Luglio 24th, 2013 Riccardo Fucile
LA SINDACA DI CARDANO E’ STATA UN ESEMPIO DI COME NELLA VITA POLITICA CONTINO I VALORI COMUNI E LA SOLIDARIETA’ FEMMINILE
Laura Prati viene ricordata oggi in tutta Italia: dal Senato, dove è stato osservato un minuto
di silenzio, fino al consiglio regionale lombardo.
La sindaca di Cardano era stata colpita all’addome lo scorso 2 luglio, da un dipendente comunale, l’ex vigile Giuseppe Pegoraro.
In seguito erano subentrati problemi cerebrali a causa di un aneurisma.
Laura era una donna forte e apprezzata per il suo impegno per i diritti civili e per il ruolo della donna nella vita publica e privata
A Roma un intervento in senato è stato affidato a Erica D’Adda, senatrice di Busto Arsizio, amica personale della Prati.
«Continueremo — ha detto la senatrice D’Adda – da dove Laura Prati ha lasciato, a partire dall’ultimo convegno sul femminicidio. Oggi è il giorno per piangere con il marito Pino e i figli Massimo e Alessia, il momento di lasciare che la rabbia contro quanto e’ accaduto gridi forte. Noi donne, tue amiche, continuando la tua opera costruiremo per te un ricordo indelebile sul nostro territorio».
Un folle, bianco, rosso, nero, non importa..
Uno con le armi da guerra in casa, un lavoro da vigile finche’ non l’hanno denunciato e sospeso per truffa.
Uno di quelli che, siccome è nato in questo Paese e aveva un lavoro, anche se ogni tanto dava segni di aggressività , anche se si mormorava che non fosse tutto a posto, alla fine si diceva che era un brav’uomo.
Non ha preso un piccone, ma le sue armi da guerra ed ha sparato, ha ferito, ha ammazzato.
Poteva andare peggio, molto peggio, ma da lassù qualcuno ha deciso di aiutare molti, tutti.
Tranne Laura.
Secondo molti perchè ha voluto prendersela e portarsela vicina, lei che aveva combattuto contro la violenza: ha voluto portarla lontana da un mondo in cui la violenza è quotidiana, ci circonda.
Da un mondo in cui se quel signore fosse stato rosso giallo o nero ci sarebbero stati cortei per le strade e urla di sdegno su tutta la rete.
Invece rassegnatevi, è bianco, italiano, europeo.
Tutto tranquillo, tutto nella norma, anzi stendiamo un velo di silenzio,
Hai visto mai qualcuno dovesse insinuare che molti uomini italiani sono violenti.
una sua cara amica
argomento: radici e valori | Commenta »
Luglio 24th, 2013 Riccardo Fucile
ARSENE SENDEL CONFERMA: “PAROLA DI MINISTRO, IL PASSAPORTO E’ BUONO”… “IL 30 MAGGIO IL NOSTRO AMBASCIATORE A GINEVRA AVEVA GIA’ COMUNICATO ALLE AUTORITA’ ITALIANE LA VERIDICITA’ DEL DOCUMENTO”
Quel passaporto è vero. Arsène Sende è categorico.
Il ministro della Giustizia della Repubblica Centrafricana ci risponde gentile al suo cellulare, appena uscito da una riunione di gabinetto.
Signor ministro, lei è a conoscenza della vicenda della signora Alma Ayan o Shalabayeva?
Sì, certo.
E immaginerà che la stiamo chiamando in merito al passaporto diplomatico rilasciato dal suo paese…
Il nome del ministro che ha firmato quel passaporto non è il mio, è dell’ex ministro Antoine Gambi, che all’epoca ricopriva il mio incarico.
Eppure lei è a conoscenza di tutta la vicenda: da chi è stato informato?
È un avvocato che mi ha informato, con un documento scritto.
Ma lei sa che la polizia italiana ha considerato falso il passaporto?
Certo che lo so. Ma noi abbiamo verificato: il passaporto che abbiamo rilasciato è regolare.
Questo è il punto: lei l’ha comunicato?
Certo.
Ha inviato una lettera il 21 giugno?
Esattamente.
Mandata dal suo ministero della Giustizia, una lettera ufficiale?
Sì, certo.
E prima di quella data la polizia italiana aveva ricevuto un’informazione anche dall’ambasciata centrafricana a Ginevra?
Esatto, ho una copia di questa lettera e di tutta la corrispondenza.
Quindi lei sapeva già che il 30 maggio il suo ambasciatore a Ginevra, Leopold Ismael Samba, comunicava la veridicità del passaporto?
Certamente.
E cosa ha pensato quando le autorità italiane hanno giudicato falso il passaporto, nonostante la lettera dell’ambasciata?
Bah, lì per lì non ho capito. È del tutto normale rivolgersi alle autorità diplomatiche per la verifica di un passaporto. Che poi non sia stato riconosciuto, questo non è per nulla normale.
Qual è stata la sua reazione?
Beh, penso che il nostro ministero degli Affari esteri reagirà , perchè le relazioni fra i due paesi così proprio non vanno…
Dice che le relazioni fra l’Italia e la Repubblica Centrafricana sono compromesse?
Esatto. Anche il nostro capo di Stato è informato di tutta questa vicenda.
Pensa che vi sarà una protesta ufficiale con il governo italiano?
Tutto è affidato al ministro degli Affari esteri. Per quanto mi riguarda sono chiamato in causa circa la regolarità del passaporto, e ho rilasciato un documento ufficiale che attesta la sua validità .
Il suo paese ha contatti col Kazakistan?
No, per niente. E comunque è il ministero degli Affari esteri che vi può dare informazioni.
Alma Ayan aveva un passaporto diplomatico ed era consigliere del vecchio presidente, giusto?
Sì, è giusto, è quello che è scritto nel passaporto.
Lei l’ha mai incontrata?
No.
Ma come ha fatto a ottenere il passaporto?
È venuta qui in Africa. Ma come ho detto, quel documento è stato rilasciato dal precedente governo, non da quello attuale: io son qui dal mese di aprile…
Ma il passaporto è stato rilasciato a questa donna per motivi umanitari?
Questo non lo so. Sono stati il ministro e il capo di Stato precedenti che l’hanno rilasciato, quindi non posso dirle nulla.
Ma lei che ne pensa, perchè come sa il marito è ricercato dall’Interpol ma ha ricevuto anche asilo in Gran Bretagna perchè è un oppositore del presidente del Kazakistan. Per questo qui in Italia qualcuno ha immaginato che il passaporto fosse stato rilasciato per motivi umanitari, perchè lei era in pericolo nel suo paese…
Io ho solamente verificato l’autenticità e la regolarità del documento. Non posso fare nessun’altra considerazione.
La polizia italiana ha considerato falso il passaporto perchè c’erano errori in inglese come “adress”, con una sola d, e poi perchè il numero delle pagine non era regolare .
Se vogliono possono venire a verificare…
Ma nessuno l’ha chiamata per chiederle informazioni?
No, nessuno mi ha chiamato. Lei è il primo italiano che mi contatta.
Lei ha mai sentito parlare di Angelino Alfano, il ministro dell’interno italiano?
Mai sentito.
Marco Filoni e Laetitia Mèchaly
(da “Il Fatto Quotidiano“)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 24th, 2013 Riccardo Fucile
NON SOLO ALFANO: ALTRI ESPONENTI DEL GOVERNO NON HANNO CONTROLLATO L’ITER E LE PROCEDURE SULL’ESPULSIONE
Ministro contro ministro. 
Se per il responsabile della giustizia della Repubblica Centrafricana il passaporto rilasciato alla moglie di Ablyazov era perfettamente regolare, per il ministro della giustizia italiano, Anna Maria Cancellieri, le cose non stanno così.
“Mi sono subito informata e le procedure (dell’espulsione di Alma Shalabayeva, mNdr) sono perfette. Tutto è in regola e secondo la legge”, così il ministro aveva sentenziato il cinque giugno scorso.
Quanto afferma il ministro centroafricano Sende al Fatto Quotidiano è una clamorosa smentita dell’incauta dichiarazione.
Dopo cinque giorni dall’espulsione, Cancellieri era ancora convinta che fosse stato giusto, formalmente, spedire una donna e una bambina di sei anni nelle braccia del principale nemico del padre, ricercato e dissidente.
Tanto che il governo kazako ha precisato che il solo Ablyazov era ricercato, non certo la moglie e la figlia.
Cancellieri basava quel suo giudizio sulle decisioni del giudice di pace e delle procure di Roma, sia quella ordinaria che quella dei minori.
Il Giudice di pace aveva convalidato il provvedimento della prefettura di Roma che disponeva il trattenimentopresso il CIE di Ponte Galeria.
Quella decisione del giudice di pace, che solo recentemente è finita nel mirino degli accertamenti del ministro Cancellieri, legittimò il 31 maggio alle 19 l’espulsione via aereo di Alma e figlia.
Alle 15 e 30 di quel giorno la Procura ordinaria tentò di bloccare la procedura quando l’aereo noleggiato dal governo kazako era già sulla pista.
Gli avvocati dello studio Olivo, che difendono la famiglia Ablyazov, avevano infatti consegnato due fax rispettivamente provenienti dall’ambasciatore della Repubblica Centroafricana a Bruxelles e a Ginevra, che affermano l’autenticità e la validità del passaporto diplomatico della signora.
Alma Ayan (così denominato in quel documento) era titolare di un passaporto diplomatico del paese africano in qualità di consigliere del presidente.
Quel passaporto però era falso, almeno secondo la Polizia di frontiera italiana che aveva realizzato una perizia (sulla base di quattro elementi, tra i quali spiccavano due errori ortografici e la numerazione delle pagine).
Il giudice di pace, tra la Polizia di frontiera e i fax dei diplomatici africani, si era fidato della prima e aveva convalidato il trattenimento.
Anche il pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma, ricevuta la nota della Polizia di frontiera, alla fine aveva concesso il nulla osta al decollo.
Un nulla osta, va precisato, che non entra nel merito della correttezza dell’espulsione, e che riguarda solo l’indagine sulla presunta falsità del passaporto che è ancora oggi aperta.
Sostanzialmente il pm diceva alla Polizia che poteva rimpatriare Alma perchè questo non avrebbe danneggiato l’indagine sul passaporto. Non perchè era giusto farlo.
La competenza sul-l’espulsione era del giudice di pace della Polizia. Ed entrambi pensavano che il passaporto fosse falso.
Solo sulla base di questa pretesa falsità Alma è stata consegnata agli emissari del governo kazako.
Alma non aveva consegnato altri due documenti che le avrebbero permesso di restare in Italia ma che — secondo lei — l’avrebbero messa in pericolo con la sua famiglia, poichè rivelavano la sua identità di moglie di un ricercato.
Resta il fatto però che il documento mostrato, quello diplomatico del Centroafrica, era vero e valido secondo l’unica autorità che poteva certificarne l’autenticità : il Governo Centrafricano.
E non il giudice di pace o la polizia italiana.
A rendere ancora più assurda questa storia è che Alma Shelbayeva era titolare di un regolare permesso di soggiorno in Lettonia, per ragioni di lavoro, che le permetteva di circolare legalmente nel territorio europeo compresa l’Italia.
E di un secondo permesso di soggiorno in Gran Bretagna perchè aveva ricevuto l’asilo in quanto moglie di un dissidente del regime kazako.
Le dichiarazioni del 5 giugno del ministro Cancellieri sono particolarmente gravi perchè non arrivavano a caldo, prima che si conoscesse lo status di rifugiato di Alma Shalabayeva, ma dopo le prime polemiche sorte in Italia e nel mondo.
Cancellieri sapeva che la donna aveva asilo politico in Gran Bretagna .
Lo sapeva dalla stampa e già a quella data il ministro aveva i mezzi per saperlo ufficialmente.
Questa notizia era nota alla Polizia italiana dal 4 giugno, che ne aveva ricevuto comunicazione via lettera dal capo della Polizia dell’immigrazione di Scotland Yard. Nè il ministero della Giustizia, nè quello degli Interni e nemmeno quello degli Esteri hanno contattato mai il ministro centroafricano.
Oggi Emma Bonino riferirà in Parlamento e magari ci spiegherà anche il perchè.
Marco Lillo
(da “Il Fatto Quotidiano”)
argomento: Esteri, Giustizia | Commenta »
Luglio 24th, 2013 Riccardo Fucile
CONTINUA L’AVANZATA: UNA SETTIMANA FA ERAVAMO AL 43.479° POSTO NELLA CLASSIFICA INTERNAZIONALE…PRECEDIAMO LUCA TELESE E MASSIMO FINI, PUPPATO, SALVINI, QUAGLIARELLA, BRUNETTA, SANTANCHE’, CARFAGNA
Nella settimana in cui abbiamo superato il muro del milione e mezzo di
entrate, un altro lusinghiero successo ci vede passare, nella classifica del sito internazionale specializzato Alexa (che monitora diversi milioni di siti), dal 43.479° posto al 23.734°.
Ci lasciamo alle spalle un partito strutturato come Fratelli d’Italia a 25.813 e i siti personali di Enrico Letta (31.325) e Angelino Alfano (62.693).
Sempre tra i politici, dietro di noi annoveriamo personaggi illustri: Mara Carfagna 39.422, Daniela Santanchè 87.246, Giorgia Meloni 166.935, Quagliarella 89.113, Matteo Salvini 119.174, Renato Brunetta 126.797, Puppato 185.478.
Superiamo anche giornalisti di fama come Luca Telese 123.952 e Massimo Fini 34.601.
Ci precedono, ma non lontanissimi, Matteo Renzi 12.379 e Sel con il 15.858° posto.
E’ significato il dato che proprio nel periodo estivo, mentre la maggior parte dei competitor perde terreno, Destra di popolo avanza.
argomento: destradipopolo | Commenta »