CERCASI HACKER
IL MINISTRO ZANGRILLO HA CAPITO TUTTO: NON CI POSSIAMO PERMETTERE UN HACKER CHE COMBATTI GLI HACKER, COSTA TROPPO PER IL TETTO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE… AL MASSIMO POSSIAMO RIMBORSARGLI I TATUAGGI E GLI ORECCHINI
Abbiamo bisogno di hacker, dice il ministro della Pubblica amministrazione Zangrillo, ed è
difficile dargli torto, dopo che una manina (o manona) anonima ha scassinato i frigoriferi dei supermarket, arrostendo legioni di surgelati.
Ora la preoccupazione si sposta sui bersagli domestici: e se ci staccano il freezer, il boiler, la luce, ma soprattutto il wi-fi? Per combattere gli hacker del nemico, chiunque egli sia, dobbiamo farcene amico qualcuno.
«Ma non avete idea di quanto guadagnino!» si lamenta il ministro, e fornisce il ritratto immaginifico dei nuovi angeli custodi: «Sono ragazzi tra i 18 e i 25 anni, pieni di tatuaggi e orecchini, e quelli più sfigati prendono un milione l’anno».
Da qui il suo grido di dolore: come può uno Stato pieno di debiti ingaggiare uno sfigato pieno di tatuaggi, se per legge i compensi nel settore pubblico non possono superare il tetto dei 311 mila euro (orecchini inclusi)?
Dovremo rassegnarci a considerare gli hacker più preziosi degli idraulici e vederli stendere le loro ali protettive soltanto sulle aziende turbocapitaliste, le uniche a potersi ancora permettere di staccare certi assegni?
Un’alternativa ci sarebbe: investire nella prevenzione e nell’istruzione, per insegnare la nobile arte della Cybersicurezza ad apprendisti hacker disposti ad accontentarsi, almeno all’inizio, di stipendi più digeribili. Ma ormai mancano i soldi pure per quello. Ce ne restano a malapena per i tatuaggi e, forse, per qualche orecchino.
(da corriere.it)
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