Luglio 26th, 2013 Riccardo Fucile
LAMEZIA: OLTRE AL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA, SONO STATI CONTESTATI DIVERSO OMICIDI… PER AIELLO LA DDA AVEVA CHIESTO L’ARRESTO: SECONDO L’ACCUSA PROMETTEVA APPALTI E SOLDI ALLA COSCA IN CAMBIO DI VOTI
Sono 65 le persone finite in manette in un’operazione della polizia di Catanzaro che, dicono gli
investigatori, annienterà le cosche di Lamezia.
Tra arrestati e indagati, nell’ambito dell’inchiesta Perseo della Dda, ci sono anche politici, imprenditori, avvocati, medici e appartenenti alla polizia penitenziaria.
A numerosi arrestati, oltre al reato di associazione mafiosa, sono stati contestati diversi omicidi verificatisi in una guerra di mafia svoltasi tra il 2005 ed il 2011. Risulta indagato in libertà il senatore del Pdl Pietro Aiello, per cui la Dda aveva chiesto l’arresto. La richiesta è stata rigettata dal gip.
Aiello, 57 anni, medico di Catanzaro, eletto al Senato nelle elezioni politiche del febbraio scorso, in precedenza era stato assessore all’Urbanistica nella Giunta regionale di centrodestra.
Al politico viene contestato il reato di voto di scambio, aggravato dalle modalità mafiose.
Il reato di voto di scambio fa riferimento alle elezioni regionali del 2010 in occasione delle quali, stando all’ipotesi dell’accusa, Aiello avrebbe ricevuto sostegno dalla cosca Giampà di Lamezia Terme per ottenere l’elezione a consigliere regionale.
Secondo la Dda, che ha annunciato ricorso al Riesame contro il rigetto del carcere da parte del gip. il politico aveva promesso alla cosca Giampà denaro e alle loro ditte (o comunque a loro riconducibili) “l’aggiudicazione di appalti per forniture e servizi all’interno di strutture pubbliche”.
La cosca Giampà di Lamezia Terme, per finanziare gli acquisti di armi e stupefacenti, nonchè per garantire il pagamento degli stipendi agli affiliati, aveva creato un vorticoso sistema di truffe assicurative, avvalendosi della collaborazione di un gruppo composto da assicuratori, periti, carrozzieri, medici e avvocati.
Dalle indagini è emerso anche che dal sistema-truffe arrivavano nelle casse della cosca, ogni anno, milioni di euro, di cui beneficiavano anche i professionisti che concorrevano con la cosca.
Tra gli arrestati figura l’ex consigliere provinciale e attuale vice presidente della Sacal, la società di gestione dell’aeroporto lametino, Gianpaolo Bevilacqua, del Pdl.
A Bevilacqua sono contestati i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e di estorsione.
In particolare oltre alla connivenza con la cosca Giampà lo stesso avrebbe estorto ad un commerciante di abbigliamento sportivo alcune tute da recapitare a detenuti del clan.
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Luglio 26th, 2013 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELL’ANM: “NON RIESCO A CREDERE CHE SIA VERO”
“Non conosco le ragioni che sostengono questo tipo di proposta. Ma se le cose stanno così sono veramente meravigliato di come si possa fare una proposta del genere”. Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, chiede di rileggere ancora una volta l’emendamento del Pdl presentato in commissione Affari costituzionali della Camera al disegno di legge del governo sul finanziamento pubblico ai partiti.
Allora, che cosa ne pensa?
“Stento a credere a una cosa del genere perchè si tratta di un intervento che può produrre effetti molto gravi. Tanto per capirci bisogna ricordare che Mani pulite si fondava su tre pilastri: il primo era i reato di corruzione, il secondo quello di falso in bilancio…”.
Su cui sono già intervenuti…
“Non è stato formalmente depenalizzato, ma di fatto è depenalizzato, totalmente depotenziato”.
E il terzo pilastro?
“Era quello del reato di finanziamento illecito ai partiti. Ora questa proposta di depenalizzazione del finanziamento illecito vuol dire depotenziare quel terzo pilastro. Il finanziamento ai partiti politici da parte dei privati o di società non è vietato. E la norma attuale sul finanziamento illecito non vuole vietarlo, non vuole impedirlo, ma chiede la trasparenza. E quando è fatto da società si richiede la delibera dell’organo competente e l’iscrizione a bilancio. La riforma in discussione muove inoltre verso una curvatura che tende a valorizzare il profilo privato, del sostegno del privato al partito. Ma questo sostegno non può non andare di pari passo con il rafforzamento della trasparenza. Mi conceda una citazione: Louis Bradeis, un giurista americano attivo fra fine Ottocento e prima metà del Novecento, diceva: “La luce del sole è il migliore disinfettante”. Come dire che la trasparenza è la migliore alleata della legalità “.
In caso di violazione oggi si prevede il carcere. L’emendamento vuole cancellarlo…
“La sanzione oggi costituisce un rafforzamento dell’obbligo di trasparenza. È chiaro che la sanzione penale, detentiva e pecuniaria, ha una forza, ha un’efficacia dissuasiva e preventiva enormemente superiore a quella di una sanzione amministrativa. Questa norma risponde alla volontà di determinare una risposta repressiva, ma anche realizzare una dissuasione preventiva”.
Silvio Buzzanca
(da “La Repubblica“)
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Luglio 26th, 2013 Riccardo Fucile
TRA I POVERI DI RIO: “OCCORRE ASCOLTARE IL CUORE DEL POPOLO”… “SOLIDARIETA’, UNA PAROLA SPESSO DIMENTICATA PERCHE’ SCOMODA”
Non c’è tristezza. Anzi. Nell’aria, piuttosto, un’atmosfera di festa. E musica, tanta. Un’allegria
contagiosa sotto gli ombrelli di questo inverno sudamericano gonfio di pioggia e vento.
Sembra di stare dentro un romanzo di Jorge Amado, E Donna Flor e Vadinho pare vederli spuntare da un momento all’altro da una baracca dietro l’angolo
I loro eredi, invece, hanno tirato su nel grande spiazzo centrale un palco altissimo dal quale pende un lungo stendardo vaticano. «
Lembrano», a ricordo, c’è scritto sulla maglietta della Nazionale verde-oro con il nome Francesco I che ora Bergoglio sventola sorridente, applaudito da ogni mano alzata.
«Il mio desiderio era di poter visitare tutti i rioni di questa nazione – dice il Pontefice, la veste bianca per la prima volta chiazzata qua e là di gocce marroni – . Avrei voluto bussare a ogni porta, dire “buongiorno”, chiedere un bicchiere di acqua fresca, prendere un “cafezinho” e anche un bicchiere di “cachassa” (la grappa locale con cui si prepara la caipirinha, ndr), parlare come ad amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno, dei genitori, dei figli, dei nonni… Ma il Brasile è così grande! E non è possibile bussare a tutte le porte! Allora ho scelto di venire qui, di fare visita alla vostra comunità che oggi rappresenta tutti i rioni del Paese».
Varginha è una favela pacificata. Eppure qui intorno il narcotraffico colpisce ancora. Bergoglio visita un campo di calcio spelacchiato, raccoglie con entusiasmo la sciarpa della sua squadra argentina del cuore, il San Lorenzo, e vuole entrare in una baracca. «Qui mi sento ben accolto – fa con un sorriso – voi trovate sempre un modo di condividere il cibo. Come dice il proverbio, si può sempre aggiungere più acqua ai fagioli!».
Fuori, ai giovani regala parole che li scuotono.
«Non scoraggiatevi mai – intima – nonostante la corruzione di persone che, invece di cercare il bene comune, cercano il proprio interesse. Non perdete la speranza. La realtà può cambiare, l’uomo può cambiare, cercate per primi il bene comune».
E avverte: «Il popolo brasiliano, in particolare le persone più semplici, può offrire al mondo una preziosa lezione di solidarietà . Una parola spesso dimenticata o taciuta, perchè scomoda. Sembra addirittura una parolaccia, la parola solidarietà . Vorrei fare appello a chi possiede più risorse, alle autorità pubbliche e a tutti gli uomini di buona volontà impegnati per la giustizia sociale: non stancatevi di lavorare per un mondo più giusto e più solidale! Nessuno può rimanere insensibile alle disuguaglianze che ancora ci sono nel mondo! ».
Dal palco troneggiante nel fango il Papa scandisce più volte una parola in spagnolo: «Dignidad! ».
E ricorda quelli che ritiene i pilastri fondamentali per una nazione: vita, famiglia, educazione, salute, sicurezza.
Francesco riceve le chiavi della città , poi si fionda nella Cattedrale di Rio.
«Mi dispiace che state qui ingabbiati – dice ad alcuni ragazzi che lo hanno raggiunto dall’Argentina – ma devo confessarvi che qualche volta mi sento ingabbiato anche io».
Pronuncia un discorso a braccio, quasi un manifesto: «Che ci sia movimento. Voglio che la Chiesa esca fuori, sulle strade.. . che non sia una Chiesa chiusa.. . chiedo scusa ai vescovi, ma è questo il consiglio migliore che posso dare. Dobbiamo lottare contro ogni esclusione, dei giovani, degli anziani.. quasi un’eutanasia silenziosa. No all’esclusione delle due “punte”, giovani e anziani.. . Così non ci sarà futuro per la società . La fede in Cristo non è uno scherzo. È una cosa molto seria. Lui è venuto a morire tra noi e per noi. Non possiamo fare il frullato della fede. La fede si prende tutta, e non a pezzi. Si prende tutto Gesù, e non una parte di Gesù».
Solo la notte conclude una delle giornate più emozionanti di Bergoglio in Brasile.
Un milione di giovani si è stretto ad ascoltarlo mentre celebra la messa sulla spiaggia di Copacabana.
La illuminano con fiammiferi e accendini sotto il palco.
E insieme urlano fino a sgolarsi “Francisco!”, come per una rock star.
Marco Ansaldo
(da “La Repubblica“)
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Luglio 26th, 2013 Riccardo Fucile
“FINI E D’ALEMA LE PIU’ GRANDI INTELLIGENZE POLITICHE”…. “NON IMMAGINATE QUANTE PERSONE, ANCHE NELLE SEZIONI DEL PCI, HO SENTITO DIRE ‘MUSSOLINI TANTE COSE LE HA FATTE REALMENTE'”
Prima reazione: “No, non ne ho voglia, la politica mi ha rotto le palle”. Piccola pausa di riflessione non sollecitata. Poi subito la seconda: “Va bene, ho quasi finito di scrivere il romanzo, tanto non posso fuggire a queste cose. Ora ho del tempo, parliamone”. Antonio Pennacchi è il perfetto rappresentante della “e” congiunzione: burbero e disponibile; colto e volgare; pratico e profondo; disincantato e speranzoso. Ma soprattutto fascio e comunista, l’uomo giusto per raccontare, o spiegare, questo 25 luglio 2013, settant’anni dalla resa di Mussolini, con il Parlamento italiano oramai privo di ex camerati.
C’è chi parla di ciclo chiuso.
Da mo! E tutto questo solo grazie a Silvio Berlusconi: è il suo più grande contributo alla storia repubblicana del nostro Paese. Insomma, il fascismo non è più un problema reale.
E pensare che ha sempre dichiarato di voler combattere il comunismo.
Infatti! Invece ha risolto un’altra questione. Ed è giusto così, ha tolto l’inganno.
Da che punto di vista?
Ci sono vaste fasce della popolazione, e non vi rendete quanto vaste, pervase da un minimo di nostalgia per il Ventennio. Oh, anche tra i comunisti. Sa quante volte nelle sezioni del Pci ho sentito frasi come: “Però certe cose Mussolini le ha fatte realmente…”.
Compagni confusi.
Però ora si è fatta chiarezza tra tradizionalisti e fascisti veri.
Berlusconi avrà anche dato il suo contributo, ma gli ex An hanno facilitato il compito…
Guardi, tutto è definitivamente terminato con la vittoria di Ignazio Marino a Roma. I cinque anni di Alemanno hanno liquidato quella parte, non sa quanti miei amici, legati da una storia politica comune, si sono rifiutati di votarlo.
Una vera iattura.
Peggio! Pensi a Umberto Croppi, prima era il suo assessore, ora è con il Pd.
Berlusconi si è sbarazzato anche di Alemanno.
Certo, lo ha fatto perdere.
L’ultimo leader è stato Fini.
Che situazione tragica. Per fortuna ha dietro una famiglia, le figlie. Insieme a D’Alema resta la più grande intelligenza politica.
L’intelligenza dei due è oramai un dogma.
Ma è così! Il problema è che lo sono troppo e sono pervasi da una forte onestà intellettuale. Per questo non possono essere seguiti dai loro. Un esempio? Il politico deve di’ le fregnacce (bugie), deve stare appresso alla gente. Quando Fini è andato a Gerusalemme e ha parlato di “fascismo come male assoluto”, molti suoi compagni di partito mi hanno chiamato schifati per lamentarsi.
Difendevano il Ventennio?
Erano scocciati perchè non li aveva avvertiti.
Chi in particolare?
Col cavolo ve lo dico, altrimenti voi lo scrivete. Comunque Fini non è un fascista di sinistra, ma un liberale.
Mentre Gasparri e La Russa?
Ora non mi crederà , eppure Maurizio è più simpatico di quanto appare.
Sì, complicato immaginarlo.
Perchè questi sono animali politici vecchio stile, differenti da Fini, dicono quello che è opportuno anche se non ci credono totalmente. E comunque dall’altra parte non sono meglio.
Lei due anni fa a Latina ha presentato una lista Fini-Pennacchi.
Risultato modesto. Il mio candidato sindaco ora si è iscritto al Pd.
Non è il solo.
A destra ci andassero i lefebvriani.
In molti rimpiangono Almirante, il suo stile.
Ha sbagliato persona.
Non si aggrega?
Politico affascinante sul palco, bella oratoria.
Ma poi..
Si comportò molto male con me e con molte altre persone amiche. Fui messo nelle condizioni di lasciare il Msi. Ma lasciamo perdere.
Torniamo agli ex An?
No, no, basta. E poi ripeto: la politica mi ha rotto.
Perchè?
Sono io che chiedo a voi come fate a interessarvi ancora di certe persone! Da gennaio mi sono isolato, evito di soffrire: non compro più i giornali, non guardo la tv, scrivo solo. Alle ultime elezioni mi sono prestato a due comizi del Pd. Basta. Mica lo posso salvare io il Paese.
Però sembra informato.
Leggo solo i titoli del quotidiano locale mentre sono al bar. Sono preparatissimo sulla cronaca nera e sul calcio. Lo sa che il Latina è in Serie B?
No, mi mancava.
Un bel risultato. Lei di che squadra è?
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Luglio 26th, 2013 Riccardo Fucile
VOGLIONO DEPENALIZZARE IL REATO: A RISCHIO I PROCESSI A PENATI, SCAJOLA, MILANESE
Via il carcere per punire il finanziamento illecito dei partiti. Via i quattro anni di pena. Solo
«una sanzione amministrativa pecuniaria».
Firmato, ovviamente, il Pdl.
Seppellita per sempre Mani Pulite. Cancellate tutte le inchieste presenti e future. Una moratoria pazzesca.
Incredibile solo a pensarla, proprio di questi tempi.
A guardare il lungo catalogo delle leggi ad personam è il più clamoroso dei colpi di spugna. Una maxi depenalizzazione.
Mai, in vent’anni di norme perdemolire il codice penale, si era osato tanto.
Quando ne parli con i magistrati protagonisti di Mani pulite ti dicono subito: «Dai, non scherzare, non è possibile, non ci credo, non possono arrivare a tanto».
Quando glielo confermi restano basiti: «Così finiscono le indagini sulla corruzione».
Invece eccola qui la madre di tutti i possibili azzeramenti. Cinque righe in tutto.
Un emendamento al disegno di legge del governo che cancella il finanziamento pubblico dei partiti e vorrebbe fissare le nuove regole per garantire «la trasparenza ». C’è proprio la parola «trasparenza» nell’intestazione della legge
Ebbene, ecco comparire lì l’articolo 10-bis. Criptico.
Bisogna leggerlo e rileggerlo più volte per capirlo. Bisogna andare alla legge 195 del1974, che istituiva il finanziamento pubblico dei partiti, confrontare i testi, rendersi conto del colpo di mano.
Dice l’emendamento: «All’articolo 7, terzo comma, le parole da “reclusione a triplo” sono sostituite dalle seguenti “sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo” ». Firmato: Bianconi, Calabria, Centemero, Ravetto, Francesco Saverio Romano. Maurizio Bianconi è il vice segretario amministrativo del Pdl, gestisce con Rocco Crimi, un fedelissimo di Berlusconi, la cassa dei soldi del partito.
Anna Grazia Calabria, responsabile giovanile del Pdl. Elena Centemero, responsabile scuola. La deputata Laura Ravetto. L’ex ministro dell’Agricoltura Romano.
Che succede con questo emendamento?
Bisogna leggere il terzo comma dell’articolo7 della legge 195.
Essa impone che «chiunque corrisponde o riceve contributi senza che sia intervenuta la deliberazione dell’organo societario o senza che il contributo o il finanziamento siano stati regolarmente iscritti nel bilancio della società stessa, è punito, per ciò solo, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa fino al triplo delle somme versate”. Carcere più multa dunque.
Doppia pena per chi viola una fondamentale regola di trasparenza, cioè dà i soldi di una società senza che di ciò resti traccia, con l’ovvia conseguenza che se la società ottiene poi dei vantaggi dal politico non si può stabilire la relazione.
L’emendamento del Pdl – che è possibile leggere anche sul sito della Camera nelle pagine web dedicate al disegno di legge 1154 – scardina dalle fondamenta la norma che ha reso possibile Mani pulite.
È stata il grimaldello da Mario Chiesa in avanti. Su quel comma si è radicato il processo Enimont. Sono stati incriminati Craxi, Forlani, Citaristi. Ma pure Greganti. L’elenco è lunghissimo.
Non si può parlare di inchieste sulla corruzione e sulle tangenti senza far riferimento al finanziamento illecito. Un architrave che, se crolla, fa cadere l’intera impalcatura delle indagini sui colletti bianchi.
Il Pdl sta cercando di abbattere quell’architrave. L’emendamento era lì da giorni, sotto gli occhi di tutti. Con il Pdl che preme per farlo passare. Col Pd, basito, che resiste. Giusto mercoledì pomeriggio, alla Camera, ecco l’assemblea dei deputati Democratici con il premier Enrico Letta, l’autorevole esponente del Pd che ha voluto la legge per abolire il finanziamento pubblico.
Quello che sta pensando ai nuovi strumenti contro la corruzione.
Si alza Emanuele Fiano, riferisce il contenuto della norma proposta dal Pdl, dice secco: «Sia chiaro che questa roba qui io non la voto».
Antonio Misiani, il segretario amministrativo del partito, fa cenno di sì con la testa. Nemmeno a parlarne, per il Pd quel testo è veleno allo stato puro. Soprattutto perchè, neanche a farlo apposta, c’è il fantasma di Filippo Penati anche dietro questa norma, come c’era dietro allo spacchettamento della concussione, divisa in due dall’ex ministro della Giustizia Paola Severino, con la pena ridotta per la corruzione per induzione.
Penati? Sì, proprio lui. La legge Severino gli ha fatto morire per prescrizione uno dei capitoli delle imputazioni del processo per il sistema Sesto. Se dovesse passare la depenalizzazione del finanziamento illecito ne cadrebbe un’altra perchè a lui e ad altri dodici imputati, tra cui l’ex presidente di Bpm Massimo Ponzellini, è contestato proprio l’articolo 7 della legge del 1974.
Alla Fondazione Fare Metropoli di Penati davano soldi violando le regole che adesso il Pdl vuole cancellare. Questo spiega l’imbarazzo del Pd che si trova tra le mani una sorta di bomba ad orologeria. Se dicesse sì, ma non lo farà , si troverebbe addebitata una legge che “grazia” l’ex capo della segreteria di Pier Luigi Bersani.
Certo, non se ne avvantaggerebbe solo Penati. Ma noti esponenti del Pdl come Claudio Scajola, fresco indagato per finanziamento illecito.
Come Marco Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti, appena condannato a 8 mesi per lo stesso reato.
Verrebbero “graziati” tutti. Una mega amnistia.
Mani pulite fu costruita su tre reati, il falso in bilancio, la concussione, il finanziamento illecito.
Il primo lo hanno acciaccato nel 2001 per salvare Berlusconi.
Il secondo è finito vittima della legge sull’anti-corruzione. Adesso tocca al terzo.
Se davvero dovesse cadere anche il finanziamento illecito nessuno deve più parlare di trasparenza e di lotta alla corruzione.
Liana Milella
(da “La Repubblica”)
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