Settembre 14th, 2015 Riccardo Fucile
LO AVEVA DEFINITO “CONSULENTE DELLE MULTINAZIONALI”…. UN ANNO E PENA SOSPESA, PROVVISIONALE DI 50.000 EURO
Beppe Grillo condannato per diffamazione aggravata del professore dell’Università di Modena Franco Battaglia.
L’accusa per il leader M5S era quella di aver detto che il docente fosse “consulente delle multinazionali” e aver diffuso in rete il messaggio.
Il tribunale di Ascoli Piceno ha condannato il comico a un anno di reclusione (pena sospesa) per le frasi pronunciate durante un comizio per il referendum sul nucleare tenuto l’11 maggio 2011 a San Benedetto del Tronto.
Grillo dovrà anche pagare una multa di 1.250 euro, mentre alla parte offesa è stata riconosciuta una provvisionale di 50 mila euro.
L’intervento del docente era stato trasmesso ad Anno Zero su Rai2: “Vi invito”, aveva detto Grillo nel corso del comizio, “a non pagare più il canone Rai. Io non lo pago più perchè non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci nel culo e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”.
Nella sua testimonianza al processo, il professor Battaglia ha riferito anche di danni alla sua auto e di una strana telefonata ricevuta in ateneo prima dell’atto vandalico.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 14th, 2015 Riccardo Fucile
LO AVEVA DEFINITO “CONSULENTE DELLE MULTINAZIONALI”…. UN ANNO E PENA SOSPESA, PROVVISIONALE DI 50.000 EURO
Beppe Grillo condannato per diffamazione aggravata del professore dell’Università di Modena Franco Battaglia.
L’accusa per il leader M5S era quella di aver detto che il docente fosse “consulente delle multinazionali” e aver diffuso in rete il messaggio.
Il tribunale di Ascoli Piceno ha condannato il comico a un anno di reclusione (pena sospesa) per le frasi pronunciate durante un comizio per il referendum sul nucleare tenuto l’11 maggio 2011 a San Benedetto del Tronto.
Grillo dovrà anche pagare una multa di 1.250 euro, mentre alla parte offesa è stata riconosciuta una provvisionale di 50 mila euro.
L’intervento del docente era stato trasmesso ad Anno Zero su Rai2: “Vi invito”, aveva detto Grillo nel corso del comizio, “a non pagare più il canone Rai. Io non lo pago più perchè non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci nel culo e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”.
Nella sua testimonianza al processo, il professor Battaglia ha riferito anche di danni alla sua auto e di una strana telefonata ricevuta in ateneo prima dell’atto vandalico.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 12th, 2015 Riccardo Fucile
ALLA PRIMA NOMINA IN REGIONE LIGURIA VANNO PROPRIO A INDICARE UNO DEI TRE “SOCI” DEL MOVIMENTO
L’8 settembre, nel giorno dell’anniversario del Vday di Bologna, mentre tutto il Movimento cinque
stelle dimenticava di celebrare il glorioso giorno – di quella data resta una pagina di giornale ingiallita incorniciata e appesa nella sala riunioni della Casaleggio associati – il M5S indicava e portava a casa una nomina importante nel sistema delle società partecipate italiane: la nomina di Enrico Maria Nadasi nel cda di Filse.
E cos’è Filse? E poi, chi è Enrico Maria Nadasi?
Filse è la società partecipata della Regione Liguria per l’attuazione della politica regionale in campo economico e sociale.
Tradotto, è la finanziaria della regione, una potente cassaforte degli investimenti (dunque delle politiche e del consenso) regionali, è stata la chiave di volta vera (e la camera di compensazione) del sistema di potere trasversale di Burlando (quella rete che dal Pd lambiva la destra di Scajola, la curia, la Banca a Genova).
Il M5S aveva preso una valanga di voti in Liguria proprio contro quel sistema di potere, superando la cifra del 25 per cento, risultando primo partito, determinante nell’affossare il Pd del sistema-Burlando.
Naturale che tutti lo attendessero alla prova del rinnovamento e della lotta ai sistemi di potere trasversali e alle reti amicali.
Ma la nomina nel cda di Filse, come consigliere di opposizione che dovrà controllare gli atti della società , di Nadasi, sta facendo discutere.
Lui ha un curriculum eccellente, è laureato in economia aziendale, master in contenzioso tributario alla Scuola superiore di economia e finanze del ministero delle finanze, e una carriera lunga e stimata di consulenze economiche alle spalle.
Ma alcuni ritengono sia in conflitto d’interessi: è infatti il commercialista di fiducia di Beppe Grillo, e è anche – nell’atto costitutivo del Movimento (sì, anche il Movimento ne ha uno) – uno dei tre firmatari, assieme a Beppe Grillo stesso (il presidente) e al nipote Enrico Grillo (vicepresidente).
Formalmente, anche solo formalmente, Nadasi è oggi il “segretario” del Movimento.
«Scegliendo il commercialista di Grillo – ci spiega la fonte che ci racconta questa storia, esponente di primissimo livello nel centrodestra ligure – il M5S regala a tutti noi un’arma formidabile sul piano nazionale: la prima volta che parleranno contro i familismi e le reti di potere noi risponderemo “la prima cosa che avete fatto voi è stata indicare il commercialista di Grillo”».
Il centrodestra non ha posto alcun ostacolo alla scelta di Nadasi.
Lo ha fatto all’inizio solo Raffaella Paita, ma poi il Pd ligure – debolissimo dopo la batosta elettorale – ha votato assieme al M5S.
L’operazione-Nadasi in cda è stata materialmente gestita da Alice Salvatore, la candidata del M5S alle ultime regionali in Liguria, che ha riscosso un notevolissimo successo elettorale.
Ci dice: «Noi Filse la vogliamo chiudere. Grillo non sapeva una cippa della nomina di Nadasi; siamo stati noi a pensare che avesse il profilo giusto».
Alice è stata molto sostenuta in campagna elettorale da Luigi Di Maio, che per lei si è speso: andando in Liguria, facendo iniziative insieme (sul microcredito e altro), mettendoci tanto la faccia; cosa che sceglie di fare quando è particolarmente convinto della bontà di un candidato.
Naturalmente una cosa del genere, se può passare sotto silenzio in Liguria (notata soprattutto da astuti anziani navigatori del centrodestra), è invece una contraddizione rumorosa a Roma: dove tantissimo movimento – eletti e militanti – continua a sperare che l’8 settembre non sia la data di un’abdicazione.
Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 4th, 2015 Riccardo Fucile
L’ANALISI SUI SONDAGGI: “CI HA AIUTATO ANCHE LA TV”
Un picco, il massimo storico. I numeri dei Cinque Stelle – stando ai sondaggi – continuano a crescere.
Dopo l’analisi di Scenari Politici ripresa dal blog di Beppe Grillo qualche settimana fa (che dava la forbice tra Pd e M5S ridotta a soli tre punti, 29 contro 26), un nuovo rilevamento (stavolta di Piepoli per La Stampa ) rischia di rovesciare gli equilibri della politica: nel caso di una alleanza Pd-Ncd, il Movimento sarebbe la prima forza politica in Italia, con il 29% dei consensi.
Dati che hanno ovviamente portato entusiasmo tra i Cinque Stelle.
«Il nostro trend è in crescita dalla prima edizione di Italia 5 Stelle – commenta Roberta Lombardi -. Dopo le Europee c’era stato un momento di scoramento, ma poi il rilancio è passato soprattutto dai territori».
Leitmotiv nell’analisi degli eletti pentastellati è «la coerenza, il metodo, il rispetto verso programmi ed elettori».
Ma sull’impennata (virtuale) ci sono visioni diverse.
Lombardi punta sulla fattività del Movimento: «Restituiamo gli stipendi, aiutiamo le aziende con il fondo per microcredito, anche in Sicilia ci siamo sostituiti a uno Stato assente con la realizzazione della trazzera».
«Il fatto è che noi siamo una forza piena di contenuti – spiega Carla Ruocco – e li stiamo portando all’attenzione pubblica: il reddito di cittadinanza, ma anche la nostra posizione sui diritti civili, che sconfessa chi ci vuole indicare come quelli che dicono sempre no».
Per Barbara Lezzi, invece, i meriti del Movimento vanno divisi con i demeriti del governo: «Sentire esultare il premier per degli zero virgola con il Paese in ginocchio significa offendere gran parte dei cittadini».
E spiega: «I dati sono gonfiati dagli sgravi, ma la disoccupazione al Sud è tre volte quella del Nord e qui, in queste zone, il nostro elettorato si sta allargando perchè ci vedono come gli unici in grado di aiutarli».
«La verità è che, dove governiamo, governiamo bene» – dice invece Filippo Nogarin -. E nonostante in parlamento siamo all’opposizione abbiamo dimostrato di essere dalla parte dei cittadini».
Ma a incidere sulle intenzioni di voto pesa anche il cambio di strategia del Movimento, una presenza più assidua sui media tradizionali, tv in primis.
«Credo che una diversa esposizione abbia aiutato – ammette Ruocco -, ma è stato importante anche non esserci esposti troppo subito, specie in programmi dove non si discute di contenuti. Certo, anche ora selezioniamo molto».
L’identikit degli elettori attratti dai Cinque Stelle è – secondo l’ex capogruppo Lombardi – quello di «persone che prima avevano diffidenza, ma anche delle varie associazioni che si sono sentite prese in giro dai politici per anni».
Lezzi individua un avvicinamento nel popolo delle «piccole e medie imprese, degli artigiani e dei professionisti».
«Adesso non ci percepiscono più come l’antipolitica – chiosa Ruocco – : il corpo estraneo sono gli altri».
Per la deputata, che fa parte del direttorio del Movimento, «non solo la parte più fragile delle pmi, ma anche la borghesia e il mondo della scuola tradito dalle defaillance del governo» stanno guardando come alternativa ai Cinque Stelle. Ma l’apertura verso un nuovo elettorato – afferma Ruocco – non riguarda solo i vertici e gli aletti: «Anche la base sta parlando con un’altra fetta di Italia. Il processo di maturazione è a tanti livelli».
Di sicuro deputati e senatori si stanno confrontando – con esiti e soluzioni non sempre distensive – con nuove realtà e con platee diverse dalle tradizionali.
Dopo la presenza di Mattia Fantinati al Meeting di Rimini, ora i parlamentari del Movimento fanno il loro esordio al Forum Ambrosetti Cernobbio.
«Ci andrò perchè è giusto dare voce al 25% degli italiani che ci hanno votato e che, direttamente o indirettamente, devono interagire con quella parte di società ben rappresentata al Forum».
«Porterò i nostri temi – prosegue la senatrice -: il reddito di cittadinanza, l’idea di un welfare moderno, ma anche un nuovo modo di affrontare i temi dell’evasione fiscale. Solo l’1,7% dei controlli riguarda grandi imprese e banche».
E non solo: «Presenterò la nostra idea di spending review, quella presentata dal governo non può essere sostenuta» .
Emanuele Buzzi
(da “il Corriere della Sera”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 2nd, 2015 Riccardo Fucile
COME SI AVVICINA AL GOVERNO DEL PAESE, ECCO LA MOSSA DEL LEADER PER RIPORTARLO GIU’: ORA GLORIFICA PURE ORBAN E SPARA BALLE SULLA GERMANIA
“La Merkel ha mentito e illuso migliaia di profughi e gettato l’Ungheria nel caos”. Beppe
Grillo con un post sul suo blog “Merkel, apri le porte o chiudi la bocca”, ricorda che i profughi siriani che “si sono messi in viaggio per la Germania osannando Mamma Merkel, ieri hanno invaso la stazione di Budapest per prendere il treno verso la Germania creando il caos perchè lì hanno scoperto che quelle della Cancelliera erano solo parole buone per i titoli dei giornali e che non possono andare in Germania”.
Nel giorno in cui un sondaggio Piepoli prevede che il M5S possa superare l’alleanza Pd-Ncd, ci voleva qualcuno che riportasse i Cinquestelle sotto.
Non è la prima volta e non sarà l’ultima: le sortite di Grillo spesso hanno penalizzato l’ascesa del Movimento nel momento in cui, nella versione moderata dei suoi giovani parlamentari, acquista consensi tra i delusi da Renzi.
Non a caso un’uscita come quella di Grillo oggi va contro quella fascia di elettorato che potrebbe tradire il premier e rivolgersi al forno dei Cinquestelle.
Un’imprudenza per taluni, una scelta precisa a parer nostro: il giocattolo rischia di sfuggirgli di mano, in caso di vittoria, mentre il compito assegnatogli è quello di tenere congelato il dissenso che sale nel Paese.
Nello specifico poi Grillo oggi le ha sparate grosse: la Germania accoglierà entro fine anno 800.000 profughi, contro i 250.000 previsti e il comico genovese sta pure a polemizzare?
La Merkel ha avuto le palle (che lui non ha) di sfidare l’Europa: noi ci prendiamo i siriani, voi altri 27 riuscite almeno a dividervi gli altri profughi o sapete fare solo chiacchiere e lasciare Italia e Grecia nella bratta?
Non esiste alcun blocco della Germania verso l’arrivo dei siriani, quello lo sta facendo Orban, il neo amichetto di Grillo: basterebbe che facesse partire i siriani invece che lanciare lacrimogeni a Budapest e la stazione sarebbe tornata da tempo alla normalità .
Ovvio che la Germania vuole solo i siriani, perchè dovrebbe farsi carico di tutto il genere umano, quando c’è un’Europa ricca di altri 27 Stati?
Tranquillo Grillo, la Germania sta mantenendo le promesse, vista l’accoglienza che sta dando ogni giorni a centinaia di siriani che arrivano a Monaco.
Ma accostare il Movimento prima a Farage e ora a Orban vuol dire buttare a mare il lavoro dei Di Maio e Company e ributtarsi nel becerismo che non paga, proprio quando stai acquisendo voti in ambienti moderati.
Se poi quello di non governare mai, come pensiamo noi, è il tuo scopo prefissato, sarebbe ora che qualcuno avesse il coraggio di pensionarti a Sant’Ilario.
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 2nd, 2015 Riccardo Fucile
UNA PARTE DEGLI ELETTORI CHE MAI AVREBBERO PENSATO DI VOTARE M5S ORA SONO PRONTI A FARLO… NON AMANO GRILLO, MA SONO DELUSI DA TUTTI GLI ALTRI
Una parte degli elettori che in passato mai e poi mai avrebbero pensato di votare Cinque
Stelle ora sono pronti a farlo. Anche elettori «insospettabili», che magari detestano Beppe Grillo, ma sono talmente delusi da tutti gli altri, da essere pronti a fare un passo (per ora mentale), impensabile fino a poche settimane fa.
È un fenomeno recente, carsico, per ora avvistato, ma non ancora certificato dai migliori istituti di sondaggi.
Dice Roberto Weber, l’unico sondaggista che due anni fa capì in anticipo l’escalation del Movimento Cinque Stelle: «Sì, è così. È’ un fenomeno recente, che riguarda elettori prevalentemente della sinistra tradizionale, quelli che votavano Pci, Ds o Pd, che in parte potrebbero “colmare” una parte di elettori che sono invece tornati a propendere per l’astensione. Ora sarà interessante studiare a fondo le ragioni di questa novità ».
Anche il professor Gianfranco Pasquino, già allievo di Norberto Bobbio e di Giovanni Sartori, è dell’idea che qualcosa si stia muovendo: «In questa stagione la politica classica non è migliorata: può essere che Renzi non abbia responsabilità nella crisi di Roma, ma questa crisi c’è. Può darsi che l’Italia non abbia responsabilità nella difficoltà dell’Europa di affrontare i flussi migratori, ma questa Europa non ci rassicura sulle sue capacità di farcela. Questi e altri problemi persistenti, a cominciare da quelli economici, stanno creando in una parte di elettorato “normale” e attento alle vicende politiche una disponibilità a guardare verso il movimento Cinque Stelle».
Sostiene Flavia Perina, negli anni dell’Msi militante della destra sociale, oggi condirettore dell’agenzia Adn-Kronos: «Vero, anche a destra c’è un’attenzione nuova e diversa verso i Cinque Stelle. La sorpresa è che si tratta di persone che hanno una formazione politica, ma che davanti alla diaspora della destra organizzata e al salvinismo, stanchi di votare per gli stessi degli ultimi 20 anni, sono pronti a dare il proprio voto al Cinque Stelle. col quale condividono la pulsione anti-sistema».
La percezione, per ora epidermica di una crescente simpatia verso i grillini aveva trovato una prima segnalazione ai primi di agosto: in una sondaggio di «Scenari Politici», il Pd calava del 6,3% rispetto all’aprile scorso, mentre il Cinque Stelle cresceva del 4,9% nello stesso periodo, portandosi al 26,1%.
Quali le ragioni? L’emersione di una classe dirigente che non sfigura in tv? Restare alternativi al sistema ma senza le invettive della prima ora?
«Bisogna riconoscere – dice il professor Arturo Parisi, uno dei “padri” dell’Ulivo – che i Cinque Stelle hanno superato ampiamente la prova che li attendeva. Dopo il 25% alle Politiche i giornali scrivevano è “una bolla” che si sgonfierà e hanno tenuto; dopo hanno scritto: sta arrivando la frana e invece hanno tenuto. Senza fare chissà che. si sono dati un ceto politico riconosciuto e riconoscibile; il profilo di Grillo si è relativizzato e quanto a Renzi sta alimentando un mal di pancia diffuso: per il Pd potrebbe diventare problematico un ballottaggio con i Cinque Stelle». Ma davvero un elettorato tradizionalista di sinistra ora è disponibile al grande salto?
«Un Grillo leggermente più moderato, gli insulti lasciati a Salvini, i grillini in tv che sembrano parlamentari “normali” – sostiene Pasquino – sono fattori che consentono ad un elettorato “normale” di prendere in considerazione il voto per un movimento che rappresenta l’unica alternativa. Ora tocca a Grillo fare la mossa successiva: indicare un candidato credibile alla guida del governo».
Fabio Martini
(da “La Stampa”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 2nd, 2015 Riccardo Fucile
DI MAIO: “MINISTRI DECISI VIA WEB”
Le due parole chiave sono “organizzazione” e “governo”. E la prima tappa dove declinarle assieme sarà la festa nazionale di Imola, Italia 5 Stelle, prevista per il 17 e il 18 ottobre.
Il raduno di un Movimento che vuole cambiare regole: per prendersi tanti Comuni in primavera, e accelerare così la corsa verso le Politiche.
Per questo, si presenterà a Imola come “una forza di governo”, che realizza cose e punta su gente sperimentata.
Non a caso il primus inter pares dei parlamentari, Luigi Di Maio, già rilancia: “Prima delle prossime elezioni nazionali vi presenteremo una squadra, sceglierete i nostri ministri e il nostro presidente del Consiglio”.
Mentre un sondaggio dell’Istituto Piepoli rivela: se si votasse oggi con l’Italicum, un listone con Pd più Ncd prenderebbe il 28 per cento.
Ossia caricandosi Alfano e i suoi fratelli il partito di Renzi, ora stimato al 32 per cento, precipiterebbe di quattro punti.
E sarebbe una fortuna per il M5s, che diventerebbe il primo partito con il 29.
E andrebbe da favorito all’inevitabile ballottaggio.
“È la conferma che avevamo ragione noi, l’incoerenza viene punita” commenta Carlo Sibilia, membro del Direttorio 5 Stelle.
Sarà contento anche Beppe Grillo, che domenica scorsa da un palco di Brescia ha dettato la rotta: “Nel 2013 non eravamo pronti, abbiamo imbarcato tutti”.
Tradotto, arriveranno paletti più stringenti per le candida-Comuni e nelle Regioni .“Dobbiamo ricordare che sappiamo amministrare” è la parola d’ordine.
Sindaci e consiglieri ne parleranno nei padiglioni distribuiti lungo l’Autodromo, ripartiti per Regioni. Per i meet up ci sarà un’area apposita.
Molte le analogie con l’appuntamento del Circo Massimo dell’anno scorso, prima edizione della festa.
Dall’agorà per l’incontro tra parlamentari e cittadini, al grande palco che ospiterà concerti e artisti e gli interventi degli eletti su temi specifici.
Fino al largo spazio per Grillo e Casaleggio, con l’artista genovese che farà capolino di continuo.
Anche i costi saranno molto simili, attorno ai 600 mila euro, da coprire con donazioni on line e sottoscrizioni. Possibile che alla festa venga aggiunta una terza giornata, quella del 16. Il nodo verrà sciolto nei prossimi giorni.
Quel che è certo è lo spirito dell’iniziativa, e lo conferma Lombardi: “Al Circo Massimo il senso era ‘incontriamoci, facciamo rete’: quest’anno invece il taglio è l’Italia del governo a 5Stelle. Domineranno i risultati”.
E non solo: “Stiamo raccogliendo segnalazioni da tutti i territori su piccole e medie imprese innovative, che possano venire a illustrare il loro lavoro”.
Insomma, vetrina per le Pmi, un pallino di Casaleggio , il più convinto di urne imminenti.
Magari da affrontare con le nuove regole evocate da Grillo. Roberto Fico assicura: “Quella di Beppe era più che altro una chiamata alle armi, un modo di dire che ci siamo: nessuna abiura del web”.
E Sibilia: “C’è solo qualcosa da registrare per fare ancora meglio”.
La parziale sorpresa arriva dal sindaco dissidente di Parma, Federico Pizzarotti.
Che non boccia Grillo, ma rivendica: “Spero che ora si prenda coscienza del fatto che il web non sarà più unico arbitro delle liste.”
Luca De Carolis
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 1st, 2015 Riccardo Fucile
IN VISTA UNA RISTRUTTURAZIONE E UNA RIGIDA SELEZIONE DEI MEETUP LOCALI
Addio al partito liquido, maggiore selezione all’ingresso e riorganizzazione – con annesso filtraggio – dei meetup.
Beppe Grillo prosegue sulla strada del rinnovamento del Movimento Cinque Stelle e ora, per la prima volta, ammette con un pizzico di autocritica: «Nel 2013 non eravamo pronti». Oggi, a più di due anni dall’ingresso in parlamento, fa un passo avanti: «Finora siamo andati avanti a braccio, senza avere un’organizzazione. Ma adesso ci sarà ».
La gente non basta più
Il capo dei Cinque Stelle ha indicato la via da Brescia domenica sera. L’occasione era il decimo compleanno del locale meetup, uno dei primi nati nel 2005.
È salito sul palco con Vito Crimi nei panni dell’anfitrione e Luigi Di Maio nei panni di Luigi Di Maio (il vicepresidente della Camera era l’unico con la giacca nonostante la calura: «Ha parlato per un’ora senza sudare, ha dei poteri occulti. Il suo sudore si autoprosciuga» ha scherzato Grillo).
A parte le immancabili accuse al «sistema» («Siamo in un regime di dittatura che sta in piedi grazie alla propaganda») e le consuete previsioni politiche («Se andiamo alle elezioni vinciamo noi e in 24 ore sono tutti fuori dai cogl…»), Grillo ha fatto una riflessione importante. Un’ammissione che dimostra come «la gente» non sia in grado di offrire il meglio alla politica. Che se il principio «uno vale uno» può valere al momento del voto, non è detto che si possa applicare anche per chi poi è chiamato a fare politica all’interno delle istituzioni.
Un nuovo filtro
In sostanza: Grillo ha capito che serve una maggiore selezione della classe politica, anche di quella a Cinque Stelle. Non basteranno più poche centinaia di voti online per entrare in Parlamento. «Nel 2013 non eravamo pronti. Abbiamo incamerato chiunque. Nei movimenti, nei partiti, arriva di tutto. Gente un po’ frustrata che le ha provate tutte».
Serve un filtro. Perchè evidentemente, grazie alle capacità e alle competenze individuali, qualcuno vale più di qualcun altro.
Bisogna quindi ripartire dal territorio, da quello che è il cuore del movimento: i meetup.
E il sistema che è andato avanti fino ad oggi, molto liquido, molto aperto, va rivisto: «Cercheremo di organizzare meglio i meetup» dice Grillo, che ha affidato il compito ad Alessandro Di Battista e a Roberto Fico, due dei cinque membri del «direttorio» creato proprio in un’ottica di ristrutturazione del Movimento.
Innanzitutto verranno azzerati quelli regionali: «I meetup hanno ambito territoriale ristretto – si legge in un vademecum stilato dai due parlamentari -. Per la loro stessa natura orientata ai temi locali, non hanno motivo di esistere meetup regionali o nazionali».
L’autorizzazione dall’alto
Ma il vero punto è un altro: i vertici del Movimento cercheranno di fare una sorta di selezione tra i meetup «buoni» e quelli meno buoni. Servirà un maggiore controllo dall’alto.
E per evitare sorprese è stato messo nero su bianco un concetto chiarissimo: «La partecipazione al meetup non dà diritto all’uso del simbolo MoVimento 5 Stelle».
Di più: «L’uso del nome “Beppe Grillo” sarà inibito qualora gli scopi del meetup fossero evidentemente contrari alle finalità descritte dal suo blog».
E ancora: «Qualsiasi dichiarazione agli organi di stampa degli iscritti al meetup viene effettuata esclusivamente a titolo personale o di un gruppo di cittadini impegnato su un tema, senza la spendita del nome di Beppe Grillo o del Movimento 5 Stelle».
I meetup dunque potranno nascere spontaneamente, ma solo alcuni verranno considerati ufficiali. E l’idea è di trasformarli, poco a poco, in una sorta di sedi territoriali del Movimento. Come succede con le sezioni dei vecchi partiti, ma con un po’ più di controllo dall’alto.
Marco Bresolin
(da “la Stampa”)
argomento: Grillo | Commenta »
Agosto 29th, 2015 Riccardo Fucile
LA RESCISSIONE DEL CONTRATTO CON IL GRUPPO MAURI SPAGNOL SI RIFLETTE SULLE PERDITE DELLA CASALEGGIO ASSOCIATI…IL 15% DELLE QUOTE ORA FANNO CAPO A MAIOCCHI E BENZI
Il “divorzio” da Chiarelettere è costato caro a Gianroberto Casaleggio.
La società di consulenza del cofondatore del MoVimento 5 Stelle, che cura tra l’altro il blog di Beppe Grillo, ha infatti chiuso il bilancio 2014 con una perdita di 152mila euro contro l’utile di 255mila messo a segno l’anno prima.
Quando si è interrotto il contratto con il gruppo editorale Mauri Spagnol, per il quale la Casaleggio associati seguiva la comunicazione online oltre a gestire il sito cadoinpiedi.it, nato come “comunità degli autori di Chiarelettere” (che è anche tra gli azionisti de Il Fatto Quotidiano).
Di conseguenza, stando al bilancio depositato pochi giorni fa, i ricavi ottenuti dalle attività di consulenza strategica e dall’editoria digitale sono scesi del 25%, da oltre 2 milioni di euro a 1,5 milioni.
Nessun dividendo, dunque, per Casaleggio e il figlio Davide, che hanno entrambi il 30% e nel 2014 si erano spartiti con gli altri soci Luca Eleuteri (che è uno dei fondatori e ha il 20% delle quote) e Marco Bucchich (a cui all’epoca faceva capo un altro 20%) una cedola da 245mila euro.
La perdita della società è stata coperta utilizzando 4.237 euro di utili portati a nuovo e 147mila euro di riserva straordinaria.
Riserva che è stata costituita ad hoc nel corso dell’esercizio. Durante l’anno, poi, i debiti sono saliti da 376mila a 406.545 euro e gli oneri finanziari sono passati da 1 milione a 2,2 milioni di euro.
Tra la chiusura del bilancio 2014 e il suo deposito, la Casaleggio associati ha visto poi un riassetto dell’azionariato: in maggio accanto ai Casaleggio, a Eleuteri e a Bucchich (sceso al 5%), nella compagine sono entrati con il 7,5% ciascuno Maurizio Benzi e Marco Maiocchi. Quest’ultimo, progettista software, è dipendente della Casaleggio associati dal 2006.
Benzi, esperto di consulenza web, ha invece lavorato con il cofondatore dell’M5S già ai tempi di Webegg (la società ex Olivetti di cui Casaleggio è stato amministratore delegato fino al 2000) e collabora con Casaleggio associati dal 2004.
L’anno successivo ha fondato a Milano il primo Meetup degli amici di Beppe Grillo. Nel 2012, poi, si è candidato alle Parlamentarie del MoVimento nella circoscrizione di Voghera.
Non senza polemiche per il rischio di conflitto di interessi.
Alle elezioni 2013 era quarto nella lista della circoscrizione Lombardia 3 per la Camera, ma non è stato eletto.
Chiara Brusini
(da “Il Fatto Quotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »