DALLE PAROLE SI PASSA AI FATTI: LA TENSIONE TRA TRUMP E MELONI RICADE SUGLI AFFARI. E’ STATO CANCELLATO IL BUSINESS FORUM FRA ITALIA E STATI UNITI, PREVISTO LUNEDI’ A MIAMI, A CUI AVREBBERO DOVUTO PARTECIPARE INVESTITORI E AZIENDE ITALIANE E USA, E CON LA PRESENZA DEL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO
UN EVENTO SU CUI LA NOSTRA DIPLOMAZIA AVEVA INVESTITO PARECCHIO, ORA SALTA DEFINITIVAMENTE DOPO CHE IL MINISTRO TAJANI HA ANNULLATO LA SUA PARTECIPAZIONE
Questa volta le conseguenze sono evidenti, destabilizzanti sull’asse delle relazioni bilaterali fra Stati Uniti e Italia. L’attacco di Trump a Meloni – rilasciato in una telefonata con l’inviato de La7 a Washington – e la replica della premier italiana si riverberano su Miami dove lunedì avrebbe dovuto svolgersi il Business Forum fra Italia e Stati Uniti alla presenza di investitori e aziende italiane e Usa, e con la presenza del segretario di Stato Marco Rubio.
Un evento su cui la nostra diplomazia aveva investito parecchio e che già una volta era saltato a causa dello spostamento a metà maggio del viaggio del presidente Usa in Cina. Ora la parola è: «Cancellato». Lo ha fatto sapere la Farnesina dopo che il ministro Antonio Tajani qualche ora prima aveva annullato la sua missione.
Al Dipartimento di Stato le bocche sono cucite, si è lavorato con la controparte italiana per trovare una via d’uscita. Ore di confronti e telefonate fra diplomatici italiani e gli americani. L’assenza di Tajani – che offriva la cornice politica
all’evento – toglieva senso alla presenza di Rubio e a una conferenza stampa in programma che avrebbe elevato ulteriormente il livello del summit.
Ma fuori dei contorni ufficiali, a Washington più di un funzionario esprime riserve su certi atteggiamenti di Trump. Nessuno entra nel merito sulle esternazioni anti-Meloni e nemmeno si parla del suo ribadire alla Nbc in un’altra telefonata di «non essere interessato ad avere lei (Meloni, ndr) come fan perché lei non c’era, insieme al gruppo Nato, perché non era lì a confrontarsi con lo Stretto di Hormuz».
Sono le modalità, ovvero quell’andare a ruota libera a spiazzare. «Sono cose che non ci piacciono, che mettono in difficoltà», fa sapere un diplomatico Usa. […] Quando Trump attaccò per la prima volta Meloni – sull’onda delle critiche della premier nei confronti del leader Usa per le parole espresse contro il Papa definite «inaccettabili» – la diplomazia italiana passò giornate difficili, ma nessuno, nemmeno sul fronte Usa, aveva osato parlare di relazioni bilaterali intaccate. I progetti di cooperazione su tutta una serie di temi sono proseguiti senza sosta.
Alcuni diplomatici europei a Washington, già avvezzi a reagire alle esternazioni di Trump contro i loro capi di governo, avevano assunto una posizione attendista. «Un conto sono le parole, un altro le azioni e le politiche».
La Casa Bianca non ha commentato la reazione di Meloni e piuttosto Trump ha rinfocolato le critiche parlando alla Nbc. Il presidente Usa si è legato al dito il no italiano all’uso per i bombardieri americani coinvolti in Iran della base di Sigonella avvenuto a fine marzo.
(da La Stampa)
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