E ALLA FINE, PER SALVARSI IL CULO (SULLA POLTRONA), IL CENTRODESTRA ACCETTERA’ VANNACCI IN COALIZIONE
TRA I PARLAMENTARI AZZURRI C’E’ CHI INIZIA A MOSTRARSI PIU’ APERTURISTA VERSO I VANNACCIANI: “NON SI PUO’ CHIUDERE LA PORTA IN FACCIA PREGIUDIZIALMENTE A NESSUNO” …. PESANO POI I CALCOLI DI BOTTEGA (DEPUTATI E SENATORI GUARDANO ALLA RIELEZIONE) E I POSSIBILI DIKTAT DI MELONI. LA DUCETTA POTREBBE DOVER IMPORRE AGLI AZZURRI L’ALLEANZA CON FUTURO NAZIONALE PER IMPEDIRE AL CAMPO LARGO DI VINCERE ALLE POLITICHE
La mezza apertura di Pier Silvio Berlusconi a una possibile alleanza del centrodestra col generale Vannacci alle prossime elezioni fa discutere Forza Italia. Perché la porta lasciata socchiusa dal presidente di Mfe (“Vannacci è un comunicatore molto efficace, ora sta facendo propaganda ma vedremo il suo programma che andrà confrontato con quello del centrodestra e poi la premier Meloni deciderà”) suona diversa dalle posizioni che si erano registrate fin qui.
Marina Berlusconi del resto era stata assai più tranchant del fratello nei confronti del generale. Seguita a ruota da nomi di peso come il ministro Paolo Zangrillo, il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, Alessandro Cattaneo o l’ex sindaca di Milano, Letizia Moratti: tutti assai critici verso il generale. Altri invece sono, se non più morbidi, almeno attendisti. Tanto che ormai si può dire che sul tema FI si divide tra “intransigenti” e “aperturisti”.
“La linea di Antonio Tajani è la stessa di Pier Silvio: aspettiamo e vediamo. Non si può chiudere la porta in faccia pregiudizialmente a nessuno. Aspettiamo la legge elettorale, il programma di Vannacci e poi decideremo, questa è sempre stata la linea del segretario”, fa sapere una fonte vicina al ministro degli Esteri.
Ma pure un esponente della minoranza, spesso critico col vertice, come Giorgio Mulè si sente di sposare le parole di Pier Silvio. “Io lo vado dicendo da tempo: si aspetta, si vede il programma e poi si decide. Certo, poi bisogna venirsi incontro, il generale deve rinunciare all’idea della remigrazione, altrimenti tanti saluti e amici come prima…”, sostiene il vicepresidente della Camera. […]
È vero che ora Vannacci fa molta propaganda, però per le cose che propone ora, dalla remigrazione alla politica estera, dove vuole avvicinarsi a Putin e sospendere gli aiuti all’Ucraina, con FI c’è incompatibilità totale”, osserva un deputato che non ha in simpatia l’autore del Mondo al contrario.
Le posizioni nel partito, però, sono diverse e l’argomento genera anche qualche imbarazzo, perché se Giorgia Meloni, nel segno della realpolitik, lo imporrà agli alleati qualcuno agita addirittura lo spettro di una rottura col partito azzurro. Anche se qualcun altro ricorda come “quello che dicevano in passato Meloni e Salvini dall’opposizione non era così diverso dalle tesi odierne del generale”.
“Pier Silvio ha usato parole di buon senso. Per Tajani e FI è solo un problema di compatibilità programmatica. Non ci deve essere alcuna chiusura pregiudiziale su Vannacci come su nessun altro, vanno visti programmi e proposte e poi si decide”, osserva il portavoce forzista, Raffaele Nevi.
(da agenzie)
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