“UNA MAROCCHINA ARRIVATA CON LE PEZZE AL CULO E CHE IN ITALIA HA TROVATO L’AMERICA. È PASSATA DALLE CASE POPOLARI AL SUPER ATTICO”: LO SCONCIO COMMENTO PUBBLICATO SUI SOCIAL DALLA CONSIGLIERA COMUNALE MELONIANA DI RAVENNA, ANNA GRECO, CHE HA INSULTATO LA DEPUTATA DEM OUIDAD BAKKALI PER LE SUE ORIGINI NORDAFRICANE
LA RISPOSTA DI BAKKALI: “ IL DISPREZZO PER CHI VIVE CONDIZIONI DI POVERTÀ E MARGINALITÀ TOCCA IN QUESTE PAROLE LIVELLI OSCENI. SE CREDERE CHE VIVERE NELLE CASE POPOLARI SIA IL PUNTO ‘BASSO’ NELLA VITA DI UNA PERSONA E UN ATTICO QUELLO ‘ALTO’ SIGNIFICA ESPRIMERE UN’IDEA DI SOCIETÀ PROFONDAMENTE CLASSISTA”
Dopo la presa di posizione qualche giorno fa alla Camera contro il movimento della Remigrazione e i seguaci di Vannacci, la deputata dem Ouidad Bakkali denuncia sui social nuovi insulti razzisti ricevuti.
Stavolta un commento di una consigliera comunale della sua città, Ravenna (di cui era stata assessora comunale prima di candidarsi in Parlamento), esponente di Fratelli d’Italia. Bakkali condivide lo screenshot su Facebook di un commento della consigliera Anna Greco, che la offende, facendo riferimento in modo denigratorio alle origini marocchine e umili. È bufera.
§”Al mio appello alla responsabilità di chi è nelle istituzioni per un patto repubblicano contro l’odio questa è la risposta”, scrive Bakkali. “Due passaggi mi hanno lasciato basita di queste parole scritte da una rappresentante delle Istituzioni cittadine. ‘Arrivata con le pezze al culo’: il disprezzo per chi vive condizioni di povertà e marginalità tocca in queste parole livelli osceni.
Il riferimento alle condizioni materiali in cui sono cresciuta è di una miseria umana che ho raramente trovato altrove. Sì, sono orgogliosamente e felicemente cresciuta in una famiglia in cui mio padre, arrivato in Italia, ha fatto il venditore ambulante, il camionista e poi l’operaio. Mia madre lavorava part-time nelle pulizie, crescendo tre figlie e insegnandoci, ogni giorno, il valore dell’autonomia e dell’indipendenza. Un uomo e una donna di una dignità ed etica rare”.
E poi la seconda espressione usata dalla Greco: “‘dalle case popolari al super attico: No, non possiedo un attico – precisa la deputata – Se credere che vivere nelle case popolari sia il punto ‘basso’ nella vita di una persona e un attico quello ‘alto’ significa esprimere un’idea di società profondamente classista, che disprezza le persone, le politiche pubbliche abitative e il diritto alla casa.
Sono cresciuta in una casa popolare. Sono stati anni meravigliosi della mia infanzia, trascorsi insieme a tanti bambini e bambine del quartiere Peep di Ravenna, nella zona Gallery, giocando, crescendo e diventando, insieme, ravennati e italiani. Da bambina non sapevo che Peep fosse l’acronimo di Piani per l’edilizia economica e popolare. Sapevo solo una cosa: che ero orgogliosamente una di ‘quelli del Peep'”.
(da agenzie)
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