GENOVA DEDICA UNA VIA A UN CLOCHARD, PIETRO MAGLIOCCO: DIVENTERA’ L’INDIRIZZO CUI SARANNO ISCRITTI ALL’ANAGRAFE LE PERSONE SENZA FISSA DIMORA
SILVIA SALIS: “RINNOVIAMO LA TOPONOMASTICA ALL’INSEGNA DELLA MEMORIA E DEI DIRITTI CIVILI”… UNA STRADA SARA’ INTITOLATA ANCHE A UN EROE DELLA COSTA CONCORDIA E UNA PIAZZA ALL’ECUADOR, LA COMUNITA’ STRANIERA PIU’ PRESENTE IN CITTA’
La strada di chi non ha una casa porterà il nome di Pietro Magliocco: Genova cambia la targa e
sceglie da che parte stare.
La vecchia “Via alla Casa Comunale”, usata per l’iscrizione anagrafica delle persone senza dimora, sarà dedicata al clochard la cui morte scosse la città. Nella delibera anche nuove intitolazioni in diversi quartieri
Una via può essere solo un indirizzo, oppure può diventare una dichiarazione. A Genova, la strada virtuale assegnata alle persone senza fissa dimora cambia nome e si carica di un significato che va oltre la toponomastica. La Giunta comunale ha approvato la delibera che trasforma “Via alla Casa Comunale” in via Pietro Magliocco, scegliendo di sostituire una formula amministrativa fredda con il nome di un uomo la cui storia, nel 1993, attraversò la città come una ferita collettiva.
La proposta è arrivata dall’assessore ai servizi civici, diritto di cittadinanza e mobilità Emilio Robotti. Il provvedimento, dichiarato immediatamente eseguibile in attesa dell’autorizzazione definitiva della prefettura, interviene su nuove denominazioni di strade, giardini, spazi pubblici, percorsi pedonali, piste ciclabili e targhe commemorative. Ma il cuore politico e umano dell’atto sta proprio nella scelta di dedicare a Magliocco l’indirizzo anagrafico delle persone che una casa non ce l’hanno.
“Via alla Casa Comunale” era un nome tecnico, quasi invisibile, nato per permettere a chi vive senza dimora di avere comunque un’iscrizione anagrafica, e quindi un punto di accesso ai diritti. Con il nuovo nome, quello spazio formale diventa memoria pubblica. Non cambia soltanto una targa: cambia il modo in cui la città decide di nominare chi rischia ogni giorno di restare fuori dallo sguardo degli altri. Pietro Magliocco, morto tragicamente nel 1993, era diventato suo malgrado il simbolo di una Genova costretta a interrogarsi sulla solitudine, sull’emarginazione e
sulla responsabilità collettiva. Da quella vicenda nacque una mobilitazione solidale che ancora oggi continua a vivere nel volontariato cittadino.
«Con questa delibera riscriviamo la mappa stradale di Genova e ne ridisegniamo la mappa valoriale», dichiara Emilio Robotti. Per l’assessore, la sostituzione della dicitura “Via alla Casa Comunale” con il nome di Magliocco significa «restituire dignità, identità e volto a chi spesso è invisibile agli occhi della società». La toponomastica, aggiunge, deve ricordare statisti e figure istituzionali, ma può anche «rendere eterni gli esempi di umanità riscoperta». In questo caso, il nome di Pietro Magliocco diventa un aggancio civile e simbolico per chi, non avendo un tetto, ha comunque bisogno di un luogo riconosciuto da cui far partire diritti, documenti, assistenza, relazioni con le istituzioni.
La delibera non si ferma a questa scelta. Nel Municipio Centro Est, la piazzetta tra via Napoli e via Boine sarà intitolata a Sandro Zerbino, presidente della Polisportiva Santa Caterina e figura di riferimento per l’educazione e l’impegno verso i giovani del quartiere. Sempre nel Centro Est, lo slargo tra corso Dogali e corso Firenze ricorderà Giuseppe Ivaldi, conosciuto come “Don I”, il sacerdote genovese che fondò la colonia di Monteleco e il “Movimento Ragazzi”, esperienza laica di educatori volontari ancora radicata nella vita associativa cittadina.
A Carignano, la nuova area verde pensile realizzata nell’ambito della riqualificazione della rotonda tra corso Aurelio Saffi, via Fiodor e via Rivoli prenderà il nome di Parco Repubblica dell’Ecuador, omaggio a una delle comunità migratorie più numerose e radicate a Genova. Nel Municipio Centro Ovest, il tratto pedonale tra salita degli Angeli e via Bologna sarà dedicato a Giuseppe Girolamo, giovane musicista morto nel naufragio della Costa Concordia dopo aver ceduto il proprio posto su una scialuppa a una famiglia con bambini piccoli, gesto per il quale gli fu riconosciuta la Medaglia d’oro al valor civile.
A Pegli, il percorso pedonale tra via Luigi Rizzo e viale Giorgio Modugno diventerà passo Alberto Lupo, omaggio all’attore genovese, volto e voce del teatro e della televisione italiana.
(da agenzie)
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