Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile
I DUE MAGGIORI SONDAGGISTI PARLANO DI “FUTURO E LIBERTA” COME DI UNA REALTA’ CON CUI FARE I CONTI… SE SI RADICA SUL TERRITORIO CON LE SUE STRUTTURE, E’ DESTINATO A CRESCERE ANCORA… IL PDL SCENDE AL 28,5%… L’ELETTORE DI FINI PROVIENE PER IL 55% DAL PDL, PER IL 22% DALL’ASTENSIONISMO, PER IL 15% DALLA SINISTRA
Quanto vale Gianfranco Fini in percentuale?
Ora che la divisione da Berlusconi è visibile a tutti, quanti voti prenderebbe alle elezioni
politiche la sua nuova formazione politica?
Nessuno può rispondere con precisione, perchè sono troppe le variabili da valutare all’interno di una situazione politica in costante evoluzione e in periodo vacanziero.
Ma se valutiamo i rilievi fatti da Renato Mannheimer e da Crespi Ricerche emerge un dato comune: Fini è intorno al 10% per entrambi.
L’Ispo di Renato Mannheimer vede un Fini che può arrivare al 10% se decide di correre da solo: se poi mettesse a punto una coalizione più ampia e aggregasse altre forse centriste, potrebbe tranquillamente sfondare il muro del 20%.
Crespi Ricerche è andato più a fondo, indicando anche le percentuali degli altri partiti, in caso si presentasse un partito di Fini.
Al presidente della Camera viene dato un prudente 9,5% sicuro, con forbice fino al 12%, mentre il Pdl scenderebbe al 28,5%, la Lega ferma al 12%, il Pd al 25%, Idv al 6,5%, Udc al 6%, sale Vendola al 5,5%, intorno all’1% i partiti minori.
Crespi ha poi sondato l’elettorato che nel 2006 votò per l’ultima volta per Alleanza Nazionale: il 48% sceglie ancora Fini, il 26% Berlusconi, il 17% la Destra di Storace che però oggi sta con il premier (e questo non gli giova al momento del voto), il 5% vota Udc e solo il 2% la Lega.
Dimostrazione quest’ultimo dato di quanto fosse fasullo il “teorema La Russa”, in base al quale i voti di An al nord sarebbero andati alla Lega.
Ma Crespi risponde a un’altra domanda: da dove vengono gli elettori di Fini? Per il 55% dal Pdl (quindi Fini non recupera solo gli ex An, ma pesca anche negli ambienti di Forza Italia), per il 22% dal mondo dell’astensione (dato molto rilevante) per il 15% dalla sinistra, per un altro 8% da Udc e Lega.
Vi sono poi molte variabili che giocano a favore di Fini: Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE BERLUSCONI IMBARCA TRE EX DINIANI PROMETTENDO POSTI DA VICEMINISTRO E PERSINO L’INQUISITO GRASSANO, SCARICATO DALLA LEGA, I FINIANI STANNO SELEZIONANDO LE ADESIONI… ENTRO UNA SETTIMANA OTTO EX FORZISTI ENTRERANNO IN “FUTURO E LIBERTA'”…. SI PARLA ORMAI DI 50 ENTRO FINE AGOSTO…E SUL TERRITORIO 322 CIRCOLI E 1.000 AMMINISTRATORI
Dai corteggiamenti ai consigli, dalle proposte di poltrone alle minacce: dando per
scontato che i finiani attualmente dichiarati ala Camera sono 33, alla maggioranza serve recuperare almenoo otto voti per non schiantarsi contro il muro della caduta del governo.
E’ così iniziata la “campagna acquisti” dei deputati mancanti che stavolta Berlusconi intende gestire personalmente, non fidandosi più (giustamente) di La Russa, Gasparri, Alemanno e Matteoli, rei di avergli sottovalutato le truppe finiane.
Dove pescarli?
Nei gruppi misti, nei piccoli raggruppamenti, persino tra gli inquisiti.
Ricevuta la porta in faccia sia da Casini che da Rutelli, ecco il premier incassare l’adesione, sicuramente “sofferta”, di tre apparentemente sconosciuti diniani: Daniela Melchiorre che ha già cambiato tre partiti, Italo Tanoni, Riccardo Villari, ex Uduer e Pd, e persino di Maurizio Grassano, subentrato a Cota, espulso dalla Lega e sotto processo ad Alessandria per truffa al Comune.
Porta in faccia dalla Poli Bortone che ha commentato: “Pdl partito della Libertà ? Certo, quella vigilata”.
Altrettanta chiusura dal Mpa di Lombardo.
Dietro la battuta di Roberto Menia di ieri : “C’è la coda per entrare in “Futuro e Libertà “, a tanti stiamo dicendo di no, ci teniamo a far entrare solo gente perbene”, c’è una realtà che si nota anche a livello locale. Continua »
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Agosto 1st, 2010 Riccardo Fucile
DAL PC DEL MEDICO AGLI ARCHIVI DELL’INPS: L’ULTIMO SPOT DI BRUNETTA, COSTRETTO POI A CONCEDERE UNA PROROGA SINE DIE… NON SAPEVA CHE CI SONO POCHI PC E MOLTI NON SONO COLLEGATI AD INTERNET… PER COMPILARE UN CERTIFICATO DIGITALE OCCORRONO 20 MINUTI: “SE DOBBIAMO PASSARE 4 ORE AL PC, CHI VISITA I PAZIENTI?”
Doveva essere un altro “fiore all’occhiello” del ministro della Pubblica Amministrazione,
Renato Brunetta, il certificato telematico. Dal pc del medico, viaggia nel web e approda negli uffici dell’Inps, risparmiando tempo e fatica: ma è fatto della sostanza dei sogni. Un paio di settimane fa doveva scadere il periodo di collaudo della procedura che di fatto non è mai partita. E il ministero, in una nota piccata ha deciso di concedere “non una proroga”, ma una “prosecuzione del periodo di collaudo” (il nominalismo è un’arte).
In pratica una proroga sine die. In teoria i medici di famiglia, gli ospedalieri, quelli della guardia medica, gli specialisti ambulatoriali sono obbligati a redigere il nuovo certificato elettronico. Ma negli ospedali di molte Asl i medici non hanno i pc, in altre dove lo hanno non è collegato al web. I medici protestano: “ci vogliono i computer e non li hanno dati, una linea internet veloce e non l’hanno messa, necessita un codice e ne hanno dato solo la metà : ci dite come possiamo trasmettere i dati?”
Eppure Brunetta aveva previsto persino sanzioni per chi non ottemperasse.
Per i medici di famiglia poi siamo alla rivolta. Continua »
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Agosto 1st, 2010 Riccardo Fucile
IL SEN. ENRICO MUSSO, DOCENTE UNIV., CANDIDATO SINDACO DI GENOVA, ANIMA LIBERALE CON GRANDE SEGUITO IN CITTA’: “NON SI ESPELLE CHI DISSENTE: E’ STATO UN ATTO ILLIBERALE E UNO STRAFALCIONE ISTITUZIONALE, CONDITO DA ERRORI STATUTARI”… SI ISCRIVERA’ AL GRUPPO MISTO…”NON MI CANDIDERANNO PIU’? CONTA PIU’ LA DIGNITA’ NELLA VITA”
Giovane professore di economia all’Università di Genova, candidato sindaco del centrodestra nel 2007, eletto senatore nel 2008, Enrico Musso è una persona perbene.
Un liberale vero, con cui si può essere o meno d”accordo nelle sue posizioni spesso controcorrente, ma certamente è l’uomo più rappresentativo del Pdl tra l’opinione pubblica genovese.
Fu scelto nel 2007 come candidato sindaco contro Marta Vincenzi (Pd) perchè nessuno dei big voleva metterci la faccia, sapendo di andare incontro a una certa sconfitta.
Ma Enrico con la sua preparazione, la sua capacità , il suo volto pulito, riuscì ad arrivare a un soffio dal miracolo.
Prese diversi punti percentuali in più della somma dei partiti che lo appoggiavano.
Da quel momento, per i notabili locali è divenuto un pericolo e per questo è stato “parcheggiato” al Senato, confidando di neutralizzare così la sua ascesa.
Pur essendo in teoria il candidato in pectore per le future amministrative che si terranno tra due anni, mentre con la sua fondazione “Oltremare” Enrico cerca di dialogare con la città , il notabilato pidiellino locale gli fa la guerra da tempo.
Persino la redazione locale de “il Giornale” cerca di spingere un altro candidato.
Musso è un politico scomodo, era contrario al processo breve, ad esempio, e l’ha detto pubblicamente.
Non sempre vota secondo le indicazioni di Gasparri e Quagliariello e questo depone già a suo favore.
Prende voti anche a sinistra e questo per qualcuno è grave. Continua »
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Luglio 31st, 2010 Riccardo Fucile
SI ALLARGA IL CONSENSO POPOLARE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA… SILVIO FURIOSO CON I SUOI “AVETE SBAGLIATO TUTTI I CONTI”: I FINIANI SONO PIU’ DEL DOPPIO DI QUELLI PREVISTI… FINI: “ALLA CAMERA SARA’ UN VIETNAM, NON PASSERA’ UNO SPILLO: LE LEGGI AD PERSONAM SE LE SCORDA”…BOSSI E TREMONTI SI DEFILANO
Mentre i berlusconiani festeggiavano, nella lussuosa cornice di Villa Aurelia, i
cinquanta anni del ministro Rotondi, tra tartufi giganti, abiti da sera, capezzoli della Brambilla fuoriusciti dall’abito da sera nero, Gasparri che si strafogava di tartine, in una visione da “gli ultimi giorni di Pompei”, Gianfranco Fini, al termine della “giornata della sua vita” aveva voluto partecipare ai funerali dei nostri soldati uccisi in Afghanistan, ricevendo un “fuori programma” inatteso che denota il clima nel Paese reale.
Al termine della cerimonia funebre, mentre si stava dirigendo verso l’auto, è stato circondato da decine di persone: applausi fragorosi, urla di “bravo”, “viva la democrazia”, “mandalo a casa”, un muro umano di popolo che voleva fargli sentire la propria vicinanza.
“Futuro e Libertà ” ha appena iniziato i suoi primi passi e il consenso cresce, diventa sostegno degli italiani onesti e liberi, di uomini e donne che non sono in vendita perchè la dignità non ha prezzo.
Il premier era invece furioso coi suoi, cazziati La Russa, Matteoli, Gasparri e Alemanno che gli avevano giurato che Fini avrebbe raccolto al massimo 20 parlamentari: “Avete sbagliato i conti, mi avete nascosto la verità , ora la situazione è difficile”.
Il premier cerca disperatamente di mettere in atto una campagna acquisti nelle file dei diniani (alla Melchiorre ha promesso un posto da viceministro), ci ha provato con Lusetti e Dorina Bianchi dell’Udc ricevendo un rifiuto, ci proverà con Rutelli e persino con 4 deputati dell’Idv.
Una cosa sconcia, ricostruita dai finiani: “Funziona così: Silvio telefona, dice che ti vuole incontrare, ti offre l’universo, per lo più incarichi di governo. Ha avvicinato l’80% di noi finiani, quelli che sono qua sono quelli che hanno resistito e siamo tanti”. Continua »
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Luglio 30th, 2010 Riccardo Fucile
LA SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI GIANFRANCO FINI… COSTITUITO ALLA CAMERA CON 34 ADESIONI E AL SENATO CON 10 ISCRITTI IL GRUPPO “FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA”
Accolto da applausi, alle ore 15 di oggi è iniziata l’attesa conferenza stampa di Gianfranco Fini, di cui pubblichiamo un sunto.
“Ieri sera in due ore senza possibilità di difendermi sono stato espulso dal partito”, ha
detto il presidente della Camera che ha sottolineato come Berlusconi abbia dimostrato ancora una volta un’idea illiberale di democrazia”.
Ieri, ha aggiunto Fini – “è stata scritta una brutta pagina del Centrodestra”.
Il gruppo che nascerà dai deputati e senatori che hanno lasciato il Pdl ”è formato di uomini e donne liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell’interesse generale”, ha detto il presidente della Camera.
“Sostenere che devo lasciare la Presidenza della Camera dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato di un consiglio di amministrazione, che non ha nulla a che vedere con le istituzioni democratiche”, ha aggiuntro Fini.
“Ringrazio i tantissimi cittadini che mi hanno mostrato solidarietà e invitato a continuare per amore di patria, per la coesione nazionale, la legalità e la giustizia sociale, l’etica pubblica, il senso dello Stato, il rispetto delle regole». sottolinea.
Gianfranco Fini intende continuare la sua battaglia per la legalità : “È un impegno che avverto per onorare il patto con i nostri milioni di elettori onesti, grati alla magistratura e alle forze dell’ordine, che non capiscono perchè nel nostro partito il garantismo significhi troppo spesso pretesa di immunità “.
“Continueremo – ha detto Fini – a preservare i valori autenticamente liberali e riformisti del Pdl e a costruire un futuro di libertà per l’italia”
”Ovviamente non darò le dimissioni perchè -ha detto Fini- è a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione dell’attività della Camera: non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto”.
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Luglio 30th, 2010 Riccardo Fucile
FINI CENSURATO, BOCCHINO, GRANATA E BRIGUGLIO DEFERITI PERCHE’ NON SONO PIU’ “POLITICAMENTE VICINI” AD INQUISITI, COLLUSI, CONDANNATI PER MAFIA E CORROTTI…. IL PARADOSSO DI UOMINI DI DESTRA “GIUDICATI” DA EX COMUNISTI, FINANZIATORI OCCULTI DI PARTITI, CORTIGIANI DI PALAZZO… IL PDL IN MANO A CHI HA TRADITO I VALORI DELLA DESTRA SOCIALE E POPOLARE… MA NE AVRANNO PER POCO PIU’
Comunque vada a finire, la Destra italiana non potrà che essere riconoscente al gruppo raccolto intorno al presidente della Camera, Gianfranco Fini, per aver evitato il tracollo degli ideali di riferimento: legalità , unità d’Italia, socialità , solidarietà , giustizia.
Il tradimento del mandato elettorale portato avanti da tempo da una corte di miracolati al servizio di un capo incapace di fare politica, ma solo di tutelare se stesso con leggi ad personam, attraverso provvedimenti inadeguati di fronte alla crisi economica, derive razziste censurate a livello internazionale e tagli spacciati per riforme, è ormai evidente all’elettore di destra.
Quattro milioni di voti perduti in due anni, oltre il 5% di calo in percentuale, ministri e sottosegretari sotto processo e anche già condannati, un partito allo sfascio anche a livello locale, i continui cedimenti ai razzisti della padagna del magna magna, un premier sputtanato a livello internazionale per le sue frequentazioni private.
Il “ciarpame senza pudore” ormai è dilagato, ha oltrepassato gli argini, ha deluso milioni di italiani.
Fini, per la prima volta in vita sua, ha dimostrato carattere, lungimiranza e ha bloccato leggi liberticide e illiberali, ha cercato di far comprendere il cammino di una destra “normale”, moderna, legalitaria, sociale.
Quella destra che esiste in tanti altri Paesi, ma non nel nostro.
Quella destra che potrebbe governare per anni se fosse rappresentata da persone credibili e non inquinate da conflitti di interessi e da cronica mancanza di cultura politica. Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
CHIEDIAMO L’ESPULSIONE DAL PDL DI CHI HA DETTO UNA FRASE DEL GENERE, OFFENDENDO GLI ISCRITTI E LA STORIA POLITICA DEL MOVIMENTO… BRANCHER CONDANNATO, VERDINI, DELL’UTRI, CALIENDO, COSENTINO INQUISITI, MA QUALCUNO HA LA FACCIA DI TOLLA DI CHIEDERE L’ESPULSIONE DI CHI DIFENDE LA LEGALITA’
Due anni di galera per ricettazione e appropriazione indebita a un sottosegretario che qualcuno voleva proteggere dalla giustizia, promuovendolo ministro.
Espulsione dal Pdl per chi si era opposto alla nomina, facendola cadere.
Inquisiti per associazione a delinquere e associazione segreta due sottosegretari, un coordinatore del Pdl, un condannato a sette anni per collusioni con la mafia.
Espulsione per chi ha chiesto le loro dimissioni dagli incarichi.
Una legge sulle intercettazioni che avrebbe favorito, nella stesura originale, la criminalità mafiosa, impedendo il lavoro dei giudici e della polizia, oltre che a limitare la libertà di stampa.
Espulsione per chi ha criticato il favore alla criminalità .
Al grido “il Pdl è cosa nostra” le schiere berlusconiane cercano ora di espellere chi ha difeso la legalità e il decoro del Pdl, senza neanche immaginare a cosa andranno incontro, ovvero alla loro fine.
Si è consumato ieri sera il suidicio politico di Silvio Berlusconi e del suo delirio di onnipotenza, circondato dalla corte dei miracolati.
Con senso di responsabilità verso gli elettori di centrodestra, Fini ha cercato di offrire al premier una tragua basata su 5 condizioni:
1) definire un “codice etico” interno
2) convocazione degli stati generali dell’economia per affrontare i problemi degli italiani
3) azzeramento delle cariche di partito
4) aggiornamento del programma di governo
5) commissione interna per valutare i costi del federalismo
Berlusconi ha respinto ogni proposta assumendosi l’intera responsabilità di aver tradito il mandato degli elettori.
Ora il Pdl sarà il partito degli indagati che espelle chi chiede legalità e gli italiani sapranno come regolarsi.
Espulsioni farsa a parte. Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
UNO SI INVENTA DI AVER PORTATO A CASA IL FEDERALISMO E 15 MILIARDI PER I COMUNI, L’ALTRO FA LE PROVE DA RADIOAMATORE COLLEGANDOSI CON LA BRAMBILLA VIA CAVO OGNI SETTIMANA…. UNO LE SPARA SEMPRE PIU’ GROSSE, L’ALTRO HA NOSTALGIA DELLE RETI UNIFICATE
Hanno stili diversi: uno ama farsi immortalare in foto con il dito medio alzato, rivolto padanamente agli interlocutori, l’altro facendo le corna in seconda fila a qualche riunione internazionale.
Il primo ha sempre un occhio di riguardo verso la sua Rosy (Mauro), badante a tutto campo per mission ricevuta, il secondo alla sua Rosi (Bindi) ricorda spesso invece di non avere il fisico da velina per Mediaset.
Il primo è circondato da una corte dei miracoli, il secondo da una corte di miracolati.
Il primo difende una settantina di ladroni padani delle quote latte, il secondo è passato dal garantismo al giustificazionismo sempre e comunque.
Sono impegnati culturalmente entrambi: mitici i lunedi’ letterari che li vedono protagonisti nella villa di Arcore, dove recentemente è stato ammesso anche l’erede al trono Renzino, in versione trota pensante, in cui amano discettare sul futuro culturale del Paese, tra una barzelletta sui carabinieri e il rischio dei carabinieri sotto casa.
Molti i lati B in comune comunque: entrambi amano spararle grosse dal palco di Manicomio Italia.
Qualche giorno fa Bossi ha approfittato di una piazza importante, quella di Soncino (Cremona), per sostenere che “la Lega ha già portato a casa 15 miliardi per i Comuni”.
In realtà Bossi a casa non ha portato un bel nulla: i 15 miliardi in meno che i Comuni riceveranno dallo Stato potranno riscuoterli in eguale misura dai loro amministrati.
Col rischio e la possibilità concreta che ai cittadini poi i Comuni ne chiedano di più e aumenti quindi il prelievo fiscale.
Nell’occasione, riferendosi ai ladri delle quote latte, Bossi ha assicurato che “ho detto a Berlusconi che non può far chiudere le fattorie del Nord, la gente non capirebbe: Galan io non posso cacciarlo, ma chiederò a Zaia di scendere in campo. E’ uno che fa, non come Galan che parla e basta”.
Infatti Zaia ha fatto così tanto e bene, da far pagare all’Italia 4 miliardi di multe Ue per non avere rispettato la legge.
Oltre ad aver permesso a 70 taroccatori di non pagare le multe, mentre 11.000 onesti hanno pagato. Continua »
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