Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
“LA PROCURA CAMBI L’IPOTESI DI REATO, NON E’ STATO ECCESSO COLPOSO DI LEGITTIMA DIFESA”
“Non poteva non sapere che sparando con quei proiettili avrebbe potuto
uccidere”: a dirlo a Fanpage.it sono gli avvocati difensori dei famigliari di Youns, il 39enne ucciso a Voghera (Pavia) dall’ex assessore alla Sicurezza Massimo Adriatici.
L’uomo si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa, ma la sua posizione adesso potrebbe aggravarsi.
Una perizia, condotta da un perito consultato proprio dagli avvocati difensori della vittima, ha dimostrato che i proiettili utilizzati da Adriatici sarebbero persino vietati in guerra.
“Non poteva non sapere che quei proiettili erano pericolosi”: a dirlo a Fanpage.it è Debora Piazza, legale insieme a Marco Romagnoli della famiglia di Youns El Boussettanoui che lo scorso 21 luglio è stato ucciso dall’ex assessore alla Sicurezza di Voghera (Pavia) Massimo Adriatici dopo una colluttazione in piazza Meardi.
I due avvocati, in una memoria presentata al giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Lapi, hanno infatti depositato una perizia, condotta dall’esperto Luca Soldati, che dimostra come i proiettili – sia quello estratto nel corpo della vittima che quelli rimasti nel caricatore – fossero di tipo espansivo, conosciuti come hollow point o dum dum.
Cosa sono i proiettili hollow point
Dotati di un foro sulla punta che provoca maggiori ferite al momento dell’impatto con un corpo, sono proibiti dal 1992 in Italia, dal 2008 equiparati a proiettili di guerra dalla Corte di Cassazione e vietati persino in campo militare proprio perché il loro uso aumenta la probabilità di uccidere rispetto a quelli normali: “La Procura – spiega quindi Piazza a Fanpage.it – dovrebbe cambiare posizione. Dopo questa perizia infatti non si può più parlare di eccesso colposo di legittima difesa”.
Al momento l’assessore, dopo l’udienza di convalida, si trova agli arresti domiciliari. La sua posizione adesso potrebbe aggravarsi. Per la difesa infatti l’uso di quei proiettili dimostra una volontà a uccidere: “Quest’uomo ha seguito il mio assistito con munizioni vietate e un colpo in canna – continua l’avvocato -. Quei proiettili servono esclusivamente per uccidere. Sono vietati. E lui non poteva non sapere”.
Adriatici pedinava Youns con un’altra persona
Adriatici è un avvocato penalista, ex poliziotto ed ex assessore alla Sicurezza: è per questo motivo non poteva non sapere cosa ci fosse all’interno della sua Beretta. “Lui sapeva che se avesse sparato un colpo avrebbe ucciso. Soprattutto a una distanza così ravvicinata”. Per la difesa questo è un ulteriore elemento che conferma l’ipotesi che Adriatici stesse seguendo da tempo Youns: “Pare che lo stesse pedinando con un’altra persona. Insomma, lo teneva d’occhio. È stato Youns a difendersi: Adriatici gli ha fatto vedere la pistola con i proiettili in canna e gli ha tirato un pugno per difendersi”.
Gli avvocati dell’ex assessore ritirano la richiesta di revoca dei domiciliari
Intanto l’avvocato Piazza conferma che i difensori di Adriatici hanno ritirato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari: “Alle 17.47 di sabato ci arriva questa istanza. Noi abbiamo inviato una risposta molto corposa dove era contenuta anche la perizia balistica. Subito dopo c’è arrivata una notifica di ritiro della richiesta. In quindici anni di professione, non mi è mai successo”.
Lunedì ci sarà un sopralluogo dove è avvenuto il delitto con i Ris di Parma, di cui si attende l’esito degli esami sulla pistola: questo servirà a capire ulteriormente la dinamica dell’uccisione.
(da Fanpage)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
“E’ UNA OPPORTUNITA’ CHE SERVE PER FARE COSE CHE FINORA ERANO IMPEDITE”
La loro propaganda politica, sostenuta in primis dal bolsonaro italiano Salvini, non comprendeva l’uso del Green pass, considerato uno strumento di controllo, proponendo invece i tamponi gratuiti a spese nostre.
Ma adesso quasi tutti i governatori stanno abbandonando questa scellerata idea proposta dal loro capo, per dare spazio alla responsabilità.
A dichiararlo è il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Il governatore leghista considera il certificato verde un’“opportunità”, perché serve “per fare le cose che finora erano impedite”. Insomma, “un modo per avere più libertà”.
Ecco perché Fontana, insieme ai colleghi governatori della Lega Zaia e Fedriga, viene ascritto tra i ‘governisti’ del suo partito. Va premesso che Fontana crede che la “libertà di scelta sia la base di tutto” e dunque chi non vuole vaccinarsi, non si vaccini.
Però l’unico modo per uscire dalla crisi ed evitare una quarta ondata, “al di là del rispetto di regole e protocolli, credo sia la vaccinazione”.
Il presidente di Regione torna a sottolineare l’importanza delle autonomie.
“In questi mesi si è dimostrato che il livello decisionale regionale è quello che ha retto più di tutti”, dichiara. E dunque si è di fronte, per Fontana, all’“ennesima dimostrazione che l’autonomia debba essere ripresa con la massima determinazione”
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
SE IL CENTRODESTRA NON VOLEVA VINCERE A ROMA, E’ IL TRIBUNO RADIOFONICO L’UOMO CHE CERCAVA
Enrico Michetti l’ha fatto di nuovo. Ha ascoltato diligentemente i suoi tre
competitor al Campidoglio, poi, quando toccava a lui, anzi qualche minuto prima, ha preso e se n’è andato.
Questa volta aveva un appuntamento pregresso – pare all’Atac e si sa che da quelle parti hanno la mania della puntualità – l’altra se ne andò sdegnato per i toni troppo concitati: “No, la rissa no”.
Ma la fuga all’inglese dell’avvocato-cavaliere-professore-speaker radiofonico è solo l’ultima delle sue mirabolanti imprese. Solo ieri pare abbia fatto imbufalire la sua king maker, Giorgia Meloni, per un ritardo alla presentazione delle liste nel quartiere Eur.
Che poi, una volta superato l’annoso problema del traffico, alle domande sulla sua candidata No vax e antisemita (fino a ieri, oggi avrebbe smentito) nella lista civica che in attesa di Bertolaso vede Pippo Franco, il buon Michetti non avrebbe saputo rispondere peggio: “Non riusciamo a rintracciarla”.
Insomma, assunto che le priorità sue e della città siano altre, sembra però evidente che dalla ormai celebre “Roma dei Cesari” il tribuno, ormai sotto “tutela politica”, fatichi un po’ a tornare.
Un bel guaio per una coalizione, il centrodestra, che nella capitale avrebbe vinto a mani basse, e sopra di parecchi di punti nei sondaggi, sta facendo proprio di tutto per schiantarsi, se arriva – come dovrebbe – al ballottaggio.
Sempre che l’obiettivo, e non serve essere raffinati dietrologi no vax per intuirlo, non fosse proprio andare a sbattere.
Perché d’accordo, Roma che una volta era trampolino per i leader, da un po’ invece è peggio di Kabul, è la tomba degli imperi politici.
E governare tra cinghiali, rifiuti, buche e pesci morti, può logorare – Raggi/5 stelle docet – chi aspira a obiettivi nazionali.
Se non si voleva vincere, Michetti sembra proprio l’uomo giusto. Però se perdere non è una tragedia, straperdere rischia di tramutarsi in farsa.
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
NON GLI CREDE PIU’ NESSUNO, COMPRESI I VERTICI DELLA LEGA CHE NON VEDONO L’ORA DI TOGLIERSELO DAI COGLIONI
Finge di avere una strategia ma non gli crede più nessuno. Non ci credono i suoi detrattori (ovvio, sono lì per quello) ma non ci credono nemmeno i suoi “amici” interni che a dire la verità da un po’ di mesi non vedono l’ora che il leader si sbricioli per poterlo mettere da parte: Matteo Salvini si è incartato sul primo decreto Green Pass (che prevede il certificato nei ristoranti al chiuso, negli spettacoli al chiuso e all’aperto, nelle palestre e nelle piscine) annunciando prima il ritiro degli emendamenti della Lega per dimostrarsi collaborativo (mai affidarsi alle promesse di collaborazione di un turbo-individualista) e per chiedere al governo di togliere la fiducia poi in aula la Lega ha votato quegli stessi emendamenti però proposti da Giorgia Meloni.
Ricapitolando, per semplificare: la Lega aveva vergato emendamenti per affossare una decisione che lei stessa aveva avvallato in Consiglio dei ministri, poi ci ha ripensato e poi ci ha ripensato ancora votandoli a firma di Fratelli d’Italia: una contraddizione al cubo che, nella sostanza, è semplicemente il vuoto cosmico politico.
Emendamenti bocciati, figura piuttosto molle (e intanto Giorgia Meloni continua ad apparire sempre più dura e convincente) e il capolavoro politico di scontentare tutti, sia da una parte che dall’altra.
Partono ovviamente gli attacchi. Matteo Salvini tenta di salvare il salvabile e oggi si fa intervistare dal Corriere della Sera dicendo di avere “garantito un equilibrio tra il diritto alla salute e quello al lavoro.” (Non si capisce bene come non avendo ottenuto nulla in aula, al di là della figura barbina) e poi buttandola in caciara parlando di “tamponi gratuiti” (che nulla avevano a che vedere con la discussione).
Poi balbetta di avere avvisato Draghi (come se notificare a qualcuno che si sta facendo una cazzata renda meno scemi)
Insomma, il disturbatore interno non disturba più nessuno e l’oppositore non riesce a fare opposizione: avanti così, Matteo
(da TPI)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
SONO QUELLI CHE PER I SOVRANISTI ANDREBBERO LASCIATI AFFOGARE
Se ne parla poco ormai ma i migranti continuano a partire da Libia e Tunisia
e ad attraversare il Mediterraneo centrale.
E a Lampedusa molti ci arrivano, in qualche modo. Hanno rischiato grosso i 125 che poco prima dell’alba di oggi la Guardia costiera ha individuato su un piccolo lembo di terra dell’isola dei Conigli, dove avevano trovato riparo tra mare grosso e vento forte. Prima erano su due barconi, uno dei quali trovato poco dopo semi affondato
Come siano riusciti a raggiungere quella piccola spiaggia non è chiaro, ma sono vivi. E la Guardia costiera, che ha inviato due motovedette, è riuscita a portarli a bordo delle sue imbarcazioni che hanno poi fatto rotta verso il porto di Lampedusa e il molo Favaloro.
«Il soccorso è stato particolarmente complesso a causa del mare mosso e dalla presenza di scogliere affioranti – ha fatto sapere la Guardia costiera in un raro comunicato stampa che ha accompagnato con un drammatico video -. Il salvataggio è avvenuto con l’impiego dei soccorritori marittimi (Rescue swimmer) che hanno raggiunto via mare la costa e hanno proceduto al recupero di tutti i migranti, che sono stati portati in sicurezza nel porto di Lampedusa, in buone condizioni generali di salute».
Tra loro ci sono 49 donne e 20 minori. Tutti «in evidente stato di choc».
Ora sono tutti nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove ci sono oltre 600 persone, per i test anti-Covid e le operazioni di identificazione.
Molti dei migranti arrivati a Lampedusa in queste ore sono già stati trasferiti sulla prima delle due navi-quarantena arrivate in rada: la Aurelia che appena completerà gli imbarchi cederà il punto d’attracco alla Azzurra.
Se questi sono migranti che sono riusciti ad arrivare, ce ne sono però molte altre migliaia che non ci sono riusciti. Gli ultimi dati dell’Oim, l’organizzazione per le migrazioni delle Nazioni unite, dicono che almeno 23.500 altri migranti sono stati riportati indietro dalla Guardia costiera libica.
Altre centinaia, oltre 1100, risultano invece morte o disperse nel tentativo di attraversare quel mare di lutti e disperazione che è ormai diventato il Mediterraneo centrale.
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
UN BELL’ESEMPIO PER CHI DOVREBBE ESSERE AL SERVIZIO DEI CITTADINI… ECCO I DATI TRA POLIZIOTTI, CARABINIERI, ESERCITO
Tra i No vax non ci sono solo sanitari e prof ma anche poliziotti, soldati, marinai, avieri e carabinieri. Si tratta di circa 70mila persone.
Nello specifico, come riporta il Sole24Ore, la polizia di Stato, con circa 95mila agenti, ha il 20 per cento di poliziotti che non si è voluto sottoporre al vaccino anti Covid. Nei carabinieri, oltre 107mila unità, invece, si sono vaccinati oltre l’85 per cento con tutte o due o comunque almeno con la prima dose.
Marina e Aeronautica, poco meno di 40mila militari ciascuno, sono all’80 per cento (considerando, anche in questo caso, sia il ciclo vaccinale completo che la prima dose).
Il peggiore? L’Esercito che, con 90mila militari effettivi, ha avuto un’adesione al 75 per cento. Non proprio un successone.
Nelle Forze armate si registrano gli stessi numeri della polizia di Stato: il 20 per cento non risulta essere ancora vaccinato.
Al momento, però, non c’è alcun obbligo vaccinale per le forze dell’ordine – così come, invece, è stato previsto fin da subito per i sanitari – anche se, per alcune attività ad alta intensità operativa, si è resa necessaria la vaccinazione, pena esclusione da quei compiti.
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
AGLI AGENTI SI VANTA DI ESSERE NAZISTA? PARACADUTATELO DI FORZA A KABUL, COSI’ POTRA’ DIMOSTRARE LA SUPERIORITA’ DELLA RAZZA ARIANA AI TALEBANI
E’ successo in un negozio all’ingresso della Stazione Metro B di Ponte
Mammolo, alla periferia di Roma.
La vittima è un afgano di 36 anni.
Poco dopo gli agenti hanno arrestato un romano di 42 anni con le mani ancora insanguinate.
L’uomo ha confermato il gesto rivendicandone la matrice razziale.
Nel corso degli accertamenti l’uomo ha fatto poi notare agli agenti una croce celtica, tatuata sul dorso della sua mano sinistra, proprio a sottolineare la sua fede politica.
Questa è la solidarietà al popolo afghano da parte della fogna razzista.
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
CONTAGIATA TUTTA LA FAMIGLIA, GRAVE LA NONNA
Era una convinta no vax e infatti nella sua famiglia nessuno era vaccinato: Agnese Beatrici, 39enne di Piancogno (nel Bresciano), madre di una bambina di sette anni e di un bimbo di due, è morta di Covid a Milano, dov’era stata ricoverata in terapia intensiva nei giorni scorsi, quando le sue condizioni si erano aggravate.
Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, la donna è risultata positiva dopo essere rientrata dalle vacanze e in breve si sono infettati anche gli altri adulti della famiglia: il marito, il padre e la madre
In particolare quest’ultima a quanto si apprende sarebbe ricoverata in gravi condizioni agli Spedali Civili di Brescia.
Una delle prime a rilanciare la notizia sui social è stata la parlamentare toscana Laura Cantini, che ha commentato su Facebook: “Una tragedia. Riflettete”.
Fra i commenti che ne sono seguiti c’è chi fa presente che “dovrebbero bastare queste notizie a spingere per la vaccinazione di massa, altro che solo green pass” e che “l’obbligo vaccinale andrebbe introdotto anche per tutelare le persone che non capiscono”.
E altri si domandano: “Quante altre tragedie come questa si dovranno verificare perché si rendano conto dell’importanza del vaccino?”.
La morte di un’altra persona non è mai una sorta di vittoria ideologica, ma una sconfitta orribile
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2021 Riccardo Fucile
NUOVI SVILUPPI SULL’OMICIDIO DI VOGHERA AD OPERA DELL’ASSESSORE DELLA LEGA
Sulle indagini nei confronti di Massimo Adriatici si sono spente le luci dei
riflettori. Dallo scorso 21 luglio, notte dell’uccisione di Youns El Boussettaoui per mano dell’assessore leghista di Voghera.
In attesa delle perizie – che saranno valutate dalla Procura -, i legali della famiglia dell’uomo ucciso hanno messo in evidenza alcune gravi evidenze emerse nel corso dei primi esami.
Sia sul corpo, sia sulla pistola utilizzata dall’esponente del Carroccio.
Il quotidiano La Repubblica riporta alcuni passaggi della memoria inviata dai legali della famiglia di Youns El Boussettaoui al gip Maria Cristina Lapi:
“Sebbene la perizia sia in divenire un gravissimo elemento oggettivo è già emerso dal mero esame dell’arma e delle munizioni: sia il proiettile estratto dalla salma, sia i sette proiettili contenuti nel caricatore della pistola in uso all’indagato sono munizioni di tipo espansivo, vietate dalla legge per la difesa personale”.
Di quali munizioni si tratta? All’interno della Beretta di Massimo Adriatici (e nel corpo della vittima) sarebbero stati ritrovati proiettili hollow point che, a differenza di quelli tradizionali, hanno un foro sulla punta dell’ogiva e provocano maggiori danni su un corpo. Per questo sono vietate, visto che “le munizioni espansive al momento dell’impatto subiscono una vistosa alterazione strutturale, votata a una superiore cessione energetica e a un maggior effetto distruttivo sui tessuti, con una più alta probabilità di uccidere”.
Si tratta di munizioni considerate fuori legge, proprio per gli effetti che provocano. Quei proiettili, infatti, dilaniano la carne a causa della loro “espansività” quando entrano in contatto con un corpo.
E dal 1992 sono stati vietati e una sentenza della Corte di Cassazione del 2008 li ha equiparati a munizioni da guerra.
E ora, in attesa dell’esito finale delle perizie sull’arma e sul corpo di Youns El Boussettaoui, si apre un nuovo fronte nell’indagine nei confronti di Massimo Adriatici.
(da NextQuotidiano)
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