Maggio 18th, 2010 Riccardo Fucile
VOGLIONO CONSERVARE PROVINCE E COMUNITA’ MONTANE, AMANO LE AUTO BLU E SPENDONO 80 MILIONI PER LA “REGGIA DI TREVISO”…. 531.426 DI EURO SOLO PER LE SEDIE DELLA NUOVA SEDE DELLA PROVINCIA DI TREVISO…1 MILIONE DI EURO PER IL MUSEO DELLA STORIA CAMUNA NEL BRESCIANO E AD ASOLO LA SINDACO LEGHISTA SI RADDOPPIA LO STIPENDIO…NEL 2006 AL SENATO LA LEGA VOTO’ CONTRO IL TAGLIO DEL 10% A PENSIONI E VITALIZI
A detta di molti osservatori politici ci sono due Leghe, quella di lotta e quella di governo, a giudizio di altri ci sono anche due formazioni padane, una che scende in campo tra le mure amiche e una che indossa maglietta e calzoncini per le allodole sui campi in trasferta.
A parer nostro, c’è solo una squadra che opera in funzione della cattura del consenso sulla base di egoismi locali per poter mantenere una classe dirigente tra le più vecchie e clientelari che la storia italiana ricordi.
Modello vecchia Dc , secondo taluni, capitanata dall’unico segretario di partito che, pur condannato a 8 mesi di reclusione con sentenza definitiva per aver intascato 200 milioni ai tempi di Tangentopoli ( tangenti Sama, Enimont), continua a guidare un partito politico in Italia.
E che ha anche il coraggio di parlare di “ladroni” rivolgendosi ovviamente agli altri.
Per la serie “se li conosci li eviti”, vediamo qualche esempio di coerenza padana. A Roma sono i paladini della riduzione dei costi della Casta e degli sperperi d Stato (a parole ovviamente), ma quando per una volta il Pdl ne ha azzeccata una, chiedendo l’abolizione degli Enti inutili (risparmio di 1 miliardo di euro), a cominciare dalle Province e dalle Comunità Montane, indovinate chi le vuole conservare ad ogni costo?
La “Lega di lotta” che propone addirittura la creazione della provincia della Valcamonica, pietosa marchetta per le truppe territoriali padane in cerca di poltrone.
Le proposte di legge per la creazione di nuove province vedono la Lega al primo posto.
E non badano a spese: la nuova sede della provincia d Treviso , ultimata l’anno scorso è stata definita un’opera faraonica, una “reggia”, dal quotidiano locale “la Tribuna”, dal costo di 80 milioni di euro. Continua »
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Maggio 18th, 2010 Riccardo Fucile
SI LASCIANO NEL DEGRADO MOLTE PROPRIETA’ STATALI E POI SI PAGANO ESOSI AFFITTI PER MINISTERI, UFFICI, CASERME E AGENZIE DELLE ENTRATE… LO STATO PAGA 10.234.000.000 EURO L’ANNO DI AFFITTI : NESSUNO VERIFICA LA CONGRUITA’ DELLE SPESE, GLI SPRECHI E SOLUZIONI ALTERNATIVE… POI, IN TEMPO DI CRISI, LA CINGHIA LA DEVONO TIRARE GLI ITALIANI
Ogni tanto riemerge nel nostro Paese la vecchia storia delle locazioni passive, ovvero dei
contratti di affitto che lo Stato centrale stipula per poter avere a disposizione immobili in cui svolgere le proprie attività istituzionali. Parliamo di questure, ministeri, prefetture, uffici territoriali, caserme delle forze dell’ordine, agenzie delle entrate, sedi decentrate sul territorio dei vari ministeri.
Mentre da un lato vengono certificati migliaia di beni statali lasciati all’abbandono e al degrado, dalle strutture penitenziare a quelle scolastiche, dalle caserme agli uffici, dai tribunali costruiti nel deserto ai palazzi locali del potere, dall’altro, invece che riconvertire queste stutture ad un uso appropriato, si preferisce pagare miliardi di euro in affitti.
Ogni tanto qualche ministro chiede il censimento dei contratti per programmare le spese: ultima vittima lo stesso Tremonti che non ha praticamente neanche ricevuto risposta dalle amministrazioni statali interessate.
Sappiamo solo le cifre generali che fanno rabbrividire: 6.428 contratti di locazione in tutta Italia, per una spesa di 10.234.250.000, dicasi oltre 10 miliardi, dieci volte quello che costerà bloccare ora il rinnovo dei contratti o procrastinare di 6 mesi l’andata in pensione di chi ne aveva diritto.
Oltre a una cattiva gestione, ci sono poi pure gli sprechi: abitazioni assegnate decenni fa e ancora utilizzate da amici e parenti dell’avente diritto, non si sa a che titolo, uffici di centinaia di metri quadrati utilizzati per pochi impiegati. Altro che ottica di contenimento della spesa pubblica, altro che appelli di Tremonti per avere notizie: in Italia basterebbe, appena un governo si insedia, mandare 6.428 pattuglie della Guardia di Finanza a verificare altrettanti contratti di affitto, sia dal punto di vista della congruità che della oppurtunità . Continua »
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Maggio 15th, 2010 Riccardo Fucile
IL PREMIER SI SENTE TRADITO DAI SUOI UOMINI: “C’E’ GENTE CHE SI E’ ARRICCHITA ALLE MIE SPALLE, CERTI COMPORTAMENTI DISINVOLTI SONO INCONCEPIBILI”….. FINI: “ARRIVERA’ UNA TEMPESTA E NESSUNO POTRA’ SALVARSI”
Si è detto “deluso” dall’ex ministro Scajola, ma non solo: “c’è gente che ho fatto ministro
e che guadagna 20.000 euro al mese grazie a me. E poi si fanno regalare lavoretti da 10.000 euro che potrebbero pagarsi da soli?”.
Il premier sa bene che la vicenda legata ai regali ai “potenti” per comprare casa colpisce nel profondo gli elettori, alle prese con un mutuo da pagare o che cercano una casa per i propri figli.
I sondaggi sono in calando e già si parla di altri due ministri nel mirino.
Il premier ha ricevuto con molta freddezza anche Bertolaso che pur aveva difeso nella prima fase dell’inchiesta che lo riguardava.
Il sottosegretario non aveva mai fatto cenno a quel piedaterre di 50 metri quadri in via Giulia dove pare arrivasse di notte con l’auto di servizio per uscire molto presto la mattina, tanto che ben pochi ricordano di averlo mai visto.
Quando l’appartamentino è scaturito a sorpresa dall’elenco dei beni ristrutturati da Anemone, è stata un sorpresa per tanti, premier compreso.
Si tratta di due anni fa e di un contratto di locazione di un solo anno che ha però assunto risvolti quasi paradossali.
Intervistato dalla stampa, il proprietario svela che se in un primo momento era stato felice che fosse stato affittato da Bertolaso, in quanto persona ritenuta affidabile, presto si era dovuto ricredere.
Il contratto non è mai riuscito a farglielo firmare, in pratica riceveva il pagamento in nero, non l’ha mai visto di persona. Continua »
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Maggio 13th, 2010 Riccardo Fucile
PERCHE’ DOVREBBERO PAGARE I CITTADINI DI LAZIO, CAMPANIA, MOLISE, CALABRIA E SICILIA L’INEFFICIENZA DEI POLITICI? … PERCHE’ IL GOVERNO NON RESTITUISCE AL MERIDIONE I NOVE MILIARDI DI FONDI EUROPEI DESTINATI AL SUD CHE SI E’ FOTTUTO PER PAGARE LA CASSA INTEGRAZIONE AL NORD?… FAZIO: “I FONDI FAS NON SONO UN BANCOMAT”, MA QUANDO SERVONO ALLA PADAGNA LI USANO ECCOME
Le regioni con il deficit sanitario più alto dovranno aumentare le tasse fino al ripianamento. E’ quanto il governo ha chiesto a Lazio, Campania, Molise, Calabria e Sicilia, oggi nel corso del Consiglio dei Ministri, al quale hanno partecipato anche i governatori delle cinque Regioni con la sanità in rosso, più l’Abruzzo, che però si trova in una situazione migliore.
Una richiesta che il governatore del Molise, Michele Iorio, ha definito “assurda, iniqua e incomprensibile”.
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha riferito che il Consiglio dei ministri è stato presieduto da Altero Matteoli, vista l’assenza del premier Silvio Berlusconi.
L’Abruzzo è l’unica Regione che non si troverà nella situazione di dover alzare le addizionali regionali: “Io lo sapevo da tempo ma è una buona notizia per tutti gli abruzzesi. L’Abruzzo è chiamato fuori”, ha detto Gianni Chiodi, governatore della regione.
Mentre le altre cinque Regioni contestano la direttiva del governo: “Noi siamo al massimo e questo significa che dovremo mettere i tributi al massimo del massimo”, ha detto il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti.
“Si tratta del risultato della pessima gestione della cosa pubblica che abbiamo ricevuto in eredità . Siamo in difficoltà perchè riteniamo che i fondi Fas siano necessari per rilanciare l’economia della nostra regione. La Calabria ha poi un altro problema serio: ancora oggi non abbiamo la certificazione del debito. Qualcuno dice che è 2,1 miliardi, i nostri tecnici parlano di 1,1 miliardi. Non possiamo andare avanti così”, ha spiegato ancora Scopelliti.
Nel comunicato pubblicato al termine del Consiglio dei ministri si legge che “In considerazione del mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dai piani di rientro e dagli equilibri di finanza pubblica, il Consiglio ha concordato circa l’impossibilità di esprimere l’intesa prevista dall’art.2, comma 90, della legge finanziaria per il 2010 e di non potere pertanto consentire alle Regioni Lazio, Campania, Molise e Calabria di utilizzare le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, relative ai programmi di interesse strategico regionale, a copertura dei deficit del settore sanitario”. Continua »
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Maggio 4th, 2010 Riccardo Fucile
I CITTADINI NORMALI VENGONO SANZIONATI, CHI GUIDA L’AUTO BLU E’ IMMUNE, PERCHE’ IL DEPUTATO VA DI FRETTA E PUO’ INFRANGERE IL CODICE….CHE BEL CONCETTO DI LEGALITA’ E DI ESEMPIO PER IL PAESE… MA CHE PRENDANO UN TAXI E SE LO PAGHINO: E SE PERDONO L’AEREO PRENDERANNO QUELLO SUCCESSIVO
In questi giorni in Parlamento è in discussione un emendamento del senatore del Pdl
Cosimo Gallo che propone una vera e propria immunità per qualsiasi tipo di infrazione al Codice della strada, prevedendo l’esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu.
La proposta va praticamente in senso opposto a tutti i tentativi di rendere più sicure le nostre strade, con test anti alcool e inasprimento delle sanzioni per i comuni cittadini, creando di fatto una sacca di impunità per categorie privilegiate.
Inoltre una proposta del genere viene inserita in un contesto politico in cui il comune mortale ha dovuto prendere atto, nonostante tante promesse, che nel 2009 il parco macchine della Pubblica Amministrazione è ulteriormente cresciuto del 3,1%.
Le auto blu sono infatti aumentate da 607.918 a 626.760, mentre nel 2007 erano 574.000.
Una escalation continua che la dice lunga sulla buona fede degli imbonitori politici che ci governano.
Siamo un Paese con un deficit pubblico da paura, ma ci possiamo permettere 600.000 auto blu, contro le 72.000 degli Usa, le 61.000 della Francia, le 55.000 del Regno Unito, le 54.000 della Germania, le 22.000 del Portogallo. Un numero di auto di servizio impressionante che corrisponde alla metà dei mezzi in circolazione a Milano, una coda di auto che potrebbe coprire tutte le corsie dell’autostrada Roma-Milano. Continua »
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Maggio 1st, 2010 Riccardo Fucile
IL GOVERNO PARLA TANTO DI GIUSTIZIA, MA IL DECRETO CONTRO LA CORRUZIONE, SU CUI C’ERA ANCHE L’ACCORDO CON L’OPPOSIZIONE, APPROVATO A MARZO GIACE DA TEMPO IN QUALCHE CASSETTO…I FINIANI DI “GENERAZIONE ITALIA” CHIEDONO CHE VENGA PORTATO IN AULA E APPROVATO
Un decreto legge che riceve l’approvazione bipartisan di maggioranza e opposizione è un fatto solitamente raro nel panorama politico italiano.
Il decreto anticorruzione che avrebbe quindi dovuto seguire un iter parlamentare agevolato, visto che palesi dissensi non ve ne sono, pare si sia invece intoppato in qualche meandro della vita politica del Palazzo, visto che non se ne sa più nulla.
E se a pensar male e a sollecitarne la discussione in Aula sono i finiani di “Generazione Italia”, è probabile che siano a conoscenza di qualche manovra poco chiara per mantenerlo su un binario morto.
In cosa consisteva in concreto questa proposta su cui c’era un consenso unanime?
Il disegno di legge aumentava l’elenco dei reati che facevano scattare automaticamente l’istituto dell’ineleggibilità , sia negli Enti locali che in Parlamento.
Venivano inasprite le sanzioni per i reati contro la pubblica amministrazione. E poi c’era il “fallimento politico”, ovvero l’ incandidabilità specifica dei Presidenti di Regione che avevano lasciato l’Ente sommerso dai debiti.
Con una norma del genere, tanti Governatori non si sarebbero potuti ricandidare, sia nel 2010 che nel 2005.
C’era poi il Piano nazionale anticorruzione, con tanto di Osservatorio sulla corruzione e gli altri reati contro la Pubblica Amministrazione. Continua »
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Aprile 28th, 2010 Riccardo Fucile
LA RAI SPENDE 350 MILIONI IN PIU’ RISPETTO A QUANTO INCASSA CON IL CANONE, MA NON LI RECUPERA PIU’ CON LA PUBBLICITA’…SI PROFILA UN AUMENTO DEL CANONE, MENTRE NELLA LOTTA ALL’EVASIONE NON SI FA NULLA… E I BUROCRATI RACCOMANDATI DALLA POLITICA SONO ATTACCATI ALLA POLTRONA
Secondo i pessimisti sarebbero 1.200, secondo i piani nobili (si fa per dire) di viale Mazzini sono “appena” 1.000.
Ma le voci che circolano sul personale Rai in esubero parlano di 1.500 dipendenti che potrebbero rientrare nel piano triennale che i vertici Rai stanno predisponendo attraverso “Incentivi per la fuoriuscita”.
Un eufemismo per celare i tagli che sono destinati a colpire una parte dei 13.000 dipendenti della Tv pubblica italiana nei prossimi tre anni.
Un piano da “lacrime e sangue”, con l’obiettivo di portare a pareggio i conti sempre più dissestati e che non risparmierà neanche i giornalisti, “troppi e troppo costosi”, secondo il direttore generale Mauro Masi.
Quali siano le testate che dovranno subire la maggiore cura dimagrante non è ancora dato sapere, come al solito conteranno i padrini politici: chi verrà tutelato e chi no.
Ovviamente si riparla in questi casi di “tagli alle poltrone inutili”, di riassorbimento delle consorziate e di esternalizzazione dei servizi non strategici, discorsi sentiti da decenni e che si ripetono in queste circostanze, salvo poi non concludere nulla.
Ad esempio Mediaset ha affidato a una ditta esterna il lavoro delle truccatrici qualche mese fa: ora in Rai, con comodo, stanno valutando se non sia il caso di seguirne l’esempio.
Come se il problema Rai fosse rappresentato dalle truccatrici e non dai politici taroccatori che hanno riempito le sedi locali e nazionali di loro portaborse, lottizzando il personale, dai giornalisti fino ai magazzinieri. Continua »
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Aprile 6th, 2010 Riccardo Fucile
IL MESSAGGIO DEL PREMIER ACCOLTO DA FISCHI: C’E’ CHI VUOLE INFANGARE O SOLO USCIRE DALL’IMBROGLIO DELLA RICOSTRUZIONE?.. SU 52.000 FUORI CASA, SOLO 15.000 SISTEMATI NELLE C.A.S.E., 5.000 SONO ANCORA IN ALBERGO E 27.000 SI SONO DOVUTI ARRANGIARE DA SOLI….E IL PDL ALL’AQUILA CITTA’ E’ STATO SCONFITTO DAL PD
Titola oggi il quotidiano “Libero”, in occasione dell’anniversario del tragico terremoto dell’Aquila: “Gli sciacalli speculano sull’Aquila”.
Si riferisce alle polemiche che sono nate nelle ultime settimane sui criteri seguiti nella gestione dell’evento e sulla promessa ricostruzione non ancora avviata. Essendo stati tra i primi in assoluto e sicuramente l’unico sito di area di destra ad avanzare critiche sull’operato del governo fin da subito, ci siamo letti attentamente le tre-pagine-tre che il quotidiano dedica all’analisi del post-terremoto e ci siamo trovati di fronte a palesi falsità di certi titoli, smentiti peraltro nei testi degli articoli stessi.
Segno evidente della discrasia tra chi volutamente enfatizza nei titoli concetti privi di verità , in contraddizione coi dati reali che poi emergono leggendo il testo dell’articolo stesso.
Lungi da noi da noi definire “sciacalli” costoro, gradiremmo però che facessero altrettanto.
Si legge su “Libero” che gli abitanti rimasti senza casa ammontano a 52.328 e che sono stati tutti sistemati: è una balla colossale.
E dati ufficiali alla mano vi spieghiamo il perchè: 5.000 sono ancora ospitati negli alberghi della costa, a 90 chilometri dalla città , meno di 15.000 sono riusciti a ottenere uno dei nuovi alloggi antisismici del “progeto C.a.s.e.”, 1.600 vivono nelle casette di legno, alias moduli abitati provvisori, 800 sono ospiti delle caserme e ben 27.000 hanno scelto una “sistemazione autonoma”, acquistando a proprie spese una casa prefabbricata in legno o andando ad abitare presso amici e parenti.
Altri ancora sono andati a stare in case ad affitto calmierato.
Un quadro ben diverso da quelo che era stato prospettato: ovvero che al 31 dicembre tutti e 52.328 sarebbero stati sistemati grazie al progetto Ca.s.e. . Emerge un’altrà verità , da noi denunciata già in autunno: oltre il 50% dei terremotati si è dovuto arrangiare da solo e a proprie spese e delle C.a.s.e. ha potuto usufruire solo il 25% dei terremotati e pure in grande ritardo.
In soldoni si è voluto speculare sull’effetto mediatico che sarebbe stato garantito dalle case antisismiche, a danno delle casette in legno che, se ordinate a tempo debito, avrebbero permesso a tutti gli aquilani di rimanere in città . Continua »
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Marzo 20th, 2010 Riccardo Fucile
PER OTTENERE LA CANDIDATURA DI ZAIA IN VENETO, LA LEGA SI ERA IMPEGNATA A LASCIARE IL MINISTERO AL PDL: DA “GENTE DI PAROLA” ORA SE LO VOGLIONO TENERE PER COTA O PER FOGLIATO… TRA GRANA, VINO, RADICCHIO, LATTE E BACCALA’, E’ UNA MARCHETTA CONTINUA PER LA LEGA….GIRANO MILIARDI NELLA PADAGNA DEL MAGNA MAGNA
Altro che cambio della guardia indolore al Ministero dell’Agricoltura: neanche quando Zaia
verrà eletto governatore del Veneto mollerà subito il posto.
E pensare che quando Silvio portò a termine la trattativa con Bossi nella solita sede istituzionale, ovvero la villa di Arcore, durante i lunedì letterari, era stato deciso “sulla parola” lo scambio: Zaia sarebbe diventato governatore del Veneto e Galan ministro dell’agricoltura al suo posto.
Ora che Zaia sta per essere eletto, la “gente di parola” leghista ha cambiato le carte in tavola: al posto di Zaia poserà le chiappe sulla poltrona di via XX Settembre o Cota, nel caso probabile che venga trombato in Piemonte, o piuttosto tale Sebastiano Fogliato, imprenditore agricolo piemontese in evidente conflitto di interessi, attualmente membro della Commissione agricoltura.
Per la prima volta nel nostro Paese, la successione a quella poltrona rischia di innescare una vera lotta di potere.
Il Pdl si troverà in difficoltà per l’ennesima volta: dopo aver regalato il Veneto alla Lega, rimangiandosi la parola nei confronti di Galan (“sarà candidato l’esponente di quel partito che prenderà più voti alle Europee”, vinse il Pdl), ora i cacasotto pidiellini rischiano di vedersi sfilare pure il ministero.
Zaia in due anni è riuscito a fare spudorate marchette a favore delle categorie più svariate, favorendo dai produttori di parmigiano ai coltivatori di radicchio trevigiano, dal mondo dell’ippica ai produttori di latte, olio,vino, fino al baccalà . Continua »
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