I MELONIANI HANNO CHIESTO CHE LA CONFERENZA CONSERVATRICE “CPAC” PREVISTA IN ITALIA SI TENGA DOPO LE ELEZIONI POLITICHE: L’OBIETTIVO È EVITARE DI ESSERE ASSOCIATI A TRUMP, IMPOPOLARE IN ITALIA, NELL’ANNO DEL VOTO
IL TOUR ITALIANO DEGLI SCORSI GIORNI, CULMINATO CON LA CENA DI DOMENICA, È COSTATO A OGNI DELEGATO 15MILA DOLLARI. LL’EVENTO DI GALA L’OSPITE D’ONORE ERA ARIANNA MELONI, “SCUDATA” DA CARLO FIDANZA E ANTONIO GIORDANO. PER FORZA ITALIA C’ERA DEBORAH BERGAMINI, PER LA LEGA SUSANNA CECCARDI … L’INVITO STRACULT ALL’EVENTO: “L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO È SMOKING CON GIACCA NERA, CRAVATTA NERA E CAMICIA BIANCA. TIPO 007”. CORREDATO DA UNA FOTO DI JAMES BOND REALIZZATA CON L’IA. E CON ABITO BLU (NON SMOKING)
Ovvio. La stiamo pianificando». Così risponde a Repubblica Matt Schlapp, presidente
della Conservative Political Action Conference, quando gli chiediamo se l’anno prossimo punti a portare in Italia la conferenza internazionale della più potente organizzazione conservatrice americana.
Una grande opportunità per il governo Meloni di accreditarsi come punto di riferimento di quel mondo in Europa […]. Anche un rischio, però: il 2027 è anno elettorale e nessuno ignora la profonda impopolarità del presidente Trump nell’opinione pubblica italiana, oltreché il rapporto complicato tra il tycoon e la premier.
La Conservative Political Action Conference è un passaggio obbligato per chiunque voglia fare carriera politica con i repubblicani e nell’universo Maga. Tiene una conferenza annuale negli Usa a cui partecipa il who is who del movimento. In genere a Washington, ma quest’anno a Dallas e il prossimo in Florida. E sono previsti anche alcuni appuntamenti internazionali.
In Europa ha puntato finora su Ungheria (quella di Orbán) e Polonia, ma da quando a Palazzo Chigi c’è Giorgia Meloni pianifica di sbarcare nella penisola.
La conferenza si terrà a Roma, perché Cpac vuole enfatizzare le radici cristiane e la cultura latina, ma sarà gestita dall’organizzazione americana con finanziamenti propri. Sul piano politico, l’occasione è evidente: accreditarsi come punto di riferimento del conservatorismo internazionale. Ma se lo scopo è anche riavvicinarsi a Trump, dopo gli attriti pubblici con Meloni, il pericolo è evidente: l’abbraccio del presidente nell’anno elettorale potrebbe non convenire. Ecco perché i meloniani hanno chiesto di tenere la conferenza dopo il voto: nel 2027, se le urne si apriranno in primavera, o nel 2028, con elezioni in autunno.
(da Dagoreport)
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