LE DIFESE CONTRAEREE DEI RUSSI FATICANO CONTRO I DRONI UCRAINI CHE IMPERVERSANO SUI CIELI DI MOSCA: COSTRUITI IN VETRORESINA SFUGGONO AI RADAR E PIOMBANO INVISIBILI SUGLI OBIETTIVI. HANNO MOTORI SOLO ELETTRICI O A BASSO CONSUMO E I SENSORI ALL’INFRAROSSO DEI MISSILI PORTATILI “IGLA” NON LI AGGANCIANO
INOLTRE, SONO PILOTATI DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E VOLANO SENZA LASCIARE TRACCE ELETTRONICHE… QUELLO CHE STA ACCADENDO FRENA L’ARMATA RUSSA E SGRETOLA LA CREDIBILITÀ DI PUTIN
I video della periferia di Mosca sotto attacco mostra scene grottesche. Un intercettore russo
lanciato contro i droni ucraini che invece centra in pieno una cisterna con 30 milioni di litri di petrolio: l’esplosione infernale fa saltare in aria la copertura come un disco volante.
Miliziani della Rosgvardia – la Guardia Nazionale che obbedisce direttamente a Putin – sparano missili terra-aria tra le auto in coda nel traffico, incuranti del fatto che la traiettoria sfiora le vetture. Pretoriani che, tra l’altro, provengono dal Caucaso o dalla Cecenia e accompagnano le loro prodezze con il grido di «Allah Akhbar».
Sembrano le immagini di un film comico, invece sono un documento sconvolgente: testimoniano come le poderose difese contraeree schierate intorno alla capitale non solo siano inutili ma pure controproducenti. Fanno piovere ordigni dovunque e finiscono per aumentare il panico tra i residenti: amplificano la paura per i raid di Kiev.
Sulla carta, Mosca oggi è protetta da uno scudo impressionante: nessuna città al mondo ha una barriera così potente. È stata articolata su più strati. Ci sono le batterie di missili a lungo raggio S300 e S400, questi ultimi con prestazioni simili ai Patriot americani. E ci sono dozzine di più piccoli sistemi Pantsir, concepiti proprio per fermare le bombe volanti di Kiev a distanza ravvicinata. In più, intorno alle
infrastrutture sensibili ci sono i pretoriani della Guardia Nazionale con i missili portatili Igla
Nella metropoli l’allarme è scattato già all’inizio del 2023. Due minuscoli velivoli ucraini pochi mesi prima hanno raggiunto le mura del Cremlino, generando fiamme simboliche. Nell’arsenale di Kiev stavano però comparendo mezzi più insidiosi: aerei da turismo della Skyeton modificati con una guida automatica. Ai generali russi hanno fatto venire un brivido […] E sono state messe in campo forze straordinarie.
Una colossale gru ha issato un semovente Pantsir sul tetto del ministero della Difesa. Un elicottero Mi26 ne ha deposto un altro sopra un grattacielo di 42 piani. Un altro ancora su una terrazza nel distretto Sokolniki, dove abitano magnati e alti papaveri. Da allora si sono moltiplicati: gli ultimi quattro sono stati issati a fine maggio
All’inizio, i russi si sono affidati al semovente con otto ruote motrici: dispone di un radar, otto missili e due cannoni a tiro rapido. Ha ingaggiato i primi duelli contro i droni in Libia nel 2019 ma la comparsa dei Bayraktar turchi lo ha surclassato obbligando la Wagner alla ritirata da Tripoli. Poi nel 2024 gli ingegneri russi ne hanno realizzato una variante più piccola: un istrice, con 24 missili a corto raggio e altri sei in grado di arrivare a venti chilometri.
Gran parte di quelli consegnati sono finiti sui tetti della capitale. Uno sforzo che non ha prodotto risultati. I droni ucraini costruiti in vetroresina sfuggono ai radar: piombano invisibili sugli obiettivi e solo il ronzio dell’elica innesca una reazione tardiva. Hanno motori solo elettrici o a basso consumo e i sensori all’infrarosso dei missili portatili Igla non li agganciano: gli intercettori sfrecciano impazziti tra i palazzi moscoviti. Inoltre, sono pilotati dall’intelligenza artificiale e volano senza lasciare tracce elettroniche.
È un problema drammatico, non solo a Mosca. Sulle strade e sui binari che riforniscono la prima linea ormai i droni fanno il tiro al bersaglio contro ogni veicolo. Ora autocisterne e camion delle munizioni vengono scortati da furgoni zeppi di mitragliatrici. Ma ci sono troppi passaggi sensibili ed è impossibile sorvegliarli tutti. Quello che sta accadendo frena l’armata russa e sgretola la credibilità di Putin. Allo stesso tempo, però, rappresenta un monito per l’Occidente: nessuno oggi dispone di antidoti contro il dilagare dei droni.
(da Repubblica)
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