Destra di Popolo.net

BANDERUOLE A CINQUESTELLE: UN GIORNO COI TAXISTI, UN ALTRO CON UBER E NCC

Febbraio 28th, 2017 Riccardo Fucile

IN CONSIGLIO A ROMA HANNO TENTATO DI FAR APPROVARE UN REGOLAMENTO SULLE LICENZE NCC CHE NON PIACEREBBE CERTO AI TAXISTI

Il MoVimento 5 Stelle, Virginia Raggi in testa, la settimana scorsa si è schierato a fianco dei tassisti che protestavano contro l’emendamento Lanzillotta inserito nel Milleproroghe sostenendo le loro rivendicazioni nei confronti di società  di NCC e Uber.
Allo stesso tempo però il M5S, in sede di Consiglio Metropolitano (ovvero la ex provincia di Roma) ha tentato di far approvare un “Regolamento dell’offerta dei servizi noleggio con conducente mediante vettura (NCC)”   dove veniva prevista “la redistribuzione del numero di autorizzazioni riconosciute a Roma Capitale a favore dei comuni di Fiumicino e Ciampino” ma soprattutto la possibilità  per i Comuni dell’area metropolitana di mantenere l’attuale numero di licenze attuale anche nel caso risultassero in numero superiore a quanto previsto dal nuovo regolamento.
Il regolamento, che era stato inserito nell’ordine del giorno della seduta di ieri e che è stato già  approvato dal Vice Sindaco Metropolitano (e Sindaco di Pomezia) Fabio Fucci   però non è stato approvato e la decisione è stata rinviata.
Secondo le opposizioni si tratterebbe di una sanatoria mascherata che consentirebbe ai 121 comuni dell’area metropolitana di aumentare le licenze NCC (e anche quelle Uber che fanno servizio NCC).
A Roma ci sono 7700 licenze per i taxi e 1100 permessi per il Noleggio con Conducente; fuori Roma le licenze NCC sono 4000.
Chi ha seguito la protesta della settimana scorsa ricorderà  come uno dei punti delle richieste dei tassisti era il divieto di ingresso a Roma degli NCC provenienti da fuori città  in modo da consentire ai tassisti della Capitale di fare il loro lavoro senza la concorrenza — ritenuta sleale — delle società  di Noleggio con conducente (e ovviamente degli autisti di Uber).
Il regolamento prevede di utilizzare un algoritmo, una formula matematica, per determinare il numero massimo di licenze NCC per ogni comune in rapporto alla popolazione in modo da garantire che non ci siano troppe vetture a noleggio in circolazione e al tempo stesso soddisfare la domanda teorica di NCC.
Agli articoli 5 e 6 del regolamento però la Città  Metropolitana prevede che “la “popolazione residente” da includere nella formula, a giudizio del Comune, può essere interpretata come “popolazione presente stabilmente sul territorio”, includendo le presenze stabili, anche a carattere stagionale” il che significa che in base ad alcune valutazioni sul flusso turistico (ad esempio a Ciampino e Fiumicino dove insistono i due aeroporti della Capitale) sia possibile aumentare il numero di licenze.
Va da sè che se ci sono più licenze NCC in determinati comuni che hanno uno stretto rapporto con la Capitale questo avviene a discapito proprio dei tassisti che lavorano anche sul trasporto dei viaggiatori da e per gli aeroporti.
Qualora l’amminstrazione comunale ravvisi l’esistenza di poli generatori/attrattori di mobilità  (opedali, case di cura, porti, aeroporti, stazioni ferroviarie), che — ancorchè non presenti sul proprio territorio e tipicamente localizzati in comuni limitrofi o che interferiscano funzionalmente con il proprio territorio — costituiscano una destinazione degli spostamenti di una quota significativa della popolazione presente sul territorio, ha la facoltà  di adottare, nel proprio regolamento, il coefficiente correttivo relativo al polo generatore/attrattore di mobilità  come se quest’ultimo fosse situato sul proprio territorio.
In buona sostanza quindi il M5S a Roma, dove Virginia Raggi è sindaca, sostiene le ragioni degli autisti di Taxi mentre in sede di Città  Metropolitana, dove Virginia Raggi è sindaca, tenta di far approvare un regolamento che in una certa misura è in contrasto con le richieste di tutela nei confronti di NCC e Uber avanzate dai tassisti.
La Città  Metropolitana ha anche elaborato una formula per calcolare il numero (Na) di licenze NCC specifica per il Comune di Roma, calcolatrice alla mano da un rapido calcolo dei vari coefficienti correttivi da applicare alla formula base sembra che a Roma, secondo il regolamento che il M5S vuole far approvare in ottemperanza ad una Legge Regionale, il numero di autorizzazioni NCC dovrebbe aumentare di parecchio. Il regolamento prevede però che le autorizzazioni in più andranno ridistribuite con i comuni di Ciampino e Fiumicino che si faranno carico del maggior numero di licenze.

(da “NextQuotidiano“)

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MS5 GENOVA: E ORA SCOPPIA ANCHE IL CASO BOCCARDO

Febbraio 28th, 2017 Riccardo Fucile

CENTO ATTIVISTI GENOVESI CONTESTANO LA SCELTA DI PIRONDINI COME CANDIDATO SINDACO “IMPOSTO” DALLA SALVATORE A SCAPITO DI UN MILITANTE STORICO

«Maurizio Boccardo non è un portavoce del Movimento 5 Stelle e non parla a nome dell’M5S, si invitano i giornalisti sul territorio di Genova (il riferimento è a quanto scritto oggi dal Secolo XIX, ndr) a non spacciare come tali singoli non eletti che non esprimono la posizione del Movimento, ma sono usati strumentalmente da chi sta promuovendo altre liste»: così si legge questa mattina sul blog di Beppe Grillo .
Il riferimento a Boccardo arriva dopo che un gruppo di alcuni attivisti genovesi ha scritto una lettera ai vertici del Movimento accusandoli di «averlo ucciso», affermando che «le scelte di pochi valgono assai di più di quelle della comunità ».
Boccardo è uno dei firmatari della lettera e ha dato voce al gruppo: lavoratore portuale, attivista dell’M5S nel centro storico da circa 4 anni, da tempo accusava i vertici di avere tradito gli attivisti puntando tutto sul musicista Luca Pirondini come candidato sindaco di Genova , descritto come vicino ad Alice Salvatore, portavoce del gruppo consiliare in Regione Liguria.
Nella lettera si legge: «Avete scelto un sindaco “valletto”, totalmente asservito a una portavoce, che si promuove come musicista classico, omettendo, quasi fosse poco edificante, che il proprio sostentamento derivi dall’attuale attività  di rappresentante di commercio»; in questi giorni sono in corso le “graticole”, che porteranno all’individuazione del candidato per Palazzo Tursi: «Avete sostenuto e tutelato al di là  di ogni ragionevole logica una portavoce regionale che è sacerdotessa della propaganda più superficiale e mietitrice di brutte figure».
Ancora, i firmatari della lettera sottolineano che «oltre 100 attivisti genovesi hanno portato avanti un progetto che dava alla città  trasparenza, centralità  e partecipazione garantite da un percorso lungo più di un anno che ci avrebbe condotti a un programma. Prima a un programma e poi a dei candidati come il Movimento ha sempre professato di voler fare. Ma questa democrazia dal basso non rientra più nei vostri obbiettivi».

(da “il Secolo XIX”)

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M5S, ALTRO ADDIO (E LACRIME) IN LIGURIA: “SIAMO DIVENTATI PEGGIO DEI PARTITI CHE VOGLIAMO COMBATTERE”

Febbraio 28th, 2017 Riccardo Fucile

DOPO LA FUGA DI 4 CONSIGLIERI SU 5 IN COMUNE A GENOVA, SE NE VA IL CONSIGLIERE REGIONALE BATTISTINI

Il Movimento 5 Stelle ligure perde un altro pezzo, stavolta in Consiglio regionale. Con un lungo discorso nel corso della seduta di oggi dell’assemblea regionale il consigliere Francesco Battistini si è autosospeso dal M5S.
Battistini nelle scorse settimane era stato deferito ai probiviri per alcune affermazioni a sostegno dei tre (poi diventati quattro) transfughi grillini in consiglio comunale a Genova.
Tra i fuoriusciti c’era il capogruppo Paolo Putti, candidato sindaco alle amministrative di cinque anni fa.
“Non voglio essere complice della deriva di questo Movimento”, ha detto Battistini . “Siamo diventati peggio dei partiti che vogliamo combattere” ha spiegato il consigliere. Che ha aggiunto: “Da un movimento orizzontale siamo diventati un partito verticistico, l’uno vale uno non esiste più. Il megafono è diventato un capo politico vero e proprio”.
Già  in passato Battistini prese le distanze da alcune scelte del gruppo, come sulle Riparazioni navali, quando si mise dalla parte dei lavoratori sconfessando il documento della portavoce e plenipotenziaria del M5S ligure, Alice Salvatore.
Nè andò giù ai vertici quando lo scorso autunno partecipò a una iniziativa per il No al referendum organizzata da Possibile di Pippo Civati.
“Mischiandosi” quindi con gli altri partiti. Allora ricevette un richiamo da parte di Rocco Casalino, l’ex Grande Fratello diventato supervisore della comunicazione del M5S.
“La Costituzione è più importante delle divergenze politiche”, fu la risposta poco accomodante di Battistini.
Adesso il consigliere potrebbe per il momento fondare un gruppo a sè, magari un “Effetto Liguria”, sulla scia di “Effetto Genova” di Putti e di “Effetto Spezia”.
Ma i rapporti poi sono buoni anche con il consigliere di “Rete a Sinistra” Gianni Pastorino.
Salvatore gli risponde tra le lacrime: “Non ci aspettavamo una cosa del genere specialmente non oggi visto che il primo punto dell’ordine del giorno era il reddito di cittadinanza. E’ una grandissima mancanza nei confronti dei cittadini che aspettavano questo momento. Questa scelta, che evidentemente avrà  preso anche tempo addietro, poteva essere comunicata in qualsiasi altro momento”.
Ma forse farebbe bene a cominciare a fare autocritica lei per prima.

(da agenzie)

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STADIO ROMA, DI MAIO FA FINTA DI NON CAPIRE

Febbraio 27th, 2017 Riccardo Fucile

CITA IL PONTE DEI CONGRESSI COME OPERA DI COMPENSAZIONE PREVISTA, MA E’ QUELLA GIA’ FINANZIATA DA RENZI (CON PROGETTO PERALTRO BOCCIATO)

Luigi Di Maio è contento del risultato ottenuto da Virginia Raggi che ha raggiunto un accordo con Eurnova sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle.
Contento perchè “il ponte sul Tevere si farà  lo stesso”.
Di Maio dimentica però di dire che quel ponte sul Tevere non è quello previsto dal progetto dello stadio a Tor di Valle ma un altro — il Ponte dei Congressi dell’Euro — che è stato finanziato con fondi pubblici.
Quanti? Il Governo nel 2015 aveva stanziato 145 milioni di euro all’interno nel decreto «Sblocca Italia» e la costruzione dell’opera era stata approvata dalla giunta dell’ex sindaco Ignazio Marino nel giugno del 2015.
Ad essere invece tagliato dal progetto dello stadio è il ponte aggiuntivo sul Tevere e la bretella di collegamento sulla Roma-Fiumicino.
Opere che invece avrebbero dovuto essere a carico dei privati.
I nuovi ponti previsti erano due, ne sarà  fatto soltanto uno, peraltro con i soldi stanziati da Renzi.
E c’è un problema: il progetto dei Ponte dei Congressi — che avrebbe dovuto collegare la Nuvola di Fuksas (quella che non piace alla Raggi) all’aeroporto di Fiumicino — è stato bocciato il 15 dicembre 2016 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con un parere datato 20 gennaio 2017:
La realizzazione del Ponte dei Congressi, la viabilità  accessoria, la sistemazione delle banchine del Tevere e l’adeguamento del ponte della Magliana deve essere rivisto, modificato e integrato nell’attuale fase di progettazione definitiva e comunque prima dell’attivazione delle procedure di affidamento dei lavori.
Il Consiglio Superiore ha anche rilevato che la realizzazione dell’opera necessità  di una variante del Piano Regolatore Generale del 2008 (musica per le orecchie di coloro che ritengono che i PRG siano intoccabili).
Quando era assessore Paolo Berdini riteneva di poter ridurre le cubature (e quindi le opere pubbliche a compensazione) giocando sul fatto che il ponte che Eurnova avrebbe costruito a sue spese sarebbe stato un doppione non necessario di quello dei Congressi che si costruirà  a poco circa due chilometri più a nord (e 800 metri prima dello stadio) di quello previsto dal progetto Tor di Valle.
La bocciatura allontana ancora di più la costruzione del Ponte dei Congressi, che le Amministrazioni capitoline sognano più o meno da quando erano sindaci Veltroni e Rutelli ovvero più di 15 anni fa.
Ed è vero che il Comune non avrà  bisogno dei soldi dei privati per costruirlo, il problema è che ora che il progetto dovrà  essere presentato nuovamente e che il ponte non sarà  costruito prima del 2020 o del 2022.
C’è però da rilevare che non sarebbero stati costruiti tutti e due i ponti (quello “dello stadio della Roma” e quello dei Congressi) visto che i due progetti erano alternativi l’uno all’altro.
Ovviamente far costruire il ponte dai privati avrebbe consentito un notevole risparmio per le casse pubbliche (non di Roma, ma di tutti i cittadini italiani).
Il Comune invece ritiene che sia possibile attingere a fondi statali.
Il punto è che per non perdere i soldi stanziati dallo “Sblocca Italia” è necessario avviare i cantieri la cui apertura era stata inizialmente prevista per il 31 agosto 2015. Il Governo ha già  concesso una proroga di quattro mesi ma anche quella è scaduta perchè i lavori avrebbero dovuto essere iniziati entro la fine del 2015.
Come abbiamo spiegato però, l’unica infrastruttura finanziata con soldi pubblici — statali —   è il Ponte dei Congressi il cui progetto è fermo perchè è stato bocciato, tutte le altre opere a compensazione che saranno tagliate non si faranno, nè con i soldi dei privati nè con quelli del Comune di Roma.
Sarebbe opportuno che Di Maio spiegasse di quali opere pubbliche parla e di come sarà  risolta la questione del Ponte dei Congressi, quella sì interamente in mano all’Amministrazione capitolina di Virginia Raggi e del futuro assessore all’Urbanistica di Roma Capitale.

(da “NextQuotidiano”)

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LA FUGA DEI DELUSI M5S: LIGURIA E LOMBARDIA, PRONTO UN MANIFESTO E LE LISTE CIVICHE

Febbraio 27th, 2017 Riccardo Fucile

IL MOVIMENTO DI PISAPIA ATTIRA SIMPATIE TRA I DISSIDENTI GRILLINI

È un esodo cominciato da almeno due anni, ma che adesso sembra trovare un approdo.
A Genova, La Spezia, Livorno, Lucca, come in alcuni comuni della Lombardia e in parte dell’Emilia Romagna, centinaia di attivisti dei 5 stelle stanno lasciando il Movimento dando vita a gruppi che emulano l'”Effetto Parma” di Federico Pizzarotti.
E che convergeranno presto in un coordinamento nazionale di liste civiche pronto a dialogare con il campo progressista di Giuliano Pisapia e con tutto quel che si muove a sinistra sui territori.
La fuga più evidente è in Liguria, dove gli iscritti che stanno abbandonando sono 200.
A Genova, quattro consiglieri comunali su cinque sono fuoriusciti dal Movimento lamentando scelte calate dall’alto.
A guidarli è Paolo Putti: uno della vecchia guardia, un ecologista stimato e riconosciuto in città  anche al di fuori della base grillina.
Sotto la Lanterna sono in corso le grandi manovre per presentarsi alle prossime amministrative appoggiando un candidato di peso, magari l’ex editore di Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e Dario Fo, cioè Lorenzo Fazio di Chiarelettere.
Che ha un background di sinistra, è legato al mondo ambientalista e a don Andrea Gallo. L’ipotesi è che alla fine lo sostengano Effetto Genova e Rete a Sinistra, che a livello regionale tiene insieme Sinistra Italiana e Rifondazione.
“Valuteremo nei prossimi giorni – dice l’ex grillino Mauro Muscarà  – siamo aperti alla prospettiva, ma discuteremo al nostro interno, cosa che nel Movimento era impossibile fare “.
Come per contagio, a La Spezia accade qualcosa di simile, con il consigliere comunale M5S Fabio Vistori che annuncerà  nei prossimi giorni la sua fuoriuscita dal partito di Grillo e Casaleggio e l’adesione a Effetto Spezia:
“Per me Pizzarotti è sempre stato un punto di riferimento – spiega – un amministratore capace di coniugare i nostri valori con il realismo di governo. Oggi invece nel Movimento siamo al libro dei sogni e alla fedeltà  assoluta a chi detta le regole”.
Nella sua città  gli attivisti avevano eletto candidato sindaco Marco Grondacci, che però negli anni ’80 era stato consigliere di frazione e poi provinciale (in tutto 4 anni e 7 mesi) per i Verdi. Così, è stato estromesso.
“A volte si danno deroghe e a volte no. Chi decide? Guarda un po’ alla fine hanno nominato la persona da sempre sostenuta dai vertici”, continua Vistori.
Sempre in Liguria, al Palazzo della Regione si dice abbia le settimane contate il consigliere regionale Francesco Battistini, reo di aver solidarizzato con Putti e compagni in un’intervista a Repubblica. Il blog ha già  comunicato che la sua condotta è stata messa sotto esame dai probiviri.
Scendendo a sud, c’è un altro consigliere comunale, Marco Valiani, pronto a creare Effetto Livorno in antitesi al sindaco Filippo Nogarin.
Mentre è già  nata Effetto Lucca. Dove un grillino della prima ora come Pietro Bernicchi ha lanciato l’associazione omonima: “Cinque anni fa il M5S era fatto di quattro gatti. A sorpresa prendemmo l’8 per cento qui. Poi c’è stato l’assalto alla diligenza. Pochissimo di quelli delle origini sono rimasti. La famosa Carta di Firenze, se la rileggo ora, sembra una barzelletta”.
Un altro “effetto” dovrebbe nascere a Comacchio, dove il sindaco Marco Fabbri era stato cacciato dal Movimento per aver osato proporre di correre alle provinciali.
“Ci stanno pensando – assicurano da Parma – un asse in Emilia Romagna sarebbe importante “.
Gli uomini di Federico Pizzarotti tengono i contatti con tutti. “Ci chiamano in molti – racconta il sindaco di Parma – ma noi restiamo coi piedi per terra: prima di tutto vengono le prossime amministrative. Senza la forza di una ricandidatura, non andiamo da nessuna parte”. Nel frattempo, però, ha preparato un manifesto: “Una carta dei valori cui aderire, perchè non vogliamo imbarcare chiunque”. E un logo, una rete (fisica), simbolo di diverse esperienze che si tengono insieme.
Mentre a lui guardano anche i parlamentari fuoriusciti dai 5 stelle che hanno fondato Alternativa Libera:
“La nostra costituente – dice Massimo Artini – è il 18 marzo a Roma. Abbiamo creato 50 associazioni in 13 regioni. Con Parma c’è un dialogo molto molto stretto”.

(da “La Repubblica”)

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TOFALO E I 2.200 EURO REGALATI DAL GRILLINO ALLA TRAFFICANTE D’ARMI

Febbraio 26th, 2017 Riccardo Fucile

LA SPY STORY SI TINGE DI COMICO: “MI AVEVA CHIESTO I SOLDI PER UN VIAGGIO FORSE A ISTANBUL, MA HO SEMPRE AVUTO DUBBI CHE LI AVESSE UTILIZZATI PER QUEL MOTIVO”

C’è anche un prestito o un regalo da 2200 euro nella storia del grillino Angelo Tofalo ed i suoi rapporti con Annamaria Fontana, trafficante d’armi in carcere con l’accusa di aver fornito missili a Khalifa Gwell, il leader libico insurrezionalista e vicino alle fazioni islamiche estremiste incontrato in autunno a Istanbul dallo stesso
Tofalo con la mediazione della Fontana.
Ne parla Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano, raccontando del verbale del membro del COPASIR:
Dice Tofalo: “Già  a dicembre 2016 Fontana mi aveva chiesto di sostenere le spese di un viaggio forse a Istanbul… Le diedi 1.500 euro, e poi altri 700, ho sempre avuto il dubbio se li avesse utilizzati per lo scopo richiesto”. Lo scopo è coperto da un omissis. Come anticipato dal Fatto, l’altroieri il pm Catello Maresca ha interrogato Tofalo per capire aspetti non chiariti dalle dichiarazioni spontanee del 2 febbraio.
In particolare chi, e in che circostanze, Tofalo informò dei suoi contatti con i coniugi Di Leva-Fontana “ricevendo rassicurazioni perchè già  noti ai Servizi”.
Le risposte sono sbianchettate da omissis che coprono quasi tutto il verbale.
Ma si legge qualcosa su Di Leva. “Mi rappresentò di essere in grado di mettere d’accordo le varie component ipolitiche (in Libia, ndr) per assicurare una rappacificazione creando un fronte unico contro l’Isis”. Nientedimeno.
Tofalo, già  noto alle cronache e alle leggende metropolitane per aver postato un video complottista sull’11 settembre, si trova nei guai per la sua conoscenza con Anna Maria Fontana, accusata, assieme al marito Mario Di Leva (che dopo la conversione all’Islam ha assunto il nome di Jaafar) e ad uno dei tre figli di traffico d’armi con Libia e Iran.
Alcune delle armi inoltre sarebbero state destinate all’ISIS.
Fontana è un personaggio molto noto a San Giorgio a Cremano, non solo per essere stata assessora per il PSI e il PSDI a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta ma anche perchè è proprietaria di un intero palazzo in centro città  dove è chiamata “la Dama in nero” per la sua abitudine di indossare veli e abiti scuri.
Nel PC di Mario/Jaafar gli inquirenti hanno trovato alcune email con quelli che sembrano essere ordinativi di armi anticarro di fabbricazione sovietica (il testo di una mail recita “Hi Anna, i need this Jup… Igla, Sam-7, Korni”).
Secondo gli inquirenti “la Fontana risulta legata al governo iraniano e all’attuale governo provvisorio della Libia” e ci sarebbero alcune foto nelle quali la coppia è ritratta a fianco dell’ex Presidente iraniano Mahmud   Ahmadinejad.
Nella vicenda è coinvolto anche Andrea Pardi, amministratore delegato della Società  Italiana Elicotteri srl, una società  concessionaria che vende i prodotti di Agusta Westland già  protagonista di un’inchiesta di Report andata in onda nel 2015.
Proprio durante il servizio di Giorgio Mottola Pardi aveva violentemente malmenato il cronista del programma della Gabanelli prendendolo a calci e pugni.
Pardi, Di Leva e Fontana sono accusati di aver venduto elicotteri, armi e missili terra aria in Iran e a un gruppo terroristico attivo in Libia violando così le leggi sull’embargo e la vendita di armamenti.
Inoltre da alcune intercettazioni dei telefoni dei Di Leva risulterebbero contatti con i rapitori dei quattro italiani sequestrati in Libia due anni fa (Fausto Piano e Salvatore Failla che furono uccisi e   Gino Pollicandro e Filippo Calcagno che invece furono liberati).
Da questi contatti gli inquirenti hanno dedotto che la coppia di San Giorgio a Cremano avrebbe svolto, o tentato di svolgere, un ruolo di mediazione con i ribelli.
La vicenda è ulteriormente complicata da alcune indiscrezioni sul conto della conoscente di Tofalo, il nome della Fontana infatti viene fatto anche nel libro del senatore Sergio De Gregorio in relazione ad alcune presunte attività  della Dama in nero legate ai Servizi Segreti al punto che secondo De Gregorio la Cia la considera un infiltrato del servizio segreto iraniano.
Inoltre — riferisce il Corsera — nel 2009 il nome della Fontana è anche un ruolo nella liberazione di due soldati israeliani rapiti dal gruppo paramilitare libanese hezbollah che ha appunto solidi legami con l’Iran degli ayatollah.
Comprensibile quindi che, visto il profilo della Fontana, Tofalo abbia voluto “mettere le mani avanti” e chiarire subito la sua posizione con i magistrati che si occupano del caso.
Tra gli interessi politici del deputato Cinque Stelle infatti c’è la situazione politica nel mondo arabo con particolare attenzione alle vicende libiche e al ruolo del nostro Paese nella stabilizzazione della regione in seguito alla guerra del 2011 che ha portato alla caduta e all’uccisione del Colonnello Gheddafi.
In più occasioni il parlamentare pentastellato ha chiesto al Governo di “cambiare rotta” sulla Libia e di elaborare una strategia che tenga conto dei nuovi rapporti di forza tra USA e Russia in quella che è una questione “strategica e legata alla sicurezza nazionale del nostro Paese”.
Inoltre Tofalo, in qualità  di componente del Copasir si interessa anche di questioni relative ai Servizi Segreti e di recente è stato promotore di un evento-simulazione dal nome “Intelligence Collettiva: un giorno nei Servizi Segreti” andato in onda alla Camera dei deputati.
In nome della trasparenza Tofalo non ha reso nota la sua visita alla Procura di Napoli (la notizia è stata data invece da Repubblica) nè ha chiarito pubblicamente lo stato dei suoi rapporti con la Fontana

(da “Huffingtonpost”)

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STADIO ROMA, LA PATACCA DELLA RAGGI SPACCIATA PER SUCCESSO

Febbraio 25th, 2017 Riccardo Fucile

PERCHE’ NON DICE CHE L’ACCORDO PREVEDE LA RINUNCIA AL PROLUNGAMENTO DELLA METRO B, AL PONTE AGGIUNTIVO SUL TEVERE E ALLA BRETELLA SULLA ROMA-FIUMICINO, INFRASTRUTTURE CHE SAREBBERO STATE A CARICO DEI COSTRUTTORI?… PERCHE’ NON DICE CHE LA PROPOSTA DELLA ROMA PREVEDEVA GIA’ UN TAGLIO DEL 35% DEI VOLUMI?… CHE FINE HA FATTO IL PERICOLO IDROGEOLOGICO?… LO STADIO E’ SOLO IL 25% DEI VOLUMI PREVISTI

Le parti esultano per l’accordo raggiunto. Ma basta entrare nei dettagli della trattativa per comprendere che su molti punti del capitolato bisognerà  ancora discutere.
E la partita politica appare tutt’altro che conclusa.
Ora si entra nella fase più difficile, quella della realizzazione, come scrive Sarzanini su Il Corriere della Sera.
Oltre al taglio della cubatura, sono state inserite una serie di clausole legate alla realizzazione delle opere pubbliche che cambiano in maniera pesante il progetto allegato alla delibera 132 firmata nel 2014 dall’allora sindaco Ignazio Marino.
E dunque bisognerà  preparare una nuova delibera, ottenerne l’approvazione e soprattutto riconvocare la Conferenza dei Servizi per le autorizzazioni.
Alcune cose sono chiare:
1) I volumi sono stati abbattuti del 50%, ma ci si dimentica di dire che l’ultima proposta dei costruttori già  prevedeva una riduzione del 35% rispetto al progetto inizaile. Quindi in realtà  si è ottenuto solo un 15% di tagli.
2) Se prima lo stadio rappresentava solo il 15% dei volumi delle opere previste, ora rappresenta pur sempre il 25-30% del nuovo progetto. Tutto il resto è un regalo ai costruttori.
3) Dal ridimensionamento del progetto deriva, come era prevedibile, un ridimensionamento anche delle opere pubbliche che il proponente si era impegnato a realizzare: quindi a perderci sono i cittadini romani.
A cadere sono il prolungamento della metro B, il ponte aggiuntivo sul Tevere e la bretella sulla Roma-Fiumicino: tutte infrastrutture di cui la città  aveva bisogno a prescindere dallo stadio e che però il Comune di Roma non può realizzare per la penuria di liquidità . Le infrastrutture sarebbero state ovviamente utilizzabili per tutta la settimana e non soltanto il giorno della partita.
Quindi il ritorno per la città  è pari a zero.
4) Il gruppo comunale del M5S si è spaccato e sono tra 8 e 10 i consiglieri che hanno votato contro il nuovo compromesso. Che faranno quando dovranno votarlo in consiglio? Ma di questo parliamo in altro articolo.
Qualcuno obietterà : ma il privato se costruisce uno stadio deve anche poterci guadagnare.
Non è in questi termini la questione: in altri casi la società  calcistica si limita a costruire lo stadio mantenendo i diritti solo per le attività  di marketing e dei servizi ristoro inglobati nello stadio, che c’entrano i centri commerciali, le abitazioni, gli alberghi e i negozi di una vasta area come quella di Tor di Valle?

E in ogni caso lo stadio rappresenta i due terzi dell’intera volumetria prevista, non certo il 25%.
Questa è semplicemente un affare commmerciale con cui si permette a privati di speculare su un’area comprata a prezzi stracciati da un fallimento.
E se il privato ha diritto a provarci a fare un affare, dove sta scritto che un ente pubblico deve fare beneficienza?

(da agenzie)

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COMPLICE DEI PALAZZINARI: LA RAGGI COME PREVISTO DICE SI’ ALLO STADIO A TOR DI VALLE

Febbraio 24th, 2017 Riccardo Fucile

COME FOTTERE GLI ELETTORI: PRENDI I VOTI PER UN PROGRAMMA E POI FAI L’OPPOSTO… IL RISCHIO IDROGEOLOGICO SI E’ DISSOLTO IN UNA SERA, LE CUBATURE RESTANO SPROPORZIONATE RISPETTO ALLO STADIO, INFATTI ESULTA LA ROMA

Accordo raggiunto per la realizzazione dello stadio della Roma a Tor di Valle: è quanto è emerso dall’incontro tra la sindaca Raggi – in Campidoglio dopo le 9 ore trascorse al San Filippo Neri – il costruttore Luca Parnasi e il ds della Roma Mauro Baldissoni, in rappresentanza del presidente James Pallotta.
Prima del vertice la prima cittadina era stata lungamente a colloquio con i consiglieri M5s della maggioranza per confrontarsi su un progetto non visto di buon occhio da tutti i pentastellati, anche per una serie di problemi riguardanti il rischio di esondazione nell’area dell’ex Ippodromo.
Un incontro tumultuoso tra la sindaca e i consiglieri: alcuni sono andati via, altri si sono astenuti e c’è chi ha votato contro..
L’accordo che è emerso pare prevede il taglio del 50 per cento delle cubature previste dal progetto originario, ma lo stadio occuperebbe pur sempre appena il 25% delle strutture previste.
Intorno alle 18 Virginia Raggi aveva lasciato l’ospedale dove era stata sottoposta a una serie di accertamenti, e l’incontro decisivo con i proponenti dello stadio della Roma, era slittato di un paio d’ore rispetto alla tabella di marcia.
La sindaca era andata al San Filippo Neri in mattinata a causa di un lieve malore avvertito nella propria abitazione.
La prima cittadina, che aveva annullato una conferenza stampa prevista per le 11, aveva in un primo momento messo in dubbio la sua presenza al vertice con il dg giallorosso Baldissoni e il costruttore Parnasi, ma dopo avere ricevuto rassicurazioni dai medici circa il suo stato di salute, ha voluto confermare l’appuntamento.
Ora la svolta verso il sì, nonostante la rivolta dei consiglieri ostili all’impianto e i vari ondeggiamenti registrati dal Movimento negli cinque giorni.

(da agenzie)

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LE MINACCE DELLA “GUARDIA DEL CORPO” DI GRILLO AI DISSIDENTI LIGURI CINQUESTELLE

Febbraio 24th, 2017 Riccardo Fucile

“A TE TI PRENDO, VAI PURE A DENUNCIARMI AI CARABINIERI, PEZZO DI MERDA, TU E TUO FIGLIO. DOMANI VENGO A CASA TUA, SEI UN INFAME. CHI FINISCE ALL’OSPEDALE NON FA PIU’ DENUNCE”…DUE CONDANNE, UNA PER TRAFFICO DI DROGA, E UNA FOTO CON DI MAIO

Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Ferruccio Sansa racconta oggi delle nuove mirabolanti gesta di Daniele Tizzanini, “«simpatizzante» del MoVimento 5 Stelle e non un’attivista”, come dice Alice Salvatore, che si è messo a minacciare gli eletti liguri che hanno lasciato il partito di Beppe Grillo.
Tizzanini, alias Daniele Genoa Marassi, è una delle “guardie del corpo” che scortarono Beppe Grillo nella passerella in giro per Genova alluvionata ma è stato anche il protagonista di un’aggressione ai giornalisti del Secolo XIX e ha due condanne, una a dieci mesi per aggressioni ai tifosi del Verona, e l’altra per possesso e traffico di droga (300 grammi di cocaina), costata cinque anni di carcere all’ultrà  genoano, uscito nel 2006 grazie all’indulto che Grillo contestava.
Recentemente è animatore di un gruppo Facebook che lancia boicottaggi alle trasmissioni che parlano (male, secondo lui) del M5S.
Fabio Vistori, consigliere comunale M5S di La Spezia, ti fa sentire la registrazione delle minacce ricevute: da quando sostiene Pizzarotti sono all’ordine del giorno: “A te ti prendo,vai pure a denunciarmi dai carabinieri…pezzi di merda, tu e tuo figlio. Domani vengo a casa tua, ti vengo a prendere. Tu sei un infame e ce la ragioniamo noi. Chi finisce all’ospedale non fa più denunce”. […]
Riecco Tizzanini nel 2016 fotografato a bordo di un’auto diretta a un incontro del Movimento in Basilicata. Insieme con Salvatore e De Ferrari. Fino alla faida M5S di queste settimane.
E dalla bacheca di Tizzanini partono messaggi verso i dissidenti: “I topi infami come voi amici di Putti e Pizzarotti devono sparire. Infame di merda”, scrive a un collaboratore di Putti.
Poi a Vistori: “Tua madre è una t…, me la inc…tutte le notti”.
Altri messaggi in cui manda “affan culo ”Putti e compagnia ottengono commenti favorevoli su Facebook.
Il Fatto riporta anche una imbarazzata replica di Alice Salvatore sul tema:
“Abbiamo viaggiato con Tizzanini una sola volta. Ai nostri incontri si è sempre comportato bene”.
Ci sono immagini di voi insieme, dopo che era già  noto alle cronache:
“Condanno ogni intimidazione. È solo un simpatizzante, non un attivista”.
La sua bacheca Facebook riporta decine di foto alle vostre manifestazioni, anche con Di Maio e Grillo:
“Non li conosce, non c’entra niente con Grillo. Tizzanini è stato in carcere, ma bisogna riabilitare la gente”.
Ma qui si parla di minacce…
“Perchè non parlate così anche delle teste calde degli altri partiti?”.

(da “NextQuotidiano”)

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