SI APRE IL CANTIERE DEL CAMPO LARGO, PRIMO INCONTRO TRA SCHLEIN, CONTE BONELLI E FRATOIANNI SUL PROGRAMMA: LA FOTO CONDIVISA SUI SOCIAL E L’ANNUNCIO: ” AL LAVORO. PER CAMBIARE L’ITALIA. SEGNATEVI QUESTE DATE: 8 E 15 LUGLIO. CI VEDIAMO PRESTO!”
LE GRANDI MANOVRE DI ELLY CHE, DOPO IL COLLOQUIO CON PRODI, CERCA LA RICUCITURA CON L’AREA CATTOLICA DI DELRIO … LA SCHLEIN NON VUOLE PERDERE TERRENO CON CONTE CHE DA PREMIER HA CONSOLIDATO I RAPPORTI OLTRETEVERE
I leader del Campo largo si sono incontrati per discutere del programma. E poi Elly Schlein,
Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno pubblicato in contemporanea sui propri profili social la fotografia della riunione. Nell’immagine compaiono tutti e quattro insieme, sorridenti attorno a un tavolo.
Il commento in calce al post è quello di Nicola Fratoianni (Avs), che annuncia due giornate importanti: “Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!”
Due ore e mezzo, non tanto per cercare di appianare le reciproche incompatibilità e divergenze di vedute. Quanto, piuttosto, per “stare ad ascoltare”. Confrontandosi, in modo anche molto franco, per arrivare a costruire una coalizione la più ampia e solida possibile. Cercando, soprattutto, di ricucire con i cattolici. Almeno, questo è lo spirito con cui Elly Schlein domenica ha incontrato Romano Prodi. Con cui, c’è da dire, nelle ultime settimane (facciamo mesi) non è che ci fosse proprio unanimità di giudizio.
E allora la segretaria del Pd, che è volata a Bologna alla Repubblica delle idee anche per dare un’immagine di compattezza del mondo dem, ha cercato in qualche modo di dare continuità a quell’incontro. Ieri, infatti, la leader dem ha proseguito il suo tour verso il nord vedendo dapprima il sindaco di Milano Belle Sala (“ma non abbiamo parlato del mio futuro”, ha sottolineato il primo cittadino). In seguito si è diretta a Torino, dove ha partecipato a un convegno delle Associazioni cristiane lavoratori italiani (Acli) in ricordo di Mimmo Lucà, suo dirigente storico con un protagonismo politico nella sinistra italiana attraverso l’esperienza dei “Cristiano sociali”. A Torino tra i rappresentanti di quest’area c’erano personalità quali Stefano Lepri, molto vicino a Graziano Delrio.
Schlein ha insomma cercato di parlare a quel mondo che negli scorsi mesi ha denunciato un allontanamento della linea politica del Pd. Una ricucitura che secondo alcuni è sembrata rivolgersi soprattutto all’area di Delrio, che con la sua Comunità democratica ha dato il via a un percorso “costituente” per cercare di elaborare una proposta che tenga conto della sensibilità del cattolicesimo riformista.
Dopo l’addio di Pina Picierno, gli occhi erano puntati soprattutto sulle mosse dell’ex ministro dei Trasporti. Che però ai suoi ha confessato di voler aspettare, vedere meglio che tipo di piega prenderà la piattaforma programmatica del partito in vista delle elezioni. “Perché se prevarrà la linea M5s del ‘mai l’Ucraina nell’Ue’ è chiaro che trarrò le mie conclusioni”.
Il tentativo di riavvicinamento alla cultura cattolica interna al Pd, a ogni modo, non è l’unico modo per Schlein per cercare di accreditarsi a un mondo che a tutti gli effetti non è il suo habitat naturale.
Per esempio, la leader dem sconta, nella competizione interna al campo largo con Giuseppe Conte, una minore consuetudine di rapporti con la Santa sede, uno dei requisiti impliciti di chi voglia ambire a correre per Palazzo Chigi. Del resto, l’ex premier ai tempi dell’università ha frequentato Villa Nazareth. Un dettaglio biografico che lo aiutò parecchio negli anni da capo del governo. Proprio l’esperienza a Palazzo Chigi, poi, servì a consolidare quei rapporti con le alte gerarchie vaticane, a partire dal segretario di stato vaticano Pietro Parolin (anche se i rapporti si sono fatti più saltuari quando Parolin ha preso posizione sul “diritto a difendersi degli ucraini”).
(da agenzie)
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