Aprile 20th, 2009 Riccardo Fucile
LA NUOVA FIGURA PROFESSIONALE NON E’ APPREZZATA DALLE AZIENDE… STIPENDI DA FAME, PERSINO INFERIORI DEL 10% A QUELLI DEI SEMPLICI DIPLOMATI
Avrà anche consentito di ridurre il tasso di abbandono degli studenti universitari, ma quando si parla di stipendi, la laurea triennale non ha certo giovato agli studenti.
Nonostante i tre anni di fatica in più e le tante ore trascorse a lezione e piegati sui libri, i laureati triennali guadagnano addirittura oltre il 10% in meno rispetto ai semplici diplomati.
Nel corso del 2008, in Lombardia, la retribuzione media lorda di un lavoratore diplomato ha, infatti, raggiunto i 27.600 euro, mentre quella dei laureati di primo livello si è fermata a 24.120 euro. Questi sono i dati che emergono dall’indagine sulle retribuzioni in Lombardia e sulla loro evoluzione negli ultimi anni, realizzata dalla Cisl Lombardia, secondo la quale un diplomato percepisce ogni mese quasi 300 euro lordi in più rispetto a un laureato triennale. Continua »
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Aprile 14th, 2009 Riccardo Fucile
PROTESTANO CONTRO LA CATENA “MIGROS” CHE HA AFFIDATO UN APPALTO DI RISTRUTTURAZIONE A LAVORATORI ITALIANI CHE HANNO IL DIFETTO DI AVERE UNA QUALITA’ DI LAVORO MIGLIORE… IL CASO PRECEDENTE IN GRAN BRETAGNA ERA FINITO CON L’OFFERTA DI 102 POSTI IN PIU’ PER I LAVORATORI INGLESI
In Svizzera come in Gran Bretagna, la storia non cambia. Le vittime di questa crisi finanziaria sembrano proprio i lavoratori italiani che vengono sommersi da ondate di protezionismo in mezza Europa.
Dopo il caso della raffineria inglese della Total, ora nasce un nuovo contenzioso che vede coinvolti altri nostri lavoratori, colpevoli di lavorare a livelli di qualità molto elevati e spesso migliori di quelli locali.
Coi tempi che corrono, i sindacati si attaccano a tutto pur di far sfogare i propri tesserati e portare a casa qualche vittoria sulle imprese. Così accade anche nel Canton Ticino dove un contratto da 25 milioni di franchi ha scatenato una polemica feroce.
La Migros, colosso della grande distribuzione elvetica, ha affidato l’appalto di ristrutturazione della sua filiale di Locarno a manodopera proveniente da Como e da Varese.
Il caso è stato sollevato dalla Commissione paritetica cantonale, l’organismo deputato al controllo della corretta applicazione dei contratti di lavoro. Continua »
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Aprile 7th, 2009 Riccardo Fucile
ALLE MEDIE SARANNO 9.500 IN MENO I DOCENTI DI LETTERE, 2.500 QUELLI DI TECNICA… ALLE ELEMENTARI PERSI 10.000 POSTI, ALLE SUPERIORI 11.300…ERA PIU’ ONESTO DIRLO SUBITO
Alle medie sono gli insegnanti di lettere a subire il peso maggiore dei tagli: meno 9.500. E’ quanto emerge dalla circolare emanata dal ministero dell’Istruzione che trasmette il decreto interministeriale sugli organici del personale docente che riduce di circa 37.000 unità ( più altre 5.000 da definire in estate) l’organico di diritto, nonchè il decreto che ridefinisce la composizione delle cattedre della scuola secondaria di primo grado.
Alle medie andranno via anche 2.500 docenti di tecnica.
Confermato il taglio di circa 10.000 insegnanti alle elementari e di circa 11.300 alle scuole superiori.
Rispetto all’ultima bozza della circolare sono stati salvaguardati i posti di seconda lingua comunitaria, circa 5.600, sempre utilizzati in organico di fatto, che dal prossimo anno saranno trasformati in organico di diritto, quindi disponibili anche per le nomine in ruolo, cosi come vanno in organico di diritto anche le ore di approfondimento.
Dal piano dei tagli si salverà invece la scuola di infanzia, dove anzi ci sarà un incremento di 610 posti derivanti dagli “anticipi”.
Non verrà toccato nemmeno l’organico di sostegno per i ragazzi disabili che rimarranno nell’ordine dei 90mila posti. Continua »
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Aprile 7th, 2009 Riccardo Fucile
A TREVISO LA PROVINCIA HA VARATO UN FONDO A SOSTEGNO DI CHI PERDE IL LAVORO… IL BONUS DI MILLE EURO VA PERO’ SOLO AI TREVIGIANI DOC: ESCLUSI NON SOLO GLI IMMIGRATI, MA ANCHE CHI NON ABITA NELLA MARCA DA ALMENO 5 ANNI… PER LA LEGA QUESTI NON HANNO BISOGNO DI MANGIARE
Mentre il sindaco sceriffo Gentilini fa pagare il libro delle sue epiche gesta
al contribuente ( 10.000 euro stanziati da parte del Comune di Treviso per stampare la sua “opera prima”), la Provincia di Treviso, oscurata dall’attivismo del Comune, per conquistare la scena e non essere da meno, ha preso una iniziativa buona in sè, se non fosse poi per il suo pessimo svolgimento, come l’insegnante di una volta commentava spesso un tema elaborato malamente.
L’Ente trevigiano ha, infatti, varato un fondo a sostegno delle famiglie “vittime della congiuntura economica”, una delle tante iniziative volte a venire incontro a chi ha perso in questi mesi un lavoro sicuro.
Se nonchè il bonus ai licenziati andrà soltanto ai trevigiani doc.
Il fondo è stato realizzato per chi ha perso il lavoro negli ultimi sei mesi: si tratta di un contributo una tantum di mille euro.
Ma chi lo riceve deve essere trevigiano doc: sono esclusi quindi coloro che non hanno cittadinanza italiana e chi abita nella Marca da meno di cinque anni.
Accanto alle origini trevigiane, servono altri requisiti: il primo è aver perso il lavoro a causa dell’attuale crisi economica, essere oggetto di mobilità o cassa integrazione dal primo ottobre 2008 a oggi, ed essere iscritti ai centri impiego della Provincia. Continua »
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Aprile 6th, 2009 Riccardo Fucile
GIUSTA LA BATTAGLIA CONTRO CHI SI ASSENTA DAL LAVORO, MA CHE GAFFE PARLARE SOLO DI DONNE CHE VANNO A FARE SHOPPING… LA PROSSIMA VOLTA PARLI ANCHE DEGLI UOMINI CHE VANNO AL BAR O DAL BARBIERE… A QUANDO UNA BELLA VERIFICA SUI DIRIGENTI CHE NON FANNO UNA MAZZA, ARRIVATI A QUEL POSTO GRAZIE ALLA SPINTA DEL POLITICO DI TURNO?… A QUANDO UNA VERIFICA NAZIONALE SULLA CORRETTEZZA DEI CONCORSI PUBBLICI?
Dopo gli applausi e le conseguenti lacrime al congresso del Pdl, per Brunetta scatta l’ora dei fischi. Avviene nel corso di un incontro sulle donne e il lavoro, di fronte a un pubblico quasi interamente femminile, quando dice: “Non voglio più che le donne della Pubblica Amministrazione scappino dal posto di lavoro per andare a fare la spesa, per poi vederle tornare a casa all’una e mezza con le buste in mano”.
Le donne in sala non mostrano di gradire molto le parole a senso unico del Ministro e neppure le apprezza il ministro Carfagna che invita l’uditoria “a non cadere nelle facili provocazioni”.
Brunetta è fissato con il concetto che “per le donne il pubblico impiego è un ammortizzatore sociale” e come tale va eliminato o ridotto.
Forse il suo stipendio permetterebbe a una famiglia monoreddito di vivere nell’agiatezza, ma per la maggior parte dei nuclei familiari italiani non è così, necessitano due stipendi.
Non vivendo nell’800, dove le donne dovevano stare a casa e chiedere magari anche il permesso al marito per uscire, ne consegue che anche l’altra metà del cielo si cerchi una occupazione.
Perchè se ammortizzatore sociale è il lavoro femminile, lo è anche quello maschile e probabilmente anche una docenza universitaria. Continua »
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Aprile 2nd, 2009 Riccardo Fucile
DOPO LE INDUSTRIE E I DENTISTI, ORA I TEDESCHI SCELGONO LA POLONIA ANCHE PER FARSI I CAPELLI… A OSINOW DOLNY LA META’ DEGLI ABITANTI VIVE DI FORBICE E PETTINE… TAGLIO QUATTRO EURO, CON LO SHAMPOO SI ARRIVA A SEI… PREZZI BASSI, LA GENTE IN CODA
A fare le spese della globalizzazione sono adesso i parrucchieri tedeschi che lavorano nella fascia orientale del Paese, al confine con la Polonia.
Molti polacchi hanno capito che è meglio rimanersene a casa, in quanto è la clientela estera che corre a farsi servire da loro.
In Germania finora era stata la grande industria a delocalizzare all’Est, mentre nel settore dei servizi i primi a fiutare l’affare sono stati i grandi alberghi a 5 stelle della capitale che da anni mandano a far lavare la biancheria a prezzi stracciati nelle lavanderie dietro il confine polacco, distante appena 70 km dalla Porta di Brandeburgo.
Era poi toccato ai dentisti di mezza Germania scoprire con amarezza che molti loro clienti trovavano più conveniente recarsi in bus o in aereo in Polonia, Ungheria e Repubblica ceca.
Dal 21 dicembre 2007, ovvero da quando sono stati tolti i controlli al confine tra la Germania e i suoi due vicini ad Est, ovvero Polonia e Repubblica Ceca, l’economia della striscia di territorio lungo la frontiera segnata dai fiumi Oder e Neisse ha subito un tracollo.
Ogni giorno la linea di confine è attraversata da due flussi di persone: idraulici, falegnami e muratori polacchi diretti in Germania e dall’altro cittadini tedeschi che vanno a fare acquisti nei Polenmarkte, i mercatini polacchi che hanno le stesse merci che si trovano in territorio tedesco, ma a prezzi imbattibili. Continua »
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Aprile 1st, 2009 Riccardo Fucile
SACCONI PARLA DI TESTO APERTO A MODIFICHE, CRITICI I SINDACATI, FAVOREVOLE CONFINDUSTRIA… MENO VINCOLI BUROCRATICI PER LE IMPRESE, MA ANCHE RIDOTTE LE SANZIONI AMMINISTRATIVE… QUELLE PENALI RESTANO SOLO PER CASI GRAVI… UN ERRORE DARE UN SEGNALE DI QUESTO TIPO
Sanzioni penali previste soltanto per inadempienze gravi e arresto del datore di
lavoro solo se sottovaluta il rischio nelle aziende altamente pericolose.
Il governo ha deciso di riscrivere le norme sulla sicurezza nei posti di lavoro che furono varate a maggio scorso dal governo Prodi, alcuni mesi dopo la tragedia alla Thyssen di Torino, in risposta alle sollecitazioni del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Il Consiglio dei Ministri ha varato uno schema di decreto legislativo che prenderà il posto del Testo unico firmato dal governo precedente.
Ora il provvedimento sarà sottoposto al vaglio delle Regioni, competenti in materia, e verrà discusso in Parlamento e con le parti sociali, prima del via libera definitivo.
A Sacconi non è mai piaciuto il Testo unico in vigore, perchè disseminato di troppi vincoli burocratici per le imprese: non a caso i decreti attuativi e le norme accessorie sono sempre rimaste ferme al palo dopo il cambio di governo.
Votate a Camere sciolte, le norme precedenti sconterebbero, secondo Sacconi, una redazione frettolosa e numerosi errori.
Da qui l’esigenza di porre nuovamente mano alla materia con un “testo aperto” che finora ha trovato solo il consenso di Confindustria e delle associazioni dei datori di lavoro, dalla Cna alla Confcooperative, il che non depone molto a favore dell’equità della nuova impostazione.
I sindacati sono critici e vedono un’attenuazione delle sanzioni e una diminuzione degli obblighi dei datori del lavoro. Continua »
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Marzo 29th, 2009 Riccardo Fucile
CALO DEL 23% NELLE RICHIESTE DI LAUREATI IN ITALIA… IN CRISI IL SETTORE ECONOMICO-STATISTICO E INGEGNERISTICO… L’ITALIA DESTINA SOLO LO 0,78% DEL PIL ALL’ISTRUZIONE, CONTRO L’1,21% DELLA FRANCIA, L’1,16% DELLA GERMANIA, IL 2% DEI PAESI SCANDINAVI
La crisi economica non risparmia il mondo universitario, colpito soprattutto dal cambiamento delle tendenze occupazionali delle imprese italiane.
Stando ai numeri dell’XI rapporto Almalaurea, presentato nei giorni scorsi a Roma, il primo bimestre del 2009, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mostra un calo nelle richieste di laureati del 23%.
Particolarmente colpito da questa recessione della domanda è il comparto economico-statistico che ha visto un calo occupazionale del 35%, seguito da quello ingegneristico con una flessione del 24%. Durante il convegno è stata lanciata al governo la proposta di provvedere con apposite agevolazioni rivolte direttamente alle aziende o alle loro associazioni.
Il governo potrebbe così ottenere un duplice obiettivo: sostenere l’iniezione di risorse umane di più elevata qualità nel sistema produttivo e nel contempo assicurare alle più giovani generazioni, quelle più capaci e preparate, un futuro lavorativo incoraggiante per il proprio Paese.
Ma anche i rettori hanno un problema: quello di non perdere il posto.
Secondo il loro Presidente ” senza risorse per il sistema universitario, nel 2010 il problema dell’occupazione non riguarderà gli studenti, ma alcuni rettori che non saranno in grado di far tornare i conti”.
Il sistema italiano poi, secondo i rettori, ” ha ancora la capacità di formare capitale umano capace di reggere la competitività internazionale”. Continua »
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Marzo 28th, 2009 Riccardo Fucile
RIDURREBBE IL COSTO DEL LAVORO ED EVITEREBBE L’ESPLODERE DELLA DISOCCUPAZIONE NEL 2009… LE STIME PARLANO DI UNA PREVISIONE DI 333.466 NUOVI SENZA LAVORO, MA RIDUCENDO IL PRELIEVO CONTRIBUTIVO SULLE IMPRESE SI POTREBBERO DIMEZZARE
Servirebbero circa 15 miliardi di euro per ridurre almeno in parte il costo del lavoro ed evitare l’esplosione della disoccupazione nel 2009.
L’allarme occupazione è ormai una costante di tutte le analisi delle autorità nazionali ed internazionali ed è quindi interessante in tal senso uno studio dei ricercatori del Centro Studio Sintesi che ha ipotizzato quanto costerebbe ridurre il costo del lavoro per le imprese, ovviamente vincolando il taglio contributivo al mantenimento dei livelli occupazionali.
Considerando che ogni anno le imprese private spendono mediamente 100 miliardi per pagare i contributi ( la pubblica amministrazione utilizza altri tipi di versamenti posticipati) e che la stretta del credito ha portato anche le aziende ad una preoccupante mancanza di liquidità , l’intervento che da tempo si valuta è quello di ridurre il cuneo contributivo sulle imprese.
La crisi economica globale e i conseguenti reiterati allarmi sulla tenuta dell’occupazione, hanno riacceso l’interesse per forme di sostegno alle imprese.
Non a caso la polemica della Confindustria sulla necessità di “soldi veri”.
Il rischio è che il calo dei consumi faccia da volano ad un avvitamento della disoccupazione.
Le stime governative ipotizzano per il 2009 un aumento della disoccupazione pari a 333.466 nuovi senza lavoro. Altre fonti sindacali sono ancora più pessimistiche. Continua »
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