ISRAELE, IL PARTITO ARABO RA’AM APRE A UN GOVERNO CON EISENKOT, OGGI L’INCARICO
SI AGGRAVA L’EMERGENZA TRA GLI SFOLLATI A GAZA DOPO L’ULTIMA ONDATA DI MALTEMPO: 70.000 TENDE ALLAGATE MA IL GOVERNO CRIMINALE DI NETANYAHU BLOCCA GLI AIUTI, NONOSTANTE L’INTERVENTO DELL’ONU…SE ISRAELE AVESSE UN GOVERNO SERIO IL PRIMO ATTO SAREBBE QUELLO DI CONSEGNARE NETANYAHU E LA SUA CORTE DI GERARCHI NAZISTI ALLA CORTE PENALE EUROPEA
Il presidente Isaac Herzog conferirà alle 17, ora locale, a Gadi Eisenkot l’incarico di formare il nuovo governo israeliano. Il leader di Yashar è stato invitato alla residenza presidenziale e avrà 28 giorni di tempo, prorogabili di altri 14. Dalle consultazioni sono emersi 67 seggi a favore dell’ex capo di stato maggiore contro i 46 di Netanyahu, mentre per la maggioranza alla Knesset ne servono 61. Decisivo il sostegno dei partiti arabi, anche se il blocco è diviso sull’opportunità di un accordo. Netanyahu ha proposto un governo di unità nazionale. Yashar replica che chi ha diviso il Paese parla di unità solo quando i suoi giorni sono contati e ricorda che «non ha mai rispettato un accordo firmato con partner politici». Per Eisenkot, intanto, «è il momento di formare un governo di emergenza nazionale».
Ra’am pronto a sostenere un governo Eisenkot
Il partito arabo Ra’am voterebbe a favore di un esecutivo Eisenkot anche senza un’intesa di coalizione, riporta Haaretz citando un esponente anonimo, notizia ripresa dal Times of Israel. L’obiettivo è superare lo stallo del blocco di 48 membri, che dipende dall’appoggio del partito ultraortodosso Giudaismo Unito della Torah, evitando contromisure e permettendo di sostituire Netanyahu il prima possibile, anche senza la garanzia di un governo stabile. Sempre secondo Haaretz, la Lista Unita, anch’essa a guida araba, non voterà a favore ma nemmeno agirà per far cadere l’esecutivo. Alcuni esponenti vicini a Eisenkot, però, si oppongono pubblicamente all’idea di affidarsi ai partiti arabi.
I media di Gaza pubblicano su X video e foto di alcune zone della Striscia dove si trovano i campi di tende degli sfollati completamente allagati a causa delle piogge di ieri e della notte scorsa. In particolare l’area centrale di Gaza sembra essere la più colpita. Attualmente la temperatura nella Striscia è di 22 gradi ma il vento e la pioggia hanno aggravato la già catastrofica situazione degli sfollati. Negli ultimi due mesi, stando alle informazioni ufficiali del Cogat, sono entrati a Gaza rifornimenti con migliaia di tende nuove e autopompe per drenare l’acqua ma non è chiaro se l’attrezzatura sia già in uso.
La pioggia ha allagato 70.000 tende che ospitano gli sfollati nella Striscia di Gaza, e i danni causati finora dal maltempo invernale sono stimati in 3 milioni di dollari. Il dato è riportato dal Times of Israel, che lo attribuisce a Hamas, ma è stato confermato anche dalle Nazioni Unite. In diverse zone dell’enclave sono crollati numerosi muri, con alcuni feriti. Hamas accusa Israele di bloccare l’ingresso di rifugi e altre attrezzature necessarie per affrontare le piogge. Il governo israeliano replica di limitare il passaggio dei materiali che potrebbero essere usati anche come armi e accusa a sua volta Hamas di saccheggiare gli aiuti umanitari.
Cosa chiede l’Onu e qual è la situazione degli sfollati
L’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari nei Territori palestinesi occupati ha diffuso una nota in cui chiede che «occorre consentire subito l’ingresso di forniture per l’inverno» nella Striscia. Secondo l’agenzia, gli operatori umanitari «si sono mobilitati subito» per rispondere ai bisogni delle famiglie colpite, ma «le scorte disponibili sono insufficienti», e per questo «sono urgenti» anche nuovi finanziamenti per l’azione umanitaria. Le tende in cui vivono gli sfollati sono circa 270.000 e le persone senza una casa sono almeno 950.000. Più di 400.000 persone si trovano in zone molto vulnerabili, esposte al rischio di allagamenti, oppure vicino alla costa, dove sono più esposte a tempeste e freddo. Negli ultimi tre inverni diverse persone, tra cui molti neonati, sono morte a causa delle basse temperature.
(da agenzie)
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