Destra di Popolo.net

TASSA DI SOGGIORNO: A ROMA LA LEGA L’APPPROVA, IN PERIFERIA I SINDACI LEGHISTI LA BOCCIANO

Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile

ENNESIMA PENOSA CONTRADDIZIONE DEL CARROCCIO: DA PARTITO DI LOTTA E DI GOVERNO A PARTITO DELLA PRESA PER IL CULO… UN PRIMO RISULTATO DEL FEDERALISMO PATACCA: PIU’ TASSE   PER TUTTI

L’imposta municipale rientra nel federalismo fiscale, la legge bandiera del senatùr.
Ma non piace ai primi cittadini padani delle località  turistiche.
Dal lago al mare la disobbedienza è comune. A partire dal sindaco di Varese Attilio Fontana.
Donne, sole, mare e niente imposta municipale. A quanto pare quest’estate saranno in pochi ad applicare la tassa comunale sul soggiorno dei turisti, annunciata dal governo Berlusconi come la carta vincente che avrebbe fatto tornare a sorridere i bilanci delle località  di villeggiatura.
Il balzello è stato (re)introdotto dal provvedimento sul federalismo fiscale, la legge bandiera del Carroccio.
Un provvedimento che in questo caso viene clamorosamente bocciato dagli stessi sindaci leghisti. A partire da Attilio Fontana, primo cittadino di Varese, vero baluardo del leghismo.
Insomma l’istituto non incontra il favore dei sindaci, schiacciati tra il desiderio di risanare i conti e la necessità  di tenere a bada gli umori degli operatori turistici, che da ogni angolo del Paese hanno fatto sapere per tempo di non gradire la novità .
A passarsela peggio sono proprio i sindaci della Lega Nord, lacerati dall’eterna dicotomia: meglio essere Lega di lotta o di governo?
Meglio fare i secessionisti in provincia o i poltronari a Roma?
Applicare la tassa di soggiorno o schierarsi contro le nuove forme di imposizione? Dalle Alpi al Mediterraneo, passando per le città , i borgomastri della Lega non ci stanno a vestire i panni dei gabellieri e rifiutano con inedito garbo l’ipotesi dell’applicazione della nuova tassa federalista.
A Jesolo come a Diano Marina, sul Lago Maggiore come sul Garda, a parlar di tassa sul soggiorno si ottiene sempre la stessa risposta.
“Non la abbiamo applicata da subito — spiega Alberto Gusmeroli, il sindaco leghista di Arona -, qui abbiamo un arretrato di 30 anni nel turismo. Prima di pensare ad applicare un’imposta di quel tipo bisogna sviluppare una proposta di turismo alternativa, capace di recuperare gli anni persi”.
Gusmeroli ha le idee chiare, parla della sua città  e dei progetti che ha messo in campo per il rilancio del turismo sulla sponda piemontese del Lago Maggiore: “Finchè non vedrò che la mia città  si è spostata dal turismo mordi e fuggi allo stanziale non applicherò la tassa”.
Sulla sponda lombarda del Maggiore la pensano allo stesso modo.
Graziella Giacon, sindaco di Laveno Mombello non ha applicato e non applicherà  la tassa: “Le vacanze sul lago sono per un pubblico di nicchia, noi i turisti dobbiamo andarli a cercare. Il nostro è un turismo diverso da quello di mare o da quello delle città  d’arte. È giusto dare la possibilità  a chi può di applicarla, ma sul lago Maggiore la vedo dura”.
Se i leghisti di lago sono scettici, quelli di mare non sono da meno.
Il primo cittadino di Diano Marina, Giacomo Chiappori, nella triplice veste di sindaco, deputato e imprenditore del settore, ha dichiarato di non voler applicare la tassa di soggiorno: “Poi chiederò agli albergatori quali sacrifici potranno fare per aiutare il comune”, ha dichiarato alla rete locale Primocanale.
Secondo Adriano Ragni, sindaco di San Bartolomeo a Mare (Imperia) e segretario della sezione locale della Lega Nord “la tassa di soggiorno è uno strumento che si può usare o meno, noi non ne abbiamo bisogno, le nostre zone non si adattano a questo tipo di tassazione”.
A chi gli fa notare l’incoerenza della scelta di non applicare una tassa voluta dalla stessa Lega Nord, Ragni risponde che “la tassa di soggiorno è stata reintrodotta quale possibilità  e non quale obbligo”, puntualizzando come la nuova gabella non possa essere applicata in quei comuni balneari che subiscono la forte concorrenza dei competitor vicini o lontani.
Una sintesi sul punto la offre il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ricopre anche la carica di presidente di Anci Lombardia: “Non è sicuramente una tassa che deve fare gridare allo scandalo, io a Varese non la intendo applicare, perchè credo che il nostro turismo debba essere incentivato, e dal punto di vista psicologico, soprattutto per gli operatori, l’introduzione di una nuova tassa potrebbe essere troppo pesante da sopportare”.
Ma allora a cosa serve se non la applica nessuno?
“Non è vero — ribatte Fontana -, Roma la applica e il sindaco Alemanno è molto contento. Varese ha un turismo gracile e non può permettersela, se mi trovassi in una situazione di monopolio come quella di una città  del calibro di Roma, probabilmente la applicherei anche io”.
Così i leghisti del territorio scoprono il volto oscuro del federalismo e quando il punto di prelievo fiscale si avvicina finalmente al popolo, di fronte a chi storce il naso alzano le braccia e respingono l’offerta: “no, grazie. Questa tassa non fa per noi”.

Alessandro Madron
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Bossi, Costume, denuncia, LegaNord, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

BISIGNANI E GLI SPOT MILIONARI PER LA SANTANCHÈ: “TI HO TROVATO LA PUBBLICITA'”

Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile

INCHIESTA P4, LETTA: “SAPEVO DELL’INDAGINE”….INDAGATO MORETTI DELLE FS…..LA SOCIETA’ PUBBLICITARIA DELLA SANTANCHE’ HA RACCOLTO 10 MILIONI DI EURO NEL 2009 GRAZIE ALLE ENTRATURE DI BISIGNANI NELLE SOCIETA’ PUBBLICHE

“Estroverso, brillante e ben informato, ed è possibile che qualche volta dica più di quel che sa… Con lui ho rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale… Lui è amico di tutti, è l’uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è uomo di relazioni”.
Firmato Gianni Letta, che osì lo scorso 23 febbraio davanti ai pm di Napoli descriveva i suoi rapporti con il gran faccendiere della P4.
Un uomo che sapeva muoversi dietro le quinte, le cui relazioni sono al centro dell’inchiesta che qui sotto viene riassunta.
Che aveva a sua disposizione della carta intestata di Palazzo Chigi, in bianco. Gliel’hanno trovata gli inquirenti: “In un incartamento relativo alla trattativa per l’acquisizione di un immobile in leasing da parte della Presidenza del Consiglio in persona del Ragusa (alto dirigente della presidenza, ndr), immobile nella disponibilità  della società  ‘B.B. Parlamento di Farina Vittorio’ (legatissimo al Bisignani e titolare della Ilte, società  di cui Bisignani è dirigente), venivano rinvenuti fogli in bianco di carta intestata alla Presidenza del Consiglio” .
“Nulla di più – concludono i pm – poteva rendere l’idea di una sorta di ruolo ombra svolto dal sodalizio e dal Bisignani”.
“Non escludo che Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell’autorità  giudiziaria — ha proseguito invece Letta – : sicuramente non mi ha detto che era intercettato”.
Ancora il sottosegretario: “No, non ho mai cenato con Bisignani e il procuratore generale di Roma, tanto meno per festeggiare il nuovo giudice della Corte costituzionale Lattanzi, che ho conosciuto solo al Quirinale al momento del giuramento”.
Gli investigatori della Finanza di Napoli annotano quasi con stupore che “non sono emersi rapporti e/o collegamenti tra le società  riconducibili alla Santanchè e a Luigi Bisignani relativamente alle attività  di raccolta pubblicitaria” ma subito aggiungono: “Tuttavia, in tale contesto, si rappresenta che sono state intercettate alcune conversazioni telefoniche tra Bisignani e Santanchè dalle quali emergeva l’interesse del Bisignani a favorire le attività  imprenditoriali della stessa”.
Per esempio tra il 22 e il 25 febbraio del 2010. Bisignani chiama Santanchè e afferma: “Ma dimmi un po’ se io ti devo trovare la pubblicità !… Sì l’ho trovata stavi cercando da un po’ di tempo”.
Santanchè: “Che bella notizia!”.
“In questo scenario politico”, dice Bisignani a verbale “si innesta la mia attività  collaborativa, ripeto, senza fini di lucro, a fà vore della Santanchè per le sue attività  nel settore della raccolta di pubblicità . In pratica, feci stringere i rapporti fra la Santanchè e la famiglia Angelucci, che aveva difficoltà  a raccogliere pubblicità  per il giornale Libero di cui erano editori. Dopo un periodo iniziale, nel corso del quale, la Santanchè operava come free lance, portando molti clienti a Libero soprattutto nel settore della moda, in seguito “istituzionalizzò” questo suo rapporto con gli Angelucci con una iniziativa che io stesso le consigliai, e cioè con la costituzione di una vera e propria concessionaria di pubblicità , denominata Visibilia”. …In seguito, infatti, i rapporti fra gli Angelucci e la Santanchè si sono incrinati e in particolare, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata la circostanza che la Visibilia ha iniziato a raccogliere pubblicità  con il Giornale in concomitanza del passaggio di Vittorio Feltri da Libero al Giornale”.
Grazie alla Santanchè, Libero ha raccolto 10 milioni di euro di pubblicità  nel 2009. Tra gli investitori principali ci sono le società  pubbliche.
Al riguardo Bisignani ha dichiarato: “Sono amico dell’Eni perchè sono molto legato a Paolo Scaroni. Ribadisco che ho facilitato – come ho già  detto – la costituzione di rapporti commerciali tra Vibililia e Eni, Enel e Poste”.
Il principale committente di pubblicità  istituzionale è la Presidenza del Consiglio.
Il dipartimento che se ne occupa è diretto da un funzionario stimato, Elisa Grande. Sentita il 22 febbraio Grande dichiara: “So che la Santanchè ha a che fare con la Visibilia. La Presidenza del Consiglio compra pubblicità  su tutti i giornali; … qualche tempo fa il Bisignani, mi disse che mi avrebbe chiamato la Santanchè; successivamente mi chiamò una prima volta la Santanchè lamentando che i miei uffici non compravano pubblicità  da Visibilia, cosa non corrispondente al vero; successivamente, una seconda volta, nel 2010 la Santanchè mi chiamò di nuovo per chiedere al Dirigente dell’Ufficio Stampa del Ministero del Lavoro perchè non acquistavano pubblicità  da Visibilia”.
Favoreggiamento personale. È questo il reato per cui l’ad di Fs Mauro Moretti risulta indagato per la P4.
La circostanza emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Bisignani.
Moretti viene tirato in ballo dall’imprenditore Arcangelo De Martino, arrestato per la P3, che racconta di una denuncia che intendeva presentare per presunti illeciti a suo danno commessi da persone in Fs legate all’ad, denuncia che sarebbe stata bloccata da un intervento di Alfonso Papa.
Il top manager è stato ascoltato dai pm e ammette “non solo di conoscere Bisignani e Papa”, ma anche di essere stato contattato da Papa.
Riferisce però che si tratta di una lamentela “per il trattamento ricevuto su un treno da un controllore”.
“Appare evidente – si legge nell’ordinanza – che, mentre appare una vera e propria presa in giro l’ipotesi che un uomo come Papa potesse incomodare il Moretti per una vicenda tanto banale, il Papa, dopo aver ‘stoppato’ la denuncia del De Martino, abbia contattato il Moretti…per vantare, per rivendicare il credito derivante dall’avvenuta surrettizia sottrazione alla cognizione dell’autorità  giudiziaria di una vicenda che comunque avrebbe coinvolto il Moretti stesso”.
Papa telefona a Bisignani: Martedì sera sarò pronto ho fatto tutto è tutto a posto ci avevo un pettegolezzo su Vietti enorme
B: ah.
P: ti ho mandato pure il messaggio per Dagospia… Allora praticamente giovedì sera al ristorante “I Pazzi” a Trastevere ha offerto una serata a quattro avvenenti ragazze che risultano lavorare all’ufficio legale di Poste Italiane. Hanno organizzato per settimana prossima una festa privata in casa Vietti dove ogni ragazza dovrà  cucinare una pietanza
B: bravo, fantastico
P: va bene i dettagli della serata possono essere pure quelli interessanti? Che cosa si sono detti però ah no
B: con la scollacciata insomma
P: si, si scollacciata con avance… promesse di interessamento e per qualcuna ci uscirà  pure una promessa di inserimento nel suo staff al Csm.
La vicenda viene ricostruita poi anche dagli interessati.
Vietti ammette la cena (“eravamo in otto”), ma smentisce tutto il resto: con l’avvocato Roberta Darsena delle Poste — che viene utilizzata da papa come “corvo” – “escludo che si sia parlato di un inserimento della stessa presso il Csm; così come escludo che si sia svolta una cena privata con la stessa a casa mia. Escludo che la cena abbia mai assunto toni che non fossero assolutamente corretti.
Notano i magistrati: “La notizia in esame viene proposta e presentata al Bisignani per Dagospia, e ciò a conferma della cogestione occulta da parte del Bisignani medesimo del noto sito scandalistico, al quale lo stesso Bisignani – come lui stesso ha ammesso – ha fatto ottenere dall’Eni pubblicità  per oltre 100.000 euro all’anno”.
La notazione dei magistrati ieri ha fatto reagire Dagospia: “Quella notiziola non è mai comparsa sul sito. Ma lo scandalo per Woodcock è Dagospia che ottiene un contratto dall’Eni per pubblicità  per 100mila euro l’anno. Pure poco per un sito che ha 600mila pagine viste al giorno. Bisignani non cogestisce questo sito, scrivere una castroneria va bene, diffamare già  meno”.
Panico Prestigiacomo: se mi beccano mi rovini!
Il 2 dicembre 2010 Bisignani parla con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
B: dobbiamo stare attenti ai telefoni perchè a Letta gli ho chiesto stamattina del fatto… dicono che Woodcock ci stia controllando i telefoni a me e a lui
P: come fai a sapere che hai l’utenza? Ma allora anche ora c’ho il telefono con il fruscio, tu non lo senti? (…) Perchè Woodcock a te ti controlla?
B: e che ne so…
P: mamma mia! ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!
Nomine Atac: anche Alemanno ubbidisce
“La capacità  di influenza di Bisignani veniva in rilievo anche con riferimento al sindaco di Roma Alemanno”.
Lo scrivono i pm . I magistrati fanno riferimento in particolare alla testimonianza resa da Maurizio Basile, ad dell’Atac: “Nella primavera del 2010 Bisignani mi ha presentato al sindaco Alemanno e dunque Alemanno mi ha nominato suo capo di gabinetto dal luglio a novembre 2010. Dopodichè sono stato nominato amministratore delegato dell’Atac cumulando le due funzioni per un mese. (…) Non c’è dubbio che Alemanno ascoltasse le indicazioni di Bisignani comprese la mia nomina. Tuttavia non so spiegare come mai Bisignani potesse vantare tale indubbio potere contrattuale su Alemanno”.
A detta di Basile “Alemanno ha partecipato anche a due riunioni-cene a casa della madre di Bisignani”.
Basile risponde poi sul contenuto di una intercettazione telefonica e spiega che “il sindaco doveva designare il direttore del Teatro Stabile di Roma e Luca Barbareschi era interessato: nella telefonata – dice – Bisignani mi chiede informazioni; in proposito il sindaco ha poi nominato un altro, e cioè Gabriele Lavia”.
L’amico americano e il parco giochi di Rovati.
Nelle intercettazioni emerge il ruolo di Enzo De Chiara, già  consigliere del partito Repubblicano uomo che ha accompagnato nel suo viaggio italiano nel 2002 l’allora presidente statunitense George Bush e che si è fatto notare quando ha dichiarato: “Negli Stati Uniti tutto è lobby e la democrazia non può esistere senza lobby”.
Fu uno dei protagonisti della celebre inchiesta Phoney money.
Ecco quello che dice a verbale il 23 febbraio del 2011: “Ho conosciuto Bisignani, nel 2004, quando ero Capo della Segreteria del Capo della Polizia De Gennaro, nel contesto di una colazione organizzata dal dottor Enzo (Crescenzo) De Chiara, consulente dell’Ambasciata Americana”.
Nell’ottobre 2010 è sempre il prefetto di Roma a chiedere un incontro ai due per ottenere, dirà , “un favore per un amico”. Quattro giorni più tardi un’altra telefonata di Pecoraro viene spiegata così. “Si fà  riferimento ad una vicenda legata ad un progetto riferito alla costruzione di un parco giochi a Valmontone vicino all’outlet di Valmontone; io chiamai il Bisignani chiedendogli chi fossero i proprietari del suddetto parco giochi, e Bisignani mi fece sapere che dietro c’era anche Angelo Rovati; io chiamai Angelo Rovati facendogli presente che c’erano dei problemi di viabilità  legati all’apertura del predetto parco…ritenni di chiamare il Bisignani perchè è un imprenditore che conosce tutti”.
Ascoltato nel febbraio scorso, Massimo D’Alema affermò: “Ho incontrato l’ultima volta il Bisignani poichè accompagnò il generale Santini – già  direttore dell’Aise – che chiese di incontrarmi; sono certo che Santini era già  direttore dell’Aise, lo ricordo bene perchè avrei ritenuto inopportuno incontrarlo prima della nomina a direttore dell’Aise; in quell’occasione il Santini fu accompagnato dal Bisignani, non so a che titolo; Bisignani lo accompagnò e restò fuori” . Queste dichiarazioni non coincidono con quelle di Santini, che afferma che li data “certamente prima della mia nomina a Direttore delI’Aise avvenuta il 23.2.2010”.
D’Alema risponde: “Ribadisco che incontrai il Santini che chiese di incontrami lui e chiese un appuntamento con la mia segreteria; ribadisco che tale incontro avvenne dopo la nomina dei Santini a direttore dell’Aise da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri; certamente quando l’ho incontrato c’era già  stata la sua designazione ed è stato dopo il 4.2.2010 (ritengo tra il 9 e il 10 febbraio).
Alfonso Papa, giudice in aspettativa e deputato Pdl è temuto per le sue relazioni, vere o ostentate, con uomini della Finanza e dei servizi segreti.
Con il Generale Poletti, ex Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza ed attualmente vice direttore dell’Aise.
L’imprenditore Alfonso Gallo testimonia: “Ho visto più volte il Papa incontrarsi con il generale Poletti dell’Aise con il quale so che il Papa si incontrava sistematicamente presso la libreria Feltrinelli di Roma; una volta li ho visti anche io e i due si sono appartati a parlare e non so cosa si siano detti”.
Italo Bocchino è amico di Bisignani. Lo stesso lobbista ammette: “Un giorno l’onorevole Bocchino, mio caro amico mi disse di avere appreso che Papa era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardava alcune schede procurate e diffuse dal Papa”.
Nelle telefonate intercettate emerge come Papa volesse raccogliere informazioni giudiziarie contro Caliendo, finito nell’inchiesta P3.
A telefono con Enrico La Monica
P: tu nel frattempo devi acquisire tutti, tutti, tutti gli elementi, così lo mettiamo un pochettino … hai capito! Mettiti insomma questo ramo Napoletano P 3 così… tiriamo in ballo pesantemente anche Caliendo.
Scrivono i pm che Caliendo è “inviso al Papa dal momento che ha ottenuto quella nomina a Sottosegretario alla Giustizia cui avrebbe aspirato lo stesso Papa, diventando da quel momento in poi anche lui destinatario e obbiettivo dell’attività  di dossier aggio del Papa e dei suoi sodali”. Papa ce l’aveva anche con l’altro indagato della P3 Lombardi.
Un carabiniere racconta che indicandolo un giorno disse: “Vedi quello lo fotterò”.

Marco Lillo e Antonio Massari
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Alemanno, Berlusconi, Costume, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

DALLA MELONI AGLI SCAJOLIANI TUTTI I DISSIDENTI CHE FANNO INFURIARE IL PREMIER

Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile

POSSIBILE ORDINE DEL GIORNO CONTRO LO SPOSTAMENTO DEI MINISTERI AL NORD…OGGI RISCHIO TESTACODA   A MONTECITORIO:   FORZA DEL SUD SI PREPARA A VOTARE CONTRO IL TRASLOCO

Sarà  la verifica, quella vera.
L’ordine del giorno messo a punto dalla fronda pidiellina romana e che nel giro di poche ore ha raccolto le adesioni di un ministro (Giorgia Meloni), di sottosegretari e di una ventina di deputati è sufficiente a mandare a gambe all’aria la maggioranza. Proprio quello che fino a notte fonda Berlusconi coi suoi e infine con Calderoli hanno cercato di scongiurare in ogni modo.
Anche perchè, a dispetto dei 330 vantati dal premier, nelle votazioni di fiducia succedutesi dal 14 dicembre, la coalizione non è mani andata oltre quota 316.
E più tardi rischia il testa-coda.
Altro che verifica sui sottosegretari, altro che fiducia sul decreto Sviluppo.
La partita più delicata si è giocata fino a stamattina (termine ultimo perla presentazione dell’odg: le 9,30) sullo stop al trasloco, sul quale il sindacoAlemanno e la governatrice Polverini hanno tenuto duro.
Insomma, la mina che– non a caso –domenica Bossi ha piazzato sotto l’edificio già  barcollante del Pdl, ha prodotto tutti i suoi effetti dirompenti.
E alla fine, è diventato solo l’ultimo pretesto per portare allo scoperto le ferite che ormai segnano il corpaccione dell’intera coalizione berlusconiana.
Al testo ha lavorato fino a tardi la deputata ex An Barbara Saltamartini, «ambasciatrice» del sindaco a Montecitorio e riferimento dell’area che si è ritrovata sotto il gazebo al Pantheon con Alemanno e la Polverini.
Insieme con loro, sotto le stesse insegne, adesso i deputati Rampelli e Marsilio, «perchè la richiesta della Lega è folle e incostituzionale» sostengono.
Il ministro delle Politiche giovanili Giorgia Meloni confida fino all’ultimo in una soluzione congiunta del Pdl, ma se poi si dovesse andare alla conta, voterebbe l’ordine del giorno in difesa di «Roma capitale» e dei suoi ministeri: «Legittimo per il Pdl far sentire il suo no al trasferimento».
Si va allo scontro, dunque? Non è ancora detto.
«Presentiamo il documento al 65 per cento» dice a tarda sera un uomo di Alemanno, mentre a Palazzo Grazioli Berlusconi media coi suoi. «Stiamo lavorando per un testo condiviso da tutto il Pdl – spiega in quelle ore la Saltamartini – Di certo deve contenere il principio per noi irrinunciabile: iministeri non si spostano da Roma». Proprio quel che rischia di far saltare i rapporti con la Lega.
A poco è valso il pranzo tra Cicchitto e Alemanno. I «romani» e non solo loro vanno sparati per la loro strada.
L’ex ministro ormai in rotta è in stretto contatto con Alemanno e Formigoni: 5 dei suoi potrebbero votare l’odg «gruppo» fanno anche parte i deputati Francesco Biava, Mario Landolfi, Vincezo Piso.
Il calabrese Santo Versace non ha dubbi: «Non è tempo per proposte propagandistiche, per campagne dal sapore clientelare».
Ma il malessere nel partito è tale che è bastato l’annuncio per veder coagulare attorno al testo (ancora fantasma) tutti gli spezzoni in fermento del Pdl.
Claudio Scajola ha già  fatto sapere come la pensa sulla sortita leghista sui ministeri.
In questi giorni si è tenuto in stretto contatto con Alemanno, al pari del governatore Roberto Formigoni.
Oggi potrebbe astenersi sull’ordine del giorno, comunque non votare contro. Ma la sua mano d’aiuto si concretizzerebbe in altro modo: col voto favorevole di 5-6 dei suoi fedelissimi.
Da Abrignani a Cicu, da Biasotti a Conte, da Galati a Nicolucci.
Ma tentato dallo strappo era ieri anche il pidiellino abruzzese Marcello De Angelis. Hanno già  deciso di sostenere l’eventuale mozione, invece, i sei deputati che fanno capo alla nuova formazione di Gianfranco Miccichè, Forza del Sud.
«La votiamo eccome. Con tutto il rispetto per l’amico Maroni, che ora parla di un ministero aPalermo, gli diciamo che al Sud abbiamo bisogno di aziende e lavoro, non di uffici che moltiplicano i costi» gli manda a dire il siciliano del gruppo Pippo Fallica.
Nella squadra dovrebbe entrare da qui a breve la frondista bolzanina Michaela Biancofiore, ormai in rotta con Verdini e La Russa.
«Lascio e vado al misto con Miccichè» anticipava ieri a Radio24, salvo poi correggersi: «Non farò nulla senza aver prima parlato con Berlusconi».
Anche la sua strada (in uscita) è segnata.
Altro capitolo, il vulcano già  in ebollizione (per le poltrone mancate) dei Responsabili.
Il nuovo capogruppo Silvano Moffa fino a sera predicava cautela: «Confidiamo in un documento unico col Pdl». Consapevole che se non sarà  così, oggi saranno dolori. Quasi l’intera formazione dei 256 formata da meridionali.
Il sottosegretario Giampiero Catone, per esempio, non ha dubbi: «Voterei sì, per far rimanere a Roma i ministeri».
Anche il campano Mario Pepe, che pure è uscito dal gruppo dei Responsabili per il Misto (ma solo per entrare in Giunta per le autorizzazioni al posto del sottosegretario Cesario) a ora di cena tagliava corto: «Ma quale Nord, io voto per tenerli qui».

Lopapa Carmelo
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

UN ELETTORE LEGHISTA SU DUE DELUSO DAL GOVERNO: LA PRIORITA’ BIPARTISAN E’ IL TAGLIO DELLE TASSE

Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile

DALL’ANALISI DELL’OSSERVATORIO DI MANNHEIMER EMERGE UN DATO IMPRESSIONANTE: SOLO IL 22% DEI CITTADINI APPROVA L’OPERATO DELL’ESECUTIVO…..BEN IL 40% DELL’ELETTORATO DI CENTRODESTRA DA’ UN GIUDIZIO NEGATIVO

Gli esiti delle amministrative e del referendum sono stati efficacemente definiti come veri e propri «schiaffi» contro l’esecutivo.
In realtà , il comportamento elettorale dei cittadini appare il proseguimento di un clima di opinione sfavorevole al governo che era già  stato segnalato da diversi sondaggi condotti nei mesi scorsi.
Ma i dati delle rilevazioni effettuate dopo il voto evidenziano una situazione ancora più problematica.
Ad esempio, dichiara oggi di approvare l’operato recente del governo solo poco più di un quinto (22%) dei cittadini.
Si tratta del livello più basso registrato da diversi mesi a questa parte. Naturalmente, all’interno dell’elettorato di centrodestra, il giudizio è più favorevole, tanto che il 60% esprime una valutazione positiva.
Ma è significativo notare che, anche nel sottoinsieme dei votanti per i partiti di governo, ben il 40% esprima un atteggiamento critico verso quest’ultimo.
Se, anzichè riferirsi all’ultimo periodo, si domanda un giudizio sull’azione complessiva del governo dalla sua costituzione ad oggi, il risultato è ancora più critico: complessivamente, tre italiani su quattro reputano «deludente» o «pessimo» l’operato dell’esecutivo in questi tre anni, con un significativo incremento rispetto all’analoga risposta data in occasione dei medesimi sondaggi effettuati gli anni scorsi.
È di parere negativo sul governo il 23% degli stessi elettori del Pdl (e ben il 55% dei votanti per la Lega).
Alla luce di questi dati, non sorprende che anche l’opinione sulla persona del presidente del Consiglio sia, in questo momento, piuttosto negativa.
Le valutazioni favorevoli al Cavaliere si aggirano oggi attorno al 30% (anche in questo caso, uno dei livelli più bassi degli ultimi mesi) e persino all’interno degli elettori del centrodestra, i giudizi sfavorevoli raggiungono la stessa percentuale di insoddisfatti vista in precedenza: quasi un quarto (23%).
Il governo è consapevole di questo stato di cose e, come si sa, ha deciso di reagire per tentare di riconquistare la fiducia degli elettori, varando quel pacchetto di riforme per tanto tempo promesse, ma mai attuate, che erano state alla base del consenso che elesse la maggioranza alle ultime elezioni politiche.
Al riguardo, le priorità  espresse dai cittadini sono unanimi, sia tra gli elettori di centrodestra, sia tra quelli di centrosinistra: è la riforma fiscale – che per molti significa semplicemente la riduzione delle tasse – ad essere in assoluto la più gettonata, tanto che è indicata da più del 40%.
Si sa che i provvedimenti in materia di imposte sono in questo momento i più difficili, data la situazione di bilancio e la conseguente impossibilità  di incrementare ulteriormente il deficit pubblico, ma resta il fatto che essi sono i più richiesti dalla popolazione.
Segue la riforma della giustizia, mentre appare assai meno suggerito (e forse non compreso) qualsiasi tipo di intervento istituzionale.
Ma sarà  davvero in grado il governo di fare queste riforme nei prossimi due anni?
Nessuno lo sa, ma la maggioranza degli italiani appare scettica: il 54% ritiene che, tutto sommato, l’esecutivo non otterrà  quanto promesso.
C’è da dire, però, che anche questo dato medio nasconde una fortissima disparità  di opinioni tra gli elettori dei due poli.
Infatti, mentre la perplessità  è condivisa dall’80% di chi si colloca nel centrosinistra (e dal 70% di chi si considera di centro tout court), la maggioranza (65%) dei votanti per il centrodestra è convinta che l’esecutivo riuscirà  nei suoi intenti.
Anche se, ancora una volta, c’è una parte consistente (sempre circa un quarto) dell’elettorato dei partiti di governo che appare poco propensa a credere nella capacità  di quest’ultimo di reagire efficacemente a questo momento di crisi.
Uno dei motivi che sottostanno alla poca fiducia nella capacità  di realizzazione da parte del governo delle riforme promesse sta nell’idea, assai diffusa, che esso non possa restare in carica ancora per molto tempo.
Non a caso, la maggioranza relativa (45%) degli italiani ritiene che l’esecutivo non riesca a durare più di un anno (anche se una minoranza consistente, il 41%, continua a pensare – o ad auspicare – che esso giunga al termine naturale della legislatura).
Nell’insieme, l’opinione degli italiani riguardo alla situazione politica e alle prospettive future più opportune risulta, come sempre, divisa a metà , in relazione al proprio credo politico.
Ma, da qualche tempo in qua, si intravedono ampie crepe di fiducia anche tra quanti hanno dato fino a oggi il loro consenso al governo.
Proprio queste ultime rappresentano oggi il vero pericolo per Berlusconi e per la continuità  dell’esecutivo.

Renato Mannheimer
(da “Il Corriere della Sera”)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, elezioni, LegaNord, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

IL GOVERNO SCAMBIA I PROFUGHI PER CARCERATI: MARONI SI PIANGE ADDOSSO OGNI GIORNO MA ABBIAMO ACCOLTO SOLO IL 2% DEI PROFUGHI CHE HA ACCETTATO LA TUNISIA

Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile

I MIGRANTI SBARCATI QUEST’ANNO IN ITALIA SONO STATI 42.534, DI CUI 18.312 DALLA LIBIA E 24.222 DALLA TUNISIA…DALLO SCOPPIO DELLA GUERRA IN LIBIA SONO ARRIVATI MENO DI 19.000 PERSONE: NELLO STESSO PERIODO LA TUNISIA HA ACCOLTO 288.082 LIBICI E 190.705 MIGRANTI

L’Italia non è terra per profughi: il governo italiano, con un decreto legge lampo, allunga a 18 mesi i tempi di detenzione nei Cie e stringe un accordo con l’opposizione libica al fine di rimpatriare i profughi di guerra.
Al 14 giugno scorso i migranti sbarcati in Italia sono 42.534, di cui 18.312 dalla Libia e 24.222 dalla Tunisia (fonte UNHCR).
“Molto si è parlato di emergenza e numeri ingestibili – dichiara il direttore del CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati ), Christopher Hein – voglio solo ricordare due cifre per dare un’idea più equilibrata delle vere emergenze: dalla Libia sono arrivati in Italia dallo scoppio della guerra meno di 19mila persone. Nello stesso periodo la Tunisia ha accolto 288.082 libici e 190.705 migranti provenienti da altre nazioni, mentre l’Egitto 288.082 libici e 190.705 migranti”.
“Vogliamo denunciare che non si può calpestare il principio di non refoulement – denuncia l’Arci nazionale – e dislocare la nostra frontiera in una zona di guerra in nessun caso, tanto meno in nome di interessi di partito o di coalizione. Solo nel 2011, è certo che circa 2500 persone sono morte nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere le nostre coste. Morti non per fatalità , ma per responsabilità  di chi impedisce loro di partire in sicurezza per sfuggire alle bombe e alle persecuzioni”.
“In questi ultimi giorni abbiamo assistito a diverse misure prese dal governo che ci preoccupano sia per il messaggio che lanciano, sia per le conseguenze che hanno sulle persone – sostiene Savino Pezzotta, presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati –   Il decreto del consiglio dei ministri che prolunga a 18 mesi la detenzione nei Cie non solo è inefficace, ma esplicitamente punitivo. Voglio ricordare che 18 mesi di detenzione è una pena normalmente inflitta per reati di media gravità . Non solo. L’accordo raggiunto dal governo con il Comitato nazionale di Transizione libico (Cnt) è del tutto inaccettabile perchè si basa sull’idea che possano essere rinviate persone verso un’area di guerra”.
“Debbo esprimere un apprezzamento per il lavoro fatto dalla Guardia costiera italiana e dalle altre forze che operano nel mare – ha detto ancora Pezzotta   –   hanno salvato molte vite intervenendo, giustamente, anche quando sarebbe stato di competenza e responsabilità  di Malta. Nelle regole di ingaggio delle forze operanti nel canale di Sicilia deve essere assolutamente incluso il salvataggio in mare. In questo momento inoltre è necessario fare un passo ulteriore, cercando di mettere in atto tutto gli sforzi possibili per evitare tali tragedie. Dobbiamo dare alternative alle persone rispetto agli arrivi coi barconi. Come? Attraverso programmi non solo italiani, ma europei di reinsediamento dei rifugiati e arrivi protetti”.
Pezzotta denuncia anche “molte le lacune nell’accoglienza dei profughi” arrivati dal Nord Africa: “E con tutto il rispetto per la protezione civile, dobbiamo constatare che in molte Regioni gli impegni presi non sono stati rispettati. Il CIR insiste che l’accoglienza non può e non deve esaurirsi nella pura fornitura di vitto e alloggio, ma deve prevedere dei servizi alla persona. Soprattutto per quelli che hanno chiesto asilo allo Stato italiano. Accogliere un rifugiato non significa dare una camera in un albergo, ma anche fornire assistenza legale, sociale e psicologica”.

argomento: denuncia, governo, Immigrazione, LegaNord, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

SONO STATI RICATTATI DALLA LEGA PER TRE ANNI SENZA MAI REAGIRE: ORA NEL PDL RISCOPRONO LA DIGNITA’ ORMAI PERSA

Giugno 20th, 2011 Riccardo Fucile

EX SOCIALI ED EX SINDACALISTE, PROPRIETARI DI CASE A LORO INSAPUTA E PATACCARI: SI SVEGLIANO SOLO ORA CHE QUATTRO CIALTRONI VOGLIONO TOGLIERE I MINISTERI A ROMA…. MA DOV’ERANO QUANDO LA LEGA FACEVA PASSARE LEGGI VERGOGNA SUGLI IMMIGRATI O QUANDO BOSSI SOSTENEVA CHE COL TRICOLORE SI PULIVA IL CULO?

Il Pd presenterà  domani, durante l’esame del decreto sviluppo alla Camera su cui il governo ha posto la fiducia, un ordine del giorno contro la richiesta della Lega di spostare la sede di alcuni ministeri al Nord su cui la Camera dovrà  pronunciarsi.
Lo ha annunciato il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, nel corso della conferenza del partito sulla sicurezza a Roma.
Franceschini ha definito “patetica” l’immagine di un governo che pensa di spostare i ministeri. La proposta della Lega del trasferimento delle sedi ministeriali, secondo il dirigente democratico, è “una patetica operazione di immagine che noi porteremo al voto”.
“Pontida 2011 e i discorsi che si sono sentiti mi sono sembrati quelli di Abatantuono nel film Attila e gli Unni”, ha sottolineato Franceschini.
“Su questa vicenda – ha aggiunto – li porteremo al voto domani in occasione del decreto sullo sviluppo. Visto che i ministri leghisti hanno tanta voglia di tornare al Nord lo possono fare e lo faranno, dopo il risultato delle amministrative e dei referendum, ma senza i loro ministeri, che resteranno nella capitale”.
Valutazioni simili a quelle del Pd arrivano anche da Cei e Confindustria. “La chiesa deve da un lato frenare queste mire secessionistiche, dall’altro deve rimotivare dall’interno, con forte valenza biblica, la passione dell’intraprendere dei cristiani”, dice Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace.
Secondo il vescovo, intervistato da Radio vaticana, la proposta di spostare i ministeri al nord sarebbe inoltre “un gesto di grandissimo disprezzo del sud”.
“La Lega paradossalmente – conclude Bregantini – ripete gli errori che rimprovera a Roma”.
Quanto agli industriali, secondo la presidente dell’associazione di categoria Emma Marcegaglia, “questi non sono temi veri del Paese”.
“I temi veri – osserva – sono il bilancio a posto, la riforma fiscale, le liberalizzazioni, investire in ricerca e innovazione. Il resto mi sembra un po’ propaganda”.
L’argomento continua comunque a rimanere centrale nel dibattito politico, alimentando nuove tensioni all’interno della maggioranza.
Il duro confronto tra Lega da una parte e la componente romana e meridionalista del Pdl (Gianni Alemanno e Renata Polverini su tutti) dall’altra, preoccupa in particolare il capoguppo alla Camera Fabrizio Cicchitto.
“E’ in atto un confronto . afferma – ma è sbagliato drammatizzare sia da parte di chi è al Nord e sia per chi è a Roma che dovrebbe occuparsi di governare la Regione e il Lazio. Va detto che non riteniamo possibile rompere l’unità  dello Stato, ma è possibile ragionare sul decentramento di alcune sedi sulla base di alcune esperienze passate”.
Dpo tre anni in cui il governo ha vissuto sotto ricatto costante della Lega, dopo aver assistito a vergognosi cedimenti a politiche razziste da parte del nostro governo, censurate a livello internazionale da tutti i massimi organismi preposti, ora nel Pdl si svegliano gli ex sociali e le ex sindacaliste,gli   ex proprietari di case pagate a loro insaputa e i pataccari vari: tutti uniti per difende due ministeri da Disneyland.
Quello del Paese dei balocchi che si è inventato Calderoli per giustificare la sua esistenza (nonchè gli stipendi di 70 suoi dipendenti, pagati dal contribuente italiano) e quello del federalismo patacca che sarà  causa solo di un aumento delle tasse locali.   Fosse per noi vorremmo che fosse già  in vigore ora e non tra 10 anni: per non perderci la scena dei padagni che inseguono con il forcone i leghisti che gli hanno imposto il federalismo.
Ma dategli quei due ministeri a Monza, così passano il loro tempo a giocare con le cartine, i soldatini, le merendine della mamma,   il fac-simile del libretto degli assegni e il bavaglino per chi sbava.
In fondo le specie in via di estinzione vanno tutelate.

argomento: Alemanno, Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, destra, emergenza, federalismo, governo, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »

GIULIA BONGIORNO: “PDL SCONFITTO NON SOLO NELLE URNE: IL PRIMO COLPO E’ STATO DELLE DONNE”

Giugno 19th, 2011 Riccardo Fucile

“ENERGIE SPRECATE PER LE LEGGI AD PERSONAM”…”LE PRIORITA’ DEL GOVERNO SONO DIVERSE DA QUELLE DEI CITTADINI”…”LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI”

Presidente, secondo lei le due ultime sconfitte elettorali della maggioranza sanciscono anche la sconfitta della politica della giustizia fin qui seguita?
Tre. Non bisogna dimenticare il 13 febbraio, quando per la prima volta si è manifestata in modo chiaro l’insofferenza verso il premier. Le donne hanno riempito le piazze spontaneamente, mosse dal desiderio, direi quasi dalla necessità , di prendere le distanze dal modello femminile proposto da Silvio Berlusconi. Quindi rivendico il primato delle donne: il primo colpo è stato il loro.
Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e alter ego di Gianfranco Fini sulla giustizia, non ha dubbi sul peso politico di quella manifestazione
Dietro non c’erano disegni o strategie, solo l’impulso e la responsabilità  di dire basta Molte scendevano in piazza per la prima volta, ma l’insofferenza era tale che non hanno potuto fare a meno di partecipare.
Poi ci sono state le urne. Quanto hanno contato le vicende processuali di Berlusconi?
Non credo abbiano avuto un peso le vicende processuali in sè, piuttosto il modo in cui lui ha scelto di comportarsi
L’attacco alle toghe non doveva essere la carta vincente?
Questa strategia ha avuto un appeal subito dopo Mani pulite. Quando emerse la consapevolezza degli eccessi nella carcerazione preventiva, mentre alcuni continuavano a solidarizzare con i pm, altri ne misero in discussione i metodi e Berlusconi intercettò questi umori, tanto che all’inizio la sua sembrò una battaglia garantista, quasi nell’interesse generale. Oggi, invece, è chiaro a tutti che quando inveisce contro la magistratura lo fa unicamente nel proprio interesse.
L’azione di questo govemo sulla giustizia muove da una premessa politica: c’è una persecuzione giudiziaria nei confronti del premier, paradigmatica di una magistratura faziosa e irresponsabile. Da qui le leggine per fermare i processi, e la riforma “epocale”. Condivide questo ragionamento politico?
Per esperienza personale, posso dire che un po’ tutti gli imputati si sentono vittime di complotti. Il punto è che se tutti si sentissero legittimati ad attaccare i giudici, a eludere i processi, a “vendicarsi”, sarebbe il caos. Berlusconi non è molto diverso da ogni altro imputato se non fosse che ha il potere di legiferare, e così tenta di farsi giustizia da sè.
In tre anni,per la giustizia è stato fatto poco o niente. Come presidente della commissione Giustizia non si sente frustrata per questo magro bilancio?
Di certo, una notevole parte di energie, di risorse e di tempo è stata impiegata per leggi pro-Berlusconi. E questo è molto grave, il Parlamento non dovrebbe mai essere utilizzato per full personali. Inoltre, poichè energie, risorse e tempo non sono illimitati, è evidente che quelli utilizzati per fare le leggi ad personam sono stati giocoforza sottratti ad altre leggi utili alla comunità  L’anomalia quindi è doppia per quel che si è fatto e per quel che si è trascurato di fare.
Un po’di autocritica?
A dire il vero io ho contrastato una serie di leggi che voleva Berlusconi prima ancora della rottura tra il premier e Fini. La mia posizione aspramente critica risale alla legge sulle intercettazioni, il primo provvedimento fortemente voluto da Berlusconi. Non credo si possa dire che ho cambiato idea solo quando Fli è passata all’opposizione.
Lei è anche avvocato e di pm e giudici ne ha incontrati molti. Quante volte si è imbattuta in una giustizia “ingiusta” perchè il pm non è separato dal giudice?
Ho visto un po’ di tutto: giudici succubi dei pm, ma anche giudici e pm del tutto autonomi e indipendenti La separazione delle carriere è un principio di civiltà . ll giurista britannico Herbert Hart sosteneva che nella legge c’è una parte di facile interpretazione e una zona di penombra in cui il giudice di volta in volta esercita la sua discrezionalità . Ecco, il fatto che il giudice sia “terzo” garantisce che la discrezionalità  sia esercitata in assoluta indipendenza.
La guerra presuppone che vi siano due litiganti: anche lei ritiene che la magistratura abbia le sue responsabilità ?
Che alcuni magistrati non siano stati all’altezza del loro compito è un dato certo, e un magistrato non all’altezza può creare danni gravissimi e irreparabili. Ma trovo sbagliato il concetto di guerra, e inaccettabili i toni usati. Credo inoltre che il premier attacchi la magistratura con un duplice scopo: difendere se stesso e guadagnare consensi. Mi ha colpito vedere in tv persone, evidentemente non in grado di valutare l’operato della magistratura, che insultavano giudici e pm proprio come fa Berlusconi. Finora il premier è stato abile nel fornire un bersaglio all’aggressività  di quella parte di opinione pubblica che sente sempre e comunque il bisogno di avere un nemico. Un bersaglio che, guarda caso,è anche il suo. Ma ora anche questa strategia ha stancato tutti.
Mancano due anni alla fine della legislatura, se ci si arriverà : la riforma “epocale” è davvero la priorità ?
Innanzitutto, una riforma costituzionale che viene definita “epocale” sarebbe dovuta partire all’inizio e non poche settimane fa. Ma a parte questo, il problema è lo scollamento tra le priorità  del governo e quelle dei cittadini Come ha ricordato anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, ai cittadini e al paese serve una giustizia credibile ed efficiente. Dunque è in questa direzione che bisognava e bisogna muoversi.

Stasio Donatella
(da “il Sole 24 Ore”)

argomento: Costume, denuncia, Futuro e Libertà, Giustizia, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

CARFAGNA, GELMINI, PRESTIGIACOMO: LE TRE DONNE MINISTRO NELLE CARTE E ALLA CORTE DI BISIGNANI

Giugno 19th, 2011 Riccardo Fucile

IL NOME DEL CONSULENTE SPUNTA ANCHE IN UN’INCHIESTA SUI CASALESI… MINISTRI E IMPRENDITORI LO CONSULTAVANO E SI AFFIDAVANO AI SUOI INTERVENTI… INFLUIVA SULLE NOMINE NEGLI ENTI STATALI E IN QUELLE DEI SERIVIZI SEGRETI: UNA FITTA E OSCURA RETE DI AMICIZIE CHE EMERGE DAI VERBALI

Il nome di Luigi Bisignani è emerso anche in un’indagine avviata dalla magistratura di Napoli sul clan camorristico dei Casalesi.
I pubblici ministeri lo hanno iscritto nel registro degli indagati e poi hanno trasmesso gli atti ai colleghi Henry John Woodcock e Francesco Curcio, titolari dell’indagine sulla presunta associazione segreta.
A rivelarlo è lo stesso giudice nella sua ordinanza di custodia cautelare, quando elenca «i dati di riscontro» alle contestazioni formulate dall’accusa contro lo stesso Bisignani e il parlamentare del Pdl Alfonso Papa.
E così fornisce un indizio forte per comprendere quanto ampio sia lo scenario nel quale si muove l’uomo d’affari, ritenuto il vero motore di questo gruppo che, tramite Papa e altre «fonti», avrebbe utilizzato notizie riservate «per favorire o ricattare persone, tra cui anche membri delle istituzioni».
Ci sono imprenditori, dirigenti d’azienda, ufficiali delle forze dell’ordine nella rete di Bisignani. Ma ci sono anche numerosi politici, alcuni esponenti del governo.
Le intercettazioni telefoniche svelano i suoi tentativi di condizionare nomine e appalti pubblici tessendo la tela delle proprie relazioni.
Non solo: per mesi nel suo ufficio di piazza Mignanelli di Roma una microspia piazzata per ordine dei magistrati ha registrato incontri e colloqui.
Il resto lo hanno fatto gli interrogatori di centinaia di testimoni ascoltati negli ultimi mesi, ma anche le sue ammissioni di fronte ai magistrati.
Dichiarazioni «parziali» ritenute comunque attendibili dal giudice che infatti ha deciso di accogliere la richiesta di arresto, ma soltanto ai domiciliari.
Con il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, interrogato nel febbraio scorso quando ha confermato il legame, i rapporti erano costanti.
E poi ci sono i contatti con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che è stata intercettata mentre era nell’ufficio dell’uomo d’affari e proprio su questo è stata ascoltata nei mesi scorsi dalla Procura di Napoli.
Non è l’unica.
Ci sono anche quelli con la titolare dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che Bisignani lo avrebbe consultato frequentemente, come lei stessa avrebbe confermato quando i pubblici ministeri le hanno chiesto di chiarire la natura di alcune conversazioni.
Sembra essersi invece incrinata l’antica amicizia con il sottosegretario Daniela Santanchè – che proprio lui avrebbe sostenuto per la nomina governativa – tanto che lo stesso Bisignani ha dichiarato a verbale: «Papa mi disse che ci saremmo potuti levare delle soddisfazioni con Il Giornale e ciò disse, ritengo, perchè sapeva che io non avevo grandi rapporti con Il Giornale e con Sallusti per via della Santanchè e della politica che Il Giornale stava facendo contro Fini».
Nei mesi scorsi è stata ascoltata come testimone la titolare delle Pari Opportunità  Mara Carfagna, ma il suo staff assicura che l’interrogatorio «si riferiva all’attività  di dossieraggio contro l’attuale presidente della Regione Stefano Caldoro e ai suoi scontri con Nicola Cosentino».
Il parlamentare del Pdl Alfonso Papa poteva contare sulle informazioni carpite tra ufficiali e sottufficiali delle forza dell’ordine.
Ma gli elementi raccolti durante l’indagine di Napoli mostrano come Bisignani potesse contare sulla fedeltà  di molti generali e colonnelli della Guardia di Finanza e dei carabinieri.
Dalle telefonate emerge un suo interessamento per la nomina del generale Adriano Santini a direttore dell’Aise, il servizio segreto militare, dove è effettivamente approdato.
Il capo del servizio di intelligence è stato interrogato ma ha cercato di minimizzare il ruolo dell’uomo d’affari nella sua designazione.
Un tentativo di ridimensionare i suoi rapporti con il gruppo e in particolare con il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, lo ha fatto anche il generale Paolo Poletti, attuale vicedirettore dell’Aisi, il servizio segreto civile.
Un mese fa i magistrati lo hanno convocato per sapere come mai l’ex magistrato avesse ottenuto un alloggio della Guardia di Finanza a Roma e soprattutto che tipo di rapporto continuavano a coltivare.
«L’assegnazione di una foresteria – ha dichiarato Poletti – mi fu chiesta dal Comando Generale, come spesso avviene quando ci sono magistrati che per ragioni di servizio si trasferiscono e nel caso specifico ciò era avvenuto dopo la nomina di Papa al ministero della Giustizia. Da allora mi è capitato di incontrarlo qualche volta per un caffè, ma nulla di più».
Frequentava i politici Luigi Bisignani, ma grande influenza aveva anche sui vertici di aziende statali o a partecipazione come l’Eni e Finmeccanica – guidate dai suoi amici Paolo Scaroni e Pierfrancesco Guarguaglini – tanto da poter influire sulle nomine di alcuni dirigenti e sulle assunzioni di impiegati e manager.
Agli atti dell’indagine risultano contatti e trattative con l’entourage di Luca Cordero di Montezemolo per lo spostamento di voti relativo agli assetti interni di Confindustria.
In particolare, ci sarebbe stato l’interessamento per favorire alcuni personaggi indicati proprio da Bisignani.
Svariati testimoni hanno raccontato di aver ottenuto grazie al suo interessamento e a quello di Papa consulenze, ma anche contratti a tempo indeterminato.
Un capitolo di indagine ancora in fase di esplorazione riguarda alcuni appalti assegnati da Palazzo Chigi.
Uomo chiave in questo settore sembra essere Antonio Ragusa, ex generale dei carabinieri poi transitato nei servizi segreti, da sempre ritenuto vicino a Bisignani.
I pubblici ministeri lo hanno interrogato per ricostruire l’iter di alcune commesse visto che ha l’incarico di capo del dipartimento per le Risorse strumentali della presidenza del Consiglio. Tra i lavori «contestati» c’è quello per l’informatizzazione di Palazzo Chigi affidato alla «Italgo spa» di Anselmo Galbusera che di Bisignani è amico da tempo e ora risulta indagato proprio perchè sarebbe stato favorito illecitamente.
Molte circostanze Bisignani le ha ammesse e chiarite negli interrogatori delle scorse settimane.
La sua nuova versione la racconterà  lunedì mattina, quando sarà  interrogato dal giudice alla presenza dei suoi avvocati Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo.
«Risponderà  alle domande – assicura Lattanzi -, chiarirà  il proprio ruolo sulle contestazioni che gli vengono mosse. E soprattutto specificherà  come Papa gli abbia fornito nel tempo moltissime notizie che si sono rivelate infondate.
Lui raccoglieva le informazioni ed effettivamente poi ne discuteva con Letta, ma non si trattava di rivelazioni su notizie riservate, erano soprattutto discussioni sulle inchieste».
Una versione diversa da quella che Bisignani ha già  messo a verbale, quando ha specificato di aver «informato Letta delle informazioni comunicatemi da Papa e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente come la vicenda riguardante Verdini…».

Fiorenza Sarzanini
(da “Il Corriere della Sera”)

argomento: Costume, denuncia, governo, la casta, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »

PER I PARTITI LA CRISI NON ESISTE: I RIMBORSI AUMENTATI DEL 1.110%, I SACRIFICI LI FANNO SOLO GLI ITALIANI

Giugno 18th, 2011 Riccardo Fucile

IL CASO CLAMOROSO DEI RISTORANTI ITALIANI ALL’ESTERO….BOOM NELL’USO DEGLI AEREI DI STATO: OGNI COMPONENTE DEL GOVERNO VOLA 97 ORE L’ANNO

«Un conto è fare un articolo, un altro conto fare un articolato…» , ha osservato pubblicamente, alla festa della Cisl di domenica scorsa a Levico Terme, il ministro dell’Economia.
Giulio Tremonti ha sperimentato direttamente quanto sia difficile entrare con i fatti nella carne viva degli scandalosi costi della politica.
Con la manovra finanziaria dello scorso anno aveva provato a tagliare del 50% i generosissimi «rimborsi elettorali» , come si chiama ipocritamente il finanziamento pubblico, riconosciuti per legge ai partiti politici, cresciuti fra il 1999 e il 2008 del 1.110%, mentre gli stipendi pubblici aumentavano del 42. Ebbene, il taglio è stato prima ridimensionato al 20%, quindi al 10 per cento. Per non parlare della norma che avrebbe riportato le spese di palazzo Chigi, in alcuni casi letteralmente impazzite, sotto il controllo del Tesoro: saltata come un tappo di champagne.
Ciò non toglie che quell’«articolato» prima o poi andrà  fatto.
Perchè qui ci va di mezzo, secondo lo stesso Tremonti, la credibilità  della politica e del governo.
Se la riforma fiscale vuole avere una prospettiva minima di serietà , deve passare prima di qua.
Fermo restando che i soldi tolti ai privilegi della politica non basteranno certo da soli a tappare il buco che l’eventuale taglio delle tasse (considerato dai capi del centrodestra necessario per arginare l’emorragia di consensi) potrebbe aprire nei conti pubblici.
Da dove cominciare?
C’è soltanto l’imbarazzo della scelta.
«Meno voli blu» , ha detto Tremonti. Una sfida mica da ridere, considerando l’andazzo.
Nel 2005 gli aerei di Stato del 31° stormo dell’Aeronautica toccarono il record di 7.723 ore di volo.
Due anni dopo, durante il governo Prodi, grazie a una direttiva draconiana del sottosegretario Enrico Micheli erano scesi a 3.902.
Tornato Berlusconi, quella direttiva è stata prontamente abrogata e nel 2009 le ore di volo per le sole «esigenze di Stato» sono arrivate a 5.931, ma con un governo ridotto a 61 elementi.
Cioè, 97 ore e 15 minuti a testa.
Letteralmente stratosferico l’aumento procapite (cioè per ogni componente del governo) rispetto a due anni prima: +154,2%.
Ma anche il famoso record del 2005 delle 78 ore e 50 minuti a testa è stato letteralmente polverizzato, con una crescita del 23,3%.
Mentre il consumo del cherosene ministeriale, alla faccia della crisi, non si è certamente arrestato.
Nel 2009 gli aerei di Stato viaggiavano al ritmo di 494 ore al mese?
Nel 2010 si è saliti a 507.
Ignoti, ovviamente, i costi.
Non sarà  facile, per Tremonti.
Certo, se si potessero ricondurre i conti di palazzo Chigi sotto il controllo della Ragioneria, com’era prima che nel 1999 il governo di centrosinistra li rendesse completamente autonomi, sarebbe un’altra storia.
Si toglierebbero alla politica molti margini di manovra non soltanto sui 3 o 400 milioni l’anno di spese vive della presidenza del Consiglio, ma, per esempio, anche sul miliardo e mezzo di budget della Protezione civile.
Meno sprechi, più sobrietà .
Peccato che i messaggi arrivati finora siano di segno opposto.
Qualche esempio?
Nel 2010 il budget per pagare gli «staff» politici di palazzo Chigi aveva superato di slancio 27,5 milioni, con un aumento del 26 per cento.
Mistero fitto sul numero delle persone.
Quest’anno le spese per gli affitti degli uffici della presidenza del Consiglio sarebbero lievitate (sempre secondo le previsioni) da 10 a 13,7 milioni. Recentissima poi la notizia che palazzo Chigi ha deciso di dotarsi non di uno, ma di due capi uffici stampa retribuiti al pari di un «capo delle strutture generali della presidenza del Consiglio dei ministri».
E i nuovi sottosegretari concessi da Berlusconi ai Responsabili come contropartita per il sostegno alla maggioranza?
L’Espresso ha calcolato che costeranno 3 milioni l’anno.
Il problema dei soldi non tocca invece, almeno all’apparenza, l’ex Pd Massimo Calearo, nominato consigliere del premier per l’export (ma di questo non si occupa già  il ministro dello Sviluppo?).
Nè Antonio Razzi, ora consigliere personale del ministro «Responsabile» dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano.
Ma siccome il deputato ex dipietrista è stato eletto all’estero ed è fissato con la tutela della cucina italiana, poche ore prima di andarsene per lasciare il posto a Romano l’ex ministro Giancarlo Galan gli ha firmato un decreto che istituisce «l’elenco dei ristoratori italiani all’estero».
Prevede una targa con la scritta «Ottimo — ristorante di qualità » da mettere sulla porta.
Vi domanderete: chi sceglie i locali da insignire?
Un apposito Comitato interministeriale composto dal ministro e da uno stuolo di funzionari oltre, udite udite, da nove esperti nominati anche da altri ministeri.
Un Comitato interministeriale!
Il decreto dice che nessuno prenderà  un euro. E le spese vive, fossero anche solo le targhe e i diplomi, quelle chi le paga?
Noi.
Ma il colmo è un altro. Perchè nemmeno un anno fa lo stesso ministero dell’Agricoltura aveva fatto un accordo con l’Unioncamere per dare un marchio di qualità  ai «Ristoranti italiani nel mondo».
Forse se n’erano dimenticati…
Insomma, se è giusto lamentarsi dei tagli orizzontali e indiscriminati, qui bisognerebbe andarci con il machete.
E il Parlamento?
Lasciamo da parte il capitolo dei numero dei nostri rappresentanti, quasi doppio rispetto alla Spagna.
Ma è chiedere troppo di allineare anche le loro retribuzioni alla media europea, come ha suggerito di fare Tremonti per tutti gli incarichi pubblici?
Da anni le Camere non promettono che tagli, limitandosi però a indolori sforbiciatine.
Guardiamo i bilanci.
Le spese correnti della Camera, che nel solo 2010 ha tirato fuori 54,4 milioni per gli affitti, sono previste passare da un miliardo 59 milioni del 2010 a un miliardo 83 milioni nel 2012: +2,3 per cento.
Quelle del Senato, che negli ultimi 14 anni ha sborsato 81 milioni per gli uffici di 86 senatori, da 576 a circa 594 milioni: +3,6%.
La Camera dispone di 20 auto blu con 28 autisti e i deputati che hanno il diritto a utilizzarle sono soltanto 63.
Il machete potrebbe calare, forse a maggior ragione, anche in periferia.
Dove gli sprechi della politica sono inimmaginabili.
A cominciare dai posti di lavoro clientelari.
È mai possibile che in Lombardia un dipendente regionale costi 21 euro a ogni cittadino contro i 70 della Campania? E i 173 del Molise? O i 353 della Sicilia?
È mai possibile che sia ancora in vigore una regola che consente a chi è stato parlamentare ma anche consigliere regionale di incassare ben due vitalizi, uno del Parlamento e uno della Regione?
In questa meravigliosa condizione ci sono almeno duecento ex onorevoli.
E che vitalizi: si arriva fino a oltre 9 mila euro lordi al mese.
Accade nella Regione Lazio, dove si può ancora andare in pensione giovanissimi, come dimostra il caso dell’ex governatore Piero Marrazzo, il quale percepisce il vitalizio di circa 4 mila euro mensili dal 2010, prima ancora di aver compiuto 52 anni.
È mai possibile che l’unica regione ad abolire l’arcaico e odioso privilegio del vitalizio per gli ex consiglieri sia stata finora, dopo sforzi immani, l’Emilia Romagna (naturalmente, a partire dalla prossima legislatura…)?
È mai possibile che nei consigli regionali non si riesca a porre fine all’indecenza dei gruppi politici costituiti da una sola persona, che dà  il diritto talvolta ad assumere collaboratori, avere l’auto blu e addirittura uno stipendio maggiorato?
Ce ne sono 74 (settantaquattro). Con casi esilaranti.
In Piemonte ci sono ben due gruppi «consiliari» che si richiamano all’ex governatrice Mercedes Bresso, Insieme per Bresso e Uniti per Bresso. Unico componente di quest’ultimo: Mercedes Bresso.
Ma anche nel consiglio provinciale di Bolzano sono presenti due monogruppi gemelli: Il Popolo della libertà  e Il Popolo della libertà  — Berlusconi per l’Alto Adige.
E nelle Marche persino il governatore in carica Gian Mario Spacca si è fatto il proprio gruppo.
Come si chiama? Gian Mario Spacca Presidente, si chiama.
Che domande!

Sergio Rizzo
(da “Il Corriere della Sera“)

argomento: Berlusconi, Bossi, denuncia, emergenza, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.195)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (55)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • VANNACCI CONVOCA A GIUGNO A ROMA LA PRIMA ASSEMBLEA DEI “FUTURO NAZIONALE” E PROVA A PLACARE LE FRONDE INTERNE AL MOVIMENTO: DIETRO AL GENERALE IN CONGEDO CI SONO GELOSIE INTERNE, PARECCHI COLONNELLI CHE SGOMITANO E COMITATI LOCALI CHE SI MUOVONO IN AUTONOMIA
    • “BEATRICE VENEZI NON AVREBBE DIRETTO NEANCHE IL CONCERTO DI CAPODANNO. AVEVA ALTRI IMPEGNI. UN VEGLIONE?”
    • “NICOLE MINETTI, CON QUEI PRECEDENTI, NON MERITAVA L’AFFIDO”: LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA DIVISIONE ADOZIONI DELL’ISTITUTO URUGUAGIO (INAU) CHE SI OCCUPO’ DELLA RICHIESTA DI NICOLE MINETTI E GIUSEPPE CIPRIANI. L’UOMO, CON UNA STRANA COINCIDENZA, DOPO UNA SETTIMANA DALLA NOTIZIA DELLA GRAZIA CONCESSA A NICOLE MINETTI, E’ STATO TRASFERITO
    • È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 .AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA
    • “SI PUÒ PERDERE TUTTO A 300 ALL’ORA E DECIDERE COMUNQUE DI CONQUISTARE IL MONDO?”, L’OMAGGIO DE “L’EQUIPE” A ALEX ZANARDI, IL PILOTA DELL’IMPOSSIBILE CHE “AVEVA SCONFITTO LA MORTE SETTE VOLTE”
    • “SCHLEIN, VAI A SCHIACCIARE I RICCI DI MARE COL CULO” – “L’ELEGANTE” INVITO ALLA SEGRETARIA DEM È ARRIVATO DA PASQUALE NATUZZI JUNIOR, FIGLIO DEL FONDATORE DELL’AZIENDA DI DIVANI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA