“IL RIFUGIO DEL TEATRO DI MARIUPOL HA RESISTITO, I SUPERSTITI STANNO USCENDO DALLE MACERIE“
NON E’ ANCORA CHIARO QUANTI SIANO I SOVRAVVISSUTI
Il parlamentare ucraino Sergiy Taruta, con un post su Facebook, ha dato vita a nuova speranza per quella che sembrava ormai una strage conclamata: dalle macerie del Teatro di Mariupol bombardato ieri dai russi starebbero uscendo dei superstiti; infatti il rifugio anti aereo avrebbe resistito al bombardamento. C’è quindi, in attesa di conferma delle sue parole, la speranza che molti tra i civili siano salvi.
La notizia dei superstiti per ora sarebbe confermata anche dall’ufficio del sindaco di Mariupol spiegando che il rifugio antiaereo dell’edifico è riuscito a resistere al bombardamento.
Le autorità locali non sono però ancora in grado di riferire il numero esatto delle vittime, né quello dei sopravvissuti. In ogni caso i civili scampati al bombardamento, aggiunge Taruta, stanno per essere evacuati.
Nel bunker anti aereo avevano trovato rifugio più di mille le donne e i bambini. Il numero è stato riportato alla Bbc da un altro deputato ucraino, Dmytro Gurin, che ha dichiarato, spiegando che il teatro è stato distrutto che “Abbiamo oltre mille donne e bambini nel rifugio antiaereo, nei sotterranei. Qualche minuto fa abbiamo saputo che il rifugio ha resistito e che loro sono sopravvissuti”, confermando le prime news sui superstiti. ”Non sappiamo ancora se ci siano feriti o morti. Ma sembra che la maggior parte di loro sia sopravvissuta e stia bene”, ha aggiunto Gurin
Il bombardamento del teatro si aggiunge al disastro in cui versa la città: “A Mariupol non è rimasto un palazzo intero. Per bere la gente è costretta a sciogliere la neve, a prendere l’acqua dalle pozzanghere o a scaricarla dai termosifoni”, ha raccontato il vice sindaco della città sotto assedio nella regione di Donetsk, in Ucraina, Sergey Orlov in un’intervista a Forbes Ucraina, aggiungendo che a causa degli attacchi russi l’80-90% degli edifici è stato distrutto o danneggiato”.
“Le infrastrutture quasi non funzionano più – ha detto ancora – e i residenti rimasti, circa 350-400mila, soffrono per la carenza d’acqua e per l’assenza di riscaldamento: la città ha un disperato bisogno di un corridoio umanitario e di evacuazione. L’ultimo convoglio umanitario in arrivo è fermo da quattro giorni perché i russi non gli permettono di entrare in città. “L’esercito russo – ha concluso il vice sindaco – si rende conto che non potrà esserci vittoria nello scontro diretto con l’esercito ucraino e quindi sta cercando, attaccando civili e infrastrutture, di costringerci ad arrenderci. Non sono in guerra con l’esercito ucraino, ma con la popolazione”.
(da agenzie)
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