Destra di Popolo.net

IL CASO DEL CONSIGLIERE GRILLINO SORPRESO A RUBARE IN UN CENTRO COMMERCIALE: 100 EURO DI MATERIALE ELETTRICO NASCOSTO NELLA BORSA

Marzo 10th, 2015 Riccardo Fucile

LA STORIA CHE FA PARLARE IL COMUNE DI TORRAZZA PIEMONTE, IMBARAZZO DEL SINDACO… IL MOVIMENTO: “ASPETTIAMO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO”

Metti una domenica pomeriggio, un centro commerciale in un paesino del Piemonte e un controllo su un cliente che, passando le casse, si trova con cento euro di materiale elettrico nascosto nella borsa.
Sembrerebbe un banale furto se non fosse che la persona coinvolta è un consigliere comunale della zona e sopratutto perchè la persona fermata appartiene al Movimento 5 stelle.
«Il consigliere del Movimento 5 Stelle Davide Bugli di Torrazza è stato sopreso a rubare materiale elettrico, per un valore di 100 euro, al “Self” di Settimo Torinese», titola il quotidiano Nuovaperiferia.it, sollevando un caso “mediatico” nella ridente cittadina di Torrazza Piemonte. Cosa è succeso?
La notizia, in sè, varrebbe poco più di una breve: un tizio, al Self di Settimo, passa le casse nascondendo nelle borse cento euro di materiale elettrico.
Beccato dal servizio di vigilanza interno, passa poi nelle mani dei carabinieri che lo denunciano per furto aggravato.
Peccato che il tizio in questione sia Davide Bugli, 41 anni, consigliere comunale a Torrazza Piemonte e, soprattutto, capogruppo del Movimento 5 Stelle.
I fatti contestati a Bugli risalgono al tardo pomeriggio di domenica 22 febberaio, ed hanno avuto come teatro il centro commerciale «Self» di Settimo Torinese.
Il consigliere comunale avrebbe varcato la linea delle casse nascondendo in una o più borse materiale elettrico (lampadine e poco altro) per un valore di cento euro.
I suoi movimenti non sono sfuggiti però agli agenti di vigilanza e agli uomini antitaccheggio, che lo avrebbero addiritura notato mentre toglieva il cellophane da un prodotto
Sono arrivati — secondo il quotidiano — i carabinieri di San Mauro. Ultimate le formalità  di rito Davide Bugli è stato denunciato per furto aggravato
Il capogruppo M5S, contattato dal giornale, si difende dalle accuse: «Mi ritengo assolutamente estraneo alla vicenda — spiega — è da capire cosa è stato dichiarato dopo le casse. Devo fare ancora delle indagini ma mi difenderò fino alla fine. oltre non posso andare.
Con lui c’è anche il Movimento 5 Stelle locale. «Gli daremo la possibilità  di difendersi e per ogni provvedimento aspetteremo l’esito del processo di primo grado. Se sarà  condannato sarà  lui stesso a dimettersi», ha rassicurato il consigliere comunale M5S a Chivasso Marco Marocco contattato da Nuovaperiferia.
Chivasso — spiega il giornale — prima di rilasciare dichiarazioni ha preferito confrontarsi sia con il collega di Torrazza Piemonte che con l’eletto in regione Davide Bono.

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M5S, LE CASE DEGLI UOMINI DI CASALEGGIO PAGATE COI FONDI PUBBLICI DEL SENATO

Marzo 10th, 2015 Riccardo Fucile

I GRILLINI HANNO SPESO 160.000 EURO PER GLI APPARTAMENTI DELLO STAFF COMUNICAZIONE, 40.000 PER IL SOLO ALLOGGIO DI ROCCO CASALINO…. MA LA NORMATIVA PREVEDE CHE I SOLDI SIANO USATI PER “FINI ISTITUZIONALI”

Contro gli affitti d’oro di Montecitorio il Movimento cinque stelle ha condotto una delle sue più popolari battaglie.
Al motto di “Basta milioni spesi per gli uffici parlamentari, anche gli onorevoli devono fare la loro parte” (e stringersi se necessario), la Camera ha alla fine rescisso parte dei contratti di locazione sottoscritti con la società  Milano 90 dell’immobiliarista Sergio Scarpellini.
Non a caso il deputato Riccardo Fraccaro, protagonista della “campagna” in Ufficio di presidenza, l’ha definita «una delle più grandi vittorie politiche del Movimento».
Solo che nel loro piccolo anche i grillini, che rivendicano orgogliosamente la loro diversità  e morigeratezza, rischiano di impantanarsi proprio su una vicenda immobiliare.
Dall’inizio della legislatura, ha ricostruito l’Espresso, al Senato hanno speso infatti 160 mila euro per pagare l’affitto di casa ai dipendenti della comunicazione, la cinghia di trasmissione tra lo staff della Casaleggio associati a Milano e il gruppo parlamentare di Palazzo Madama.
Un manipolo di fedelissimi (qualcuno è arrivato a Roma direttamente dalla srl del guru), scelti “su designazione di Beppe Grillo” come recita il codice di comportamento degli eletti e che si è accasato in una delle più belle zone di Roma, compresa fra il Pantheon e via Giulia.
DI CASA IN CASA
L’affittuario più noto è il coordinatore dello staff Rocco Casalino, divenuto celebre come inquilino di un’altra casa: quella del Grande Fratello (all’interno della quale, in tempi pre-Movimento, si dichiarava convinto sostenitore di Rifondazione comunista). Quando a fine 2012 provò a candidarsi per le elezioni regionali in Lombardia, ai militanti che lo criticavano sul blog per il suo passato televisivo rammentò la dura infanzia in Germania, in un piccolo appartamento dove il padre “per risparmiare non accendeva mai i riscaldamenti”.
Tempi quanto mai lontani, fortunatamente: dall’estate del 2013 l’ex gieffino ha trovato insieme a un collega il suo buen ritiro al quinto piano di un bellissimo palazzo secentesco in via di Torre Argentina, fatto costruire da una nobile casata viterbese e da due secoli di proprietà  di una storica famiglia romana.
Una stupenda casa a due passi dal Pantheon: per le sue due camere, il salone e i due bagni il gruppo parlamentare ha speso finora 40 mila euro di affitto.
Altri 50 mila euro, invece, sono andati per la pigione di un grande appartamento abitato fino allo scorso autunno da altri tre dipendenti.
Compreso – a quanto risulta a l’Espresso – il fedelissimo Nik il Nero, il camionista-videomaker divenuto celebre per i suoi editoriali politici girati nella cabina del suo tir. .Anche in questo caso, un’abitazione assai blasonata: è infatti del conte Emo Capodilista, che – ironia della sorte – essendo fra i proprietari di Palazzo Grazioli, è anche padrone di casa di Silvio Berlusconi .
Prima di lasciare Roma per Bruxelles, invece, il precedente capo della comunicazione Claudio Messora viveva in un grazioso monolocale dietro piazza Navona, anche questo all’interno di uno splendido palazzo nobiliare: 1.600 euro al mese per un quinto piano con angolo cottura.
In tutto, circa 26 mila euro di affitto. Andati a un altro proprietario dal sangue blu: una nobildonna appartenente alla famiglia dei marchesi di Sambuci, sposata col discendente di una famiglia di conti partenopei di antico lignaggio.
FONDI PUBBLICI, ALLOGGIO PRIVATO
Solo nel 2014, ha ricostruito l’Espresso, il Movimento cinque stelle ha speso 100 mila euro per le case dei dipendenti della comunicazione.
Ai quali vanno aggiunti altri 52 mila nel 2013, 8 mila di agenzia e altri 5 mila di utenze domestiche. Totale: 165 mila circa.
Forse troppo per gli stessi grillini, visto che negli ultimi mesi è andata in scena una “spending review” che dovrebbe consentire loro di spendere meno per l’anno in corso: alla fine dell’anno scorso le case affittate erano cinque, i dipendenti che ci vivevano erano sei, e costavano 6.291 euro al mese.
Ma se l’attenzione che i Cinque stelle riservano ai loro dipendenti è lodevole, il problema è che si tratta di fondi pubblici.
Il Senato infatti eroga ai gruppi parlamentari una somma in base alla loro consistenza (2,5 milioni l’anno nel caso del M5S) ma i contributi, recita il regolamento all’articolo 16 , “sono destinati esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attività  parlamentare e alle attività  politiche ad essa connesse (…) nonchè alle spese per il funzionamento dei loro organi e delle loro strutture, ivi comprese quelle relative ai trattamenti economici del personale”.
Insomma, in teoria il denaro non potrebbe essere utilizzato per stipulare contratti di locazione a uso abitativo ma solo per pagare gli stipendi dei dipendenti.
Se poi il Movimento ritenesse la casa un benefit indispensabile, potrebbe sempre aggiungere un extra in busta paga.
Come accade alla Camera, dove per alcuni dipendenti è previsto un rimborso a piè di lista per l’affitto (peraltro sottoposto a tassazione).
E che l’alloggio non rientri nelle fattispecie previste sembra confermarlo indirettamente il fatto che l’anno scorso questa spesa è stata inserita sotto la voce “godimento di beni terzi”. «Era quella che ci si avvicinava di più» spiega a l’Espresso il senatore Giuseppe Vacciano, ex tesoriere del gruppo: «E comunque quella dell’affitto è una clausola prevista nel contratto come fringe benefit, penso ci sia poco da fare…».
RISCHIO RESTITUZIONE
Nel 2014 il rendiconto del M5S ha superato il controllo di conformità  ma la società  di revisione (la Bdo) ha rammentato nella sua relazione come “la verifica dell’inerenza delle spese documentate agli scopi istituzionali per i quali i contributi sono erogati ai gruppi parlamentari è demandata al Collegio dei questori ed esula dalla nostra attività ”.
Le cose adesso potrebbero cambiare e sul prossimo rendiconto rischia di abbattersi la censura dei tre senatori chiamati a controllare i bilanci dei gruppi (una è la grillina Laura Bottici), che pure lo scorso anno non hanno sollevato obiezioni.
«Di recente c’è stata una segnalazione su questo aspetto e, se fosse confermata, siamo intenzionati a chiedere chiarimenti espliciti e approfondimenti» dice a l’Espresso il senatore-questore Lucio Malan. “Il rischio, nel caso le motivazioni addotte dal Movimento cinque stelle non venissero accolte, è che al gruppo siano decurtati i soldi spesi finora per i contratti di locazione”.

Paolo Fantauzzi
(da “L’Espresso”)

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L’EX GRILLINO VUOLE LA POLTRONA: “ENTRIAMO AL GOVERNO E CHIEDIAMO UN MINISTERO”

Marzo 9th, 2015 Riccardo Fucile

LETTERA APERTA DELL’EX BATTISTA AI DISSIDENTI: “CREIAMO UN GRUPPO CON SEL”

Le loro strade si sono separate, ora potrebbero nuovamente convergere.
L’appello di Lorenzo Battista, senatore ex Movimento 5 Stelle, arriva sotto forma di una lettera aperta pubblicata su Facebook.
I destinatari sono i colleghi senatori che come lui, entrati in Parlamento grazie al movimento di Beppe Grillo, ne sono usciti per dissidi con il leader.
Battista, oggi membro del gruppo Gal per le autonomie, invita gli ex M5S a fare un ragionamento pregno di realpolitik, in quel ramo del Parlamento dove la maggioranza del premier Renzi è più risicata ed esposta alle intemperie politiche.
L’idea è di proporsi come stampella del governo, attraverso la creazione di un gruppo parlamentare grazie alla fusione con Sel “con un’eventuale richiesta di un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico”.
Più che 2.0, la manovra di Battista ha tutti i tratti della politica vecchio stampo.
Una mossa da parlamentare navigato che ha consumato le suole delle scarpe tra i corridoi di Palazzo Madama.
Ma mentre il deputato ex M5S Walter Rizzetto scende in piazza a Venezia con la destra di Giorgia Meloni, il senatore Battista guarda da tutt’altra parte: “Alcuni di voi manifestano spesso e volentieri una simpatia per le politiche di sinistra, apprezzamenti per quanto sta facendo Alexis Tsipras, o consensi per le dichiarazioni di esponenti sindacali. Votate praticamente sempre in linea con la componente SEL che conta 7 membri”.
“Le espulsioni e gli abbandoni dal M5S hanno causato l’ingresso nel gruppo Misto che ora – ricorda Battista – conta ben 29 senatori. Credo siate ben consapevoli della sua gestione e delle difficoltà  che avete nel supporto delle vostre attività . Si dovrebbero mettere da parte alcuni dissidi che si sono venuti a creare, e costituire un gruppo al Senato. Ritengo che si potrebbero superare le difficoltà  che si sono presentate. Se ognuno facesse un piccolo passo indietro e riuscisse a rinunciare alle proprie ostinazioni ideologiche, l’obiettivo sarebbe alla portata di tutti”.
“Un’eventuale costituzione di un gruppo parlamentare – è sempre Battista – troverebbe modo di dimostrare cosa si è capaci di fare e quindi dovrebbe essere un gruppo che si potrebbe anche proporre come forza di maggioranza e come tale forza di governo”. “Sarebbe possibile arrivare al traguardo di una migliore collocazione e per questo mi permetto di segnalarvi 3 percorsi:
1) Costituzione di un gruppo che ambisce a entrare in maggioranza con un’eventuale richiesta di avere un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico. Si è responsabili delle linee politiche di quel ministero.
2) Al fine di superare le difficoltà  per una stesura di un programma politico, ogni componente potrebbe presentare un punto di programma per ogni commissione e iniziare una trattativa per chiedere che questi punti vengano inseriti nell’agenda del governo o in quella parlamentare”.
3) Il terzo punto guarda oltre e potrebbe andare ‘a beneficio’ di un’altra forza politica: “Alcuni di voi manifestano spesso e volentieri una simpatia per le politiche di sinistra, apprezzamenti per quanto sta facendo Alexis Tsipras, o consensi per le dichiarazioni di esponenti sindacali. Votate praticamente sempre in linea con la componente SEL che conta 7 membri. Penso che dobbiate avere il tempismo politico di agire adesso, non rimandare all’infinito una vostra scelta di campo in attesa che qualcuno si schieri. Non si può fare politica nell’attesa che qualcuno scenda in campo ma si deve cercare di usare al meglio chi è impegnato in questo momento cioè Voi stessi. Basta – esemplifica – che 3 di voi chiedano di aderire a SEL, anche in un’ottica di un eventuale rinnovamento partitico e costituire quindi un gruppo SEL al Senato. In questo modo potreste raggiungere un duplice risultato: confluire in un gruppo omogeneo e dare la possibilità  al gruppo misto di strutturarsi con una composizione maggiormente rappresentativa della eterogeneità  del misto”.
Primo sì.
“Condivido la genesi della riflessione di Lorenzo Battista: è arrivato il momento di riflettere sul punto a cui siamo arrivati e di mettere da parte le divisioni che hanno contraddistinto le diverse posizioni personali che ognuno di noi ha per vedere dove vogliamo andare”.
Lo dice il senatore, ex M5s, Luis Alberto Orellana, commentando la lettera aperta di Lorenzo Battista sulla necessità  di ‘sbloccare’ l’attività  politica degli espulsi e fuoriusciti del M5s che ora siedono nel gruppo Misto del Senato.
“Spero che questa lettera sia uno stimolo che riporti il dibattito tra di noi. Spero che ne parleremo almeno con lui anche per capire la genesi di questa iniziativa. Stiamo rientrando tutti e tra stasera e domani sarebbe auspicabile un confronto”, conclude.

(da “Huffingtonpost“)

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“PORTARE A CASA UN RISULTATO”: LA NUOVA STRATEGIA DI GRILLO

Marzo 5th, 2015 Riccardo Fucile

DIALOGO PER RILANCIARE IL PROGRAMMA DEI CINQUESTELLE IN VISTA DELLE REGIONALI

“Caro Renzi, serve un reddito di cittadinanza per chi è rimasto indietro o ai margini”. Non sono le parole di un esponente del Movimento 5 stelle, ma quelle di Gianni Cuperlo, in una lettera aperta pubblicata sul sito di SinistraDem la scorsa settimana. “Ho letto la lettera di Cuperlo a Renzi — si affrettò a twittare Beppe Grillo – Ora in Aula al più presto un disegno di legge M5S sul reddito di cittadinanza”.
Poi ci sono quelle di Roberto Fico, intervistato su queste pagine: “Sulla riforma della Rai noi ci stiamo, siamo disponibili, mi appello a Grasso e alla Boldrini perchè pensino a una corsia preferenziale per portare avanti la discussione”.
Apertura confermata il giorno dopo dal capo politico del Movimento, che innescarono un valzer di dichiarazioni.
“Trovo molto interessante l’apertura di Grillo sulla Rai — spiegò Renzi – Non dimentico che lui dalla Rai fu cacciato. Se c’è un argomento sul quale lo ascolterei, è proprio questo”.
“Dialogo al 100 per cento — rispose ancora Fico – anche con il Pd. Dialoghiamo fino a ultimo giorno disponibile, dialogo a oltranza”.
Reddito e Rai, Rai e reddito. Prove tecniche di dialogo.
Proprio i due temi, guarda caso, sui quali l’ex comico ha aperto, con i suoi modi un po’ guasconi, con un’intervista al Corriere della Sera.
Sul fronte dell’assegno universale il tentativo è quello di fare sponda con la minoranza del Pd cogliendo l’apertura di Cuperlo (seguito oggi da Roberto Speranza e Pippo Civati, tra gli altri), anche se dagli ambienti renziani iniziano a filtrare segnali d’interesse.
L’asse sulla Rai, invece, guarda direttamente a Palazzo Chigi.
I due temi si mescolano e si intersecano, ma i binari sui quali andranno avanti hanno diverse direzioni e diverse velocità .
Gli uomini di Grillo in Parlamento ne sono consapevoli, ma non importa.
Perchè quello che è importante è cambiare lo schema di gioco. Lo dice uno dei fedelissimi: “La strategia della rottura non ha pagato, proviamo a portare a casa qualcosa di importante, e per farlo dobbiamo aprire più tavoli”.
Daniele Del Grosso è diretto: “La verità  è che è ora di ottenere qualcosa di pesante”. Massimo Baroni: “Ci siamo accorti dell’apertura di Cuperlo, vogliamo coglierla”.
Il punto è tutto politico.
A maggio ci sono le elezioni regionali, e un’altra Caporetto mediatica rischia di indebolire ulteriormente l’incidenza parlamentare dei 5 stelle.
Oltre a questo, dopo l’elezioni di Sergio Mattarella si è preso consapevolezza che il pericolo dell’irrilevanza è dietro l’angolo.
Per questo qualcosa deve cambiare. Si ritorna in tv, ci si appella al presidente della Repubblica sempre e comunque (anche ieri gli europarlamentari stellati hanno chiesto, tramite Giulia Moi, che “si faccia garante presso Martin Schulz dei diritti delle opposizioni a Bruxelles”), e, in ultimo ci si prova a sedere ai tavoli là  dove si decide qualcosa.
Al punto che, nel corso della giornata, arriva un’altra pesantissima apertura: “”Rispetto al reclutamento dei docenti siamo pronti alla collaborazione con le altre forze politiche, al fine di rendere celere l’iter parlamentare”.
Portare a casa qualcosa, dimostrare alla propria gente che il tanto lavoro fatto in questi mesi, spesso a vuoto, può incidere sul futuro del paese.
I custodi dell’ortodossia spiegano che nulla è cambiato “Grillo apre al Pd? Quando siamo entrati in Parlamento il nostro primo comandamento era: valuteremo nel merito la bontà  di ogni proposta, nostra o altrui — scrive su Facebook Danilo Toninelli – L’interesse collettivo è il nostro obiettivo unico. La stessa cosa vale oggi”.
“Ci sono i presupposti per collaborare — riconosce Luigi Di Maio – se si parlamentarizza il dialogo. L’importante è stare in Parlamento e trovare una proposta di mediazione valida”.
Ai microfoni di RadioRadio, emittente romana, ha aggiunto: “Noi abbiamo un programma elettorale, annunciato prima delle elezioni, e lo vogliamo realizzare in questa legislatura, nonostante oggi siamo all’opposizione”.
Si sa che nel M5s le stagioni politiche si aprono e si chiudono in un batter d’occhi.
Ma mai come oggi il leader era intervenuto per spargere miele sulla strada che separa i suoi uomini da quelli di Matteo Renzi.
Al punto che il fedelissimo del premier, Michele Anzaldi, esperto di servizio pubblico, ha accolto in un battibaleno l’apertura sulla riforma della Rai.
E che i parlamentari del Pd della commissione di Vigilanza stanno valutando di organizzare un momento di confronto con Fico, per valutare le rispettive posizioni e i punti di contatto.
Portare a casa qualcosa, portarlo a casa subito.
Quanto la linea tenga nel medio periodo non è dato saperlo. Qualora non evaporasse, saremmo in presenza da quel definitivo scongelamento prefigurato, in epoca politicamente preistorica, da Enrico Letta.

(da “Huffingtonpost”)

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IL BLOG DI GRILLO PRECIPITA NELLA CLASSIFICA DEI BIG: DAL 7° AL 7.488° POSTO AL MONDO

Febbraio 18th, 2015 Riccardo Fucile

PIU’ CHE DIMEZZATE LE VISITE

Nove anni fa era tra i primi dieci siti di informazione più consultati, preceduto da Cnn, Bbc e Usa Today.
Tre anni dopo, Forbes lo presentava come settima web star del mondo (basandosi sui dati di traffico elaborati dalla società  di monitoraggio Alexa).
Oggi, il blog di Beppe Grillo ha fatto un enorme balzo indietro.
Beppegrillo.it   non attira più e, secondo i dati ottenuti dagli stessi siti di monitoraggio di qualche anno fa, la piattaforma del leader del Movimento 5 Stelle è arrivato al 154esimo posto in Italia e al posto n. 7488 nel mondo.
A diffondere per primo queste stime è il settimanale Oggi: è vero che si tratta di proiezioni suscettibili di cambiamento, ma un cambiamento tale da riportare il sito ai fasti dei primi tempi è comunque inverosimile.
I numeri sono stati confermati anche da altre società .
Secondo Traffic Estimate, il blog è passato da 5 milioni di visite a giugno a 2,2 milioni.
E Calcustat.com  gli assegna un ranking di fascia C.
Per fare un confronto, la fascia A è attribuita ai siti come quelli del Fatto Quotidiano, di Repubblica e del Corriere della Sera.
La B per il sito de La Stampa.
Sul fronte social, nella classifica delle pagine Facebook dei politici che ottengono il maggior numero di “Mi piace”, Grillo resta al comando con 1, 776 milioni di apprezzamenti.

(da “il Fatto Quotidiano“)

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NEW YORK TIMES: ALESSANDRO DI BATTISTA E’ IL “BALLISTA” MONDIALE

Febbraio 16th, 2015 Riccardo Fucile

IL DEPUTATO CINQUESTELLE VINCE LA SPECIALE CLASSIFICA DELLA TESTATA AMERICANA

Una citazione del New York Times non è cosa di ogni giorno.
Certo, quello guadagnato dal deputato M5s Alessandro Di Battista non è proprio un riferimento lusinghiero.
In un articolo firmato da Bill Adair e Maxime Fischer-Zernin dedicato alle più inverosimili bugie dai politici nel 2014 il membro del direttorio pentastellato si è guadagnato il primo posto.
Sotto accusa, le parole pronunciate da Di Battista alla manifestazione del Circo Massimo, il 13 ottobre scorso.
Rispondendo al ministro della Salute Beatrice Lorenzin che aveva definito la Nigeria un “paese tranquillo”, Di Battista aveva replicato: “il 60% è in mano agli estremisti islamici di Boko Haram, il resto del paese è in mano ad Ebola”.
Il New York Times cita a sua volta il premio “Balla dell’anno” assegnato dal sito italiano Pagella politica, che ha spiegato come il gruppo terroristico controlli una parte molto esigua del territorio.
Quanto alla diffusione del virus Ebola, i casi registrati nel Paese sarebbero stati soltanto 20, e il 20 ottobre scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità  ha giudicato la Nigeria Paese “Ebola-free”.

(da “Huffingtonpost“)

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IL PD FA A BOTTE CON SEL. POI DÀ LA COLPA A GRILLO

Febbraio 14th, 2015 Riccardo Fucile

BOTTE DA RIFORME

Neanche fa più notizia che, nella politica italiana da sempre capovolta, il Parlamento cacci chi grida “Onestà , onesta!”.
In fondo è la colpa più grave, quella più imperdonabile: un po’ come andare da Rocco Siffredi e pretendere castità .
Regola aurea, per larga parte dei media, è che la colpa ricada a prescindere sul Movimento 5 Stelle: il capro espiatorio perfetto, che sia effettivamente criticabile (e spesso lo è) o che abbia come macchia quella di mostrarsi alterato di fronte ai soprusi (alla Costituzione, mica a loro).
Il Parlamento è uno strano microcosmo: dentro si può fare di tutto, l’importante è che lo si faccia col sorriso.
Sfasciare ogni cosa va bene, però con educazione. Al contrario, se qualcuno scopre che gli hanno appena rubato la macchina e per questo si arrabbia un po’, giocoforza il colpevole diventa lui: troppo maleducato.
Funziona così, e funziona forse al contrario.
La fredda cronaca degli ultimi giorni (e notti) alla Camera mostra un quadro d’insieme scarsamente avvincente.
Regole minime sventrate. Presidenti e vicepresidenti oltremodo parziali. L’evanescente Boschi che assurge a madrina costituente (esce Calamandrei, entra Maria Elena: come sostituire Pelè con Muntari).
Una gestione delle minoranze e delle opposizioni appena illiberale.
Canguri, sedute fiume, insulti. “Dissidenti” che abbaiano ma non mordono.
La Boldrini che ormai imbarazza pure Sel.
Una perdurante involuzione democratica, di fronte alla quale però buona parte dell’informazione italiana — non per nulla al 73esimo posto per libertà  di stampa, giusto tra Moldavia e Nicaragua — soprassiede.
Molto meglio raccontare con dovizia la reunion tra Al Bano e Romina: è più facile, è più redditizio.
Un tempo, quando c’era da demolire la Costituzione, si sceglieva agosto perchè la gente era al mare.
Oggi si sceglie Sanremo, perchè la gente al mare non è ma ha comunque il cervello in vacanza.
Così anche l’importanza da dare agli avvenimenti si capovolge: il problema non è che una ghenga arrivista — composta da nominati, eletta con legge incostituzionale — proceda come un bulldozer per trasformare il Senato in un dopolavoro inutile su cui spiaggiare consiglieri regionali spesso indagati e di colpo protetti da immunità , ma che l’opposizione alzi i toni.
Anomalia anche questa, del resto, se fino a ieri l’opposizione erano i Violante (di cui la veemenza è nota) e D’Alema (di cui il berlusconismo è noto).
Accusare l’opposizione di opporsi troppo è come rinfacciare a Tyson di aver picchiato troppo Donnie Long: magari era vero, ma Tyson faceva il pugile. Mica l’impiegato al catasto.
È tornata la Dc, una Dc 2.0 allegramente impreparata e spensieratamente autoritaria, garbata nei modi e carnivora nei contenuti.
Renzi sta a De Mita come Carlo Conti a Bongiorno, e guai a chi non si adegua alla melassa normalizzatrice e restauratrice.
Chi non ci sta — politici e intellettuali, giornalisti e cittadini — è un gufo. Un disfattista. Un eversivo da punire con l’espulsione dall’Aula, ma più che altro dall’informazione. Tipo i 5Stelle, “fascisti” per antonomasia .
Anche se hanno appena proposto una sorta di alleanza part-time a Syriza (noti fascisti) e Podemos (noti nazisti), esigendo che le Alba Dorata (noti democratici) girino al largo.
Anche se avrebbero interrotto l’ostruzionismo alla Camera se solo fosse stato accettato il referendum senza quorum, un’idea che un tempo pareva piacere anche al Pd.
Anche se a scazzottarsi sono stati quelli di Pd e Sel, e prima quelli di Ncd e Lega, e già  che c’erano pare anche quelli di Forza Italia (si picchiavano tra loro: così, per ricordarsi di essere vivi).
La narrazione capovolta impone che sia “colpa dei grillini”. Sempre.
Il Pd ha picchiato Sel? “Colpa dei grillini”.
L’Italia è uscita dai Mondiali? “Colpa dei grillini”.
La carbonara è scotta? “Colpa dei grillini”.
Com’è bella questa informazione, e questa politica, tutta al contrario. Così bella che, se ti adegui a guardarla a rovescio, perfino l’anomalia odierna sembra quasi una nuova forma di democrazia.

Andrea Scanzi
(da “il Fatto Quotidiano”)

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LA SOLITA CANTONATA DI GRILLO: “AI NOSTRI EX OFFERTI 50.000 EURO”, MA LA TELEFONATA NON DIMOSTRA NULLA

Febbraio 13th, 2015 Riccardo Fucile

IL BLOG PUBBLICA L’AUDIO DI UNA CONVERSAZIONE “RUBATA” TRA L’EX MUCCI E RABINO (SCELTA CIVICA), MA LA “PISTOLA FUMANTE” SI RIVELA UN FERROVECCHIO

«50mila euro al mese di soldi dei cittadini per appoggiare il governo Renzi».
Così il gruppo parlamentare dei 5 Stelle titola un audio «pirata» tra l’ex Movimento Cinque Stelle Mara Mucci, ora Alternativa Libera, e Mariano Rabino, deputato di Scelta Civica.
La telefonata, sotto forma di file video, è stata pubblicata sulla pagina Facebook del gruppo e sul blog di Beppe Grillo.
Nella registrazione si sente Rabino offrire la possibilità  agli ex M5S di entrare nel gruppo di Scelta Civica e così avere a disposizione (come previsto dalle norme) 50mila euro al mese per le necessità  organizzative del gruppo stesso.
Non si tratta quindi di chissà  quale cifra corruttiva per giustificare un cambiamento di gruppo, ma semplicemente la quota pro-capite che viene assegnata a ciascun gruppo in base alla sua consistenza, cifra che viene percepita e incassata quindi anche dai Cinquestelle e destinata al funzionamento del gruppo.
Rabino: «Metodi da Gestapo»
«Siamo a metodi da Gestapo: l’audio pubblicato dai 5 stelle è estrapolato dal contesto. Mi riservo iniziative di carattere legale», annuncia Mariano Rubino commentando l’accusa dei parlamentari del Movimento.
«Io – aggiunge – non ho detto nulla di scandaloso, non vi è nessun mercanteggio: ho solo ipotizzato un processo di avvicinamento politico tra gruppi. E le risorse sono quelle a disposizione dei deputati, usate anche dal gruppo dei 5 Stelle».
Mucci: «Denuncerò in Procura»
Stessa rezione da parte della deputata di Alternativa libera Mara Mucci, l’altra persona coinvolta nella telefonata: «Come avevamo denunciato dopo la nostra uscita dal M5S siamo dinanzi a metodi di stampo fascista. Non c’è stata nessuna compravendita tra le parti, non ho mai accettato nessuna offerta, che tra parentesi non è stata mai fatta. Farò valere le mie ragioni in tutte le sedi opportune, comprese le vie legali».
E aggiunge: «I fondi di cui parliamo sono gli stessi che intasca il Movimento, quasi quattro milioni di euro, sul funzionamento del gruppo. Adesso attivano la macchina del fango. Cari deputati dipendenti della “Casaleggio associati” state esagerando, ma non ci fate paura. Non abbiamo nulla da nascondere. Anzi, gli unici che fanno politica per i soldi sono Grillo – che ha la residenza in Svizzera – e Casaleggio che grazie al blog e agli sponsor guadagnano cifre spropositate».

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CINQUESTELLE SPACCATI NELLA LIGURIA DI GRILLO

Febbraio 11th, 2015 Riccardo Fucile

CONSIGLIERI COMUNALI E MILITANTI “RIPUDIANO” LA CANDIDATA ALLE REGIONALI SCELTA CON LE PRIMARIE SUL WEB E DIFESA DA GRILLO… CONTATTI IN CORSO PER UNA LISTA CIVICA CAPITANATA DALL’EX SINDACO SANSA

C’è chi lo chiama già  il “tradimento dei chierici”.
Si consumerà  venerdì nella chiesa di San Torpete, nel cuore della città  vecchia di Genova, lo strappo del capogruppo in Comune del M5S, Paolo Putti, e di alcuni altri consiglieri.
Sono le truppe grilline di lungo corso, da due anni in consiglio comunale, che ora lasciano solo il leader Beppe Grillo, proprio nella sua città .
È stata l’attività  a Palazzo Tursi, con le frequenti convergenze con forze di sinistra – su temi come il no alla cementificazione, la lotta agli sprechi e ai costi della politica – ad aver creato il terreno fertile per un dialogo che ora sta diventano alleanza elettorale per Putti e i suoi.
E strappo definitivo con il M5S.
Anche nella sua città , insomma, Grillo vede materializzarsi una spaccatura nel movimento.
Don Paolo Farinella, prete di strada, ha convocato un’assemblea nella sua chiesa, alle soglie del porto, per portare alle elezioni di maggio «una forza fatta di tante persone che vogliono trasparenza, competenza, legalità  e nessun partito».
All’assemblea, e sarà  una prima volta, «parteciperanno anche Putti e altri esponenti del Movimento 5 Stelle, uno di loro è tra i relatori».
Putti è stato candidato sindaco per i 5Stelle nel 2012. Un mese fa aveva contestato a Grillo il metodo di scelta del candidato alle elezioni regionali.
Il leader ha affidato al web la designazione, nei rigorosi confini del popolo grillino. Putti voleva attingere a competenze esterne.
Grillo lo aveva messo a tacere e Putti aveva chiuso secco: «Occasione persa».
La candidata ufficiale alle regionali, incoronata dalla rete, è la trentaduenne genovese Alice Salvatore.
Ma Putti non si è fermato. Lui e altri grillini hanno avviato contatti con pezzi di sinistra e movimenti della società  civile per trovare un nome da contrapporre alla candidata del Pd Raffaella Paita.
E ora Putti e i suoi sono interessati a formare una lista civica, per appoggiare un nuovo cartello elettorale.
Chi sarà  il loro candidato governatore? Dopo i nomi di Sergio Cofferati, Francesca Balzani, Sabina Rossa e Ferruccio Sansa, spunta il nome del padre di quest’ultimo, Adriano Sansa, ex sindaco di Genova ed ex presidente del Tribunale dei minori.

Michela Bompani
(da “il Fatto Quotidiano”)

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