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DOVE SIETE FINITI VOI DELLA DESTRA “LEGGE E ORDINE”?

Luglio 16th, 2010 Riccardo Fucile

NASCOSTI DIETRO UNA MACCHINA IN ATTESA DI RICOMINCIARE IL COMIZIO O DENTRO UN BAR?

Pubblichiamo l’interessante corsivo di Filippo Rossi su FareFuturoweb Magazine, vicino alle posizioni di Fini, in merito a tanti destrorsi opportunisti che parlano bene e razzolano male, partiti rivoluzionari e finiti pompieri, dopo aver trovato occupazione nella vita come cortigiani.

Dove stanno tutti? Dove diavolo sono finiti?
Nessuno, non c’è più nessuno, tutti nascosti dentro qualche bar o dietro qualche macchina ad aspettare che arrivino momenti migliori…
Dove sono finiti quelli che sparlavano di valori di destra?
E quelli che gonfiavano il petto gridando “traditori”?
Dove sono finiti quelli che ogni anno mettono il loro simbolo sotto le facce di Falcone e Borsellino?
E dove sono finiti, anche, quelli della destra “legge e ordine”?
E quelli della tolleranza zero? Dove sono finiti?
Dove diavolo sono finiti quelli che stanno sempre dalla parte delle forze dell’ordine, quelli che la sicurezza è tutto, quelli che la lotta alla mafia… Nessuno: tutti zitti, tutti in silenzio.
Ma come? E i vostri sacri e inviolabili valori dove sono finiti? Ve li siete persi per strada?
La parole roboanti, i discorsi duri e puri.
Dove è finita la vostra destra?
Dove sono finiti “dio patria e famiglia”? E la moralità ? E il rispetto delle regole? E la tradizione? E l’eroismo?
Dove è finita la vostra intransigenza? La vostra severità ? Era solo retorica? Era solo una parola per riempire qualche manifesto e qualche striscione?
Cosa direbbero i vostri eroi di questo silenzio? Ve lo siete chiesto?
Cosa direbbero oggi Falcone e Borsellino sulle intercettazioni?
O sulle varie cricche che stanno infestando la politica italiana?
E di “Mangano eroe”, cosa direbbero “Giovanni e Paolo”?
Chiedetevelo prima di mettere ancora le loro facce sui vostri manifesti.
E chiedetevi anche chi sono i veri traditori: se sono quelli che guardano al futuro e alla società  senza fare comizi, ma al momento giusto sanno da che parte stare, sanno capire le differenze essenziali.
O se sono quelli che per tutta la vita si riempiono la bocca di valori che poi, quando i nodi vengono al pettine, fanno finta di non sapere più cosa siano… Fanno finta di non essere coinvolti: e si nascondono dentro un bar o dietro una macchina…
Magari per fare capolino subito dopo e ricominciare a fare le stesse prediche di prima.
Quando le parole non servono più…
Filippo Rossi

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INTERCETTAZIONI: IL GOVERNO PROPONE TRE MODIFICHE, LA BONGIORNO NON MOLLA E NE VUOLE ALTRE SEI

Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile

IL VOTO DI FIDUCIA ALLA CAMERA E’ DOPPIO: UNO PUO’ VOTARE LA FIDUCIA AL GOVERNO E POI VOTARE CONTRO LA LEGGE….IL GOVERNO SPERA DI AVERE L’OK DA NAPOLITANO CON PICCOLE MODIFICHE, MA LA BONGIORNO DEPOSITA EMENDAMENTI PESANTI CHE FANNO ANDARE IN BESTIA I BERLUSCONES

La morale finale è questa: tre sole modifiche proposte dal governo, almeno cinque e piuttosto pesanti quelle presentate dalla Commissione Giustizia della Camera, presieduta da Giulia Bongiorno.
E la sorte del disegno di legge diventa molto incerta, a causa di due diverse correzioni del testo uscito dal Senato, uno della Commissione, un’altro del governo su cui verrebbe posto il voto di fiducia.
Ma a differenza del Senato, il regolamento della Camera prevede una doppia votazione: la prima sulla fiducia dell’esecutivo, la seconda sul merito del provvedimento.
Con il rischio per il governo di trovarsi di fronte a un sì alla fiducia e a una clamorosa bocciatura del disegno di legge.
I finiani potrebbero infatti dire di aver votato la fiducia al governo ma di aver difeso la posizione della Commissione.
La proposta del governo   è di apportare piccoli ritocchi: dopo i primi 75 giorni, proroghe di 15 giorni in 15 giorni, anzichè di 72 ore, una riduzione delle multe agli editori che pubblichino verbali vietati e infine una piccola concessione per l’uso delle cimici solo “di fronte a precise esigenze investigative”.
Per alcuni uomini vicini al premier, tali correttivi potrebbero soddisfare Napolitano ( pia illusione).
Le proposte elaborate dalla Commissione Giustizia e in particolare dalla presidente finiana Giulia Bongiorno, inciderebbero in modo sostanziale sul disegno di legge.
Il carro armato Bongiorno vuole almeno cinque modifiche pesanti.
Le intercettazioni dovranno essere autorizzate per almeno 90 giorni, con proroghe rinnovate ogni 15 giorni, ma “senza limiti di tempo”.
Deve essere ampliato l’elenco dei reati per i quali sono ammesse, compresi quelli considerati “spia”: estorsione, traffico di clandestini, smaltimento dei rifiuti tossici.
Deve essere ammesso l’uso delle cimici nei luoghi “di pertinenza delle indagini”, senza limitazioni. Continua »

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IL GOVERNO DEL COLOSSEO: CHI ENTRA, CHI ESCE, CHI PROMETTE UN MILIARDO CHE NON C’E’, CHI PRENDE LA CORRENTE

Luglio 12th, 2010 Riccardo Fucile

LA “MAGGIORANZA STABILE” NON ESISTE PIU’, IL PDL PURE…. SONO RIUSCITI A SCONTENTARE TUTTI, NON ERA FACILE… I CASINI INTERNI NON SI TAPPULLANO CON QUELLO DELL’UDC…TROPPI   INQUISITI E TROPPE CORRENTI FANNO MALE ALLA SALUTE

Sarà  il caldo afoso che sta annichilendo gli italiani, sarà  l’aspirazione insita nei cittadini di avere un governo trasparente e dalle porte aperte: certo che l’immagine del Colosseo è quello che più si attanaglia alla politica dei palazzi romani e padani di questi tempi.
Sarebbe interessante ogni tanto andarsi a rileggersi il famoso programma del centrodestra di due anni fa e guardare la situazione che stiamo vivendo. Siamo come la pubblicità  della Rai: di tutto di più.
Ci sono ad esempio stati due avvenimenti importanti in questi due anni: il G8 è finito con i massimi vertici della Protezione civile e imprenditori inquisiti e arrestati, il terremoto dell’Aquila è terminato con altri inquisiti e le manganellate ai terremotati al posto della ricostruzione.
Cambiamo inquadratura: “maggioranza solida e coesa”, “ampio margine per governare”.
Siamo alla conta perenne, al voto di fiducia istituzionalizzato, a decine di volte in cui il governo è finito sotto.
Sono arrivati a fare la corte a Casini per 35 miseri voti, per poter tamponare la minaccia dei finiani (gli unici che hanno avuto il coraggio di porre questioni politiche), in un flusso continuo di spot promozionali, promesse mai mantenute, dichiarazioni senza capo nè coda.
Siamo arrivati a definire “riforma della scuola” dei tragici tagli al personale, “riforma della giustizia” le legge ad personam del premier, “riforma federalista” la patacca della sottrazione di soldi alle regioni e la garanzia di nuove tasse locali a breve, “linea dura sulla sicurezza” una politica volta a eliminare gli sbarchi a Lampedusa ( facendo fare il lavoro sporco a Gheddafi per 5 miliardi di dollari), violando le convenzioni internazionali che abbiamo pure firmato, salvo però far entrare in aereo dieci volte gli immigrati che abbiamo respinto in mare.
Il tutto condito con ministri costretti a dimettersi perchè qualche imprenditore gli ha comprato casa a sua insaputa, altri divenuti tali per usufruire del legittimo impedimento e dipartiti il 17° giorno, nonchè sottosegretari con piedaterre incorporato gratuito. Continua »

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LA SICUREZZA TRADITA: 1,6 MILIARDI DI TAGLI ALLE FORZE DELL’ORDINE, PARI AL 35% DEL BILANCIO

Luglio 6th, 2010 Riccardo Fucile

MENTRE OGNI ITALIANO PAGA 360 EURO L’ANNO PER MANTENERE UN’AUTO BLU, IL FONDO PER ACQUISTARE GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE E’ STATO RIDOTTO DELL’80%…LA QUESTURA DI FOGGIA AL BUIO, IL 60% DI IMBARCAZIONI, AEREI, ELICOTTERI A TERRA PER MANCANZA DI BENZINA E PEZZI DI RICAMBIO…STIPENDI BLOCCATI DA ANNI, STRAORDINARI NON PAGATI, 3.000 AGENTI USATI COME PORTIERI E NEGLI UFFICI, DIMEZZATE LE VOLANTI

La denuncia viene da un sindacato di polizia “di destra”: ogni cittadino italiano paga in media 360 euro l’anno per mantenere un’auto blu, scorta compresa.
Mentre i poliziotti della squadra mobile di Napoli hanno una sola divisa estiva per tutta l’estate, senza ricambi.
Ma non è certo questa la sola contraddizione dela presunta “politica della sicurezza” del governo di sedicente “centrodestra” che guida il Paese.
Non si è mai visto un governo di destra in Europa che da un lato sfrutti i successi di agenti e carabinieri nella lotta alla criminalità , cercando di farsene uno spot perpetuo, come se il merito fosse di Maroni, e che dall’altro li mette nelle peggiori condizioni per operare, sia in termini di mezzi che di trattamento economico.
La considerazione che Tremonti e Maroni hanno degli operatori della sicurezza lo si è visto nei giorni scorsi, quando hanno pure cercato di tagliar loro le tredicesime, salvo poi dover fare retromarcia sotto la pressione dell’indignazione popolare.
Ma ormai il rapporto si è rotto: protestano i funzionari di polizia, comprando intere pagine di quotidiani e denunciando una “sicurezza a rischio”, scendono in piazza i sindacati di polizia che hanno raccolto già  100.000 firme di solidarietà , cresce il malumore dei prefetti per il mancato adeguamento del contratto.
Come denuncia il sindacato autonomo Siap,   i tagli di Tremonti, uniti alla legge 133 di Brunetta, hanno di fatto tagliato il 35% del bilancio del 2011: 1,67 miliardi di euro, di cui 557 milioni per la polizia. Continua »

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LA REPUBBLICA DEL “RE-FUSO”: UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO, LE TANTE RETROMARCIE DEL GOVERNO

Luglio 5th, 2010 Riccardo Fucile

DALLE PENSIONI ALLA PEDOFILIA, DAL CONDONO AL TFR, DAGLI SCATTI ALLA PREVIDENZA, DA BRANCHER ALLE TREDICESIME: IL GOVERNO SEMPRE COSTRETTO A RIMANGIARSI L’ANNUNCIO… “GHE PENSI MI”: A FAR BRUTTE FIGURE?

L’ultimo esempio è stata quella norma che avrebbe dovuto tagliare una parte delle tredicesime dei lavoratori del comparto sicurezza, dalle forze dell’ordine alle forze armate: inserita dal governo nella finanziaria, con relativo emendamento del relatore Azzolini, ha suscitato una tale insurrezione bipartisan e una tale giustificata furibonda reazione dei sindacati di polizia, che   Berlusconi è dovuto correre in Tv ad annunciare la retromarcia sul provvedimento.
Per la prima volta i nodi del settore sicurezza sono venuti al pettine, con un attacco durissimo delle forze dell’ordine a Maroni accusato di “disinteresse e lontananza”.
Patetico il tentativo successivo della Lega di rivendicare il merito dell’annullamento dei tagli alla tredicesima, dopo essere stati proprio loro i padrini con Tremonti della iniqua proposta: è finito il bluff del “partito di lotta e di governo”.
Ma ormai il governo “dei refusi” ci ha abituati a questa strategia: si fa andare avanti un singolo parlamentare con un emendamento che prevede un taglio: se nessuno se ne accorge, il colpo è fatto.
Se se scatena la protesta, è stata solo l’iniziativa di un povero cristo, il governo dice di non saperne nulla e prende le distanze.
Giochetti noti da Prima Repubblica.
Affidati in questo caso al senatore Azzollini, da Molfetta, Pdl, presidente della Commissione Bilancio.
Politico coerente soprattutto: trascorsi nel Pdup ( estrema sinistra), poi nei Verdi, quindi nel Ppi, espulso dal Pci-Pds nel 1992, approdato infine in Forza Italia.
Un altro rappresentante della Corte dei miracolati di cui si circonda il premier.
Negli ultimi mesi sono ormai più le retromarcie che il governo ha innestato che i passi in avanti: ne ricordiamo qualcuna.
Lo stop all’innalzamento dei 40 anni di contributi per andare in pensione con relativa correzione: “è un refuso”. Continua »

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ANCHE LA CAMORRA STRINGE LA CINGHIA: CAUSA CRISI, RIDOTTI I COMPENSI AI KILLER

Luglio 4th, 2010 Riccardo Fucile

ANCHE LA CAMORRA FA LA SUA MANOVRA FINANZIARIA: RETRIBUZIONE PER LA MANOVALANZA TRA 2.000 E   4.000 EURO AL MESE, PER UN CAPOZONA FINO A 40.000 EURO AL MESE…DOPO IL GIRO DI VITE IL CLAN DI LAURO TORNA IN ATTIVO DI 870.795 EURO, MA AVEVANO IMMESSO 300.000 EURO PER GARANTIRE LIQUIDITA’

La crisi globale prima o poi doveva colpire anche gli affari della camorra: descritta da Saviano come una serie di filiere di comando organizzate, famiglie in collegamento tra loro, soldi sporchi “ripuliti” e reinvestiti in attività  lecite all’estero, era impossibile che la crisi dei mercati non avesse serie ripercussioni anche sugli affari camorristici.
Ai boss non è restato, una volta accertati i bilanci in rosso, che prendere rimedi da direttori amministrativi: tagliare i costi e gli stipendi.
E’ quanto emerge dalle intercettazioni della Procura di Napoli sul clan Di Lauro: se prima un sicario era pagato a cottimo, un tanto a lavoro, con una cifra oscillante tra i 10.000 e i 20.000 euro, adesso si preferisce risparmiare, sia nelle esecuzioni che nei compensi.
Il figlio latitante del capoclan Paolo Di Lauro, durante la crisi, ha fissato una retribuzione massima per tutti i sottoposti, non oltre i 2.500 euro mensili.
Non solo: ha pure fatto una manovrina in puro stile ministeriale con una iniezione di liquidità , versando nell’organizzazione 300.000 euro del proprio patrimonio personale e obbligando i colonnelli a versare una tassa di 30.000 euro a testa.
Un piano finanziario che pare abbia dato buoni risultati: il clan è ora tornato in attivo di circa 870.000 euro.
La polizia lo ha scoperto attraverso il sequestro, a casa di un incensurato, dei libri contabili del clan, dove i boss annotavano entrate e uscite con un rigore degno del miglior contabile aziendale.
Nei libri mastri erano indicate minuziosamente le spese: solo a maggio 4.000 euro per corrompere le forze dell’ordine, poi la fattura del fabbro per la messa in posa di porte blindate, le spese del falegname per i pannelli di legno usati come nascondiglio della droga.   Continua »

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AD ASCOLTARE SAVIANO C’ERA L’ITALIA NORMALE: UN PAESE CHE VUOLE STRINGERSI ATTORNO A VALORI CONDIVISI

Luglio 3rd, 2010 Riccardo Fucile

PER L’APERTURA DI “CAFFEINA FESTIVAL” A VITERBO, BATTE FORTE IN PIAZZA IL RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO, DUE UOMINI “GIUSTI” CHE HANNO DECISO DI “VIVERE E MORIRE DA UOMINI”… EMERGE L’ITALIA CHE HA SETE DI VALORI COMUNI, INTORNO A IDEE CHE NON SIANO “CONTRO”, MA “PER” QUALCOSA

Pubblichiamo il commento di Filippo Rossi, direttore del webmagazine, di area finiana, “FareFuturo” sull’intervento di Roberto Saviano alla prima giornata inaugurale del Festival “Caffeina Cultura” che si tiene a Viterbo fino al 17 luglio.

C’era l’Italia, ieri sera, su quella piazza. A sentire Roberto Saviano, nel cuore di Viterbo per l’apertura di Caffeina, c’era davvero tutta l’Italia. L’Italia vera, quella che non conosce barricate, quella che non vive di etichette, di ideologie, di “scelte di campo”. Un’Italia che, a vedertela lì di fronte, come fosse un unico corpo di migliaia di persone, non potevi — neanche volendo — “identificare”. Chi è di destra? Chi è di sinistra? Inutile provare a rispondere: c’era, sul serio, solo l’Italia.
C’era quell’Italia che ha sete di valori comuni, che ha voglia di abbracciarsi attorno a idee che non siano “contro” ma “per”, che vuole crescere su fondamenta che non siano di divisione ma di condivisione.   C’era quell’Italia che ha fame di luce sulle troppe ombre che ancora la inquinano, che ha fame di trasparenza, di onestà , di responsabilità .
Quell’Italia che, per questo, non può che commuoversi mentre scorrono le immagini e le parole di Giovanni Falcone e di   Borsellino, di quei due “giusti” (non per forza “eroi”, come ci tiene a sottolineare Saviano) che, da persone normali, con le loro fragilità  e i loro dubbi, i loro slanci e le loro debolezze, hanno deciso di “vivere e morire da uomini”. Quell’Italia che non può non applaudire, quando l’autore di Gomorra risponde a chi — con fini più o meno limpidi — gli dà  del “professionista dell’antimafia” (la stessa accusa che troppe volte è suonata come una condanna a morte): «Meglio professionista dell’antimafia, che dilettante dell’antimafia». E come non dargli ragione. Continua »

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BASTA FATTI, VOGLIAMO PROMESSE: DAI SILVIO, FACCI VOTARE

Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile

DOPO DUE ANNI DI GOVERNO MONOINCOLORE LEGHISTA, CON L’APPOGGIO ESTERNO DEL PDL, E’ GIUNTA L’ORA DELLE “DECISIONI IRREVOCABILI”…. IL PREMIER VUOLE ANDARE “FINO IN FONDO” CONTRO FINI, DOPO AVERCI PORTATO A FONDO… NON SIAMO COME BOSSI CHE DICE: “A SILVIO QUALCOSA BISOGNA PUR DARE”: LA DESTRA VERA NON E’ ABITUATA A VENDERSI

Nonostante i sondaggi, a lui tanto cari, dicano chiaramente che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla legge sulle intercettazioni (secondo un test di Sky addirittura l’80%), nonostante le critiche che giungono da tutti gli operatori del settore (magistrati, forze dell’ordine, stampa, esperti di diritto), Berlusconi insiste con la “legge bavaglio”.
Non solo, per fare buon peso, aggiunge anche un lodo Alfano retroattivo che lo protegga ancora dai processi, escludendo però i ministri in quanto “mi spiegate come facciamo poi a dire di voler difendere Scajola o Brancher?”.
In pratica, i ministri si arrangino, l’importante che sia tutelato lui.
Il premier sul Titanic che affonda continua a ripetere: “Io ho il 68% dei consensi, il governo è fermo al 40%”: quindi il popolo ama solo lui.
Mentre Tremonti lo avverte che se apre alle Regioni, 25 miliardi non basteranno più, Fini distrugge l’ex comunista Bondi, redento sulla via di Arcore, alla presentazione di “Rivista di politica”.
Il presidente della Camera attacca senza pietà : “Un partito liberale non può prescindere da un congresso: col pensiero unico non c’è vera democrazia. C’è un problema Lega, i cui obiettivi sono diversi da quelli del Pdl: sul federalismo c’è da discutere”.
E ancora: “Serve una riflessione sulle intercettazioni, perchè il valore della legalità  deve essere centrale nel nostro partito: è giusto che esse non finiscano sui giornali, ma non per questo si può vietare alla polizia di mettere una cimice nella macchina della moglie di un mafioso”.
Fini ancora a voce alta: “Nel mio partito non ci deve essere nemmeno il sospetto che qualcuno si faccia nominare ministro per non andare in tribunale. Qua ci siamo trovati di fronte a un Cosentino che è ancora sottosegretario dopo essere stato raggiunto da una richiesta di arresto.
I valori non si mettono ai voti, si vivono”
La faccia paonazza di Bondi esplode: “ma gli amici bisogna pur difenderli, bisogna dar loro la nostra solidarietà …”
In queste tragiche parole sta la differenza tra le due anime del Pdl: quella finiana che dice cose di destra (legalità , rispetto delle istituzioni, valori morali) e quella dei falchi berlusconiani che amano difendere i compagni di merende “a prescindere”, compresi intrallazzatori, collusi, poltronisti e puttanieri. Continua »

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UNA MANOVRA DA CANI: TAGLIATE ANCHE LE UNITA’ CINOFILE, CI SI AFFIDERA’ AL NASO DI MARONI

Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile

I TAGLI ALLE FORZE DELL’ORDINE IMPEDIRANNO L’ACQUISTO E L’ADDESTRAMENTO DI NUOVI CUCCIOLI….DENUNCIA DEL SINDACATO UGL: SICUREZZA DEI VOLI E ANTITERRORISMO A RISCHIO…ANCHE I CANI SONO ORMAI “RIDOTTI ALL’OSSO”: LE QUESTURE NON PAGANO I FORNITORI… APPELLO AI CITTADINI PER LE DONAZIONI: ECCO LA SICUREZZA DI MARONI

Per molti è una manovra pessima, per altri necessaria, per quasi tutti migliorabile.
Ma che fosse anche una “manovra da cani”, fino ad oggi nessuno l’aveva ipotizzato.
Ce lo induce invece a pensare un sindacato non certo di sinistra, la Ugl settore agenti di polizia, da cui è partita la denuncia: i tagli della manovra di Tremonti impediranno di acquistare e allevare nuovi cuccioli, con grave rischio per la sopravvivenza delle “unità  cinofile”.
Siamo arrivati al punto che il sindacato lancia un appello a tutti i cittadini e agli enti locali perchè comprino un cane e lo regalino alla polizia, ricordando che “la squadra cinofila è essenziale per la sicurezza dei voli e la lotta al terrorismo”.
Dalle caserme italiane si alza lo stesso coro di critiche feroci: scarsi gli uomini e scassati i mezzi.
Se ormai si era fatta l’abitudine alle Volanti che si erano “bevute” da tempo la benzina di riserva, che si arrivasse al “blocco delle assunzioni” e al razionamento dei croccantini per i cuccioli antidroga rappresenta una novità  che ci qualifica certamente in Europa.
Se allarghiamo un attimo il quadro generale   e lasciamo parlare le cifre, balza agli occhi di tutti che i veicoli in dotazione alle forze dell’ordine sono vecchi, molti hanno sette anni e sono spesso in officina.
Nel 1996 la polizia a Roma disponeva di 35 Volanti, oggi sono 15.
A Torino si è passati da 40 a 15, a Milano da 20 a 15, a Cremona da 4 a 1, a Venezia da 7 a 4, a Napoli in tutto sono 12 le auto disponibili. Continua »

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