“SARO’ SEGRETARIO PER I PROSSIMI TRE ANNI”: SALVINI, PRESSATO DAI GOVERNATORI DEL NORD, NON MOLLA LE REDINI DEL CARROCCIO, NONOSTANTE IL CROLLO DI CONSENSI E LE SPACCATURE INTERNE
OGGI IL TAVOLO DI COORDINAMENTO DEI TERRITORI, PENSATO DAL VICEPREMIER PER RICOMPATTARE IL PARTITO
«Adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me». Matteo Salvini liquida
così gli striscioni comparsi in alcune città a sostegno di Luca Zaia segretario della Lega. E, nello stesso passaggio, ribadisce di non avere alcuna intenzione di farsi da parte: «I militanti mi hanno chiesto l’anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò».
Quanto agli autori dei manifesti, il leader del Carroccio scherza: «Non lo so, mica faccio l’ispettore Derrick».
Dovrebbe essere infatti quello di Massimiliano Fedriga il primo nome della nuova fase leghista. Nel tardo pomeriggio di oggi, alla riunione inaugurale del Tavolo di coordinamento dei territori che si terrà online, Salvini dovrebbe chiedere ufficialmente al presidente del Friuli Venezia Giulia di assumerne la guida e diventare il punto di riferimento dell’organismo chiamato a mettere in rete sindaci, governatori e amministratori del Carroccio.
Una scelta che vale più di una semplice nomina organizzativa. Arriva infatti in un momento in cui il leader della Lega prova a tenere insieme una classe dirigente attraversata da sensibilità differenti, tra i governatori del Nord e gli esponenti della Lega nazionale e sovranista, in una fase segnata dalla rottura con Roberto Vannacci e dal sorpasso di Futuro Nazionale nei sondaggi.
Non è un caso che proprio alla vigilia del debutto del nuovo organismo Salvini abbia affidato ai militanti un messaggio dal sapore quasi programmatico. Nella newsletter domenicale inviata agli iscritti, il segretario ha contrapposto il lavoro sui territori alle indiscrezioni sulle tensioni interne, rivendicando la necessità di «ascoltare cittadini e amministratori, costruire soluzioni e lavorare per il bene del Paese».
Puntare su Fedriga, che sabato dalla provincia di Udine ha evitato di alimentare le polemiche interne, rappresenta anche un segnale a Zaia. Mentre l’ex governatore veneto continua a sostenere una riforma dello statuto in chiave federale, su
modello dell’alleanza tra Csu e Cdu in Germania, Salvini sceglie di rafforzare il peso dei governatori senza mettere mano all’architettura del partito.
(da agenzie)
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