Settembre 15th, 2023 Riccardo Fucile
IL MINISTERO SI SVEGLIA: “VACCINARE I PIU’ FRAGILI”
Continuano a crescere le segnalazioni di nuovi casi di Covid-19 in
Italia. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, il dato al 13 settembre era di 30.777 casi, in aumento del 44% rispetto alla scorsa settimana (21.316). A crescere è anche l’incidenza, che tocca quota 52 casi per 100mila abitanti, rispetto ai 36 della scorsa settimana. Per quanto riguarda l’occupazione dei letti in Area medica, si passa dal 3 al 3,8% con un totale di 2.378 ricoverati. Salgono lievemente anche le terapie intensive: 0,9% rispetto allo 0,6% della precedente rilevazione. La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale sono gli ultranovantenni, mentre l’età mediana alla diagnosi è di 57 anni. «In considerazione della situazione epidemiologica», si legge nel documento del ministero della Salute, si suggerisce di rafforzare le misure di protezione e prevenzione, a partire dalla vaccinazione delle «popolazioni più fragili».
L’indice di contagio
L’indice di trasmissibilità (Rt), basato sui casi con ricovero ospedaliero, è pari a 1,20, in leggero aumento rispetto alla settimana precedente e ancora sopra la soglia epidemica. La percentuale di infezioni riportate in soggetti con almeno un’infezione pregressa – le cosiddette «reinfezioni» – è stabile intorno al 39%. A commentare le ultime evoluzioni del quadro epidemiologico è anche il matematico Giovanni Sebastiani, membro del Consiglio nazionale delle ricerche. Le sue analisi, relative al periodo dal 1° agosto al 6 settembre 2023, hanno evidenziato una crescita lineare dei casi Covid in Italia, così come dei ricoveri e dei decessi. «La percentuale dei positivi al test molecolare per la presenza del SarsCov2 sta aumentando in modo approssimativamente lineare, con un tasso medio di crescita pari a 2.3% a settimana e un valore medio nella prima settimana di settembre pari a circa il 13%», osserva l’esperto. Dall’analisi risulta inoltre che «il numero di ricoveri nei reparti ordinari è cresciuto da circa 800 unità il 1° agosto a circa 1.900 unità il 6 settembre».
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2023 Riccardo Fucile
MANCANO LE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA PERCHE’ SALVINI LE HA SMANTELLATE…INVECE DI LAMENTARSI SI AUTODENUNCI AI MAGISTRATI
Solo un braccialetto al polso per segnare il turno nei trasferimenti. L’assedio di Lampedusa non consente di fare altro: niente identificazione né fotosegnalamento né impronte, al massimo uno screening medico per chi sta proprio male. Ma entro domani — promettono al Viminale — gli oltre 7.500 migranti arrivati in 48 ore saranno tutti via da Lampedusa. Aerei, navi militari, traghetti, persino un catamarano, in tre giorni l’hotspot dovrà essere svuotato.
Trasferimenti forzati, giorno e notte, per avviare il nuovo piano di redistribuzione per almeno 20.000 richiedenti asilo che il Viminale sta precipitosamente mettendo a punto lottando contro le bandiere bianche di resa che i prefetti di tutta Italia stanno alzando davanti a un sistema di accoglienza saturo oltre ogni limite, reso inadeguato a ospitare un numero così imponente di persone dal decreto Cutro che ha chiuso le porte del sistema di accoglienza diffusa a chi sbarca limitandone l’utilizzo solo ai rifugiati.
Da Lampedusa ad altri porti siciliani e calabresi, Pozzallo, Porto Empedocle, Catania, Reggio Calabria, che offrono hotspot vecchi e nuovi, il primo trasferimento è relativamente facile. Ma poi dove mandarli se da nessuna parte c’è posto? «Siamo impegnati a organizzare una distribuzione degli arrivi il più capillare possibile per realizzare un bilanciamento tra le regioni e limitare l’impatto sulle comunità locali», assicura il ministro dell’Interno Piantedosi. Ma i sindaci insorgono: «Le città rischiano di diventare bombe sociali e di scivolare in un’autentica crisi umanitaria e sociale» e l’Anci chiede al governo di rivedere immediatamente il decreto Cutro.
La catena di trasferimenti
Sul molo Favaloro c’è la rissa per salire sulla prima nave possibile e lasciare il girone dei dannati di Lampedusa. Le operazioni previste dalla legge sono impossibili da fare. Tutto rimandato alla prossima tappa negli hotspot di transito: foto segnaletiche, impronte digitali, inserimento nel sistema Eurodac (in teoria) e richiesta di asilo. Poi la nuova attesa dei bus verso la destinazione definitiva. Finora dei 7.500 sbarcati, meno di 1.000 sono stati redistribuiti: 180 in Emilia Romagna, 250 in Lombardia, 185 in Veneto, 180 in Campania mentre la gran parte dei minori non accompagnati resta al Sud dove ci sono più strutture (tutte senza posto, tanto che sono tantissimi i minori ospitati in promiscuità in centri con adulti).
Le strutture e i bandi deserti
In queste ore i presidenti di Regione stanno ricevendo le quote di migranti da ospitare. Poi toccherà ai prefetti sfrattare dai Cas coloro che hanno ricevuto la protezione internazionale ma in attesa del permesso di soggiorno e ai sindaci inventarsi le soluzioni in territori dove gli amministratori sono pronti alle barricate. Nel piccolo centro di Monruino, 800 anime in Friuli Venezia Giulia, la sindaca Tanja Kosmina ha dovuto aprire la sala consiliare per far passare la notte a un gruppo di minori non accompagnati. A Padova, i migranti che erano stati piazzati nelle palestre di due scuole, ora restituite ai presidi, sono finiti nel vecchio aeroporto civile. In sei province i richiedenti asilo saranno ospitati in beni confiscati alle mafie, i parroci fanno appello alle famiglie perché aprano le porte di casa ai migranti, ma lo spettro di tendopoli e container è sempre più vicino. I bandi per la gestione di nuovi centri di accoglienza vanno deserti ovunque. «Noi abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare ma impongono condizioni impraticabili e creano il caos volutamente. E stanno anche facendo in modo che le persone non vengano più registrate nel sistema Eurodac», accusa Filippo Miraglia, responsabile immigrazione di Arci.
Le falle del patto di Dublino
Il metodo sperimentato nel 2011, in occasione della Primavera araba, è tornato in voga. In questi giorni di procedure saltate, sono migliaia i migranti che riescono a evitare di lasciare le impronte digitali. Un modo di aggirare il regolamento di Dublino e favorire il rapido attraversamento delle frontiere dei migranti che dovrebbero fare qui richiesta di asilo e attendere qui l’esito. Mancate registrazioni di cui più volte l’Italia, che ha anche sospeso le riammissioni dei dublinanti, è stata chiamata a rispondere in sede europea e che ha portato a un blocco delle redistribuzioni in Francia e Germania.
(da La Repubblica)
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Settembre 15th, 2023 Riccardo Fucile
“IN ITALIA LO STATO E’ LAICO”
“Mentre l’Italia è in crisi per il carovita e gli sbarchi dei migranti
ormai raddoppiati, Meloni corre in Ungheria ad abbracciare Viktor Orbán – proprio lui, il Presidente che ha sbattuto la porta in faccia all’Italia sulla redistribuzione dei migranti”: lo scrive sui social il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, attaccando Giorgia Meloni per la sua visita in Ungheria da Viktor Orban mentre l’Italia è alle prese con un’emergenza che non si vedeva da vent’anni a Lampedusa.
“Meloni ha individuato la vera emergenza. La guerra? Il caroprezzi? Le migrazioni? Niente affatto. “Serve una grande battaglia per… difendere Dio”. Mi sbaglierò. Ma non credo che gli elettori l’abbiano votata per sostituire papa Francesco”, aggiunge Conte, riferendosi alle frasi pronunciate dalla presidente del Consiglio dal palco del Demographic Summit di Budapest. In particolare quelle per cui tutelare le famiglie significa difendere Dio e la nostra identità.
“Lo dico da cattolico: smettiamola di strumentalizzare la religione soprattutto quando si rivestono alte cariche istituzionali. Smettiamo di scimmiottare un lontano passato quando la religione era intesa come “instrumentum regni”. Il principio della laicità dello Stato e la libertà religiosa sono cardini del nostro ordinamento democratico”, prosegue il leader grillino, rivolgendosi poi direttamente e Meloni e dicendole di preoccuparsi “delle emergenze economiche e sociali delle famiglie e delle imprese italiane”.
Ieri sera, intervenendo alla Festa di Sinistra Italiana a Salerno, Conte è tornato a criticare il discorso della presidente del Consiglio: “Quando si parla di cambiamento culturale servono anche delle condizioni perché questo si verifichi. Questa destra si nutre di una cultura molto modesta, senza voler offendere nessuno, e ha delle pulsioni reazionarie vere e proprie”.
E ancora: “È assolutamente improprio che un presidente del Consiglio ragioni in quel modo e parli di difendere Dio. Io da cattolico quando ero in quel ruolo non mi sono mai permesso di parlare in tal modo. Ad ogni modo, chi invoca Dio dovrebbe preoccuparsi di più dei bisognosi e degli ultimi, non schiaffeggiarli e umiliarli. Il fatto di umiliare sistematicamente chi è in difficoltà, bollandolo come scansafatiche o divanista – negando che ci siano salari da fame – è un atteggiamento irresponsabile di cui questo governo dovrà assumersi le conseguenze”.
(da Fanpage)
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Settembre 15th, 2023 Riccardo Fucile
“IL GOVERNO HA SMANTELLATO IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA DIFFUSA”… “IL GOVERNO HA TAGLIATO I FONDI PER I NIDI E HA IL CORAGGIO DI PARLARE DI DENATALITA'”
«Pagare i dittatori stranieri” dei paesi di partenza «non ferma gli sbarchi». Così Elly Schlein a Otto e Mezzo, su La7.
«Per i migranti il governo in questi mesi ha fatto un’unica cosa, il decreto Cutro, che chiamerei il decreto Meloni. E che ha smantellato il sistema di accoglienza diffusa. Questo Paese non si è mai dato politiche sensato sulle migrazione. Va abolita la Bossi-Fini».
E ancora: «Abbiamo votato per non rifinanziare la guardia costiera libica, ho sempre pensato che fosse sbagliato come è stato sbagliato l’accordo di Meloni con la Tunisia».
«Vanno cambiate le regole di Dublino. A fare questa battaglia che bloccano i migranti in Italia, primo paese d’arrivo, c’eravamo noi e non Meloni o Salvini e i loro amici. Oggi Meloni era da Orban: perchè non gli ha fatto una semplice domanda? Perchè si vogliono prendere solo i benefici dall’Ue? Non hanno il coraggio di chiedere ai loro alleati di fare la loro parte».
A proposito della visita in Ungheria di oggi, la segretaria Pd ha attaccato la premier Meloni anche su un altro fronte. «Il gender? Creano dei mostri quando in realtà ciò che minaccia le famiglie è la paura del futuro: salari bassi, inflazione».
Schlein, intervistata in studio anche dal direttore de La Stampa Massimo Giannini, ha toccato l’argomento della criminalità e del decreto Caivano. «La repressione non basta, serve un grande investimento nella prevenzione e nella educazione. Altrimenti non si riesce a dare un’emancipazione alle persone»
«Io sono la segretaria di un Partito che ha fatto l’assegno unico, il più forte strumento messo in campo per la famiglia e che il governo rischia di indebolire», ha proseguito Schlein. «Possibile che la prima donna premier non vuole investire in infrastrutture sociali, nei nidi? Aiutano a conciliare e le donne a lavorare, mentre il governo ha tagliato il fondo per i nidi. Non vedono il nesso tra denatalità e precarietà».
«Io capolista alle europee?», ha proseguito. «Non è all’ordine del giorno. Prima occupiamoci di un progetto per l’Europa. Penso che noi abbiamo bisogno di costruire liste aperte, plurali e collettive perché non siamo un partito personale».
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2023 Riccardo Fucile
PARTE DI QUESTI SOLDI SARANNO CONVERTIBILI, A DISCREZIONE DEI SINGOLI DIPENDENTI, IN BUONI SPESA O BENZINA, PER LE BOLLETTE DI ACQUA, LUCE E GAS, PER LA FORMAZIONE
I 6.000 lavoratori della Ferrero – operai e impiegati – riceveranno
nella busta paga di ottobre un premio di risultato di circa 2.400 euro, legato agli obiettivi raggiunti. L’accordo è stato raggiunto dall’azienda con i sindacati.
Parte del premio sarà convertibile, a discrezione dei singoli dipendenti, in servizi alla persona (flexible benefits), nella misura di 300, 500 o 700 euro: potranno essere spesi per acquistare buoni spesa, per le bollette di acqua, luce e gas, per beni o servizi alla persona o alla famiglia, dall’istruzione alla formazione, fino alle spese mediche o convertibili in buoni benzina o previdenza complementare.
L’importo del premio è stato determinato dall’andamento di due parametri: il risultato economico, unico per tutta l’azienda, che concorre a determinare il 30% del premio, e il risultato gestionale, 70% del premio, legato all’andamento specifico di ogni stabilimento e area.
L’azienda e le organizzazioni sindacali esprimono “piena soddisfazione per i risultati conseguiti, ponendo al centro l’attenzione e la tutela della persone, l’importanza dei legami sociali e riconoscono il ruolo strategico di consolidate e proficue relazioni industriali”.
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2023 Riccardo Fucile
L’ACCUSA RIDICOLA: “INDAGATO PER TERRORISMO” … LA FAMIGLIA NEGA TUTTO E LA SAPIENZA SI MOBILITA
Khaled el Qaisi, giovane ricercatore italo-palestinese, è in arresto dal 31 agosto. Oggi si è tenuta un’altra udienza dei giudici israeliani che hanno deciso di prolungare la detenzione per altri sette giorni, ma le motivazioni non sono chiare.
L’uomo stava rientrando con la moglie e il figlio di 4 anni da una vacanza in Palestina quando ad Allenby, valico di frontiera con la Giordania, è stato fermato dalle autorità israeliane al controllo bagagli per “ragioni di sicurezza”, come riporta la Repubblica.
«Eravamo in viaggio con nostro figlio ed eravamo felici, perché avevamo portato il nostro bambino nei luoghi di origine del padre. Quando all’improvviso Khaled è stato fermato dalla Polizia. Ho provato più volte a chiedere dove lo stessero portando e non ho avuto alcuna risposta», afferma la moglie Francesca Antonucci.
Il marito si trova ora nel carcere di a Petach Tikvah, a 20 km di Tel Aviv, ma non ha potuto vedere i suoi familiari e i legali. Secondo la Repubblica, l’uomo sarebbe stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta per terrorismo, forse per alcune frequentazioni avute dal ricercatore in Palestina. Su queste si sarebbero concentrate infatti le domande rivolte a el Qaisi dal procuratore in un’udienza pubblica. «Ma eravamo in vacanza, ha visto vecchi amici. Non è successo niente», insiste la donna.
I dubbi dell’Italia e la mobilitazione in Parlamento e alla Sapienza
L’accusa suona strana anche alle autorità italiane, a cui risulta che el Qaisi non avesse precedenti né fosse attenzionato dall’intelligence.
Per questo s’avanza l’ipotesi che si possa trattare di un «equivoco», come viene fatto trapelare da chi si sta occupando della vicenda. Sul caso si è attivato subito il console italiano, che ha potuto vedere il ricercatore e tra oggi e domani dovrebbe anche esser reso disponibile il fascisolo aperto su di lui.
Diversi parlamentari dell’opposizione – Stefania Ascari, Carmela Auriemma, Laura Boldrini, Dario Carotenuto, Concetta Damante, Tino Magni e Stefano Vaccari – stanno facendo pressione sul ministro degli Esteri Antonio Tajani perché s’interessi direttamente della vicenda.
Gli avvocati di Khaled el Qaisi lamentano la violazione dei diritti del detenuto. Domani alla Sapienza, dove il ricercatore studia lingue, ci sarà un’assemblea pubblica alla presenza della moglie e dei legali dell’uomo.
(da agenzie)
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