Febbraio 6th, 2025 Riccardo Fucile
IL CINISMO E LA TOTALE ASSENZA DI QUALSIASI VALUTAZIONE ETICA
Ho ascoltato parola per parola gli interventi in aula del ministro della Giustizia Nordio e
del ministro degli Interni Piantedosi. La cosa che mi ha più colpito è la totale, dico totale assenza di qualunque valutazione etica o giudizio politico sull’accaduto — non fosse, nel caso di Nordio, un breve riferimento polemico alla magistratura, della quale, almeno in teoria, è il ministro referente.
Trattandosi di un caso esploso unicamente per ragioni etiche e politiche (il rilascio e il rimpatrio con volo di Stato di una persona accusata di crimini contro l’umanità), forse almeno un paio di frasette di circostanza, nel merito, erano attese. Nemmeno l’ombra.
I due hanno parlato come burocrati che si riparano dietro le loro scartoffie, per giunta non così eloquenti da mettere la parola fine alla vicenda. Non un caso politico, dunque, ma un caso burocratico, dentro il quale non era possibile trovare traccia alcuna della carne e del sangue degli esseri umani coinvolti; né della gravità delle accuse che pendono su quel capobranco ricondotto a casa sua con tutti i comfort, lungo una rotta che centinaia di migliaia di altri esseri umani percorrono in senso contrario in condizioni di indicibile sofferenza e pericolo.
Nordio, a tratti beffardo, non è sembrato in condizioni di capire di che cosa si stava parlando. Piantedosi anche, ma perlomeno non è stato beffardo. La speranza è che, almeno lui, fosse imbarazzato, a differenza di Nordio che appariva di ottimo umore, come chi gongola per avere sventato l’attacco di un manipolo di rompiballe (mezzo Paese così è visto da questo governo: un manipolo di rompiballe).
(da Repubblica)
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Febbraio 6th, 2025 Riccardo Fucile
ALLA LETTURA DELLA SENTENZA LA GIOVANE E’ SCOPPIATA IN UN PIANTO DI GIOIA
Maysoon Majidi è stata assolta «per non aver commesso il fatto». Arriva la sentenza di assoluzione per l’attivista curda di 29 anni che era stata arrestata il 31 dicembre del 2023 con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La sentenza stata emessa dal Tribunale di Crotone, presieduto da Edoardo D’Ambrosio. Alla lettura della sentenza la giovane è scoppiata in un pianto di gioia insieme al fratello Razhan, che le era al fianco, insieme al suo difensore, l’avvocato Giancarlo Liberati. Nell’ottobre scorso lo stesso Tribunale aveva rimesso in libertà la giovane ritenendo cessate le esigenze cautelari.
Il legale di Maysoon: «La mia arringa è stata breve, non avevo nulla da difendere»
La pm Rosaria Multari aveva chiesto la condanna a due anni e quattro mesi, oltre al pagamento di una multa di un milione e 125mila euro. Majidi, accusata di essere la scafista dello sbarco avvenuto a Crotone il 31 dicembre 2023, era stata scarcerata a ottobre dello scorso anno dopo dieci mesi di detenzione. Soddisfazione è stata espressa dal legale della giovane, Giancarlo Liberati che, tuttavia, dichiara all’Adnkronos, si sarebbe aspettato «una presa d’atto dell’incongruenza dell’impianto accusatorio e una richiesta di assoluzione da parte della pubblica accusa che, invece, continuando a sostenere l’insostenibile, ha chiesto una condanna, pur mite, di due anni e quattro mesi che non faceva giustizia a Maysoon. La mia arringa oggi è stata breve, perché non avevo nulla da difendere».
Chi accusò la giovane curda
L’incubo di Maysoon Majidi iniziò dalle accuse della Guardia di finanza, sulla base delle testimonianze fornite da due migranti, un iracheno e un iraniano, secondo i quali la giovane sarebbe stata l’aiutante del capitano dell’imbarcazione giunta a Crotone con a bordo un carico di migranti, Akturk Ufuk, reo confesso ed a processo con rito abbreviato. L’avvocato Liberati ha sostenuto l’innocenza di Maysoon Majidi spiegando semmai che «era stata vittima dei trafficanti di uomini, senza avere con loro alcun rapporto di complicità».
Le reazioni della politica
«Dopo dieci mesi di carcere, dopo tante denunce e appelli, dopo un anno orribile in cui è arrivata a pesare 38 chili, Maysoon Majidi è libera e innocente. Maysoon Majidi, come Marjan Jamali, è una giovane donna iraniana arrivata in Italia nel 2023, entrambe, dopo essere sbarcate, sono state sottoposte a provvedimenti di custodia cautelare in quanto accusate di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e, in particolare, di essere delle ‘scafiste’», afferma in una nota il vicepresidente di Avs alla Camera Marco Grimaldi commenta la notizia diffusa dalla associazione “A Buon Diritto” che ha seguito la lunga vicenda delle due donne iraniane sin dal loro arresto. «Oggi Maysoon è stata assolta, ma questa bella notizia non assolve l’Italia delle destre: al quella che tiene in carcere una povera crista, e libera un boia trafficante di essere umani», conclude. Anche Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, esprime soddisfazione per la sentenza: «Giustizia è fatta. Fin dal primo incontro, nel carcere di Castrovillari, quanto da lei raccontato in merito al suo attivismo civico e politico era apparso credibile e coerente e ho confidato che la magistratura giudicante avrebbe sanato il grande equivoco su cui si basava la sua imputazione».
(da agenzie)
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