Maggio 10th, 2022 Riccardo Fucile
UNA STUDENTESSA CHE FA LA CAMERIERA PER MANTENERSI AGLI STUDI V ITTIMA DI MOLESTIE DI UN BRANCO DI SFIGATI CHE DISONORANO LA DIVISA DI ALPINO
Per difendere la sua privacy useremo un nome di fantasia: Sara. Lei è
una delle protagoniste-vittime di quel che è successo nei giorni scorsi nella cittadina della costiera romagnola, durante la grande adunata degli alpini. Ha 27 anni, studia a Rimini e per mantenersi lavora come cameriera in un locale.
E proprio lì è stata molestata: prima dialetticamente (con i classici cliché del cat-calling), poi fisicamente con la mano di uno dei presenti che si è poggiata sul suo seno. Ma non ci sono state solo molestie fisiche da parte degli alpini radunati a Rimini, perché la stessa giovane studentessa ha anche raccontato di come sia stata chiamata al tavolo con un classico saluto fascista.
La giovane Sara è di origine somala e ha un accento romagnolo. Nel corso della prima serata dell’adunata degli alpini a Rimini, stava lavorando in quel ristorante dove svolge il ruolo di cameriera per pagarsi gli studi. E proprio lì, fin dall’inizio della serata, è stata vittima di quel che poi è stato denunciato anche da altre 150 donne.
“Mi hanno chiamato a un tavolo facendo il saluto fascista, sono andata, l’ho fatto notare e mi hanno risposto che sì, era vero, che avevano fatto quel saluto appositamente. Sono somala, ho reagito, lo sapete? Mi hanno risposto: lo abbiamo immaginato dal colore della tua pelle. E giù risate. Sono rimasta senza parole, ma è finita lì”.
Sara ha raccontato all’edizione bolognese de La Repubblica questo primo step. Un’escalation proseguita nel corso dei giorni successivi. Oltre a quel saluto romano, infatti, nelle serate seguenti il livello di molestia è cresciuto. Fischi, sguardi fissi sul suo fondoschiena e commenti a corredo, simulazione di atti sessuali, bigliettini per invitarla ad appartarsi “con un alpino” e, infine, anche un uomo che le ha palpato il sedere, configurando la molestia sessuale (fisica).
Questo è uno dei tanti racconti di queste molestie alpini Rimini. La giovane ha raccontato che quei giorni sono stati di festa, ma sono stati macchiati dai comportamenti di alcuni. Alcuni che diventano tanti. Perché l’associazione “Non una di meno” ha raccolto almeno le denunce e i racconti di 150 donne e ragazze che hanno subito molestie nel corso dell’adunata degli alpini nella cittadina romagnola.
C’è chi ha parlato di tentativi di approcci fisici con insistenza (come la barista che ha parlato di un alpino che ha provato a leccarle la bocca e ha simulato un atto sessuale mentre stava sparecchiando la tavola), chi ha parlato di volgari insulti sessisti, chi è stata colpita con uno schiaffo al volto dopo aver rifiutato una avance. Questo il resoconto delle denunce durante e dopo l’adunata degli Alpini.
(da NextQuotidiano)
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Maggio 10th, 2022 Riccardo Fucile
A DIFENDERE IL GOVERNATORE USCENTE C’È RIMASTA SOLO LA MELONI… LA RICONFERMA DI MUSUMECI È SEMPRE PIÙ IMPROBABILE, SE LA COALIZIONE SI SPACCA, VINCE IL CENTROSINISTRA
Nuovo terremoto in Sicilia. Neanche il tempo di brindare alla candidatura unitaria di Roberto Lagalla a Palermo, che il centrodestra è di nuovo nel caos, sull’orlo di una frattura che ogni giorno si allarga un po’ di più. L’attacco di Gianfranco Miccichè a Nello Musumeci dalle pagine de La Stampa riaccende l’attività sismica del vulcano isolano, placata per qualche giorno dopo l’accordo per Palermo.
«Musumeci è un fascista, non lo vogliamo più». Parole e toni che il coordinatore regionale di Forza Italia e presidente dell’assemblea regionale prova a correggere, ma ormai la lava ribolle. Fratelli d’Italia è sul piede di guerra: «Serve un chiarimento politico», dice Ignazio La Russa, definito «anima nera» dall’azzurro, che giura di essersi mosso d’accordo con Silvio Berlusconi.
La Lega non gradisce la stoccata Matteo Salvini (»Ha perso baldanza, è debole») e mette in dubbio la «lucidità» di Miccichè. L’eruzione della coalizione è a una passo. A difendere Musumeci resta solo Fratelli d’Italia: FI e Lega provano a gettare acqua sul fuoco e predicano unità nella coalizione, ma è sempre più difficile che il nome che sblocchi la situazione sia quello del governatore in carica.
Dopo gli zampilli di ieri, la riconferma di Musumeci si fa irta come la salita dell’Etna, su cui i corridori del Giro d’Italia si arrampicheranno giusto domani. Un calvario di quasi 40 chilometri, una fatica pari a quella dell’esponente di FdI che cerca la riconferma. «Gianfranco Miccichè mi ha telefonato per scusarsi delle dichiarazioni che il quotidiano La Stampa gli attribuisce— diceva ieri La Russa— sono certo che è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica».
Miccichè, da parte sua, precisa confermando le critiche a Musumeci: «Sono toni esageratissimi, sinceramente non posso che chiedere scusa a chi si è sentito offeso, certo non era nelle mie intenzioni. Il fatto che io non consideri Musumeci il miglior candidato è un conto, ma questi toni non mi appartengono e non mi sarei mai permesso di utilizzarli».§
Pace fatta? Neanche per sogno. La Russa ora vuole «un chiarimento politico nella coalizione, reso necessario anche dall’improvvido coinvolgi-mento nell’articolo di Silvio Berlusconi, descritto arbitrariamente come consapevole e coinvolto in una strategia che non gli appartiene utile a danneggiare gli alleati».
Dal quartier generale azzurro fanno sapere che «quelle parole non corrispondono e non hanno nulla a che fare con il pensiero e con lo stile di Forza Italia. Adesso, responsabilmente, Forza Italia, come già avvenuto per il sindaco di Palermo, continuerà a lavorare per l’unità del centrodestra in vista delle elezioni regionali in Sicilia».
Si annuncia un lavoraccio. Lo dimostra anche il leghista palermitano Francesco Scoma: «È evidente che da parte del coordinatore regionale di Forza Italia ci sia la volontà di spaccare il centrodestra. Le sue affermazioni sono sempre più gravi e inaccettabili». Gongola solo il Pd.
Il deputato siciliano Carmelo Miceli invita il centrosinistra a «creare le condizioni per portare Miccichè a essere coerente con le sue affermazioni», ovvero «rompere con la peggiore destra fascista di sempre. Sarebbe auspicabile che il centrosinistra facesse di tutto, prima della presentazione delle liste, per isolare in ogni modo i sovranisti e i fascisti». Il vulcano sbuffa.
(da “La Stampa”)
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