“BASTA ROMA LADRONA” ALLA FESTA DEI LUMBARD TORNA IL VECCHIO SLOGAN
LA FESTA DELLA LEGA A CARONNO VARESINO
Dopo tre giorni di festa a Caronno Varesino, col grande finale della premiazione dopo il
torneodi calcio balilla, si smobilita: tavole, panche, bandiere, manifesti. Ma non la Lega, assicurano qui, perché anzi, «la Lega vera sta tornando».
Qualche leghista nelle prime votazioni scrisse il suo nome — durante la prima serata, venerdì, aveva intonato il Va’ pensiero, quello che voleva essere l’inno padano dell’indipendenza.
Sotto i tendoni dell’area festa hanno appiccicato le foto di Umberto Bossi sorridente col sigaro e lo slogan storico “né neri né rossi ma liberi con Bossi”: negli ultimi anni di sbornia sovranista e alleanze con estremisti di destra italiani e di mezza Europa quel grido era finito in soffitta.
Ora invece ritornano gli slogan contro “Roma ladrona” (…”la Lega non perdona”), le tovaglie verdi come le camicie di un tempo, gli striscioni con il Sole delle Alpi, le vecchie bandiere dei Giovani padani, i quali adesso si chiamano Lega giovani, faranno la loro festa nazionale a Milano Marittima il prossimo weekend (tra gli ospiti di onore anche Gio Urso, influencer famoso per osannare i ricchi e l’ostentazione del lusso, tra neologismi tipo fatturage e chiavage).
Il vintage è anche una scelta forzata e chissà se non fuori tempo massimo: con la concorrenza di Fn sul terreno nazionalista, serve tornare alle origini. Il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo lo va ripetendo nei suoi comizi sul territorio, lo ha fatto in provincia di Bergamo la settimana scorsa, idem qui nel varesotto. L’autonomia prima di tutto.
Un anno fa al congresso di Firenze si puntò su Elon Musk, sul rapporto con Donald Trump, con Viktor Orbán, si consegnò tessera e vicesegreteria, unico pacchetto, a Vannacci. Com’è andata a finire questa strategia è sotto gli occhi di tutti.
«La nostra Lega — riflette Manuela Maffioli, la deputata subentrata a Bossi dopo la sua morte, ex vicesindaca di Busto Arsizio — sono i volontari, i militanti, ma soprattutto la voglia di stare uniti e tenere duro, anche nei momenti meno facili». Questione di sopravvivenza.
(da Repubblica)
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