Luglio 19th, 2010 Riccardo Fucile
FONDATA DA MANUELA MARRONE NEL 1998, LA SCUOLA E’ IMPRONTATA ALLA CULTURA LOCALE…PRESIDENTE E’ DARIO GALLI, EX SENATORE LEGHISTA: LA COMMISSIONE BILANCIO DEL SENATO HA EROGATO QUELLA CIFRA SU RICHIESTA DELLA LEGA…NEL 2008 LA SCUOLA HA DICHIARATO UN PASSIVO DI 495.796 EURO…MA NON ERA ROMA LADRONA LA PATRIA DELLE CLIENTELE?
Le ristrutturazioni costano, e se c’è un aiuto statale è meglio.
Quello che non vale per i comuni cittadini è però sempre un principio cui può appellarsi la Casta quando deve far arrivare contributi a fondo perduto ad enti, organismi, associazioni della “parrocchia di appartenenza”.
Metodi da prima Repubblica ormai superati?
Sistemi clientelari tipici del sud assistenzialista o della Roma ladrona?
Pare di no: piuttosto caratteristica della Lega dei “duri e puri”, a giudicare da
quanto è stato stabilito nel decreto del ministro del Tesoro, lo scorso 9 giugno, particolarmente generoso con la Scuola Bosina di Varese.
Un nome che forse dice poco ai più, ma che nella Lega Nord dice molto.
La Scuola Bosina, o Libera Scuola dei Popoli Padani (una delle associazioni della galassia Lega nord), è stata infatti fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, “maestra di scuola elementare di lunga esperienza” (spiega il sito della scuola), ma soprattutto moglie di Umberto Bossi.
La signora Marrone è tuttora tra i soci della cooperativa che dà vita a questa scuola materna, elementare e secondaria, improntata alla cultura locale, alle radici e al territorio.
Presidente della scuola è Dario Galli, che oltre a occuparsi di pedagogia padana è stato anche senatore della Lega.
Proprio il Senato, in commissione Bilancio (di cui la Lega ha la vicepresidenza), ha formalizzato l’elenco di enti beneficiari dei contributi stanziati nel «Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio» creato nel 2008.
Un elenco lunghissimo che comprende associazioni culturali, case di riposo, comuni, fondazioni, diocesi, parrocchie, università e appunto qualche scuola. L’impegno statale per l’istituto scolastico padano è complessivamente di 800mila euro per due anni, 2009 e 2010, rubricato alla voce non meglio precisata di “ampliamento e ristrutturazione”.
Il provvedimento della commissione bilancio ha anche un nome più popolare, «legge mancia», perchè in quel modo senatori e deputati assegnano contributi e fondi a enti o amministrazioni che hanno particolarmente a cuore (per circa 200 milioni di euro tra Senato e Camera), per fini elettorali.
Leggiamo un po’ in cosa consiste la metodologia della scuola Bosina sul sito della Lega Nord (una scuola di partito o una scuola sul sito di partito?). Continua »
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Luglio 12th, 2010 Riccardo Fucile
LA “MAGGIORANZA STABILE” NON ESISTE PIU’, IL PDL PURE…. SONO RIUSCITI A SCONTENTARE TUTTI, NON ERA FACILE… I CASINI INTERNI NON SI TAPPULLANO CON QUELLO DELL’UDC…TROPPI INQUISITI E TROPPE CORRENTI FANNO MALE ALLA SALUTE
Sarà il caldo afoso che sta annichilendo gli italiani, sarà l’aspirazione insita nei cittadini di avere un governo trasparente e dalle porte aperte: certo che l’immagine del Colosseo è quello che più si attanaglia alla politica dei palazzi romani e padani di questi tempi.
Sarebbe interessante ogni tanto andarsi a rileggersi il famoso programma del centrodestra di due anni fa e guardare la situazione che stiamo vivendo. Siamo come la pubblicità della Rai: di tutto di più.
Ci sono ad esempio stati due avvenimenti importanti in questi due anni: il G8 è finito con i massimi vertici della Protezione civile e imprenditori inquisiti e arrestati, il terremoto dell’Aquila è terminato con altri inquisiti e le manganellate ai terremotati al posto della ricostruzione.
Cambiamo inquadratura: “maggioranza solida e coesa”, “ampio margine per governare”.
Siamo alla conta perenne, al voto di fiducia istituzionalizzato, a decine di volte in cui il governo è finito sotto.
Sono arrivati a fare la corte a Casini per 35 miseri voti, per poter tamponare la minaccia dei finiani (gli unici che hanno avuto il coraggio di porre questioni politiche), in un flusso continuo di spot promozionali, promesse mai mantenute, dichiarazioni senza capo nè coda.
Siamo arrivati a definire “riforma della scuola” dei tragici tagli al personale, “riforma della giustizia” le legge ad personam del premier, “riforma federalista” la patacca della sottrazione di soldi alle regioni e la garanzia di nuove tasse locali a breve, “linea dura sulla sicurezza” una politica volta a eliminare gli sbarchi a Lampedusa ( facendo fare il lavoro sporco a Gheddafi per 5 miliardi di dollari), violando le convenzioni internazionali che abbiamo pure firmato, salvo però far entrare in aereo dieci volte gli immigrati che abbiamo respinto in mare.
Il tutto condito con ministri costretti a dimettersi perchè qualche imprenditore gli ha comprato casa a sua insaputa, altri divenuti tali per usufruire del legittimo impedimento e dipartiti il 17° giorno, nonchè sottosegretari con piedaterre incorporato gratuito. Continua »
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Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
DOPO DUE ANNI DI GOVERNO MONOINCOLORE LEGHISTA, CON L’APPOGGIO ESTERNO DEL PDL, E’ GIUNTA L’ORA DELLE “DECISIONI IRREVOCABILI”…. IL PREMIER VUOLE ANDARE “FINO IN FONDO” CONTRO FINI, DOPO AVERCI PORTATO A FONDO… NON SIAMO COME BOSSI CHE DICE: “A SILVIO QUALCOSA BISOGNA PUR DARE”: LA DESTRA VERA NON E’ ABITUATA A VENDERSI
Nonostante i sondaggi, a lui tanto cari, dicano chiaramente che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla legge sulle intercettazioni (secondo un test di Sky addirittura l’80%), nonostante le critiche che giungono da tutti gli operatori del settore (magistrati, forze dell’ordine, stampa, esperti di diritto), Berlusconi insiste con la “legge bavaglio”.
Non solo, per fare buon peso, aggiunge anche un lodo Alfano retroattivo che lo protegga ancora dai processi, escludendo però i ministri in quanto “mi spiegate come facciamo poi a dire di voler difendere Scajola o Brancher?”.
In pratica, i ministri si arrangino, l’importante che sia tutelato lui.
Il premier sul Titanic che affonda continua a ripetere: “Io ho il 68% dei consensi, il governo è fermo al 40%”: quindi il popolo ama solo lui.
Mentre Tremonti lo avverte che se apre alle Regioni, 25 miliardi non basteranno più, Fini distrugge l’ex comunista Bondi, redento sulla via di Arcore, alla presentazione di “Rivista di politica”.
Il presidente della Camera attacca senza pietà : “Un partito liberale non può prescindere da un congresso: col pensiero unico non c’è vera democrazia. C’è un problema Lega, i cui obiettivi sono diversi da quelli del Pdl: sul federalismo c’è da discutere”.
E ancora: “Serve una riflessione sulle intercettazioni, perchè il valore della legalità deve essere centrale nel nostro partito: è giusto che esse non finiscano sui giornali, ma non per questo si può vietare alla polizia di mettere una cimice nella macchina della moglie di un mafioso”.
Fini ancora a voce alta: “Nel mio partito non ci deve essere nemmeno il sospetto che qualcuno si faccia nominare ministro per non andare in tribunale. Qua ci siamo trovati di fronte a un Cosentino che è ancora sottosegretario dopo essere stato raggiunto da una richiesta di arresto.
I valori non si mettono ai voti, si vivono”
La faccia paonazza di Bondi esplode: “ma gli amici bisogna pur difenderli, bisogna dar loro la nostra solidarietà …”
In queste tragiche parole sta la differenza tra le due anime del Pdl: quella finiana che dice cose di destra (legalità , rispetto delle istituzioni, valori morali) e quella dei falchi berlusconiani che amano difendere i compagni di merende “a prescindere”, compresi intrallazzatori, collusi, poltronisti e puttanieri. Continua »
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Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile
PER SCONGIURARE CHE LE REGIONI RESTITUISCANO LE DELEGHE PERCHE’ NON POSSONO GARANTIRE I SERVIZI, ALLA FINE SI ANTICIPERA’ A GENNAIO UNA QUOTA DI AUTONOMIA FISCALE….TAGLI OGGI E NUOVE TASSE DOMANI…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI (MENO GLI ITALIANI)
Le parole più chiare sulla manovra finanziaria sono state pronunciate dal governatore lombardo Formigoni: “Gli enti locali in questi anni hanno sempre fatto la loro parte. Si pensi agli ammortizzatori sociali: si è deciso che fossero le Regioni a mettere un terzo delle risorse che servivano allo Stato. Lo abbiamo fatto per più di 9 miliardi di euro. Ma ora Tremonti vorrebbe che tagliassimo di un terzo i contributi per il trasporto pubblico locale, di due terzi i fondi per le piccole e medie imprese, la totalità di quelli per la famiglia e cosi via. Se il governo vuole farci cancellare un treno pendolare su tre perchè ritiene che si possano far funzionare gli stessi treni con un terzo di risorse in meno, allora diciamo: bene, vi restituiamo le deleghe, provateci pure voi”. Secondo Formigoni i tagli dei trasferimenti avvengono proprio sui capitoli che dovrebbero avviare il federalismo fiscale che, a questo punto, è finito ancor prima di inizare.
Tremonti pare inamovibile sui tagli, continua a parlare che il saldo finale deve rimanere lo stesso, ma poi in concreto non pare disposto a modificare quasi nulla.
Gli unici due punti che saranno soggetti a modifica sono quello relativo
alla assurda norma che portava dal 74% all’85% la soglia per ottenere l’assegno di invalidità (256 euro almese), lasciando fuori categorie come sordi e persone con sindrome di Down.
L’altra modifica riguarderà gli scatti di anzianità degli insegnanti che vengono congelati per tre anni, ma con l’impegno a recuperarli nel 2014, utlizzando il 30% dei risparmi nel comparto scuola.
Tutto fermo invece per ora per forze dell’ordine e magistrati.
Per i Comuni vi sarà la possibilità di recuperare le entrate tagliate, attraverso la istituzione dell’Imu, imposta municipale unica, che dovrebbe accorpare più imposte.
Ma se si limitasse solo ad accorpare l’esistente non uscirebbe un euro in più, lo capirebbe anche un bambino, quindi è evidente che ci sarà un arrotondamento a crescere.
Ora Tremonti e Calderoli ne stanno preparando un’altra, che riguarda le Regioni. Continua »
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Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile
PER RISANARE IL DEBITO DELLA CAPITALE SI COLPIRANNO TRASPORTI, ASILI, RIFIUTI, BAR, RISTORANTI, AEREI…TREMONTI TAGLIA DI 200 MILIONI I FONDI STANZIATI PER ROMA E L’EX SOCIALE ALEMANNO AUMENTA LE TARIFFE DEGLI ASILI NIDO DAL 15,6% AL 48%, LE MENSE SCOLASTICHE FINO AL 93,6%, L’IRPEF E IL PREZZO DEL BUS
La colpa non è certo solo di Alemanno: quando l’ex ministro ha salito le scale del Campidoglio, i conti della Capitale già non tornavano da tempo, ma ciò è di magra consolazione per i contribuenti romani che da anni sentono ripetere dagli esponenti del centrodestra che “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”.
Decenni di guasti e gestioni finanziarie dissennate hanno prodotto la bellezza di 9,8 miliardi di debito che ora va risanato, dopo anni di silenzi sia da parte dei governi di destra che di sinistra.
Berlusconi si era impegnato ad aiutare il neosindaco per consentire alla nuova giunta di rimettersi gradualmente in carreggiata, ma Tremonti ha ridotto di 200 milioni i fondi che aveva promesso.
Il ministro ha concesso (bontà sua) la possibilità per il Campidoglio di aumentare la addizionale Irpef comunale di un ulteriore 0,4% (Roma è già al tetto massimo dello 0,5%) e di fissare il balzello di 1 euro sui diritti d’imbarco per tutti i passaggeri in transito negli aeroporti romani.
Ma la vera stangata è quella prevista per ripianare il bilancio ordinario in rosso di ben 160 milioni.
Da qui una serie di soluzioni molto onerose.
Il canone per l’occupazione del suolo pubblico salirà dal 12% al 125% in base alle zone.
E’ evidente che il costo dei tavolini all’aperto di bar e ristoranti saranno rapidamente scaricati sui clienti, con buona pace di tutti.
La tassa sui rifiuti per le utenze non domestiche salirà del 12,5%.
Per gli asili nido le tariffe aumenteranno da un minimo del 15,6% a un massimo del 48%.
Per avere un’idea del peso di questa misura, basti sapere che può arrivare a 150 euro di incremento della rata mesile. Continua »
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Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile
STUDIO DEMOS: IN TRE ANNI CHI LI CONSIDERA UNA RISORSA SALE DAL 41,5% AL 51,3%, CHI UN PERICOLO PER LA SICUREZZA SCENDE DAL 43,2% AL 31%…IL 47,7% DEGLI ITALIANI HA AMICI IMMIGRATI….IL 77% DEGLI STRANIERI HA UN’OCCUPAZIONE REGOLARE… MA IL PDL CONTINUA A RINCORRERE I RAZZISTI
Che le relazioni tra italiani e immigrati regolari, negli ultimi anni, siano mutate era da
tempo evidente a tutti coloro che usano la buona fede nelle proprie analisi.
E’ calato quel carattere di emergenza sociale e di diffidenza su cui ha fatto le proprie fortune elettorali un partito che, alimentando l’odio, ha incrementato giusto di un paio di punti i propri consensi, facendo però un pessimo servizio al Paese in prospettiva futura.
Una cosa è controllare e regolare, in un interscambio di doveri e di diritti, altra cosa è sfruttare la manodopera straniera, negando i più elementari diritti, discriminando e alimentando la cultura dell’odio e dell’isolamento.
Una destra moderna non ha paura di confrontarsi con la società che cambia, sa raccogliere le sfide del nuovo secolo, non si chiude nei cessi dell’intolleranza, speculando sulle paure.
In attesa che una destra di questo tipo si affermi anche nel nostro Paese, esaminiamo qualche dato che emerge dal rapporto dell’Osservatorio Demos. Quasi la metà degli italiani, intanto, ha amici tra gli immigrati (in tre anni si è passati dal 36,7% al 47,7%).
Per il 51,3% dei nostri connazionali, gli immigrati sono una risorsa per la nostra economia (dal 41,5% del 2007), per il 49,7% la loro presenza favorisce la nostra apertura culturale (dal 46,4%).
Solo il 31% li ritiene un pericolo per la nostra sicurezza (dal 43,2% del 2007) e il 25,6% una minaccia per l’occupazione (dal 34,3% del 2007).
E ancora: solo il 20,4% li considera un pericolo per la nostra cultura e identità (dal 34,6% del 2007) e appena il 12,5% vorrebbe i piccoli immigrati in classi separate (dal 18,3% del 2007).
Dato che il centrodestra governa da almeno due anni il nostro Paese (e da sette degli ultimi nove anni) si dovrebbe chiedere al premier come mai non ha mai chiesto ad Euromedia di “sondare” questo diverso atteggiamento degli italiani, invece che chiedere ogni 12 ore il livello della sua popolarità presunta. Perchè i casi sono due: o si tratta di ignoranza politica, nel caso la tendenza non fosse a sua conoscenza, o di malafede nel caso, conoscendola, l’aver perseguito una politica opposta, al guinzaglio di un partito minoritario che ha la sua unica ragione di esistenza grazie all’alimentazione di infondate paure e di meschini egoismi. Continua »
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Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile
“GIURO CHE FARO’ IL PIANO CASA, CHE RENDERO’ EFFICIENTE LA SANITA’, CHE DIMEZZERO’ LE LISTE DI ATTESA, CHE AUMENTERO’ I SERVIZI, CHE DIMINUIRO’ LE TASSE”… DA FORMIGONI ALLA POLVERINI ORA UNA VOCE SOLA: “CON QUESTA MANOVRA METTEREMO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI”
Si inasprisce lo scontro tra governo ed Enti locali.
Niente autobus nuovi, stop alle metropolitane, meno soldi per le imprese, cantieri fermi:
sono solo talune delle conseguenze della manovra anticrisi che ha portato a 10 miliardi i tagli delle Regioni.
Oggi si riunirà in via straordinaria la Conferenza delle Regioni per dimostrare, dati alla mano, come il giro di vite imposto da Tremonti si tradurrà per il cittadino in meno servizi, meno trasporto pubblico, meno strade, meno edilizia residenziale, meno personale.
Con conseguenze anche per le imprese che dovranno fare i conti con la stretta, perchè incentivi e lavori saranno erogati col contagocce.
Nella Sanità la riduzione drastica del 50% dei lavoratori precari pubblici farà saltare gli equilibri dei Pronto Soccorsi e avrà anche conseguenze sulla spesa sanitaria: o si tagliano i posti letto o si aumentano le tasse.
Altri 3 miliardi sono i tagli ai Comuni che non possono neanche aprire un cantiere per il Patto di stabilità interno.
Anche i sindaci protesteranno giovedi a Roma e l’impressione è che si vada allo scontro, difficili le mediazioni in corso.
Le stesse Regioni accusano il governo di aver tagliato la metà dei loro fondi, ma di aver ridotto le spese ministeriali del solo 10%.
Regioni come Lombardia, Lazio e Piemonte rischiano di perdere molti soldi: Formigoni dovrà rinunciare a 600 milioni di euro solo di trasporto pubblico, tanto che il governatore è sbottato: “questa manovra è squilibrata e spazza via il federalismo fiscale”. Continua »
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Giugno 11th, 2010 Riccardo Fucile
IN UN ISTITUTO DI CALENZANO VA IN ONDA LA “DESTRA DEI DIVIETI”: LA DIRIGENTE VIETA LA PROTESTA DELLE FAMIGLIE CHE CHIEDONO IL TEMPO PIENO PERCHE’ “DEQUALIFICA IL MINISTRO”….ANCHE I VOLANTINI, GLI STRISCIONI E I GREMBIULI VANNO RIMOSSI…MA LA DESTRA E’ LIBERTA’, NON CENSURA: VOGLIAMO UOMINI LIBERI, NON SERVI IN UNO STATO DI POLIZIA
Tempo di “circolari urgenti” nel mondo scolastico toscano.
Scrive la professoressa Eda Bruni, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Calenzano (Firenze): “Si comunica a tutti i docenti e al personale di custodia che è categoricamente vietata (“categoricamente vietata” è sottolineato) qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della pubblica istruzione con volantinaggio, grembiulini appesi alla recinzione così come disegni, striscioni, nastri e quant’altro”.
Segue la raccomandazione a rimuovere le cose sopra descritte e precisa che, in caso “non venga eseguita la disposizione”, si ricorrerà a provvedimenti disciplinari.
Lunedì i bidelli rimuovono i grembili appesi ai cancelli dal Comitato dei genitori che chiede più posti di tempo pieno.
Nell’istituto infatti sono una cinquantina, spiegano le famiglie, i bambini esclusi.
“E’ un grosso problema per i genitori che lavorano” spiega Fabio Dragoni del comitato che ha organizzato la manifestazione: “La nostra è una protesta piccola, pacifica e colorata: ma diamo fastidio. Siccome i posti erano pochi rispetto alle richieste una parte della selezione è avvenuta col sorteggio. C’erano richieste per due classi di tempo pieno in più”.
Esa Bruni, la dirigente che ha firmato la discussa circolare a tutela del ministro, cerca di chiarire: “Per me tutti possono manifestare, io tutelo però i bambini. Il cancello è di competenza della scuola e faccio sempre levare pubblicità e annunci di ripetizioni. Non sto nè con, nè contro il ministro, ma non accetto che si dequalifichi l’immagine della scuola”.
Nella circolare però scrive che “è categoricamente vietata qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione”.
Sul tempo pieno c’è una discussione in atto in tutto il Paese e qui si pensa a tutelare l’immagine del ministro, di fronte a una protesta pacifica e legittima, minacciando pure sanzioni disciplinari.
A quando l’invocazione all’intervento dei Nocs per liberare il cancello da uno striscione appeso o dei Ris di Parma per analizzare le impronte sui volantini?
La circolare è il frutto di un clima che va al di là della singola dirigente che ha pensato di fare il suo dovere, un clima dove è vietato il dissenso, dove chi critica è “al servizio del nemico”, dove chi rivendica un diritto “ne ha già fin troppi”, dove se lo si manifesta in cinque emerge già la necessità di contestare il reato di radunata sediziosa. Continua »
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Giugno 3rd, 2010 Riccardo Fucile
SVELATO L’INGANNO: I TAGLI SBANDIERATI RIGUARDANO SOLO MINISTRI E SOTTOSEGRETARI “NON PARLAMENTARI”: IN TOTALE 2 MINISTRI (GALAN E LETTA) E 7 SOTTOSEGRETARI…IN COMPENSO I DOCENTI PERDERANNO DA 1.000 A 3.000 EURO, 400.000 ITALIANI ANDRANNO IN PENSIONE RITARDATA E ARRIVERA’ IL CONDONO EDILIZIO
Ancora due sere fa, a Ballarò, il ministro Tremonti sbandierava come fiore all’occhiello della sua manovra il fatto di aver voluto dare un “segnale forte” agli italiani di fronte alla cirsi economica: “Chiediamo sacrifici a voi, ma noi per primi ci siamo decurtati lo stipendio del 10%”.
Quel “noi” era riferito, per vulgata comune, alla Casta politica, composta da ministri, sottosegretari, deputati e senatori.
Peccato che le cose non siano così, come si può verificare leggendo il testo del decreto: in primo luogo, e qui molti media lo hanno riportato, il taglio ai parlamentari è stato rinviato a una deliberazione specifica di Camera e Senato e quindi non fa parte della manovra.
In pratica saranno deputati e senatori a decidere, con comodo, di quanto ridursi lo stipendio.
A una prima ipotesi, proposta da Fini, di una riduzione del 15% su stipendio base e diaria (ovvero su base 10.000 euro), si è già passati a un 10%, col rischio che più se ne discute e meno sarà l’aliquota da applicare.
Poi ci è stato detto che sono stati invece tagliati subito del 10% gli appannaggi di ministri e sottosegretari: leggetevi il testo e capirete l’inganno. Intanto il taglio del 10% scatterà dal 1 gennaio 2011, in secondo luogo riguarderà solo ministri e sottosegretari “non parlamentari”, ovvero che non sommano le due cariche.
In concreto sapete quanti ministri riguarderà ?
Solo 2 su 23, precisamente Letta e Galan. Continua »
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