi. A fronte del nostro 80% rispetto all’ultimo stipendio, in Germania chi va in pensione prende in media il 58,4% dell’ultima retribuzione. Ora il sistema è stato messo in sicurezza”.
Nel 2011 il bilancio finanziario di competenza dell’Inps chiuderà , secondo Mastrapasqua, in sostanziale pareggio, mentre le cose potrebbero andare meglio nel 2012 grazie alle novità  del decreto salva-Italia sulle aliquote contributive degli autonomi, sul blocco delle indicizzazioni delle pensioni superiori a tre volte il minimo e sui contributi di solidarietà .
Quanto all’età  di uscita, nel 2012 usciranno coloro che hanno raggiunto i requisiti per la pensione nel 2011 e stanno attendendo i 12 mesi previsti dalla finestra mobile (18 per gli autonomi).
“Oggi più che mai — ha concluso Mastrapasqua — è importante l’educazione previdenziale, perchè una riforma così importante va spiegata a tutti, e su questo siamo impegnati”.

argomento: Costume, economia, governo, Lavoro, Politica, radici e valori | Commenta »

LA CRISI DEGLI AUTONOMI: DAL 2007 HA CHIUSO IL 40% DELLE ATTIVITA’

Dicembre 24th, 2011 Riccardo Fucile

DALLE PARTITE IVA AI NEGOZIANTI, SI AGGRAVA LA CRISI DEI NUOVI ESERCIZI COMMERCIALI TRA SCARSI INCASSI E RECESSIONE

Si sono portati a casa il 5,7% in più tra 2006 e 2008, togliendo l’erosione dei prezzi.
Sono i redditi medi dichiarati da autonomi e professionisti fino al 2008, l’ultimo anno disponibile con i dati completi – categoria per categoria – del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.
E sono, va precisato, anni sostanzialmente pre-crisi.
Certo, spiegare il mondo di lavoratori autonomi e professionisti vuol dire raccontare tante, tantissime storie.
La categoria è decisamente eterogenea, e non solo nel classico capitolo dei redditi.
Il giovane commercialista che ha appena iniziato a lavorare nell’affermato studio del padre – per esempio – magari guadagna quanto il compagno di studi senza genitori «illustri», ed è inevitabilmente più tutelato di fronte agli scossoni della crisi.
Poi ci sono le professioni raccolte in un Ordine e quelle no, i baristi e i pescatori, i negozianti da una vita e quelli alle prime armi, e via dicendo.
Raccogliere e sintetizzare i loro redditi, quindi, non è semplice, perchè la categoria è un mondo «arcobaleno» per eccellenza, e perchè i redditi non sono «certificati» come quelli dei dipendenti, ma sono considerati ad ampia possibilità  di evasione fiscale.
In ogni caso, questi guadagni dichiarati possono aiutare a capire il trend degli ultimi anni, prima e durante la crisi.
Tra il 2006 e il 2008 il reddito medio dichiarato da un autonomo è salito da 24.200 euro a 27.500 euro, vale a dire di un +13,6%.
Siccome nello stesso periodo l’inflazione è salita del 7,9%, l’incremento «reale» dei guadagni vale – eccolo – il 5,7%.
Numeri che sono alle porte della crisi. È la media delle medie, naturalmente.
Dentro c’è il dettaglio di tutti, dai farmacisti ai notai, fino ai meccanici e ai corniciai.
Poi, considerando le semplici (e non esaustive) ritenute sulle imposte dirette, il 2009 si è chiuso con un calo del 2,2%, il 2010 con un leggero aumento dello 0,4% e i primi dieci mesi del 2011 (rispetto a gennaio-ottobre 2010) con un altro aumento dell’1,4%.
Dietro i numeri si nascondono tantissime realtà , dai professionisti e negozianti pesantemente colpiti dalla crisi fino a chi se l’è cavata dignitosamente, incassi in nero inclusi.
Tra i primi, quelli che hanno particolarmente sofferto in questi ultimi anni, c’è quel 40% circa di attività  commerciali avviate nel 2007 e poi cancellate negli anni successivi (dati Indis).
È una percentuale che batte di molto la media del totale dell’economia, dove «solo» il 28,5% delle imprese nate nel 2007 è stato poi cancellato.
L’altra faccia, però, è quella che – nell’insieme – racconta il mondo di tutti gli esercizi commerciali, nati nel 2007 o no: tra il 2007 e il 2010 il saldo è addirittura positivo, con 11 mila attività  in più, per arrivare a quota 1 milione 629 mila.
E restando nel commercio, ecco che arriva un’altra «doppia realtà »: negli anni 2005-2008, gli stessi in cui gli autonomi si sono portati a casa un guadagno netto «reale» e dichiarato del 5,7%, i commercianti hanno chiuso in perdita con un -6%.
Quanto pesa l’evasione in tutto questo, non è dato saperlo; ma certamente il settore delle piccole botteghe si è trovato di fronte alla concorrenza di e-commerce e centri commerciali.
Notizie non buone arrivano anche dal mondo delle partite Iva in generale: nello scorso ottobre sono state aperte 41.790 nuove partite Iva, con una diminuzione dello 0,5% sul mese precedente e di oltre il 9% su ottobre 2010.
Sono i dati dell’Osservatorio sulle partite Iva del ministero dell’Economia, per cui a dominare sono le persone fisiche, che hanno aperto quasi tre quarti dei nuovi «conti».
Ed è il commercio il settore produttivo con il maggior numero di nuove partite Iva: circa un quarto del totale.
Anche qui, nel mondo delle partite Iva, la realtà  è duplice: su una platea di circa 8 milioni di posizioni ufficialmente aperte in tutta Italia, sono circa cinque milioni quelle per le quali vengono puntualmente depositate le relative dichiarazioni.
Mancano all’appello tre milioni, inattive se non addirittura abbandonate. Intanto con l’ultima manovra approvata ieri è stato deciso un aumento dei contributi per gli artigiani e i commercianti.
È infatti la pensione un altro dei punti caldi dell’universo di molti autonomi.
L’obiettivo è quello di spingere verso l’alto gli assegni, una volta arrivata la pensione, e di aiutare i conti delle gestioni previdenziali.

Giovanni Stringa
(da “Il Corriere della Sera”)

argomento: economia | Commenta »

LA MANOVRA: IL 90% DELLE MISURE ADOTTATE SONO TASSE SUI CITTADINI

Dicembre 24th, 2011 Riccardo Fucile

CGIA DI MESTRE: I CALCOLI DI QUANTO AUMENTERA’ LA PRESSIONE FISCALE SU TRE FAMIGLIE TIPO…SECONDO LA BANCA D’ITALIA L’IMPOSIZIONE FISCALE SALIRA’ AL 45%

La manovra è legge dello Stato, con una correzione da 20 miliardi sulla quale le tasse pesano per circa il 90%.
Il presidente della Repubblica, Napolitano, ha firmato il decreto licenziato dal Senato e votato da una maggioranza schiacciante: 257 sì e 41 no. La pressione fiscale salirà , secondo il governatore della Banca d’Italia Visco, verso il 45%.
Piatto forte, sia per l’impatto popolare che per il gettito, è l’arrivo della Super Imu, costituita dal ritorno dell’Ici sulla prima casa e dall’aumento delle basi imponibili (10 miliardi).
Circa 5 miliardi vengono dall’aumento della benzina, mentre 2 arriveranno dall’addizionale Irpef regionale e 3 (se non si taglieranno le agevolazioni, ma anche in questo caso si tratterebbe di un aumento della pressione fiscale) dall’incremento dell’Iva.
L’altro pilastro è la riforma delle pensioni con l’abolizione di fatto dell’anzianità  e la soglia fissa di 41-42 anni al di sotto della quale non si potrà  più uscire.
Peserà  il blocco delle indicizzazioni: il prossimo anno dalle pensioni che stanno sopra i 1.400 euro si spremeranno circa 2 miliardi.
Intorno al tema delle tasse gira anche la lotta all’evasione e la mini-patrimoniale (0,1 per 1000 nel 2012).
Per la lotta all’evasione oltre alla misura che impedisce l’uso del contante sopra i mille euro, c’è la novità  della costituzione della grande banca dati del Fisco alla quale, con le nuove norme, gli istituti di credito dovranno riversare i movimenti quotidiani di tutti i correntisti.
Restano al palo le liberalizzazioni (taxi, farmacie e servizi pubblici locali) che saranno recuperate nella cosiddetta “fase due”, ma anche l’avvio della spending review della spesa pubblica e un po’ di ossigeno a famiglie e disoccupati.
Torna l’imposta sulla prima casa, detrazioni in base al numero di figli.
Necessaria, ma di stangata si tratta.
Per la casa torna l’Ici (ora si chiama Imu) sull’abitazione principale (abolita nel 2008 troppo frettolosamente da Berlusconi).
L’aliquota sarà  più bassa della seconda e si collocherà  al 4 per mille: inoltre le famiglie godranno di uno sconto di 50 euro per ciascun figlio fino ad un tetto di 400 euro.
Secondo i calcoli della Uil politiche territoriali ogni famiglia subirà , solo per la prima casa, un salasso medio di 133 euro.
Anche l’Imu seconda casa aumenta: da una media del 6,74 per mille ad una aliquota legale del 7,6 per mille (senza detrazioni, naturalmente).
Ma il vero rincaro sta sotto l’aliquota, cioè nella base imponibile, rappresentata dalle rendite catastali che aumenteranno del 60 per cento per le civili abitazioni.
Da non dimenticare la nuova tassa Res, su rifiuti e servizi: partirà  dal 2013. Per i rifiuti la nuova Tarsu si calcolerà  non solo sui metri quadrati ma anche sul numero dei componenti della famiglia. In tutto il governo ricava 10 miliardi.
Ritocco dell’accisa sui carburanti, 5 miliardi da benzina e diesel
Si chiama accisa e si legge benzina.
L’aumento è già  scattato e il governo stima di recuperare circa 5 miliardi su 20 della manovra dall’aumento del pieno di benzina (o diesel).
L’aumento è particolarmente doloroso perchè quando aumenta l’accisa (cioè la tassa di fabbricazione che si paga al litro e non in base al valore) sul prezzo si deve caricare anche l’Iva.
Da quando è entrato in vigore il decreto l’accisa sulla benzina è salita da 62,21 centesimi di euro al litro al nuovo livello di 70,42 centesimi al litro.
L’incremento è stato di 8,21 centesimi, sui quali bisogna calcolare l’Iva del 21 per cento: l’aumento provocato dal decreto – calcolato dalla Cgia di Mestre – è stato dunque di 9,93 centesimi al litro.
In questi giorni chi partirà  per le vacanze di Natale secondo il Codacons troverà  un aumento del pieno di circa 13 euro.
Comunque sia la benzina il 19 dicembre, secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, costava 1,67 euro di cui 70 centesimi di accise e 29 di Iva.
Il salasso delle tasse regionali, la scadenza è in primavera
Con l’addizionale regionale non si scherza.
La troviamo tutti in busta paga ed è già  salata in molte Regioni: ora con la manovra aumenta dello 0,33%.
Attenzione, si tratta dell’aliquota di base, dunque tutte le Regioni dovranno aumentarla passando dallo 0,9 all’1,23% colpendo 40 milioni di contribuenti (si parla di 152 euro medi in un biennio).
La bastonata arriverà  tra marzo e maggio del prossimo anno. Perchè l’aumento dell’addizionale Irpef è retroattivo, scatta dunque dal 1° gennaio del 2011 e sarà  oggetto di conguaglio in busta paga nel maggio del 2012.
Mentre già  a marzo del prossimo anno si pagherà  il 30% di acconto sull’aumento del 2012.
Inutile nascondere che, grazie al federalismo, le Regioni hanno già  avuto carta bianca per aumentare (a seconda delle esigenze) l’addizionale dello 0,5% nel 2012.
Per chi non lo sapesse l’addizionale è più dolorosa dell’Irpef normale perchè si calcola sull’imponibile pieno, prima di dedurre carichi familiari e detrazioni da lavoro dipendente. Totale: 2 miliardi.
Iva, dopo il rincaro di agosto, prevista nuova ondata di aumenti
L’Iva l’ha già  aumentata Tremonti con la manovra d’agosto portandola dal 20 al 21 per cento e l’effetto sui prezzi si è già  visto (a novembre l’inflazione è stata del 3,3 per cento).
Ora si profila un secondo aumento: scatterà  da ottobre un ulteriore rincaro di 2 punti per cui si arriverà  al 23 per cento per i beni di consumo (casalinghi, computer, elettrodomestici, caffè…) e passerà  dal 10 al 12 per cento per la fascia intermedia (riguarda soprattutto l’edilizia).
Questo doppio aumento – che darà  un gettito di 3,2 miliardi per soli tre mesi – potrà  essere in parte scongiurato.
Il governo sta infatti lavorando per evitare che scatti la cosiddetta clausola di salvaguardia: l’obiettivo è quello di sfoltire in modo selettivo le agevolazioni fiscali (circa 720 nel nostro sistema).
Con le risorse ricavate si potrebbe in parte attenuare la stretta sull’Iva e in parte destinare le risorse alla famiglia e ai sussidi alla disoccupazione.

Roberto Petrini
(da “La Repubblica“)

argomento: economia | Commenta »

E “FORTUNELLO” ANGELINO TROVO’ CASA IN CENTRO A ROMA A 485 EURO AL MESE

Dicembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile

L’EX MINISTRO ALFANO HA ABITATO PER TRE ANNI IN UN APPARTAMENTO VICINO A PIAZZA NAVONA PAGANDO MENO DI UN TERZO DEL PREZZO DI MERCATO… IL LOCATORE E’ OGGI COINVOLTO IN UNA INCHIESTA PER EVASIONE FISCALE E RICICLAGGIO

Il più fortunato è stato sicuramente Claudio Scajola: Diego Anemone gli pagò parte dell’ormai mitica casa con vista Colosseo senza che lui ne sapesse nulla.
Giulio Tremonti si è dovuto accontentare soltanto di un affitto in pieno centro a Roma preso a nome del suo collaboratore Mauro Milanese.
Angelino Alfano, invece, a quanto pare l’affitto lo ha pagato di tasca sua, ma è stato davvero fortunatissimo.
Per quasi tre anni, fino al 2008, l’attuale segretario del Pdl ha occupato un alloggio di circa 60 metri quadri a Roma, in via del Paradiso, a metà  strada tra Campo de’ Fiori e piazza Navona a un prezzo decisamente conveniente: 485 euro al mese.
E dire che gli affitti, in quella zona centralissima della Capitale, sono piuttosto altini: per un bilocale in via dei Chiavari – a poche centinaia di metri da via del Paradiso – ci vogliono 1.500 euro; per sessanta metri in piazza Farnese, invece, il prezzo lievita fino a 1.800.
La notizia – raccontata per primo da Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera – salta fuori da un’inchiesta per evasione fiscale, truffa ai danni dello Stato e riciclaggio del pool reati finanziari della Procura di Milano, che ha notificato l’atto di chiusura delle indagini agli interessati.
Tra questi figura Roberto Saija, imprenditore nel campo energie rinnovabili, il quale, tramite la la società  Immobiltel a lui riconducibile, risulta aver preso in leasing l’appartamento di Campo de’ Fiori dalla banca milanese Italease.
Quest’ultima risulta proprietaria di due immobili (uno da 1,5 vani, l’altro da 3,5 vani, categoria A10 “studi e uffici privati”), in via del Paradiso 41.
Uno di questi è stato dato in affitto dal febbraio 2006 alla fine del 2008 all’allora deputato del Pdl Angelino Alfano, allo straordinario prezzo di 485 euro al mese.
Il locatore Saija non nega di aver affidato l’appartamento all’ex ministro della Giustizia, motivando il fatto con la scelta di una persona fidata.
L’imprenditore, infatti, dichiara di conoscere da molto tempo Alfano, il quale avrebbe occupato la casa per pochi giorni alla settimana, impegnadosi a lasciarla subito in caso di necessità .
Una disponibilità  evidentemente meritevole di un canone di affitto pari, in media, a meno di un terzo di quanto un normale cittadino sarebbe tenuto a pagare.
Alcuni negozianti ricordano bene Alfano: “Abitava qui – racconta il tabaccaio – lo vedevamo spesso. à‰ andato via poco prima di diventare ministro”.
Altri sono arrivati dopo: “Mai visto Alfano – racconta il pasticciere – ma se trovate chi gli ha affittato una casa in via del Paradiso a quel a quel prezzo portatemelo. Magari ne ha una anche per me…”.

Stefano Caselli
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: casa, Costume, economia, governo, la casta, PdL, Politica, Roma | Commenta »

I MANAGER SONO INUTILI?

Dicembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile

PERFINO LA RIVISTA DI HARVARD SOLLEVA IL DUBBIO: FORSE E’ MEGLIO CHE I LAVORATORI FACCIANO DA SOLI

E se i supermanager facessero solo danni?
Il dubbio è venuto prima al movimento di Occupy Wall Street, poi alla Harvard Business Review, la rivista più autorevole di management, dell’omonima università .
“Primo, licenziare tutti i manager”, si intitola l’articolo Gary Hamel, un professore della London Business School che osa scrivere: “Il management è la meno efficiente attività  dell’attività  meno efficiente della tua organizzazione”.
Poi usa argomenti che, ai ragazzi che in Zucotti Park rivendicano di essere il 99 per cento, suonano familiari: più barocca la gerarchia, maggiore il rischio che l’azienda prenda decisioni disastrose “perchè i manager più potenti sono quelli più distanti dalla prima linea della realtà ”. Nel 2010 tra stipendi e premi i top manager delle 25 principali imprese finanziarie di Wall Street hanno incassato 135 miliardi di dollari, secondo il Wall Street Journal.
Quest’anno si prevede un crollo del 30 per cento dei bonus, ma l’impressione generale è che sia un po’ poco, visto come sta andando il settore finanziario globale e quante centinaia di miliardi di dollari ha pagato il contribuente americano per salvare Wall Street.
Di solito si pensa che il problema sia che gli stipendi non sono allineati alle performance, cioè in molti guadagnano troppo anche quando non lo meritano.
Generazioni di consulenti hanno fatto le proprie fortune proponendo schemi di retribuzione innovativi, che facessero coincidere gli interessi del manager con quelli dell’azionista.
“Com’è possibile che tanta gente che sa così poco faccia così tanti soldi dicendo ad altra gente come fare il lavoro che è pagata per saper fare”, si chiede Matthew Stewart in Twilight manager (Fazi).
E infatti non ha funzionato.
Stefano D’Addona e Axel Kind, due economisti, hanno studiato 2.376 cambi di allenatore negli ultimi 50 anni di calcio inglese e sono giunti alla conclusione che più aumenta la competizione e l’importanza economica dello sport, più frequenti diventano i cambi di panchina.
Come dire: quando le cose si fanno serie, si deve licenziare più spesso.
Cosa che ai top manager non sportivi succede assai di rado.
Sulla Harvard Business Review Gary Hamel propone quindi di imitare il modello della Morning Star, una società  leader della lavorazione del pomodoro dove non ci sono manager: in ogni reparto i lavoratori si organizzano da soli, niente gerarchie, gli stipendi sono diversi soltanto in base ai diversi risultati ottenuti.
Così la competizione è per essere più bravi, non per compiacere il capo.
Nelle etichette da business school si chiama “self management”: ogni anno ciascun dipendente spiega in un documento quali colleghi sono toccati dal suo lavoro, così si definiscono gruppi spontanei.
Che, pare, funzionino: Morning Star ha avuto un fatturato di 700 milioni nel 2010.
Utopia o incubo? Chissà .
Viste le performance dei manager italiani raccontate qui , però, forse una lattina di pomodoro Morning Star potrebbe essere il regalo di Natale giusto per molti di loro.
La tempesta finanziaria che stiamo vivendo può essere raccontata anche attraverso una galleria di volti.
Sono le facce da flop.
Peggio, “Capitani di sventura”, per citare il titolo di un saggio (autore il compianto Marco Borsa) di ormai 20 anni fa.
Manager che negli anni del boom sono stati osannati e spesso coperti d’oro, ma che alla prova della recessione non si sono dimostrati all’altezza della situazione.
Fausto Marchionni: l’uomo del tracollo di Fondiaria
Fausto Marchionni ha messo la faccia sul tracollo di Fondiaria-Sai, una delle più gravi crisi societarie degli ultimi anni.
La crisi del secondo gruppo assicurativo nazionale è la storia triste di una compagnia a lungo sfruttata dal suo azionista di controllo, la famiglia Ligresti, per farsi gli affari propri. Marchionni, per oltre un decennio al timone dell’azienda, non ha mai avuto niente da ridire sulle operazioni
in conflitto di interessi imposte dai Ligresti. Fino a quando, a gennaio, non ha dato le dimissioni premiato da una liquidazione multimilionaria.
Massimo Ponzellini: lascia la Bpm nel caos
È approdato alla Popolare di Milano nel 2009 con il sostegno dei sindacati interni. Poco più di due anni dopo, Massimo Ponzellini si è lasciato alle spalle una banca nel caos e con seri problemi di bilancio.
Gli ispettori di Bankitalia hanno bocciato la gestione del banchiere sponsorizzato dalla Lega, che è anche indagato per i prestiti della Bpm al gruppo Atlantis BPlus di Francesco Corallo.
Nel frattempo le azioni della Popolare sono andate a picco: gentile cadeau ai soci del presidente Ponzellini, che a fine ottobre ha fatto le valigie.
Sergio Marchionne: Fiat, vendite al palo
Una delle ultime copertine del settimanale americano “Time” definisce Sergio Marchionne addirittura il salvatore dell’auto.
Viste da questa parte dell’Atlantico le cose stanno un po’ diversamente. La Fiat di Marchionne ha perso nel giro di due anni il 30% della sua quota di mercato in Europa, ormai ridotta a uno striminzito 6,3 per cento.
“Tutto secondo le previsioni”, replica il manager con invidiabile faccia tosta, ma il titolo Fiat quota meno della metà  rispetto all’inizio del 2011.
Giuseppe Mussari: i guai dell’uomo del Monte
Impegnato nel doppio ruolo di presidente del Monte dei Paschi e anche dell’Abi, la Confindustria delle banche, Giuseppe Mussari è stato travolto dagli avvenimenti.
L’Abi ha subìto l’offensiva dei concorrenti francesi e tedeschi che hanno imposto regole penalizzanti agli istituti italiani.
E il Monte Paschi, nonostante l’aumento di capitale varato in estate, potrebbe essere costretto a fare il bis tra pochi mesi. E adesso c’è il rischio concreto che dopo oltre cinque secoli Siena perda il controllo della sua banca.
Alessandro Profumo: Unicredit rosso a sorpresa
Alessandro Profumo ha lasciato Unicredit nel settembre del 2010, ma per tirare le somme del suo lungo regno è stato necessario più di un anno.
A novembre, la banca ora guidata da Federico Ghizzoni, ha annunciato perdite per oltre 9 miliardi.
È questa la pesante eredità  dell’espansione a tappe forzate gestita da Profumo negli anni del boom.
Sgonfiata la bolla, ecco le perdite, ma l’ex numero uno si sta godendo la buonuscita da 40 milioni di euro.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: economia, Lavoro | Commenta »

BANDA LARGA E INTERNET: L’ITALIA AL 22° POSTO CON LA LITUANIA

Dicembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile

LE FAMIGLIE CON ALMENO UN MINORE SONO LE PIU’ TECNOLOGICHE: L’84% POSSIEDE UN PC, IL 78,9″ ACCEDE A INTERNET

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l’84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione wide band.
La media europea di chi posside un accesso al Web da casa è pari al 73 %, nel nostro paese si ferma al 62 %. Un internauta su due utilizza i social network
Crescono in Italia le famiglie in possesso nuove tecnologie per l’Ict.
Rispetto al 2010, rileva l’Istat, s’incrementa la quota di famiglie che nell’anno in corso possiede un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), l’accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).
Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche: l’84,4% possiede un personal computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda larga.
All’estremo opposto si collocano le famiglie di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.
E nel 2011 quasi un internauta su due è su un social media, e il rapporto è di tre su quattro per i giovani.
Secondo l’Istat, infatti, il 48,1% degli utenti internet crea un profilo utente, invia messaggi o altro su Facebook, Twitter.
E la quota sale al oltre il 76% per i ragazzi di 15-24 anni.
Nonostante in Italia internet si trovi sempre in più case, il Paese è però ancora tra gli ultimi in Europa.
Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso a internet da casa, a fronte di una media europea pari al 73%, l’Italia si posiziona solo al ventiduesimo posto della graduatoria internazionale, con un valore pari al 62% ed equivalente a quello registrato per la Lituania.
Tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali, rileva ancora l’Istat, rimane stabile per quasi tutti i beni e servizi considerati.
Le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari,   rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud.
Se si confronta la disponibilità  di personal computer, di un accesso a Internet e di una connessione a banda larga, il divario tra i nuclei in cui il capofamiglia è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista è di circa 24 punti percentuali a favore di questi ultimi, sottolinea l’Istituto di statistica.
Secondo l’Istat, inoltre, il 41,7% delle famiglie dichiara di non possedere l’accesso a Internet perchè non ha le competenze per utilizzarlo; il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perchè accede da un altro luogo, l’8,5% perchè considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perchè ritiene eccessivo il costo del collegamento.
Nel 2011 il 52,2% della popolazione di 3 anni e più utilizza il personal computer e il 51,5% della popolazione di 6 anni e più naviga su Internet.
Rispetto al 2010, l’utilizzo del personal computer è cresciuto di 1,2 punti percentuali e quello di Internet di 2,6, confermando così il trend crescente che continua ormai dal 2008.
Le differenze di genere, prosegue l’Istat, si vanno attenuando nel tempo: se nel 2005 le donne internaute erano poco più di un quarto (26,9%), nel 2011 sono quasi la metà  (il 46,7%), a fronte di una quota di uomini pari, rispettivamente, al 37,1% e 56,6%.
Fino ai 34 anni le differenze di genere sono molto contenute e tra i ragazzi di 11 e 19 anni si registra il “sorpasso” femminile.
Nell’ultimo anno, le differenze sociali sono rimaste sostanzialmente stabili, anche se gli operai hanno fatto registrare incrementi percentuali leggermente superiori a quelli riscontrati tra dirigenti, imprenditori, liberi professionisti, e direttivi e quadri.
Gli utenti di Internet negli ultimi tre mesi, prosegue l’Istat, hanno utilizzato la rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%).
Cresce rispetto al 2010 la quota di coloro che usano Internet per leggere news o giornali online (+7 punti percentuali), per informarsi su merci e servizi (+5,4), avere informazioni sanitarie (+5).
Il 26,3% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet nei 12 mesi precedenti l’intervista ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato, soprattutto per spese per viaggi e soggiorni e pernottamenti per vacanza.
Rimane stabile la quota di persone di 14 anni e più che hanno utilizzato Internet per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione, con un lieve calo percentuale spiegato dalla crescita di utilizzatori di internet per altri motivi.
La maggior parte delle persone che usano il personal computer sa effettuare operazioni base come copiare o spostare un file (85,4%) o copiare informazioni all’interno di un documento (85,1%), mentre solo il 13,7% sa scrivere un programma per computer e il 28,1% sa installare un nuovo sistema operativo o sostituirne uno vecchio.
Quasi la totalità  delle persone di 6 anni e più che utilizzano Internet sa usare un motore di ricerca (94,2%) e una quota molto elevata sa spedire e-mail con allegati (83,1%).
Oltre la metà  degli utenti della rete sa trasmettere messaggi in chat, newsgroup o forum di discussione online (52,7%) e il 41,3% sa caricare testi, giochi, immagini, film o musica, ad esempio, su siti di social networking.
E’ soprattutto attraverso la pratica, conclude l’Istat, che gli utenti del web hanno acquisito le proprie competenze (75,9%), assieme all’aiuto ricevuto da colleghi, parenti e amici (68,7%).

argomento: Costume, economia | Commenta »

DOSSIER CORRUZIONE GRANDI OPERE: COSI’ POLITICI E IMPRENDITORI FANNO LIEVITARE I COSTI DEL 40%

Dicembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile

G8, ITALIA 150, MONDIALI NUOTO, I NUMERI DELL’ASSALTO…L’ONERE PER LO STATO AMMONTA TRA I 574 E GLI 834 MILIONI

Capita che di una storia di corruzione, diventata insieme metafora e immagine del Paese, si finiscano con il ricordare solo le facce, i nomi, l’avidità  dei protagonisti.
O, piuttosto, i massaggi in un centro benessere, la spregiudicatezza di un frate missionario ridotto a bancomat, l’oscena risata di un costruttore sciacallo che si compiace per il terremoto de l’Aquila, il patrimonio immobiliare di una potente congregazione vaticana, “Propaganda Fide”, usato come leva per comprare la compiacenza di funzionari pubblici.
Capita insomma che si elidano i numeri.
E, dunque, si cancelli il danno e la sua macroscopica misura.
E’ successo con il lavoro delle procure di Firenze, Perugia, Roma, con le indagini del Ros dei carabinieri sul “Sistema gelatinoso” Anemone-Balducci-Bertolaso, sul potere di spesa senza fondo di una Protezione Civile ridotta a spa del consenso, su un ministro “distratto” e il suo mezzanino al Colosseo.
Nelle carte di quelle inchieste – oggi a processo in tre città  diverse – è documentato quale “ricarico” le prassi corrotte di quel sistema di relazioni hanno accollato alle nostre tasche.
Su 33 Grandi Opere oggetto di indagine nel triennio 2007-2010 (mondiali di nuoto di Roma, G8 alla Maddalena, 150 anni dell’Unità  d’Italia), il maggior costo sostenuto dalle casse pubbliche è stato di 259 milioni, 895 mila 849 euro.
Oltre il 40 per cento dell’importo iniziale con cui i lavori furono aggiudicati.
Un salasso che ha fatto schizzare il costo complessivo di quelle opere da 574 a 834 milioni di euro.
Per avere un’idea, con quel denaro succhiato dal “Sistema gelatinoso” (259 milioni) oggi – come documentano le richieste sin qui ritenute “irricevibili” da un bilancio pubblico allo stremo – sarebbe possibile realizzare la messa in sicurezza di un patrimonio archeologico dell’umanità  come Pompei o la costruzione di ospedali nell’Abruzzo del dopo-terremoto.
I numeri che illustrano il dettaglio dei singoli appalti segnalano la scientificità  nel calcolo del “ricarico” imposto dal “Sistema”, ma anche la crescita esponenziale di quella percentuale.
Nell’Italia corrotta scoperchiata da Tangentopoli, il “dazio” sulle grandi opere oscillava tra il 10 e il 20 per cento.
In quindici anni, è raddoppiato. Anche perchè la “catena alimentare” che deve sfamare si è allungata.
Politici, funzionari pubblici, professionisti.
LE PISCINE DI ROMA
Ribasso record per vincere l’asta.
il trucco dello “sciacallo” dell’Aquila
S il G8 della Maddalena è l’applicazione compiuta di uno “schema” corruttivo, i Mondiali di nuoto di Roma del 2009 ne sono la prova generale (è iniziato il processo di primo grado nell’aprile di quest’anno). Il ricorso alla procedure di urgenza non solo consentono di aggirare i vincoli urbanistici, ma trasformano l’Evento in un assalto alla diligenza della spesa pubblica.
Non c’è Comune della provincia di Roma che non reclami un posto al sole che lo trasformi in “Polo natatorio”.
E non c’è piastrella di piscina o gettata di calcestruzzo che non costi al contribuente almeno un trenta per cento in più del costo di aggiudicazione.
Tra gli imprenditori imbarcati dal “Sistema”, c’è Francesco Maria De Vito Piscicelli. Si aggiudica la progettazione e realizzazione della piscina olimpionica di Valco San Paolo. Un appalto da 8 milioni e 800 mila euro che vince con un formidabile ribasso d’asta (16,5 per cento), da cui “rientra” a neppure un anno di distanza dalla gara con un “atto aggiuntivo” che fissa l’importo dell’opera in 12 milioni e 900 mila euro.
La piscina di Valco San Paolo rischierà  di crollare per il modo con cui è stata realizzata. Piscicelli resterà  saldo nel “Sistema”. La notte del terremoto dell’Aquila è lui lo “sciacallo” che ride con il cognato, sognando il banchetto della ricostruzione.
I CANTIERI DEI 150 ANNI
Gare vinte senza progetti esecutivi. Dopo le “aggiunte” i prezzi salgono
La regola, da sempre, è una sola. La conosce chi l’appalto lo affida e chi l’appalto lo vince. E non importa dove si costruisce e chi costruisce.
La regola vuole che lo scarto tra il valore di affidamento e il costo finale di realizzazione di una grande opera pubblica non scenda mai sotto il 40 per cento.
E il trucco perchè le carte stiano a posto è semplice, come dimostrano i numeri dei cantieri dei 150 anni dell’Unità  d’Italia.
La gara viene affidata senza che dell’opera esista un progetto esecutivo.
Un po’ come comprare dal concessionario una macchina di cui si conosce il bozzetto, il numero di posti e la cilindrata del motore, ma di cui si ignorano i costi industriali di produzione, destinati a variare.
Non c’è appalto pubblico – come è evidente dalla tabella – che, a distanza di pochi mesi della sua aggiudicazione, non conosca un “atto aggiuntivo” in cui il committente (lo Stato) “scopre” che, alla luce del “progetto esecutivo” redatto da chi l’appalto lo ha vinto, il costo si deve “necessariamente” discostare dal valore dell’aggiudicazione.
E’ nella differenza di costo – come hanno documentato le indagini – che viene normalmente creata la “provvista” della corruzione.
Un segreto di Pulcinella cui, ad oggi, nessun Parlamento ha ritenuto di dover mettere mano con una semplice norma. Aggiudicare le gare con progetto già  esecutivo che sottragga al costruttore la libertà  di aggiustare il valore della commessa.
IL VILLAGGIO DEL G8
Da 52 a 105 milioni in un anno per il palazzo rimasto inutilizzato
L’isola della Maddalena e le sue opere per un G8 che non ha mai ospitato, sono e resteranno il monumento alla rapacità  di un “Sistema” che si muoveva protetto dalle “procedure semplificate e di urgenza” che la legge riconosce agli interventi della Protezione Civile.
Assimilato ad una “calamità  naturale”, un Grande Evento di cui pure si conosceva la data da nove anni, diventa una corsa contro il tempo che divora oltre 125 milioni di euro in “costi aggiuntivi”.
I 284 milioni di opere messi a bilancio al momento dell’affidamento degli appalti si gonfiano fino a superare i 410 milioni. Nessuno, ad esempio, chiede cosa diavolo accada nel quarto lotto del cantiere in cui si lavora alla “realizzazione del palazzo conferenza e dell’area delegati”.
L’appalto è stato aggiudicato l’11 luglio del 2008 con un ribasso d’asta del 5,9 per cento per 52 milioni di euro.
Una cifra che, a distanza di neppure un anno, tra il giugno e il settembre del 2009, raddoppia, passando a 105 milioni di euro.
Tanta distrazione ha una risposta nel nome del costruttore che quell’appalto si è aggiudicato: Diego Anemone, la “tasca” del “Sistema”.
L’imprenditore da cui prende ordini Angelo Balducci, la più alta autorità  amministrativa in materia di appalti pubblici.
Quello che compra “a insaputa” di chi lo andrà  ad abitare, Claudio Scajola, il mezzanino del Colosseo.

Carlo Bonini
(da “La Repubblica“)

argomento: Costume, denuncia, economia, Lavoro, Politica | Commenta »

DOVE CERCARE I SOLDI: CORRUZIONE, CANCRO DA 60 MILIARDI L’ANNO, TERZA CAUSA DI DANNO ALL’ERARIO

Dicembre 22nd, 2011 Riccardo Fucile

UN FENOMENO IN COSTANTE CRESCITA, ANNIDATO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI… IL GOVERNO ANNUNCIA UNA RIFORMA CONTRO LE NUOVE FORME DI REATO NEI RAPPORTI IMPRESE-STATO

È una voragine in cui sprofondano i conti pubblici.
Sessanta miliardi di euro che, in un Paese chiamato a stringere la cinghia, rappresentano il costo della corruzione.
Il fenomeno, hanno spiegato i giudici contabili, è in costante crescita “e si è insediato e annidato dentro le pubbliche amministrazioni”. Finendo per costituire la terza causa di danno all’erario.
L’ultimo allarme, fatto risuonare nel corso di un’audizione alla Camera dal presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino, ha trovato pronta eco nelle tabelle di Transparency International, che vedono l’Italia scendere in due anni dal 63° al 69° posto dell’indice di percezione della corruzione.
Siamo in compagnia del Ghana e delle Isole Samoa e quartultimi in Europa davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria.
Non sono numeri vuoti: Transparency ha stimato che per ogni peggioramento in classifica si perde il 16 per cento degli investimenti dall’estero.
Al contrario, scalando qualche gradino, si attrarrebbero preziose risorse.
L’economia reale, insomma, risente oggi più che mai dell’effetto nefasto del malaffare.
Nelle capitali politiche del Continente, anche in questo campo, hanno puntato gli occhi sul nostro Paese: il Greco, l’organismo del consiglio d’Europa deputato alla prevenzione e al contrasto della corruzione, in un recente rapporto ha espresso preoccupazione per la mancanza di un programma nazionale coordinato e per l’indipendenza “solo parziale” delle strutture chiamate a fronteggiare il ritorno delle mazzette negli uffici pubblici.
D’altronde, l’istituzione di un’autorità  unica anti-corruzione sganciata dal potere politico è prevista anche da diverse convenzioni internazionali, dell’Ocse come dell’Uncac, un’organizzazione di Stati nata per combattere le infiltrazioni illecite nell’amministrazione.
Il tutto mentre la nuova legge contro la corruzione, varata dal governo Berlusconi nel marzo del 2010, dopo il sì del Senato attende ancora il via libera definitivo della Camera.
Il ministro della Giustizia Paola Severino ha annunciato una riforma 1 per sanzionare nuove figure giuridiche come la corruzione privata all’interno delle imprese.
Il crimine, per adesso, corre più veloce delle norme.
E’ una battaglia impari, quella contro la corruzione.
Basti pensare che, a fronte del costo plurimiliardario del fenomeno, la Corte dei conti nel 2010 è riuscita a recuperare nel complesso”solo” 293 milioni.
Di questi 32,19 milioni sono il risultato delle 47 sentenze emesse dalle quattro sezioni d’appello con le quali sono stati condannati per danni patrimoniali da reato contro la pubblica amministrazione 90 funzionari pubblici.
E bisogna aggiungere 4,73 milioni per danni all’immagine.
Le sezioni regionali della Corte invece hanno emesso 350 sentenze con condanne al pagamento di 252,68 milioni per danni patrimoniali e altri 3,57 per danni all’immagine della pubblica amministrazione.
Ma incombono le citazioni in giudizio da parte delle procure regionali della Corte: delle 227 depositate, 95 riguardano reati di truffa e falso, 50 peculato e 40 concussione e corruzione.
Nel Lazio il maggior numero di citazioni, poi Calabria, Sicilia e Campania.
Che la corruzione non sia soltanto un aspetto del malcostume italico è ormai un fatto assodato. In una visione più prosaica, ha invece un peso economico che incide, su ogni contribuente, per circa mille euro a testa.
E frena gli investimenti esteri. I sessanta miliardi di “buco” stimati dalla Corte dei conti rischiano di essere solo una buona approssimazione perchè, come spiega il presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino, i reati di corruzione sono caratterizzati da “una rilevante difficoltà  di emersione ed esiste una scarsa propensione alla denuncia, non solo perchè si tratta di comportamenti che spesso nascono da un accordo fra corruttore e corrotto ma anche perchè, nell’ambiente in cui sorgono, anche le persone estranee al fatto, ma partecipi all’organizzazione, non dimostrano disponibilità  a denunciare fenomeni di tal tipo”.
In una scala che va da 0 (molto corrotto) a 10 (per niente corrotto), l’Italia anche quest’anno ha una valutazione molto negativa: 3,9 punti.
La stessa dell’anno scorso, ma con un arretramento nella posizione in classifica poco edificante: Transparency international, organizzazione con sede a Berlino, ora colloca il nostro Paese al 69° posto.
E quart’ultima in Europa, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria. Dato che ha portato la presidente della sezione italiana di Transparency, Maria Teresa Brassiolo, a lanciare un appello: “Fate il possibile per abbattere il livello di corruzione diminuendo i costi pubblici e quindi il debito”.
“Sono necessarie – afferma Walter Forresu, membro del board – misure strutturali che riducano in maniera drastica il costo della governance e della politica”.
Fra le proposte di Transparency Italia l’adozione di codici di condotta per i membri del parlamento e del governo.
Anche la magistratura ordinaria registra un aumento dei reati contro la pubblica amministrazione: in particolare i procedimenti per concussione, nei cinque anni fra il 2005 e il 2010, sono stati in costante aumento: da 114 a 144 quelli per cui hanno proceduto otto grandi uffici giudiziari (Milano, Torino, Venezia, Firenze, Roma, Bari, Napoli e Palermo).
Il dato, fornito dal governo italiano, è contenuto in un rapporto del Greco datato 14 giugno 2011.
L’organismo del consiglio europeo non ha mancato di far notare che “i procedimenti giudiziari falliti per la scadenza dei termini di prescrizione è ritenuta causa, almeno nella percezione del pubblico, di una parte inquietante della corruzione”.
Il governo Berlusconi, nei dati inviati a Strasburgo, si è vantato di una diminuzione del 3 per cento del numero delle prescrizioni, dal 2009 al 2010.
Il tema lo hanno posto, a più riprese, organizzazioni internazionali come l’Ocse e l’Uncac (nazioni unite contro la corruzione): l’esigenza, per i Paesi che lottano il malaffare, di costituire un’autorità  anti-corruzione “indipendente, stabile, efficace”. In Italia questa struttura non esiste, da quando – nel 2008 – il governo ha soppresso l’alto commissariato trasferendone le funzioni al dipartimento della funzione pubblica presso la presidenza del Consiglio.
Il Greco, organismo del consiglio d’Europa, nel denunciare una situazione italiana in chiaroscuro, ha additato in un rapporto datato 14 giugno 2011 la mancanza di un programma nazionale coordinato contro la corruzione e parlato di una “parziale indipendenza” delle unità  organizzative italianeSoppresso l’alto commissariato manca un’authority indipendente.
Un piano anti-corruzione nazionale che sarà  l’insieme di singoli programmi regionali, da presentare in Parlamento e periodicamente aggiornare.
E ancora: un osservatorio che fornisca alle istituzioni dati e statistiche ufficiali sul fenomeno. Quindi norme sulla ineleggibilità  alla Camera e al Senato di condannati in via definitiva. Il disegno di legge, varato il primo marzo 2010 dal governo Berlusconi, ha avuto a giugno l’ok del Senato ma attende di essere esaminato dalla Camera. In ogni caso, il ddl che giace a Montecitorio non è sufficiente, secondo il nuovo Guardasigilli Paola Severino: “Ci sono figure giuridiche nuove come la corruzione privata all’interno delle imprese, cioè una forma di corruzione – ha detto il ministro a Repubblica – che non riguarda pubblici ufficiali”.
La corruzione come parte di una zavorra economica più pesante, quella dei costi dell’illegalità .
È una particolarità  del caso-Italia.
Se è vero che, come denuncia il Gafi (gruppo d’azione finanziario internazionale contro il riciclaggio), “è stretto il rapporto fra corruzione e riciclaggio in Europa”, è vero pure che quest’ultima voce nel nostro Paese ha una rilevanza non secondaria: 150 miliardi, il 10 per cento del Pil.
“È la prima industria italiana”, segnala il procuratore antimafia Piero Grasso nel libro “Soldi sporchi” scritto con Enrico Bellavia.
E la corruzione, il fatturato delle mafie, il pizzo, l’evasione fiscale fanno crescere ancor di più il peso del malaffare sul debito pubblico.
“Un furto da 330 miliardi”, secondo Luciano Silvestri.
L’ultima cifra da raccontare: quella dello spread fra un Paese onesto e uno fuorilegge.

Emanuele Lauria
(da “La Repubblica“)

argomento: Costume, denuncia, economia, Giustizia, governo, Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.186)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (46)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SONDAGGIO IXE’: CRESCE DI MEZZO PUNTO IL PD, CALA FDI, CAMPO LARGO 47,2%, CENTRODESTRA 43,7% (VANNACCI AL 3,4%)
    • CHI E’ VERAMENTE EITAN BONDI, 21ENNE CHE IL 25 APRILE HA SPARATO A DUE MILITANTI DELL’ANPI? – IL GIOVANE SOSTIENE DI NON ESSERE MOSSO DALL’IDEOLOGIA, MA GLI INQUIRENTI CREDONO IL CONTRARIO: BONDI AVREBBE SAREBBE VICINO A GRUPPI ESTREMISTI A CUI APPARTENGONO ALCUNI GIOVANI EBREI ROMANI
    • COSI’ NETANYAHU CHIESE AL QATAR DI FINANZIARE HAMAS: “IO USO LA TECNICA DEL PADRINO”
    • UNA TORTA CON UN CAPPIO: IL REGALO MACABRO PER IL CRIMINALE BEN GVIR, IL MINISTRO ISRAELIANO CHE HA VOLUTO L’INTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE PER I PRIGIONIERI PALESTINESI
    • GAZA CONTINUA A ESSERE L’INFERNO SULLA TERRA,L’ULTIMA PIAGA NELLA STRISCIA SONO I TOPI. I GENITORI SONO COSTRETTI A NON DORMIRE PER DIFENDERE I PROPRI FIGLI DAI RODITORI
    • LA PALLA AL BALZO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA